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Gli abitanti del Giglio temono per il turismo
Concordia si muove, ricerche sospese «Da 7 a 10 mesi» per rimuovere la Concordia Concordia, trovato un altro corpo Costa, 60mila euro per le statue dei capitani Concordia, aperto un nuovo varco
Genova – Da salvatori, ora, chiedono di essere salvati. I cittadini dell’isola del Giglio hanno sintetizzato così i loro timori, oggi, dando vita ad un comitato che avrà il compito di vigilare, informare, supportare e stimolare. L’incubo è il default turistico nell’estate 2012. Per questo il relitto deve essere portato via al più presto, dicono guardando con apprensione l’enorme sagoma della Costa Concordia che `riposa´ a poche decine di metri dal porto.

Sul relitto oggi le operazioni sono proseguite anche se le ricerche erano sospese. I palombari della Marina Militare hanno operato per aprire un nuovo varco all’altezza del ponte 5, in corrispondenza con la zona della reception. In seguito, valutate le avverse condizioni meteo marine, le squadre vigili del fuoco hanno operato nella parte emersa della nave per risistemare le vie di esodo compromesse dal mare mosso di questi giorni. Nel contempo, le squadre di sommozzatori si sono immerse dal lato costa per documentare le condizioni dello scafo, la deformazione dei varchi aperti nei giorni scorsi e la sicurezza delle vie di fuga.

Nel pomeriggio, gli abitanti dell’isola si sono riuniti all’hotel Bahamas. Fuori dall’albergo, appeso ad una ringhiera qualcuno ha esposto uno striscione bianco con la scritta, in rosso, `Gabrielli tolga la nave, cazzo!!!´.

Niente firma, anonimo. Al neonato comitato del Giglio l’iniziativa non è piaciuta e se ne è subito dissociato. Ufficialmente, nessuna polemica con il capo dipartimento della Protezione civile. «Vogliamo che il commissario Gabrielli si confronti con noi e ci dica che cosa si sta facendo in modo da poter informare i cittadini e rispondere ai tanti interrogativi che si stanno ponendo – hanno spiegato i due portavoce freschi di nomina, Fabio Agugliari e Alvaro Andolfi -. Noi vogliamo sapere quale è il nostro futuro. In questa casa che è la nostra isola, abbiamo muri e tesori e vogliamo difenderli. L’isola vive di turismo e stanno cominciando ad arrivare le prime mail di disdetta a hotel e agenzie immobiliari. Una turista svizzera ha scritto chiedendo se dalle camere dell’albergo si vede la Costa Concordia perché, se la risposta è sì, lei non verrà».

Niente polemiche, dunque, ma risposte precise e tempi rapidi per la rimozione del relitto. La previsione di 7-10 mesi avanzata da Gabrielli per il completamento dell’operazione ha diffuso il panico. Troppo tempo, per l’isola del Giglio che vive di turismo di qualità, appassionato di pace e natura. Così, firmando l’atto di costituzione del comitato, i cittadini hanno affermato di voler essere di «stimolo e supporto ai soccorritori e all’amministrazione comunale», un modo istituzionale per dire che «ci siamo e vi controlliamo». Il portavoce del sindaco Sergio Ortelli, alla fine dell’assemblea, ha annunciato che l’amministrazione chiederà che un rappresentante del comitato partecipi all’esecutivo di emergenza per la Costa Concordia.

Il comitato sta valutando anche di costituirsi nel processo che si celebrerà. Presto, infatti, i cittadini avranno un loro legale tra i molti che, come hanno spiegato i portavoce, si sono offerti di rappresentarli gratuitamente.

