Archive for viaggi
Pistoia e gli itinerari dedicati ai motociclisti per il Motor Bike Expo 2012
Posted by: | CommentsMotor Bike Expo 2012 – La provincia di Pistoia e il Turismo in moto
La Provincia di Pistoia propone due itinerari dedicati ai motociclisti
Lorenzo Gargiulo
Il Motor Bike Expo 2012 non è solo custom ed elaborazioni, ma quest’anno apre i suoi battenti alla seconda edizione di Motor Bike Travel, il “salone nel salone” che affronta le tematiche del mototurismo.
All’interno della manifestazione, quest’anno ha aderito in via ufficiale la Provincia di Pistoia presente a Verona, con un proprio stand voluto per promuovere una nuova iniziativa.
La Provincia di Pistoia ha deciso di promuovere il proprio territorio al turismo in moto, in quanto strade e paesaggi sono perfetti per le due ruote. A Verona sono presenti i vertici della Provincia che hanno illustrato alla stampa presente l’iniziativa.
La parola spetta al Presidente della Provincia, la dott.ssa Federica Fratoni che ha dichiarato: La provincia di Pistoia è interessata al turismo motociclistico, soprattutto per ampliare l’offerta turistica che attualmente è concentrata sulla montagna con l’Abetone e sulle terme con Montecaatini.
Il nostro territorio ha delle strade meravigliose, frequentate dal turismo che attualmente è più pendolaristico che realmente turistico.
Per noi queste strade possono diventare molto attraenti dal punto di vista turistico, visto che in generale la regione di Pistoia è poco conosciuta a livello turistico. Per promuovere questa nostra iniziativa abbiamo deciso di puntare sul Motor Bike Expo e dobbiamo dire che abbiamo registrato su questa proposta un’adesione in massa dei nostri albergatori. Per salvaguardare la sicurezza dei motociclisti ci siamo anche preoccupati di verificare le condizioni dell’asfalto, rifacendo il manto dove necessario.
La parola passa poi al dott. Renato Ferretti, dirigente dell’Area Pianificazione Strategica Territoriale: Abbiamo segnato due percorsi, l’Itinerario delle Terme, di circa 200 km e quello dell’Appennino Pistoiese, di circa 150 km. L’itinerario montano passa sia per la Val di nievole che per l’alta montagna, riscendendo a Pistoia per la statale 64. L’altro è più alla scoperta della provincia di Pistoia e quindi dei borghi circostanti la cittadina.
I percorsi sono già scaricabili dal sito della Provincia, e le strade sono state testate in prima persona e, escludendo piccoli tratti più congestionati, sono tutte sgombre e bellissime.
Si può godere appieno della visita fermandosi almeno due giorni, ma in mancanza di tempo anche in un giorno si può fare un bel giro.
Pistoia ha delle potenzialità enormi, ma è un po’ schiacciata dalle vicine Firenze e Siena; i borghi storici dei dintorni sono ognuno una scoperta. E’ significativo che gli operatori del settore di tutta l’area abbiano predisposto dei pacchetti completi e una guida alla visita del territorio, completando l’offerta per il moto turista.
Nella zona ci sono oltre 100 agriturismi con una media di 15/20 posti letto ognuno. A Pistoia ci sono circa 500/600 posti letto ma la maggior parte sono a Montecatini. In zona ci sono anche dei campeggio molti famosi all’estero sia in pianura che in montagna.
Facciamo un plauso alla Provincia di Pistoia che ha intenzione di favorire il turismo in moto, con la promessa di andare presto alla scoperta dei tracciati proposti.
da OMNIMOTO.IT
Natale la voglia c’è i soldi meno quindi meno viaggi
Posted by: | Comments
Si parte e si spende meno
Voglia di relax non manca, ma pochi soldi e ansia da crisi
I soldi scarseggiano e la crisi, di cui si discute continuamente, per strada come sui mass media, si fa sentire anche dal punto di vista psicologico. Cosi’ a risentirne sono innanzitutto i cosiddetti “beni di lusso” e tra questi i viaggi. Anche tra chi, dicono gli operatori del turismo, in realta’ non avrebbe motivi per non spendere.
