Chiusa Grotta Azzurra inquinata

Capri, chiusa la Grotta Azzurra
“Liquami, schiuma e malori”
L’allarme scatta dai barcaroli: una striscia bianca e una forte irritazione che all’improvviso colpisce gli occhi e le vie respiratorie dei marinai

di LUIGI CARBONE

grottaazzurra1CAPRI (NAPOLI) – L’allarme è scattato pochi minuti dopo le undici del mattino di una radiosa giornata di fine agosto. I barcaioli che trasportano in continuazione i gitanti alla Grotta Azzurra, autentica perla di Capri, sono stati i primi ad accorgersene. E non soltanto per un effetto ottico – l’evidente striscia di schiuma bianca- ma soprattutto per la forte irritazione che, improvvisamente, ha colpito gli occhi e le vie respiratorie dei marinai.

L’ultimo serio colpo all’immagine dell’isola blu è lì, nel cuore della Grotta Azzurra, abitata da qualche ora da una striscia di schima bianca che rende l’aria irrespirabile. In particolare uno dei marinai ha accusato anche nausea dopo la visita in quello specchio d’acqua conosciuto in tutto il mondo.
Cosa sia accaduto è ancora prematuro da dire. Di certo prosegue l’estate nera di Capri e Ischia (anche l’isola verde ha subito forti colpi all’immagine per via di una serie di black out che hanno mandato su tutte le furie residenti e turisti), come una maledizione continuano a susseguirsi eventi negativi.

Da poche ore, dunque, la Grotta Azzurra è stata ufficialmente chiusa. Dentro, vi sono soltanto gli specialisti dell’Arpac, intenti a condurre analisi per capire cosa ha generato tutto questo. Con loro, biologi e tecnici dell’Asl che stanno effettuando rilievi anche nelle acque antistanti la Grotta. Subito aperta una inchiesta da parte della Capitaneria di porto e può darsi per scontato che, come è prassi in questi casi, anche la magistratura ordinaria aprirà presto un fascicolo giudiziario.

Nei giorni scorsi liquami fognari avevano inquinato proprio l’area della Grotta Azzurra; e ad inizio settimana un ristoratore fu sorpreso a sversare bottiglie in mare e messo dai carabinieri agli arresti domiciliari. Sull’ultimo caso sono subito scesi in campo i carabinieri, a stretto contatto con i tecnici impegnati nelle analisi. Proprio solo dopo gli accertamenti, fanno sapere gli investigatori, si potranno definire con certezza le modalità e la tempistica della riapertura del sito. Va ricordato che oltre agli episodi legati al danno ambientale, i carabinieri ieri hanno scoperto una coltivazione di cannabis in un terreno a ridosso della famosa Grotta, arrestando due giovani.

Pur accelerando ogni procedura, però, gli esami dell’acqua potrebbero non essere pronti prima di domani sera.

da LA REPUBBLICA

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