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Come se non bastasse la crisi economica dobbiamo sorbirci anche il “mare d’inverno”. E per di più in pieno luglio. non ci resta che sperare in agosto

Jesolo tromba d'aria marina fine luglio 2014 05Un’estate tra crisi e pioggia: vuoti gli stabilimenti balnerai
Mai un’estate tanto piovosa: bruiciati 400 milioni di euro. Almeno 50mila lavoratori sono rimasti a casa. Picco di cali in Campania e Marche

Come se non bastasse la crisi economica dobbiamo sorbirci anche il “mare d’inverno”. E per di più in pieno luglio.

Il risultato? Le imprese balneari italiane registrano cali delle presenze fino al 70% rispetto allo stesso periodo del 2013. A lanciare l’allarme è il sindacato italiano balneari che stima una perdita di 400 milioni di euro. Almeno 50mila lavoratori giornalieri sono rimasti a casa. Maglie nere di un profondo rosso generalizzato con una media approssimativa dei cali attorno al 40% sono proprio alcune delle regioni di punta del settore e cioè Campania, Marche, Liguria e Toscana.

Picco di cali in Campania e Marche
Le situazioni più dure sono in Campania e Marche (con cali a luglio rispettivamente del 70% e del 60%), ma non va meglio in Liguria (-50%), Toscana (50%) ed Emilia Romagna (-30%). Unica nota parzialmente positiva il ritorno dei turisti stranieri, specialmente tedeschi e austriaci, in Friuli Venezia Giulia e Veneto, che registrano comunque a luglio cali del 40% e del 15%. Male anche Abruzzo con cali del 40% e Lazio del 30%. Il Sud è stato meno condizionato da piogge e temporali, ma il segno negativo, anche se più modesto, rimane ugualmente. Anche a giugno tutte le regioni presentano il segno meno dal 10% al 40% (picchi in Campania, Emilia Romagna e Liguria).

Oltre 400 milioni di euro persi
La dèbacle colpisce tutta la filiera del turismo: meno clienti al mare si traducono in ristoranti con tavoli vuoti, alberghi con camere libere, negozi con merce invenduta, ma anche personale giornaliero a chiamata (come bagnini, camerieri, aiutanti in cucina, addetti alle pulizie, parcheggiatori, animatori) rimasto a casa. “Stimiamo che almeno 50mila persone, tra i quali molti universitari che lavorano d’estate per pagarsi gli studi, a giugno e luglio sono rimasti disoccupati – spiega Riccardo Borgo, presidente del Sib – il danno economico per la nostra categoria è superiore ai 400 milioni di euro e comprende, oltre ai servizi di spiaggia, anche il mancato guadagno di bar, ristoranti, piscine, parcheggi e feste serali all’aperto”.

Le promozioni non battono il maltempo
La crisi economica influisce pesantemente sulle vacanze al mare, tanto che i turisti sono abituati a cercare offerte e promozioni per il lettino e l’ombrellone (3×2, ombrelli e cabine condivise, metà prezzo a chi arriva alle 14), ma condizioni meteo così sfavorevoli a giugno e, soprattutto, a luglio era da tempo che non si verificavano. “Anche i meteorologi – spiega Borgo – non ci hanno dato una mano a causa di previsioni spesso approssimative o, addirittura, totalmente sbagliate”.

Non resta che sperare in agosto…
In alcune località turistiche la diminuzione delle presenze è stata tale da compromettere seriamente l’economia delle imprese balneari e il sindacato chiede che questo risultato, assolutamente non prevedibile, sia tenuto in seria considerazione ai fini della fiscalità sia locale che nazionale. “Non ci resta che confidare in agosto – conclude Borgo – se è vero che continua ad essere il mese preferito dagli italiani per le vacanze e se anche madre natura fosse dalla nostra parte, questo connubio potrebbe, almeno, limitare le perdite della stagione estiva 2014, che in ogni caso si chiuderà con un pesante passivo”.

Sergio Rame  da ilgiornale.it

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