Cosi’ dopo i primi 10 mesi dell’anno positivi per il turismo italiano, con un buon numero di arrivi da Paesi come Brasile, Russia, Stati Uniti, Germania e perfino dalla Cina, la tendenza si e’ invertita a novembre e nei primi 15 giorni di dicembre. Questo perche’ in questo periodo a viaggiare in Italia dovrebbero essere tradizionalmente gli italiani, che pero’ non hanno soldi o preferiscono non spenderli in viaggi.
E la preoccupazione degli operatori – che si augurano comunque che Natale e Capodanno non deludano le aspettative ”finora non le hanno mai tradite”, sottolinea il presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca – vanno ai primi mesi del 2012, prima cioe’ che ripartano le prenotazioni in vista dell’estate.
”Il 2011 aveva visto una domanda italiana stagnante – spiega il direttore di Federviaggio, Federazione del turismo organizzato, Alberto Corti – ma erano andati bene gli arrivi da Germania, Austria, Svizzera, Scandinavia, Polonia e Russia. Ma per il 2012 vedo in ribasso sia la componente italiana che quella straniera: a parte Polonia e Russia, tutti gli altri Paesi sono in una fase recessiva”.
”Le informazioni sulla crisi che arrivano dai mass media e alle quali gli italiani sono molto sensibili, insieme alla chiusura di tutta l’area nord Africana, prima gettonatissima dagli italiani che sceglievano il mare invernale ad una spesa contenuta, hanno ridotto molto i nostri volumi di vendita”, ragiona il presidente di Assotravel, Andrea Giannetti.
I dati previsionali su chi partira’ e chi rimarra’ in Italia durante il periodo delle feste natalizie sono, come sempre, non concordanti tra loro. Li unisce pero’ la sensazione comune che il settore viva un momento molto delicato. Per Federalberghi saranno 14,3 milioni gli italiani in vacanza (+0.5% rispetto al 2010) mentre 46 milioni non partiranno e di questi 24 milioni non lo fara’ per mancanza di soldi (questi ultimi erano stati circa 19 milioni lo scorso anno). Nel complesso pero’ il 75% della popolazione, secondo l’indagine, ammette che l’attuale situazione politico-economica condizionera’ i propri consumi turistici non solo per le festivita’ natalizie ma anche nei prossimi mesi.
Secondo un’indagine di Confesercenti resa nota oggi, invece, saranno solo 8 milioni gli italiani che faranno un viaggio tra Natale e Capodanno, con tanti italiani che rimarranno a casa. E chi si concedera’ uno “stacco” invernale, secondo questa ricerca, cerchera’ piu’ il relax che lo svago.
Per Fabio Savelloni, direttore vendite di CTS, il Centro turistico studentesco, ”la voglia di vacanza non sembra arrestarsi e questo è di buon auspicio. Ma sicuramente cala la spesa, le vacanze durano meno giorni e le destinazioni scelte, tranne poche eccezioni, sono sempre più vicine”. In vetta alla classifica delle mete più ambite dai giovani per Natale e Capodanno ci sono, come sempre, le capitali europee, Parigi, Londra e Madrid.
di Valentina Roncati da ansa.it
Turismo in Egitto a rischio ? Guide turistiche contro gli islamisti salafiti
Posted by: | CommentsCairo, le guide turistiche contro gli islamisti salafiti: minacciano il turismo
Un migliaio di guide turistiche al Cairo hanno protestato contro l’avanzata degli islamisti – salafiti – alle elezioni. La paura è che un Parlamento a maggioranza religiosa possa rovinare l’industria turistica egiziana
di Rolla Scolari
Questa volta non è piazza Tahrir a essere teatro di una manifestazione, ma le piramidi, davanti alle quali venerdì si sono radunate circa mille persone, la maggior parte guide turistiche.
Hanno protestato contro la minaccia islamista radicale nei confronti di una delle maggiori entrate dell’Egitto: il turismo. I risultati parziali delle lunghe elezioni che si chiuderanno a febbraio raccontano già un Parlamento in cui i movimenti islamisti avranno quasi sicuramente la maggioranza.
Nel primo turno del voto, Giustizia e Libertà, espressione politica dei Fratelli musulmani, gruppo bandito in Egitto fino alla caduta del regime a febbraio, ha ottenuto il 37%. Ma la vera sorpresa alle urne è arrivata dal 24% conquistato dai salafiti, una corrente islamica ultra conservatrice e purista, il cui successo preoccupa molti in Egitto e all’estero. A spaventare gli egiziani liberali, i religiosi moderati e anche tutte le persone che lavorano nell’ambito del tursimo sono le dichiarazioni di alcuni membri del partito Nour, gruppo salafita, in seguito al primo successo elettorale.
