Archive for U.S.A.

Delta Airlines e l’odissea del volo Milano-New York

delta_voloSono rimasti bloccati per ben 26 ore i trecento passeggeri del volo della compagnia statunitense Delta Airlines diretto da Milano Malpensa a New York. Il volo incriminato sarebbe dovuto decollare dall’aeroporto milanese alle 11.30 di sabato mattina, invece a causa di un “disguido tecnico a bordo” è stato posticipato di 22 ore.

A tutti i passeggeri è stato allora offerto un ticket per il pranzo e la possibilità di trascorrere la notte in un albergo vicino a Malpensa, per poi ripresentarsi alle 7 di domenica, con imbarco previsto alle ore 10.00. Ma l’odissea è continuata. Quando i primi passeggeri hanno fatto il loro ingresso in business è stato nuovamente chiesto di lasciare il velivolo per nuove ispezioni della compagnia.

Il tempo è passato e alle 12.30 una nuova comunicazione ha fatto sapere che non si avevano ancora notizie circa la partenza e le condizioni di sicurezza previste. Poi la comunicazione definitiva che ha annunciato la cancellazione del volo. Un portavoce della compagnia ha reso noto: “Alcuni viaggiatori sono ancora qua. Altri, con bambini, hanno abbandonato. C’è chi si è fatto cambiare il biglietto, c’è chi cercherà di raggiungere New York facendo scalo in altre città”.

I trecento passeggeri che sono rimasti bloccati a Milano hanno deciso di creare un gruppo sul popolare social network Facebook. Un portavoce degli sventurati viaggiatori ha raccontato ieri: “Il volo 9860 per New York era previsto in partenza ieri alle 11.30. Siamo saliti sull’aereo, ma dopo poco siamo stati invitati a scendere a causa di un disguido tecnico. Ci hanno riportato in aeroporto e ci hanno offerto un ticket per il pranzo e poi di passare la notte in un albergo vicino a Malpensa per ripresentarci oggi nella prima mattinata e partire alle 10. Nuovamente imbarcati sull’aereo intorno alle 9.30, siamo stati fatti scendere e alle 12.30 è stato comunicato che non si avevano ancora notizie riguardo la partenza”.

da EXCITE .IT

Comments (0)

Shopping di Natale: da New York a Londra 3 motivi per andarci ora.Prezzi convenienti, negozi originali e illuminazione natalizia. Scoprire le più belle città del mondo nel periodo delle feste

Ilaria Santi

albero-di-natale-rockefeller-centerSe avete intenzione di prendervi una breve vacanza prima di Natale e se siete shopping addicted (drogati di acquisti), ecco le principali mete che vale la pena visitare in questo periodo.

  • In primo luogo per la convenienza dei prezzi, dato il cambio della valuta (dollaro e sterlina in primis).
  • In secondo luogo per l’originalità dei negozi che vendono cose che da noi non esistono.
  • In terzo luogo per godersi le città con un look natalizio che cambia completamente il loro aspetto rispetto a qualunque altro periodo dell’anno.

Prendete New York. Nella Christmas Season è uno spettacolo. Luci sfavillanti lungo i viali e sulle vetrine dei negozi. L’enorme albero di Natale addobbato con migliaia di Swarovski al Rockefeller Center e la pista di pattinaggio sul ghiaccio proprio ai piedi del maestoso abete. Babbi Natale ed alfi che vi danno il benvenuto davanti ai grandi magazzini Macy’s, Barneys e Bloomingdale’s (dove si fanno affari d’oro). natale_londraGiganteschi peluche che vi salutano all’entrata di Fao Schwarz, uno di più imponenti negozi di giocattoli del mondo. Un tripudio di pizzi e pon-pon nei negozi di biancheria intima Victoria’s Secrets, il luogo ideale dove fare felice una donna (oltre al più costoso negozio, reso celebre da un film con Audrey Hepburn, chiamato Tiffany!).

