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Il Cimitero Verticale a Verona nell’area di Fondo Frugose della società Cielo Infinito I progettisti, Pier Giulio Lanza e l’architetto Riccardo Manfrin

cimitero-vertical verona-grattacieloVerona, nasce il «cimitero verticale»
Sorgerà nell’area di Fondo Frugose, alla periferia est della città

VERONA – Un «cimitero verticale» sull’area di Fondo Frugose, nella periferia est di Verona. E’ questa la proposta arrivata al Comune di Verona dalla società Cielo Infinito. Il «Cimitero verticale» è una sorta di grattacielo dedicato esclusivamente alla sepoltura di defunti.

L’ultimo sonno? Chi vorrà, (ma soprattutto chi potrà permetterselo) lo potrà fare, a Verona, all’interno di un modernissimo «grattacielo cimiteriale». La giunta comunale ha aggiudicato alla società «Cielo Infinito » la gara per la vendita di un terreno di 72.523 metri quadri a San Michele Extra – Fondo Frugose, periferia est della città. «L’offerta è stata di 11 milioni di euro – ha detto il sindaco Flavio Tosi – e l’area verrà valorizzata a favore della comunità».

L’idea, lanciata tre anni fa a Milano, aveva subito fatto scalpore: un edificio di 34 piani (ma a Verona potrebbero essere parecchi di più) proteso verso il cielo, con almeno quattromila «camere dedicate » per ospitare fino a 60mila salme, su un’area di circa 25 mila metri quadri di cui due terzi destinati a un grande giardino. I progettisti, Pier Giulio Lanza (presidente di Icon Consulting Srl) e l’architetto Riccardo Manfrin, avevano spiegato che «il progressivo invecchiamento della popolazione, gli spazi disponibili sempre più ridotti, le nuove abitudini e gli attuali stili di vita, rendono necessarie nuove soluzioni per affrontare un tema delicato come il culto dei defunti. Grandi aree da dedicare a spazi cimiteriali possono infatti risultare non solo difficili da reperire ma anche scomode, anti-economiche e poco fruibili da anziani e disabili. Di qui l’idea di realizzare una struttura moderna, semplice e snella nella sua organizzazione a torre, in cui la verticalizzazione sembra incarnare l’idea dell’ascesa verso il cielo e nello stesso tempo costituirebbe la risoluzione al problema della qualità e quantità delle superfici disponibili».

Il progetto prevede ambienti luminosi, climatizzati e sicuri, spazi per funzioni sia religiose sia laiche, presenza di tutti i servizi necessari, con la possibilità di destinare una parte della struttura a iniziative culturali e all’esposizione di opere d’arte. All’interno dell’edificio milanese erano predisposte quattromila nicchie. Ovviamente la gestione del «cimitero verticale» sarebbe affidata ai Tornando al progetto, «se è vero che la verticalizzazione potrebbe idealmente e cristianamente incarnare l’ascesa verso il cielo per chi passa a miglior vita, la soluzione proposta nasce per superare il problema della qualità e della quantità delle superfici disponibili», come ha dichiarato Pier Giulio Lanza, Presidente di Icon Consulting Srl, ideatore e promotore del progetto. Su quell’ipotesi (appoggiata anche dal mondo religioso) si era aperta subito una discussione furibonda (che aveva coinvolto, detto per inciso, perfino il Blog di Beppe Grillo). Discussione che si ripropone adesso anche a Verona.

Col Pd che spara ad alzo zero sulla cessione del terreno (già al centro di altre polemiche, perché l’asta consentiva al vincitore di scegliersi la destinazione urbanistica preferita, tra quattro diverse ipotesi). Secondo il Pd, infatti, «Fondo Frugose è la vergogna di questa amministrazione» perché appunto «sarà la società “Cielo Infinito” a decidere che cosa si farà dell’area. Che ne pensa – tuonano Michele Bertucco e Stefano Vallani – l’assessore all’Urbanistica Francesco Marchi? È questo il suo modello di urbanistica partecipata?». Da Palazzo Barbieri sembrano peraltro molto soddisfatti di questa soluzione, che prevedrebbe un investimento di decine di migliaia di euro e anche, a cose fatte, l’assunzione di quasi cento dipendenti. E l’assessore al Bilancio, Pierluigi Paloschi, ricorda che «nell’ultima gara espletata, per lo stesso terreno erano stati offerti 750 mila euro, cifra quindici volte più bassa rispetto al valore al quale ora potrà essere venduta».