Abdel Moneim Al Shahat, uno dei candidati di Al Nour, che ha perso al ballottaggio di lunedì il seggio in Parlamento, è uno dei salafiti più noti sulla nuova scena politica del Cairo, spesso presente a talk show e trasmissioni televisive. Era già stato ripreso dai giornali egiziani e del resto del mondo per aver detto in pubblico che le opere del premio Nobel egiziano per la Letteratura, Naguib Mahfouz, promuovono la prostituzione, l’uso di droghe e il vizio. Davanti alle telecamere di Dream Tv, emittente egiziana, ha causato l’ira e sollevato le paure di molti suggerendo che le antiche statue faraoniche andrebbero ricoperte di cera, perché simboli di un passato idolatra.
Le sue parole hanno riportato alla mente di molti le immagini dei giganteschi Buddha in pietra di Bamiyan, in Afghanistan, fatti saltare in aria dai talebani nel 2001, perché appartenenti a un mondo non islamico. Le dichiarazioni di Shahat hanno sollevato talmente tante polemiche e paure che gli altri leader del partito Nour hanno imposto al loro collega di non fare più dichiarazioni alla stampa. Le guide turistiche che venerdì si sono ritrovate davanti alle piramidi temono ora che una vittoria degli islamisti possa portare al bando degli alcolici nel Paese, all’imposizione di un codice di abbigliamento conservatore sulle spiagge del mar Rosso, frequentate dai turisti di tutto il mondo e in generale all’imposizione di leggi estreme e a una chiusura non positiva per il turismo.
Shahat non è l’unico volto noto del partito Nour ad aver fatto sorgere preoccupazioni che vanno ben oltre il settore del turismo.
Un membro del comitato direttivo del movimento politico, Shaaban Darwish, ha definito pubblicamente la democrazia “un’eresia” e ha attaccato i rivali politici liberali con queste parole: “Dobbiamo obliterare il liberalismo introdotto da Sadat e Mubarak e reinstaurare la legge dell’islam”. Yasser Borhami, altro politico del movimento salafita, ha definito i cristiani “infedeli” e dichiarato che ammettere le donne in Parlamento è una “corruzione” e che il partito Nour è stato obbligato dalle leggi elettorali a permettere alle donne di candidarsi. Sui manifesti elettorali in giro per il Paese, le candidate del partito non appaiono in fotografia accanto a loro colleghi. Al loro posto, c’è un fiore con il un nome femminile scritto sotto.
Buddisti nepalesi contro lo sfruttamento turistico della città natale di Buddha
Governo maoista e Onu vogliono trasformare il sito di Lumbini, meta di pellegrinaggi, in un luogo di turismo di massa. Centinaia di buddisti in marcia a Kathmandu per dire no alla strumentalizzazione della religione per fini economici.
di Kalpit Parajuli
Centinaia di buddisti nepalesi hanno manifestato nei giorni scorsi a Kathmandu contro lo sfruttamento turistico del luogo di nascita di Buddha a Lumbini. Fra le richieste le dimissioni del leader maoista Prachanda nominato di recente coordinatore del Lumbini Development Committee.
Grazie a un accordo con Cina e Onu, il governo maoista vuole trasformare il sito da meta di pellegrinaggi a luogo di turismo di massa. E questo senza tener conto dei valori religiosi e tradizionali del buddismo, creando alberghi, ristoranti e un aeroporto.
Di recente Prachanda si è incontrato con Ban Ki-moon, segretario dell’Onu, per organizzare un comitato internazionale per lo sviluppo di Lumbini.
Lo scorso 8 dicembre, monaci, leader politici e fedeli buddisti hanno marciato dal parlamento fino alla sede delle Nazioni Unite, contestando l’eccessiva interferenza dei politici maoisti e dell’Onu in questioni di natura religiosa.
“Troppi politici sono interessati a Lumbini – afferma Lakpa Sherpa, vicepresidente della Comunità buddista nepalese – essi vogliono strumentalizzare la religione per fare soldi e offendono la nostra sensibilità”. Egli propone di coinvolgere nel progetto i leader buddisti, che grazie alla conoscenza delle tradizioni saprebbero valorizzare in modo adeguato il luogo di nascita del Buddha.