Se andate a Londra non ve ne pentirete. Dalla più commerciale Oxford Street alla lussuosissima Knightsbridge, è tutto un susseguirsi di negozi illuminati stracolmi di ogni bendiddio. Dalla catena Topshop (per cui anche Kate Moss e altri personaggi hanno disegnato collezioni esclusive) dove comprare originalissimi leggins ai grandi magazzini Debenhams per un cappellino o un pull di cachemire fino al mitico Harrods che, famoso per essere carissimo, ora conviene davvero! I viali, le piazze e il lungofiume di Londra nel periodo delle feste è una meraviglia. Un consiglio: guardatela dall’alto del London Eye, la ruota panoramica sul Tamigi, con le luci della sera…

natale-parigi-champs-elyseesSe poi volete davvero respirare il Natale, non perdetevi un weekend a Parigi. I 3 km degli Champs-Élysées costeggiati da alberi illuminati sono uno spettacolo unico al mondo. Come anche la Place de l’Opéra con immagini proiettate sui palazzi e la musica classica che fa da sottofondo. Il Natale parigino è davvero unico. Se poi siete alle ricerca di regali originali, oltre ai celebri grandi magazzini Galeries Lafayette e Printemps sul Boulevard Haussmann, ci sono gli atelier di moda e design del Marais, il quariere più alternativo della ville lumière.

da VIAGGI.VIRGILIO.IT

New York, dalle ruspe all’arte
Il Lincoln Center fa 50 anni
Si celebra l’anniversario del cuore concertistico ed espositivo di Manhattan. Ma è ancora viva la polemica per lo stravolgimento urbanistico all’origine del progetto: l’abbattimento delle case popolari del West Side, il cui popolo di nottambuli e bande di immigrati ispirò il grande musical di Bernstein

di ANNA LOMBARDI

lincoln_centerNEW YORK – Una zummata che dall’isola di Manhattan si restringe fino a definire una precisa zona del West Side. Cinquant’anni fa Google Earth non era stato ancora inventato e la scena iniziale del musical West Side Story rappresentava una novità assoluta. All’epoca in cui il film fu girato – era il 1959 – Lincoln Square era un ritrovo di nottambuli, zeppa di locali, cabaret e jazz club, circondata da caseggiati popolari dove vivevano italiani, irlandesi e portoricani. In lotta fra loro proprio come nel film. Quei caseggiati sarebbero scomparsi pochi giorni dopo le riprese della famosa scena. Abbattuti, per far posto a quello che un’incredibile campagna pubblicitaria (condotta attraverso giornali, radio, tv, ma anche lettere alle famiglie e concorsi nelle scuole) promuoveva come “nuovo cuore pulsante di New York”: il Lincoln Center.

Cinquant’anni dopo New York si divide ancora: fu arte o speculazione? Arte, risponde senz’altro Thomas Mellins, storico della città e curatore di una mostra, Lincoln Center Celebrating 50 years, alla New York Public Library for the Performing Arts fino al 16 gennaio 2010. Dalla prima pietra posta dal presidente Usa Dwight D. Eisenhower il 14 maggio del 1959 alle innovazioni più recenti: assolutamente arte. Eppure quel centro avveniristico, che per Eisenhower doveva rappresentare “un simbolo di pace, uno strumento di comprensione tra i popoli”, fu subito al centro di polemiche durissime: contestato da chi vedeva nell’abbattimento dei caseggiati popolari uno sfregio alla città e accusava John D. Rockefeller III, che racimolò metà dei 184 milioni di dollari necessari al progetto, di essere un finanziatore troppo interessato a sviluppare un’area dove aveva importanti interessi immobiliari.lincoln_center2

A volere fortemente la creazione di quel centro per le arti, poi, fu soprattutto Robert Moses: il contestato urbanista che distruggendo quartieri e snellendo infrastrutture trasformò New York nella città che conosciamo.