Lillo Aldegheri da corriere.it

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Verona e le troppe scritte nella casa di Giulietta e Romeo

Verona casa giulietta e romeo scritte sui muri 02Verona, più selfie e meno scritte per “salvare” la casa di Giulietta e Romeo
Nella città degli innamorati ogni anno arrivano 2 milioni di turisti. Molti concordano: «Un peccato vedere tutti quegli autografi sui muri»

È impossibile chiedere più selfie e meno scritte anche a Verona? La città di Romeo e Giulietta che degli «autografi» d’amore ne ha fatto un simbolo, ma che comunque restano uno sfregio su monumenti storici? Stando ai turisti, sì: si può.

Suona come un paradosso, visto che non solo di innamorati veronesi sono le scritte e i cuoricini sui muri del cortile della Casa di Giulietta, simbolo dell’amore romantico, che spesso però sconfinano, espandendosi sui muri degli edifici storici nella via adiacente, via Cappello. Quelle «firme» sono anche di quei turisti che definiscono la Casa di Giulietta «scempio» e «deludente» su Tripadvisor, uno dei siti punti di riferimento di chi vuole mettersi in viaggio, e quartier generale del viaggiatore certificato contemporaneo.

Se Verona risulta essere al quarto posto come città turistica d’Italia (dopo Roma, Venezia e Firenze), non è così sul web, dove nella classifica di Tripadvisor slitta in coda a Rimini. Non è la quarta – ma tra le prime dieci – nemmeno nella classifica di Hotels.com, che ha analizzato le mete predilette dai viaggiatori italiani e internazionali nella prima metà dell’anno. Promossi a pieni voti invece Lago di Garda e piccoli gioielli come la Basilica di San Zeno e Borghetto sul Mincio, per esempio.

«No, non è una buona cosa scrivere sui monumenti», concordano Leonie, Maraike, Sophia e Louisa, quattro giovani e biondissime turiste tedesche, accompagnate dai genitori. Ma non è che avete appena finito di disegnare un cuoricino? «No, non abbiamo scritto niente. Più selfie e meno scritte? Si può fare». Detto, fatto. Si mettono in posa, e il selfie è fatto. «Io a Verona ci sono stata in luna di miele, anni fa: è un vero peccato vedere la Casa di Giulietta così, piena di scritte», dice Ellida, dalla provincia di Rieti.

Lo sa bene anche l’amministrazione comunale, che ha già provato ad arginare il fenomeno, oltre che con il deterrente delle multe, anche con un compromesso, ossia l’inserimento di pannelli amovibili all’interno del cortile: quando sono pieni di scritte si rimuovono inserendone di nuovi, immacolati, pronti per essere «firmati». Ma gli autografi dilagano comunque. Pannelli o non pannelli.

«Non è sufficiente – ammette Stefano Casali, vicesindaco e con delega all’edilizia monumentale -. Stiamo cercando di valorizzare al massimo la Casa di Giulietta, c’è anche la polizia a controllare, ma in uno spazio di 400 metri quadrati affollato ogni anno da 2 milioni di visitatori non è possibile tenere tutto sotto controllo. Più selfie e meno scritte? Certo che sì: ma abbiamo pensato anche a un nuovo sistema. Entro l’anno la Casa di Giulietta avrà un nuovo ingresso. Si entrerà dalla parte posteriore, dal Teatro Nuovo. Ciò permetterà più controlli, e maggiore suggestione per il visitatore, che attraverserà un percorso nel foyer del teatro». E che pagherà due euro. «Ci permetterà di gestire meglio il sito, con queste risorse creeremo nuovi posti di lavoro e aumenteremo i controlli. E magari i visitatori si responsabilizzeranno un po’ di più».

ANNA MARTELLATO
VERONA da lastampa.it

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Monte Baldo e l’orso di corsa pesta i piedi ad un escursionista

Monte Baldo, l’orso sfiora un escursionista
Guardate queste immagini: un orso corre incontro a un escursionista fino a incrociarlo e a sfiorarlo. “Mi ha anche calpestato i piedi”, racconta Stefano Cervati, l’involontario protagonista della vicenda. “Paura? Certo che ne ho avuta, non capita mica tutti i giorni un incontro del genere”