da ilsecoloxix.it

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Maremma, addio alle capanne amate dai vip
Una sentenza del Consiglio di Stato obbliga a demolire le baracche centenarie tra Bolgheri e Marina di Bibbona
Alte e schiette non lo sono mai state le capanne della spiaggia dei Pianeti, tra Bolgheri e Marina di Bibbona, luogo incantato non lontano dal viale dei cipressi del Carducci (loro sì alti e schietti e in duplice filar), un tratto di litorale ancora incontaminato, ai confini dal caos di Marina di Bibbona e la tranquillità selvaggia della Maremma livornese. Eppure da cent’anni le capanne di giunchi e legno volute dalle nobili famiglie del luogo (qui vivono e hanno proprietà e vigne Antinori, Cinzano, della Gherardesca, Frescobaldi, Incisa della Rocchetta) si sono unite indissolubilmente al panorama e sono state utilizzate con beatitudini infinite (e in parte liberamente) dall’umanità più disparata: vip, nobili, comuni mortali disposti a camminare per una mezz’oretta sotto il sole per raggiungerle e godersi una giornata di mare straordinaria e gratuita e unirsi in un unico popolo amante del sole e del salmastro.
I FAMOSI- Qui si sono crogiolati al sole della Toscana Harrison Ford e Johnny Deep, Andie Mc Dowell e Massimo Ciavarro, Edoardo Costa e l’eroina del Titanic Kate Winslet. E ancora hanno camminato sulla battigia le rockstar Sting, Renato Zero, Gianna Nannini, Umberto Tozzi, Red Canzian dei Pooh. E le capanne hanno fatto ombra ai reali Sarah Ferguson, Andrea d’Inghilterra e Sergio di Jugoslavia e pure ai rampolli delle famiglie Cinzano Marone, Menarini, Salamon, Costa, Gaetani Lovatelli.

LA SENTENZA- Adesso le quaranta antiche capanne tra l’Oasi di Bolgheri e Maria di Bibbona dovranno essere demolite. Lo ha deciso la sentenza 4431 del Consiglio di Stato dando ragione al Comune che dieci anni fa aveva emanato un’ingiunzione per demolire baracche, tettoie e capanne «realizzate in violazione agli articoli del codice della navigazione». Sono seguiti anni di battaglie legali e infine l’ultima sentenza: quella appunto della demolizione. E questa estate chi vorrà passare una giornata d’agosto sulla spiaggia libera e salvarsi dalle inevitabile scottature dovrà gioco forza portarsi l’ombrellone. Ma la vicenda ha anche risvolti meno romantici. Il Comune, in una nota, ha fatto sapere che sono in corso una serie di accertamenti in un’altra zona del lungo arenile, stavolta molto affollata, nella quale come funghi sono nate baracche e baracchini, gazebo e capannucce di ogni tipo.

Marco Gasperetti da corriere.it

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Motor Bike Expo 2012 – La provincia di Pistoia e il Turismo in moto
La Provincia di Pistoia propone due itinerari dedicati ai motociclisti

Lorenzo Gargiulo

Il Motor Bike Expo 2012 non è solo custom ed elaborazioni, ma quest’anno apre i suoi battenti alla seconda edizione di Motor Bike Travel, il “salone nel salone” che affronta le tematiche del mototurismo.

All’interno della manifestazione, quest’anno ha aderito in via ufficiale la Provincia di Pistoia presente a Verona, con un proprio stand voluto per promuovere una nuova iniziativa.

La Provincia di Pistoia ha deciso di promuovere il proprio territorio al turismo in moto, in quanto strade e paesaggi sono perfetti per le due ruote. A Verona sono presenti i vertici della Provincia che hanno illustrato alla stampa presente l’iniziativa.

La parola spetta al Presidente della Provincia, la dott.ssa Federica Fratoni che ha dichiarato: La provincia di Pistoia è interessata al turismo motociclistico, soprattutto per ampliare l’offerta turistica che attualmente è concentrata sulla montagna con l’Abetone e sulle terme con Montecaatini.

Il nostro territorio ha delle strade meravigliose, frequentate dal turismo che attualmente è più pendolaristico che realmente turistico.
Per noi queste strade possono diventare molto attraenti dal punto di vista turistico, visto che in generale la regione di Pistoia è poco conosciuta a livello turistico. Per promuovere questa nostra iniziativa abbiamo deciso di puntare sul Motor Bike Expo e dobbiamo dire che abbiamo registrato su questa proposta un’adesione in massa dei nostri albergatori. Per salvaguardare la sicurezza dei motociclisti ci siamo anche preoccupati di verificare le condizioni dell’asfalto, rifacendo il manto dove necessario.

La parola passa poi al dott. Renato Ferretti, dirigente dell’Area Pianificazione Strategica Territoriale: Abbiamo segnato due percorsi, l’Itinerario delle Terme, di circa 200 km e quello dell’Appennino Pistoiese, di circa 150 km. L’itinerario montano passa sia per la Val di nievole che per l’alta montagna, riscendendo a Pistoia per la statale 64. L’altro è più alla scoperta della provincia di Pistoia e quindi dei borghi circostanti la cittadina.