“Il progetto” racconta Anthony Flint, autore di Wrestling with Moses, un saggio appena uscito che analizza lo scontro fra l’urbanista e Jane Jacobs, l’antropologa che criticò il modello “disumano” scelto per sviluppare New York, “fu lanciato attraverso radio, tv, concorsi nelle scuole, lettere alle famiglie. Finì per ottenere il plauso dell’intero Paese e perfino i più critici non se la sentirono di dare battaglia”. Jacobs e alcuni residenti tentarono di fermare le ruspe, raccolsero firme, intentarono una causa. Non ci fu nulla da fare. “Il West Side” dice Flint “fu bonificato, i residenti cacciati con appena 90 giorni di preavviso e nessuna soluzione alternativa”. Moses guardava lontano e volle che il centro fosse realizzato dalle archistar dell’epoca: da Philip Johnson, re dei grattacieli, a Max Abramovitz, che aveva appena ultimato il palazzo delle Nazioni Unite, fino all’italo americano Pietro Belluschi, che ebbe l’idea di usare il travertino romano importando a New York il razionalismo italiano di Marcello Piacentini.

lincoln_center1La disperazione dei residenti fu cancellata dai successi di quello che in breve divenne il riferimento culturale dei newyorchesi. Il centro fu inaugurato ufficialmente solo il 23 settembre del 1962 con un grande concerto diretto da Leonard Bernstein (che il giorno della posa della prima pietra aveva diretto la sua New York Philharmonic sotto una tenda) con Jacqueline Kennedy madrina della serata. Da allora da qui sono passati Placido Domingo e Luciano Pavarotti, Duke Ellington e Wynton Marsalis, Alfred Hitchcock e François Truffaut, Marsha Graham e Trisha Brown. Ma la figura che di più ha incarnato lo spirito del Lincoln fu anche la più tormentata. Leonard Bernstein, il grande direttore che guidò la New York Philharmonic, era anche il compositore di West Side Story, il musical “sociale” che raccontava proprio la vita di quel quartiere la cui scomparsa fu rimandata per ultimare le riprese del film. “La distruzione dell’area, la dispersione degli abitanti”, ha raccontato Arthur Laurents, autore del soggetto di West Side Story “lo tormentarono tutta la vita. Anche per questo organizzò i suoi Young People’s Concert: voleva che tutti i ragazzi imparassero a capire la musica”. Anche quelli cacciati dalle ruspe.

da LA REPUBBLICA


Oct
12

Eventi dell’autunno di New York

Posted by: admin | Comments (0)

Autunno a New York

Una stagione perfetta per visitare la Grande Mela. Complici le tante offerte e un cartellone pieno di eventi e manifestazioni da non perdere

di Emanuele Coen

New_YorkDopo quattro film girati in Europa, forse la nostalgia di New York era diventata insopportabile. E così Woody Allen per il suo nuovo film, Whatever works – Basta che funzioni (attualmente nelle sale), è tornato nella sua città natale per girare nei luoghi di Manhattan a lui più cari: East Village e Greenwich Village.

Se dopo aver visto la commedia vi viene voglia di volare verso la Grande Mela, l’autunno è un momento magico, come insegna il grande regista innamorato di Central Park, ammantato in queste settimane di foglie rosse e gialle, e dei suoi scorci romantici. La metropoli brulica di eventi e i pacchetti vacanze last minute sono decisamente meno costosi che in alta stagione.

  • NEW YORK INTERNATIONAL VINTAGE POSTER FAIR

Dal 16 al 18 ottobre
Al Metropolitan Pavillon la più grande e longeva fiera del mondo dedicata ai poster vintage d’a utore. Oltre 10mila i manifesti in vendita certificati dalla Ivpda (International Vintage Poster Dealer Association), una ventina i rivenditori internazionali autorizzati.