Scoperto dagli archeologi nel 1897, il sito di Lumbini è divenuto uno dei luoghi più importanti del buddismo ed è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Ogni anno milioni di persone da tutto il mondo si recano in pellegrinaggio al piccolo villaggio. A tutt’oggi la zona è circondata solo da monasteri e per rispetto non è permesso realizzare altre infrastrutture.
da ASIANEWS.IT
Deserto di Atacama in Cile : il cimitero preistorico delle balene
Posted by: | CommentsLe balene nel deserto
Disorientate e arenate, o spostate da una frana e intrappolate in una laguna?
Claudia Santini
Come ci sono finite decine di balene in un deserto a più di un chilometro dal mare? Gli scheletri di 75 balene, risalenti a circa due milioni di anni fa, sono stati rinvenuti una accanto all’altra in uno dei cimiteri di balene preistoriche meglio conservati al mondo.
Scienziati cileni e ricercatori della Smithsonian Institution stanno studiando come le balene, molte delle quali delle dimensioni di un autobus, si siano trovate tutte esattamente nello stesso angolo del deserto di Atacama in Cile.
Le ossa sono state rinvenute vicino a Caldera nel giugno del 2010, durante il progetto di costruzione di una autostrada. Fino ad ora, i fossili sono stati trovati in una striscia di strada della lunghezza di due campi da calcio.
Gli esperti rivelano che altri gruppi di balene preistoriche sono stati trovati in Perù e in Egitto, ma i fossili cileni si distinguono per il numero impressionante di esemplari e per le ossa splendidamente conservate.
Delle 75 balene scoperte finora, più di 20 sono scheletri perfettamente integri. I ricercatori ritengono che ci potrebbero essere altre centinaia di esemplari in attesa di essere scoperti.
I fossili forniscono un’istantanea della vita marittima di allora, includendo anche quello che potrebbe essere stato un gruppo familiare: due balene adulte con un “cucciolo” tra loro. Nicholas Pyenson curatore di fossili di mammiferi marini al Museo Nazionale dello Smithsonian, ha raccontato: “Penso che siano morti più o meno allo stesso tempo”.
“Ci sono molti modi in cui le balene possono morire e stiamo ancora vagliando tutte le ipotesi”. Pyenson racconta che il luogo del ritrovamento era una volta una ‘ambiente lagunare’ e che le balene sono probabilmente morte tra i due milioni e i sette milioni di anni fa.
Gli esperti ritengono che sarà difficile distinguere le date con precisione sufficiente per determinare se le balene siano tutti morte contemporaneamente. La maggior parte dei fossili appartengono ad animali che misuravano circa 8 metri di lunghezza.
I ricercatori hanno anche scoperto uno scheletro di capodoglio e resti di un ormai estinto delfino che aveva due zanne simili a quelle dei trichechi ed era stato trovato in precedenza solo in Perù. Sono stati trovati nel deserto di Atacama i fossili di altre creature insolite, tra i quali un bradipo acquatico estinto e un uccello marino con una apertura alare di cinque metri.
Erich Fitzgerald, un paleontologo che si occupa di vertebrati al Museo Victoria di Melbourne, in Australia, ha raccontato che l’ultima scoperta è molto significativa: “‘I fossili sono eccezionalmente ben conservati e abbastanza completi – una combinazione rara nella paleontologia che aiuterebbe a far luce su molti aspetti dell’ecologia e dell’evoluzione di queste specie estinte”. Secondo il paleontologo, è possibile che “questi resti
fossili si siano accumulati in un periodo relativamente lungo di tempo”.
Hans Thewissen, esperto di balene, ha ipotizzato un altro scenario: che le balene potrebbe essersi raccolte in una laguna e poi un terremoto o una tempesta potrebbero avere chiuso lo sbocco al mare. “Successivamente la laguna si è asciugata e le balene sono morte”.
Molti dei fossili sono stati trasportati all’interno di rivestimenti in gesso al museo di Caldera. Ricercatori provenienti da Museo Nazionale del Cile di Storia Naturale li stanno studiando tramite sistemi sofisticati di fotografia e scanner laser per catturare immagini in 3D delle balene. Il sito degli scavi, intanto, è diventato area protetta.















