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Rimozione del collare tricolore della Mole Antonelliana


La Mole non ha più il collare tricolore

mole_antonelliana_collare_tricoloreLa Mole Antonelliana non ha più il suo bel collare tricolore. I tre fasci bianco, verde e rosso, progettati da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto sono stati smontati dopo due anni di onorato servizio.

Il collare tricolore era stato acceso il 16 marzo 2011 per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia ed avrebbe dovuto concludere la sua funzione alla fine dei festeggiamenti.

In realtà ottenne una proroga per il successo ottenuto tra cittadini e turisti. Ora però la Mole è tornata al suo aspetto originale.

da quotidianopiemontese.it

Torino secondo il Touring Club Italiano


Torino capitale del turismo “à la carte” attento anche ai desideri dei bambini
Il Touring Club dedica la copertina di gennaio alla città
Itinerari con i più piccoli tra giochi, storia e cucina

Elisabetta Graziani

Torino_Touring_Club_Italiano«Elegante e riservata, colta e attenta alle sollecitazioni del mondo contemporaneo», così Torino per Isabella Brega, caporedattrice di Touring. Il mensile patinato del Touring Club Italiano, realizzato in collaborazione con la prestigiosa National Geographic Society, dedica alla città sabauda la copertina del numero di gennaio. Dal Teatro dei Ragazzi al Circolo dei lettori, passando dall’arcinoto Museo del Cinema fino al meno conosciuto Museo della Scuola a Palazzo Barolo, la rivista offre un taccuino di viaggio articolato in 48 ore nelle quali fare tappa in ciascuna delle diciotto mete indicate. La presentazione al pubblico oggi, alle 16, nella sala grande del Circolo in via Bogino 9.

Si comincia alle nove del mattino di un giorno ideale. Fatta colazione in uno dei caffè storici torinesi, si è pronti a perdersi tra i vicoli della città vecchia fino a una via Barbaroux ancora sconosciuta, legata a un mondo ormai antico come quello dei giocattoli. Al civico 10 si affacciano le vetrine della famiglia Balocco, il cui destino è inscritto nel nome. Da trent’anni vendono bambole e orsi da collezione, marionette e presepi animati. Ma anche draghi e fate e tutto quanto occorra per minuscole case di bambole. Qui, tra i carillon occhieggianti dagli scaffali, vive anche un ospedale per i balocchi malati, l’unico della città.

Questa è soltanto una delle mete curiose, illustrate nel vademecum. C’è poi il Museo della frutta a San Salvario, una raccolta pomologica con più di mille frutti artificiali modellati con resina, cera e alabastro dall’artista-scienziato Francesco Garnier Valletti. Per chi invece volesse dare uno sguardo sui tetti di Torino, Touring propone di prendere il volo, restando però saldamente ancorati a terra. Nei giardini Cardinal Pellegrino, nel cuore di un quartiere contraddittorio come Borgo Dora, si libra a 150 metri d’altezza il più grande pallone aerostatico d’Europa. Sotto il suo cappello largo ben 22 metri, i più nostalgici potranno provare l’ebbrezza di innalzarsi in volo proprio come due secoli fa.

E per proseguire il viaggio a ritroso nel tempo, ecco le gallerie sotterranee utilizzate nell’assedio di Torino nel 1706, il cui ingresso è dal museo Pietro Micca in via Guicciardini 7/a.

La due giorni torinese tuttavia non è soltanto cultura e costume, ma anche cibo. Obbligatorie, per la rivista del Touring Club Italiano, le tappe da Eataly, l’emporio delle prelibatezze italiane, da M**Bun, il padre dell’hamburger fatto di genuine carni piemontesi, e naturalmente nelle sale storiche perse sotto i diciotto chilometri di portici della città. Dalle cioccolaterie che hanno fatto di Torino il regno del gianduiotto, come Giordano, Stratta e Gobino, fino ai caffè con le loro sale neoclassiche o liberty, dove gustare il classico Bicerin.

