Florida Video Cernia gigante mangia uno squalo intero capita spesso

Usa, il video del pescatore: cernia gigante inghiotte lo squalo
Lo chiamano “il terrore dei mari”, ma a quanto pare lo squalo deve temere predatori ancora più spaventosi. Come dimostra questo video amatoriale – ripreso dalle maggiori testate internazionali tra cui Mirror e Huffington Post – girato da un pescatore in Florida: al suo amo ha abboccato un pescecane, ma l’uomo non fa in tempo a issarlo a bordo. Una cernia gigante si aggira nelle vicinanze e si avventa sullo squalo, facendone a quanto pare un solo boccone

da kataweb.it

Ebola, guariti il medico e l’infermiera americani curati con il siero Zmapp Kent Brantly e Nancy Writebol

Kent Brantly ebola guaritoEbola, guariti il medico e l’infermiera americani curati con il siero Zmapp
La notizia è stata data dall’organizzazione per cui Kent Brantly e Nancy Writebol lavoravano in Liberia. Poi la conferma dell’ospedale di Atlanta, dove erano ricoverati: “Completamente sani”. Il Sud Africa chiude le frontiere ai viaggiatori da Guinea, Liberia e Sierra Leone. Emergency: a Freetown funzionano solo nostri ospedali

ROMA –  Il medico americano Kent Brantly e l’infermiera Nancy Writebol, contagiati ai primi di agosto dal virus dell’ebola in Liberia, sono completamente guariti – ed entrambi dimessi dall’ospedale di Atlanta dove erano ricoverati – dopo essere stati curati per primi con il siero sperimentale Zmapp.

L’annuncio è stato dato, in un primo momento, dalla “Samaritan’s Purse”, l’organizzazione per cui i due missionari lavoravano in Liberia. “Oggi mi unisco agli operatori di Samaritan’s Purse in tutto il mondo per ringraziare Dio, mentre celebriamo la guarigione del dottor Kent Brantly dall’ebola e le sue dimissioni dall’ospedale”, ha scritto un portavoce in una nota. Successivamente l’organizzazione ha diffuso notizie incoraggianti anche su Nancy Writebol: l’infermiera è stata dimessa già martedì per trascorrere la convalescenza in una località non rivelata. Ma per sua volontà la notizia non era stata divulgata fino ad oggi.

L’Emory University Hospital di Atlanta, dove Brantly, 33 anni e Writebol, 59 anni, erano stati ricoverati dal loro rientro dalla Liberia, ha tenuto una conferenza stampa sulle dimissioni dei due pazienti, nelle quali ha confermato le notizie diffuse dalla Samaritan’s Purse. “I risultati di una serie di rigorose analisi e test condotti su di loro hanno determinato che sono sani. Le loro condizioni non costituiscono alcun pericolo per la salute pubblica” – ha detto Bruce Ribner il responsabile dell’unità di Malattie Infettive dell’ospedale.

Alla conferenza stampa ha partecipato lo stesso Brantly: “Oggi è un giorno miracoloso. Sono emozionato di essere vivo”, ha detto il dottore, che ha ringraziato lo staff medico e ha poi rivolto un penserio alla popolazione colpita in Liberia e negli altri Paesi dell’Africa Occidentale, augurandosi che “nessuno smetta di pregare per loro”.

Nancy Writebol infermiera guarita ebolaBrantly era stato trasferito negli Usa il 2 agosto dopo aver ricevuto una prima dose di Zmapp, mentre Nancy Writebol era stata rimpatriata tre giorni dopo. Prima che fosse somministrato ai due missionari americani, il siero era stato testato solo sulle scimmie. Ma le condizioni disperate di Brantly avevano spinto la Food and drug Administration ad acconsentire il trattamento. Da allora nelle circa tre settimane di cura i miglioramenti dei due pazienti sono stati costanti, fino alla completa guarigione. “Non abbiamo idea se il composto sperimentale usato sui pazienti abbia funzionato per la loro guarigione” – ha precisato Ribner, sottolineando di “non poter divulgare informazioni coperte dalla privacy” sulle cure a cui i due pazienti sono stati sottoposti.

Lo stesso siero si è rivelato inutile per un missionario spagnolo 75enne, Miguel Pajares, a cui era stato somministrato però poche ore prima del decesso.

Sud Africa chiude le frontiere. Secondo le ultime stime sono 1350 finora i morti provocati dall’epidemia che ha colpito dell’Africa Occidentale, precisamente Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria. E le ripercussioni si estendono anche ai viaggi aerei nel continente africano. Il Sud Africa infatti ha chiuso le sue frontiere ai viaggiatori provenienti dai 3 paesi al alto rischio (Guinea, Liberia e Sierra Leone). Misura già decisa in precedenza da Camerun e Kenya.

Emergency: ospedali pubblici al collasso a Freetown. Situazione particolarmente grave in Sierra Leone, dove il sistema sanitario sta collassando. Nell’area di Freetown gli unici centri funzionanti sono il Centro chirurgico e il Centro pediatrico di Emergency. Lo riferisce l’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada.

“L’ospedale pediatrico locale, Ola During Children Hospital, è chiuso – si legge nella nota diffusa da Emergency – il Connaught Hospital lavora in modo discontinuo a causa dell’assenza del personale medico e infermieristico, spaventato dal diffondersi del contagio e dalla paura di contrarre il virus. L’ultimo report ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità riferisce che nel Paese 52 operatori sanitari sono stati infettati dal virus Ebola, 28 di loro sono morti. Gli ospedali privati sono chiusi dalla scorsa settimana: non sono pronti ad affrontare l’emergenza e non hanno nessun obbligo di rimanere aperti. A causa dell’emergenza Ebola, il già debolissimo sistema sanitario della Sierra Leone sta collassando”.

Scontri in Liberia. Tensione, invece, in Liberia e precisamente in un quartiere di Monrovia, West Point. Da ieri l’intera zona, nella quale risiedono 50mila persone, è tenuta in quarantena e nessuno può entrare o uscire per via dell’epidemia. Una rappresentante del governo locale tuttavia ha organizzato l’uscita della propria famiglia. Così centinaia di abitanti sono scesi in strada, prima di essere dispersi dalla forze di sicurezza.

Febbre emorragica in Congo. Situazione critica anche in Congo per una febbre emorragica che ha provocato almeno 70 morti. “Ma non si tratta di Ebola”, precisa un portavoce dell’Oms.

Test anche in Irlanda. Caso sospetto, infine in Irlanda. Le autorità sanitarie di Dublino stanno effettuando un test su una persona trovata morta a Donegal e che aveva viaggiato nei Paesi colpiti dal virus Ebola. Darina O’Flanagan, capo del servizio di protezione sanitaria irlandese, ha confermato che i test serviranno a capire se il morto ha contratto o meno il virus Ebola

da repubblica.it

California e la siccità che dura da tre anni le riseve d’acqua ai minimi

ponte enterprise lago orovilleCalifornia: siccità, riserve d’acqua ai minimi storici

Dopo tre anni di siccità, la peggiore da oltre 120 anni, le riserve di acqua in California sono scese al minimo storico. La situazione si vede in modo evidente confrontando le immagini attuali dei laghi artificiali rispetto a quelle di qualche anno fa, come in questo caso del ponte Enterprise sul lago Oroville, che ha perso il 32% del suo volume di 4,36 miliardi di metri cubi d’acqua (Afp)

da corriere.it