  • IL TOUR DEL BRONX IN BICI

18 ottobre
Un’occasione unica per visitare il Bronx. Due percorsi in bicicletta, rispettivamente da 40 e da 65 chilometri circa. Il primo, alla velocità di diciotto chilometri orari nella parte in piano lungo le piste ciclabili di Bronx Greenway, permette di entrare nella zona storica e in altri distretti. L’itinerario più lungo e più veloce (25 chilometri orari), invece, è consigliato ai ciclisti più esperti e attraversa City Island, il college Suny Maritime e Orchard Beach.

  • THE CHOCOLATE SHOW

Dal 30 ottobre al 1 novembre
Al Metropolitan Pavillon, il Chocolate Show è il festival di tre giorni interamente dedicato al mondo del cioccolato. Una kermesse spettacolare con degustazioni di 65 tra le marche più prestigiose organizzate dai migliori maestri cioccolatai del mondo, per adulti e bambini, spazi per i regali e una intera libreria Barnes & Noble dedicata ai volumi di ricette, abiti d’alta moda e accessori di lusso fatti di cioccolata.

  • IN MOSTRA AL MOMA I DISEGNI DI TIM BURTON

Dal 18 novembre al 26 aprile 2010
Non tutti sanno che il cinquantunenne regista di Mars attacks! e La fabbrica del cioccolato è anche prolifico artista, disegnatore e fotografo. Al Moma, il celebre museo di arte moderna di New York, una mostra ripercorre l’intera carriera e la visione del filmmaker statunitense, dai disegni di quand’era bambino ai lavori più maturi. Schizzi, maquettes, pupazzi, fotografie, costumi, diari con le bozze delle sceneggiature, oggetti e altre opere realizzate durante la concezione e la realizzazione dei film, materiali del tutto inediti. Nei prossimi mesi, sempre al Moma, le proiezioni delle sue pellicole accompagneranno la mostra.

  • BIG APPLE FILM FESTIVAL

Dal 3 al 7 novembre
Quest’anno il Big Apple Film Festival, al Tribeca Cinemas, propone 114 film di ogni genere e durata. Da non perdere gli eventi speciali con registi,statua_della_liberta produttori e attori. Tra i film verranno presentati Against the current con Joseph Fiennes, Elizabeth Reaser e Mary Tyler Moore (selezione ufficiale 2009 al Sundance Film Festival) e la commedia romantica Breaking Upwards con Zoe Lister-Jones, Julie White e Peter Friedman.

  • IL NYC HORROR FILM FESTIVAL

Dal 18 al 22 novembre
Al Tribeca Cinemas il più importante festival americano di horror e fantascienza. Ogni anno il New York City Horror Film Festival, all’i ndomani di Halloween, celebra i grandi classici e dà spazio alle nuove pellicole e ai filmaker specializzati nel genere. Proiezioni, party, celebrità ed eventi aperti al pubblico.

da LA REPUBBLICA

openhouseNew York, l’Openhouse Weekend.

Il più grande evento d’architettura e design d’America.

Solo due giorni, il 10 e 11 ottobre, in cui 350 tra edifici storici e residenze private aprono al pubblico

È un giochetto a cui anche il più imperturbabile e affrettato newyorkese non sa resistere. Si chiama “buttare un occhio” e chiedersi “che diavolo ci sarà dietro quella porta”.

I battenti possono aprirsi su una lobby di qualche elegantissimo grattacielo modernista presidiato da portieri in divisa, o su di un palazzo art déco di cui si intravedono appena i soffitti elaborati attraverso la finestra di qualche ufficio. O può essere semplicemente una scala chiusa da una catena che scende misteriosa da una banchina della metropolitana. E chi poi non si è domandato che meraviglie si nascondono dietro le piante di un terrazzo in un attico del Village? Domande destinate alle speculazioni e ai sogni.