«Torino è uno dei luoghi simbolo del nuovo modo di fare turismo, anche per questo abbiamo puntato sulla città», dice Franco Iseppi, il presidente del Touring Club. E aggiunge: «Chi viaggia oggi cerca sempre più mete che assemblino arte, natura, cultura. Si sta diffondendo un nuovo modo di viaggiare, che definirei «turismo à la carte». Si sceglie su Internet la formula preferita, affidandosi meno alle soluzioni già pronte». Il turismo dunque è sempre più verde, tecnologico, legato a bed&breakfast e agriturismi, secondo Iseppi. «E noi, dopo 120 anni di vita, ci stiamo adeguando». Parola di Touring Club.

da lastampa.it

Saranno tolte le mummie dal Museo Egizio di Torino ?


Il ministro: le mummie restino lì
Ornaghi: “Le ho ammirate da piccolo, se le togliamo che cosa faremo vedere ai bambini?”

Letizia Tortello

museo_egizio_torino_mummie«Se togli le mummie, togli l’Egizio. Fin dalla prima volta che venni qui, da piccolo, associai il museo di Torino a questi straordinari reperti. Non ha senso coprire le mummie, rimetterle nei sarcofaghi». Stop alle polemiche. E’ il ministro alla Cultura Lorenzo Ornaghi a mettere la parola fine sulla querelle del nuovo allestimento dell’Egizio. Chi si aspettava da parte sua frasi criptiche, slalom diplomatici per non prendere posizione, è rimasto sorpreso.

Con la fanciullesca semplicità di un turista qualunque, che fa il giro in mezzo alle meraviglie conservate della storia, Ornaghi non si è fatto pregare. Ha espresso il suo pensiero sull’opportunità di tenere esposti i celeberrimi corpi imbalsamati del 2000 avanti Cristo: «Non sono mica spettacolarizzate qui le mummie? Se le togliamo, cosa vengono a vedere i più piccoli?». Inutile il tentativo della direttrice del museo, Eleni Vassilika, che provava a spiegargli la novità da lei portata avanti: “Il protocollo dell’International Council of Museums prescrive che i reperti siano restituiti al loro corredo. In ottica del nuovo Egizio, nel 2015, stiamo pensando di propendere per una assai più discreta esposizione delle mummie”. Niente da fare.

Ornaghi, accompagnato dalla presidente Christillin, dal direttore generale dei Beni Culturali Turetta e dall’assessore regionale alla Cultura Coppola, ribadisce: «Credo ci siano le condizioni per proporre i corpi in maniera più che appropriata. Trovo i reperti una forma educativa importante per le scuole. Altrimenti cosa si dovrebbe fare, ritirare tutte le reliquie dalle chiese?».

Curiosa in silenzio, ascolta, si fa spiegare ogni dettaglio. Non sarà più lui, tra qualche mese, a nominare il presidente del nuovo comitato scientifico dell’ente, incaricato di decidere sul futuro delle mummie. Ma il destino sembra scritto. Anche il sindaco Fassino, a margine dell’incontro sugli stati generali del Teatro alle Fonderie Limone, ieri commentava: «L’Egizio è conosciuto per il suo patrimonio di valore mondiale. Lasciamolo dov’è e garantiamo l’esposizione adeguata di ogni bene, mummie comprese».

da lastampa.it

Tosm Il convegno a Torino il 28 e 29 giugno


Tosm: domanda e offerta s’incontrano per l’innovazione tecnologica

Tante piccole rivoluzioni che stanno cambiando il mondo. E’ la trasformazione in atto dell’industria e della vita quotidiana chiamata Ict. Dall’automotive alla sanità, dall’energia all’edilizia, dalle banche alle organizzazioni di promozione turistica, il settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione è il filo rosso dell’innovazione. In Piemonte, il comparto dell’informatica e delle reti digitali è una galassia che vive di eccellenze e di tante piccole e medie aziende produttive, che resistono alla crisi. Per sostenere il distretto e dare impulso al suo bunisess, parte la quinta edizione del Tosm (Torino Software & System Meeting).

Un calendario di incontri tra istituzioni e imprese, per far sposare domanda e offerta tra i buyer (nazionali e internazionali) e chi realizza soluzioni nell’Ict. L’agenda B2B partirà a settembre e andrà avanti fino a maggio.