I percorsi sono già scaricabili dal sito della Provincia, e le strade sono state testate in prima persona e, escludendo piccoli tratti più congestionati, sono tutte sgombre e bellissime.

Si può godere appieno della visita fermandosi almeno due giorni, ma in mancanza di tempo anche in un giorno si può fare un bel giro.

Pistoia ha delle potenzialità enormi, ma è un po’ schiacciata dalle vicine Firenze e Siena; i borghi storici dei dintorni sono ognuno una scoperta. E’ significativo che gli operatori del settore di tutta l’area abbiano predisposto dei pacchetti completi e una guida alla visita del territorio, completando l’offerta per il moto turista.

Nella zona ci sono oltre 100 agriturismi con una media di 15/20 posti letto ognuno. A Pistoia ci sono circa 500/600 posti letto ma la maggior parte sono a Montecatini. In zona ci sono anche dei campeggio molti famosi all’estero sia in pianura che in montagna.

Facciamo un plauso alla Provincia di Pistoia che ha intenzione di favorire il turismo in moto, con la promessa di andare presto alla scoperta dei tracciati proposti.

da OMNIMOTO.IT

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Naufragio Giglio, 11 i morti, comandante ai domiciliari
E’ salito a undici oggi il numero dei morti accertati della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata venerdì sera davanti all’Isola del Giglio, mentre in serata il gip di Grosseto ha disposto gli arresti domiciliari per il comandante Francesco Schettino, che quindi lascerà il carcere.

Il gip non ha convalidato il provvedimento del fermo di polizia in carcere per Schettino ma ne ha disposto l’arresto ai domiciliari, ha riferito il suo difensore, Bruno Leporatti.

Il comandante è accusato di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave e naufragio.

“Il giudice ha mostrato molta attenzione e rispetto della legge”, ha detto ai giornalisti l’avvocato, ammettendo che lui e l’assistito non si aspettavano questa decisione.

“Non ho letto il provvedimento ma è un problema di esigenze cautelari che possono essere garantite con una misura minore di quella carceraria … non si può mandare in carcere una persona solo perché c’è un’opinione pubblica che ritiene che sia colpevole”, ha spiegato Leporatti.

Oggi i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno trovato altri cinque cadaveri a poppa, nella parte sommersa della nave, e hanno quasi concluso le procedure di recupero.

Le vittime, riferisce la Guardia Costiera, sono quattro uomini e una donna, apparentemente tra i 50 e i 60 anni. Indossavano i giubbotti di salvataggio e sono stati ritrovati in uno dei punti d’incontro della nave.

Intanto proseguono le attività di ispezione della nave. Un portavoce della Guardia Costiera precisa che le ricerche proseguiranno anche di notte finché non sarà stata ispezionata tutta la Concordia, e che data la vasta superficie “ci vorrà parecchio tempo”.

TROVATO TEDESCO CHE RISULTAVA DISPERSO

Prima del ritrovamento dei cinque cadaveri, risultavano in tutto ancora 29 dispersi, come ha ribadito oggi il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli: sei italiani, 14 tedeschi, quattro francesi, un ungherese, due cittadini statunitensi, un indiano e un peruviano. Di questi, un italiano, l’ungherese, l’indiano e il peruviano sono membri dell’equipaggio.

Gabrielli ha anche precisato che uno dei 29 dispersi “è forse riconducibile al cadavere di un cittadino tedesco” recuperato ieri.

Nel tardo pomeriggio la Protezione Civile ha poi riferito che un tedesco che risultava disperso è stato rintracciato e sta bene.

L’incertezza nel conteggio dei dispersi, ha spiegato Gabrielli, è dovuta anche al fatto che “la lista effettiva dei passeggeri è rimasta sulla nave”.

A bordo della nave, che venerdì sera ha urtato uno scoglio passando molto vicino all’isola, c’erano circa 4.200 persone tra passeggeri ed equipaggio.

In un’audizione al Senato, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha detto che l’incidente è stato “un drammatico e clamoroso errore umano o quantomeno di non rispetto di policy e regole”.