Tranne il 10-11 ottobre, in occasione di Openhousenewyork Weekend, il più grande evento di architettura e design di tutti gli Stati Uniti, durante il quale è possibile visitare gratuitamente oltre 350 siti normalmente non accessibili al pubblico nei cinque distretti: Brooklyn, Bronx, Manhattan, Queens e Staten Island. In programma tour guidati, incontri, spettacoli e attività per tutta la famiglia. Architetti, progettisti e studenti illustrano sul posto le peculiarità di edifici caratterizzati da un’architettura accattivante.openhouse1

Talvolta le visite sono limitate a un paio d’ore, quindi è bene pianificare con cura il proprio itinerario e presentarsi in anticipo: spesso ci sono file di due ore prima dell’inizio. Il consiglio è di evitare i luoghi più famosi, come le Nazioni Unite e il Chrysler Building, e concentrarsi sulle vere curiosità.

Come l’Atlantic Avenue Tunnel, a Brooklyn, la più antica galleria di metropolitana al mondo. Oggi è in disuso e si accede da cunicoli e scalette buie, ma è affascinante percorrerne i 700 metri male illuminati pensando al fischio dei treni a vapore che lo attraversavano e ascoltare le storie di gangster che lo usavano come deposito durante il proibizionismo. Reminiscenze da set cinematografico (oggi in effetti la sua principale funzione) assalgono percorrendo i moli bordati da gru arrugginite e da cavernosi depositi del Brooklyn Navy Yard, un tempo uno dei più grandi porti commerciali del mondo, con viste spettacolari sullo skyline di Manhattan.

Alla ricerca di prospettive diverse? Ecco i Rockefeller Center Roof Gardens. Chi poteva immaginare che nel centro di New York, all’interno di uno dei grattacieli più visitati dai turisti, ci fossero al settimo piano cinque giardini pensili? Erano destinati ai ricchissimi tycoon degli anni Trenta, che avevano lì la sede delle loro aziende. Giardini all’italiana, con fontane, siepi tagliate alla perfezione, vasche di pesci rossi affacciate sulla Quinta Avenue.

Pare quasi di camminare sospesi in mezzo alla città lungo i due chilometri della High Line, un’antica metropolitana rialzata, appena restaurata e trasformata in parco a 10 metri d’altezza tra il Meatpacking District e Chelsea. Fiori di tutti i colori e 650 alberi spuntano dalle vecchie rotaie, affiancate da pensiline con panchine e gazebo di design. Un progetto decisamente audace, ma l’audacia architettonica è parte del codice genetico openhouse2di New York.

Uno dei più fulgidi esempi è il Woolworth Building, un grattacielo goticheggiante: colpì così tanto la fantasia della nazione che lo stesso presidente Wilson lo inaugurò nel 1913. Ma dal suo ufficio di Washington: premendo un bottone che simultaneamente accese tutte le luci del palazzo. Dopo l’11 settembre 2001 è impossibile accedervi, ma durante il weekend si potranno ammirare la lobby dalle volte gotiche, che lo fanno sembrare una cattedrale, e le pareti coperte di mosaici di vetro colorato.

Altra meraviglia architettonica, sconosciuta ai più, sono le ricchissime ed elaborate townhouse di fine Ottocento di Mount Morris Park, attorno alla 126esima Strada, ad Harlem. Si potrà visitare l’interno di alcune di esse; oggi molte sono state trasformate da fondazioni in studi per artisti, ma un rigoroso regolamento edilizio obbliga a conservare i dettagli originali dell’epoca.

Ma l’occasione unica di questa caccia al tesoro architettonico è la possibilità di entrare in alcune delle più originali residenze private della città. Come lo studio-casa dell’architetto Adam Kushner al Village, dove il sapiente uso di mattoni, legno, acciaio, acrilico e vetro trasforma un bilocale su due piani in un’autentica installazione. O il loft di un altro architetto (che mantiene l’anonimato), a NoHo, dove sembra non esserci continuità tra i 300 metri quadri interni e i 200 del giardino pensile. Dieci piani più sotto scorre il traffico frenetico dell’ora di punta. In alto gli uccelli cantano tra gli alberi.

Un’altra meraviglia di una città che non finisce mai di stupire.

Tutta da scoprire.

Gianemilio Mazzoleni

da IL CORRIERE DELLA SERA

Comments (0)