Giovedì e venerdì la presentazione, al centro Congressi Torino Incontra, a cui parteciperanno molte aziende che investono nella digitalizzazione in Italia. Sono chiamati a intervenire il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabé, Elena Zambon, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico, e ancora Carlo Callieri, alla testa del gruppo tessile Miroglio, Daniele Ferrero, ad della storica azienda del cioccolato Venchi, e Achille de Tommaso, presidente di Anfov e AD Skylogic. La tavola rotonda, dalle 16, sarà coordinata dal direttore de La Stampa, Mario Calabresi. A seguire, il Ministro della Ricerca, Francesco Profumo, guiderà la discussione sull’ agenda digitale nazionale. L’evento è promosso da Camera di commercio e Unione Industriale di Torino, organizzato da Torino Wireless con la collaborazione di Ceipiemonte. Il giorno successivo Tosm continua con i rappresentanti di altre grandi imprese italiane.

«Un requisito irrinunciabile per la crescita oggi è l’investimento in innovazione e tecnologia – spiega Rinaldo Ocleppo, presidente del Gruppo ICT dell’Unione Industriale -, inclusa ovviamente la diffusione della banda larga. A che punto è in Italia? Nonostante l’accelerazione degli ultimi anni, siamo in ritardo rispetto a Inghilterra, Francia, Germania. Il Piemonte comunque, è tutt’altro che un fanalino di coda nazionale: su 100 mila aziende dell’Ict in Italia, 8 mila hanno sede qui, di cui più di 5 mila a Torino (tra manifatturiero, servizi, prodotti multimediali). Aumentano del 10% le esportazioni, per un valore complessivo di quasi 600 milioni. «Quello dell’informatica è un settore reattivo, che si adatta meglio ai venti di recessione – precisa Ocleppo -. E’ chiaro che se rilanciassimo gli investimenti con adeguate misure fiscali potremmo colmare più in fretta il ritardo europeo nell’adozione di tecnologie digitali».
LETIZIA TORTELLO da lastampa.it

Il Salone del Libro 2012 di Torino


SALONE DEL LIBRO, NOSTALGIA DELLA LIRA
E MORGAN SHOW CON LA D’AMICO

TORINO – Oltre quindici milioni di euro. Questo il prezzo corrente della lira. Almeno in libreria. La quotazione arriva dal Salone Internazionale del Libro – inaugurato ieri al Lingotto di Torino alla presenza del ministro del lavoro Elsa Fornero – dove è stato presentato il testo in due volumi La Lira siamo noi. Dedicato alla storia della Lira dall’Unità alla fine del XX secolo, il testo pare aver conquistato lettori e collezionisti, arrivando a un valore di vendite di oltre quindici milioni di euro.
Il segnale è forte. «Il Salone del libro sta reagendo in modo deciso ai colpi della crisi», ha detto il direttore editoriale Ernesto Ferrero, annunciando i due fuori programma dell’incontro con Fabio Fazio e Roberto Saviano, domenica, e con Alessandro Del Piero, lunedì, per il suo libro in testa alle classifiche Giochiamo ancora. Il gioco qui è chiaro: il libro è cultura, ma anche economia. Così se a far guardare indietro pensa la Lira, a proiettare lo sguardo in avanti è Pirelli che, per la pubblicazione del bilancio, ha trasformato una semplice relazione in un vero e proprio oggetto di design. Articolato in tre volumi, il bilancio è raccontato, perfino come giallo.
Intanto a raccontarsi, ieri, è stata la musica. Per la presentazione del romanzo Dove io non sono, Ilaria D’amico ha voluto al fianco Morgan. «Questa è la prima presentazione del mio libro – dice Ilaria – . Mi fa impressione sentirne parlare da altri, sentirne le diverse sensazioni e emozioni che ha suscitato. Io ho scritto di un bisogno del mio protagonista di ricongiunzione con il passato e con Lara, la donna che ama e che lo sta lasciando». La D’Amico non confessa l’ispirazione sorride e dice che lei ha voluto raccontare una persona con lo sguardo profondo e che ha un momento di male di vivere. Morgan scherza: «Il protagonista è un musicista, lo ha scritto per me – scherza – ma io mi riconosco davvero nel suo protagonista».
Grande successo poi per i Modà che hanno presentato Come un pittore di Kekko Silvestre per Sperling&Kupfer, dedicato alla loro storia, dai primi concerti al successo. Scritto dal leader della band dopo la nascita della sua bambina, nel tempo preso di pausa dal lavoro e dalla registrazione per stare con la piccola. Così Kekko: «Siamo persone normali, se ce l’abbiamo fatta noi… Solo inseguendoli i sogni si realizzano».

Valeria Arnaldi da leggo.it

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