“La macchina intorno all’incidente si è mossa come doveva. Le capitanerie ci aiuteranno a capire cosa si può fare”, ha aggiunto Passera.

In queste ore il comandante della nave – come confermato dal suo avvocato – è stato sottoposto agli esami tossicologici, dopo le polemiche sul fatto che subito dopo il fermo non sarebbe stato sottoposto all’alcol-test per una dimenticanza degli inquirenti.

“Schettino è stato sottoposto oggi a esami tossicologici. Il procuratore gli ha chiesto se era disposto e lui senza difficoltà si è sottoposto immediatamente”, ha detto il difensore, precisando che sono stati prelevati urine e capelli.

Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha spiegato che nell’interrogatorio di stamani Schettino “ha fornito la sua versione dei fatti, confermando che era al comando della nave al momento dell’impatto”.

Da due telefonate tra Schettino e la Capitaneria di Porto di Livorno, i cui audio sono disponibili sul sito del Corriere della Sera, risulta che il comandante lasciò la nave mentre le operazioni di soccorso erano ancora in atto e che non volle risalirvi nonostante le pressioni dell’interlocutore.

“Schettino, lei si è salvato dal mare ma io … le faccio passare l’anima dei guai. Torni a bordo!!”, dice al telefono il capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno. Un invito ripetuto più volte e con tono perentorio.

Ma Schettino temporeggia, e quando De Falco gli spiega: “Ha dichiarato l’abbandono della nave e adesso comando io. Vada a bordo. Ci sono già dei cadaveri”, Schettino chiede: “Quanti sono?”. “Me lo deve dire lei quanti sono, Cristo!”, replica De Falco.

“Ma si rende conto che qua è buio e non si vede niente?”, prova a giustificarsi il comandante.

Riguardo al presunto “ammutinamento” dell’equipaggio, che avrebbe deciso di avviare l’evacuazione prima di ricevere l’ordine del comandante, una fonte investigativa dice che “parlare di ammutinamento è una forzatura (ma) è evidente che i tempi non tornano: l’evacuazione dei passeggeri era iniziata molto prima” che Schettino ordinasse di abbandonare la nave.

OGGI COMPLETATO LAVORO BARRIERE ANTI-INQUINAMENTO

Sarà completata oggi la posa delle barriere anti-inquinamento intorno alla Concordia, anche se il capo della “flotta” del ministero dell’Ambiente dice che il rischio di perdita di carburante è “prossimo alla zero”.

“Stiamo aspettando che terminino di far brillare l’ultima carica (per aprire un varco nella nave alla ricerca di superstiti), poi ci daranno l’ok a operare”, ha detto a Reuters Lorenzo Barone, un esperto di ecologia marina che coordina la flotta di Castalia Ecolmar S.C.p.A, la società specializzata nelle operazioni anti-inquinamento e nelle bonifiche che è in pratica il “braccio operativo” del ministero.

I tecnici di Castalia hanno posizionato ieri 380 metri di galleggianti tra nave e costa. Oggi ne poseranno altri 400 metri intorno, lasciando due varchi, a prua e a poppa, per le squadre di soccorso, ha detto Barone.

Per l’esperto, il rischio di inquinamento delle acque del Giglio per il momento è “prossimo allo zero… Non c’è stato nessun segnale che possa far presupporre che ci siano perdite di carburante”.

Ieri era scattato l’allarme per l’avvistamento di alcune chiazze, ed erano state posate barriere di contenimento e assorbimento tra la nave e la costa. Ma per Barone si è trattato di una perdita “realmente limitata… magari dovuta a qualche apparato motore sporco o anche a tutte le imbarcazioni che al momento stanno facendo l’attività di soccorso-salvataggio”.

Intanto, i tecnici olandesi della Smit – la società incaricata del recupero del carburante, coadiuvati dagli italiani della livornese Neri – si stanno preparando a pompare fuori dalla nave le 2.000 tonnellate di “olio pesante” e le circa 200 tonnellate di diesel.

Per Barone, l’operazione di travaso comincerà tra un paio di giorni almeno. Ma nel fine settimana è atteso un peggioramento delle condizioni meteo.

da reuters

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Una serie di scatti che ci mostrano il relitto della Costa Concordia sotto acqua.

I sommozzatori che cercano vittime o possibili superstiti

le immagini sono della guardia di finanza

 

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