Come dormire bene nei letti degli Hotel

Se l’hotel fa perdere il sonno

Il cambio di letto è uno dei problemi che turbano la vacanza. Un sondaggio trivago.it rivela che il 56 per cento degli europei preferisce quello di casa. Agli inglesi dà fastidio il rumore, agli italiani lo scarso comfort

Cosa determina un buon pernottamento in hotel? Il letto, la silenziosità dell’ambiente o il partner con cui si divide la doppia? Il portale di ricerca e confronto prezzi trivago.it ha condotto un sondaggio fra i turisti di tutta Europa per scoprirlo: ebbene, il 56% ha dichiarato di dormire male in albergo e preferire il letto di casa. I motivi del malcontento sono tanti, dal letto di scarsa qualità al cuscino scomodo fino alle temperature, che non sempre in hotel sono ottimali. Gli italiani, che evidentemente riescono a dormire bene anche nei letti più scomodi, danno molta importanza al design e all’atmosfera della camera, mentre per i polacchi, più romantici, tutto dipende dalla compagnia.

Il sondaggio è stato condotto su 7561 viaggiatori chiedendo come hanno dormito nell’ultimo hotel visitato e da cosa è dipesa in generale la qualità del sonno. Il 56% degli intervistati ha dichiarato di aver dormito male durante l’ultima vacanza, e di avere, in generale, difficoltà ad adattarsi a una camera d’albergo. In particolare, i portoghesi (83%), i polacchi (65%), i tedeschi (59%), gli spagnoli e gli olandesi (entrambi 58%), preferiscono il letto di casa; nessun problema, invece, per greci (61%), italiani (55%), inglesi (54%) e francesi (53%). Una buona notizia per il popolo italiano dunque, soprattutto considerando che, secondo la scienza (l’ultimo studio sull’argomento è stato pubblicato su “Sleep” dal Dipartimento di medicina di comunità della West Virginia School of Medicine di Morgantown, Stati Uniti) per affrontare al meglio la giornata bisogna dormire esattamente 7 ore.

Per i viaggiatori europei gioca un grande ruolo la qualità del materasso (25% delle risposte) e le condizioni e le dimensioni del letto in generale. Il problema riguarda soprattutto gli olandesi, conosciuti per avere la statura più alta del mondo. Intolleranti al rumore in vacanza, per gli inglesi la qualità del sonno dipende invece soprattutto dall’insonorizzazione della camera (24%), che considerano importante tanto quanto la comodità del letto. Greci (23%) e Italiani (22%), viaggiatori più edonisti, riposano meglio in un ambiente confortevole e in camere d’atmosfera, fattore invece abbastanza irrilevante per gli spagnoli (8%) che al design preferiscono che in camera ci sia un comodo cuscino e delle soffici lenzuola (20%). I polacchi, per assicurarsi un ottimo riposo in hotel, hanno bisogno di trascorrere la notte con il giusto partner e, per il 27% di loro, è fondamentale essere in buona compagnia e trascorrere una piacevole giornata (5%). Anche la temperatura della camera è un fattore rilevante, in particolare per italiani (11%) e inglesi (11%), mentre la consapevolezza di avere in camera un buon sistema di sicurezza interessa l’11% dei portoghesi. Gli intervistati hanno infine dichiarato che, tra i fattori che influenzano la qualità del sonno, c’è anche “il motivo del soggiorno”, ovvero la differenza tra un pernottamento per lavoro e quello classico da vacanza. Come dargli torto.
Secondo gli esperti, dormire su un buon materasso è comunque fondamentale per un buon sonno e il migliore è quello di lattice, che non deve essere né troppo duro né troppo morbido e con la rete a doghe. E’ importante anche che il cuscino sia comodo, che le coperte non siano né troppe né troppo poche e che insomma tutto l’ambiente circostante sia confortevole e non troppo caldo. C’è comunque da dire che ogni persona dorme a modo suo e trova il comfort seguendo percorsi psicologici tutti personali. Proprio quest’anno il professore inglese Chris Idzikowski ha esaminato il modo di dormire di 1000 persone e ha individuato che a 6 posizioni corrispondono ben 6 tipi di personalità diversa. Dallo studio è anche emerso che solo 1 persona su 10 si copre completamente con la coperta, mentre tutti gli altri tirano fuori una mano, una gamba o tutt’e due. Non c’è dunque da stupirsi se qualche viaggiatore lamenta, al ritorno da una vacanza, di aver dormito male a causa del freddo.

“C’è però anche chi fuori casa dorme meglio che nel proprio letto: – spiega il direttore del Centro di Medicina del sonno del San Raffaele di Milano, Marco Zucconi – accade soprattutto all’insonne che a casa soffre di condizionamenti. Queste persone, quando dormono in hotel, stanno molto meglio”. L’esperto spiega che, per tutti gli altri, avere problemi a prendere sonno la prima notte di albergo è un fenomeno assolutamente normale. “Noi la chiamiamo “insonnia situazionale”, provocata dal cambio di letto e da fattori emotivi. Può durare uno, massimo due giorni: il cosiddetto “effetto prima notte” è un fenomeno diffuso, tanto che, al nostro centro, studiamo i disturbi del sonno partendo dalla “notte di adattamento”, chiedendo cioè alla persona di trascorrere una notte nel letto, provando solo ad adattarsi. Il buon dormitore, comunque, riesce ad addomentarsi in qualunque situazione!”.

SARA FICOCELLI DA REPUBBLICA.IT


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