Categorie
economia Italia terme turismo

Fiuggi Terme il crollo delle presenze turistiche è del 60% due terzi

STAGIONE NERA: META’ DELLE STRUTTURE POTREBBE CHIUDERE
Fiuggi, crolla il turismo nei 120 hotel
Albergatori verso sciopero dell’Imu
Gli effetti negativi sulla stagione di una lunga crisi culminata con la mancata vendita delle Terme. I visitatori sono passati da 1,2 milioni a meno di 400 mila

FIUGGI – Pochi turisti in città, stagione termale che è partita con il piede sbagliato dopo la fallita trattativa con gli inglesi della Vikay Financial Service (intermediazione finanziaria) per la nuova gestione delle Terme, speranze di rilancio sempre lontane e tanti albergatori in forte difficoltà. A Fiuggi la crisi morde e fa sentire tutti i suoi effetti negativi. E ora, per i titolari delle strutture ricettive – in tutto sono centoventi rispetto a quasi il doppio degli anni Novanta-, l’ultima mazzata arriva dall’Imu (l’imposta municipale unica), che rischia di mettere in ginocchio numerose aziende alberghiere. C’è addirittura chi vende: sul sito case.mitula un hotel da 46 camere a 200 metri dalle terme viene messo sul mercato con trattativa riservata.

IMPOSTA SUGLI IMMOBILI – Molti gestori stanno valutanto l’idea di uno sciopero dell’Imu. «Non c’è lavoro, siamo in grande difficoltà, le nostre attività sono quasi ferme e non riusciremo a pagare l’Imu», ammonisce il presidente dell’associazione albergatori (Adaf), Franco Tucciarelli, che è anche vicepresidente di Federalberghi Lazio. «Se continua così – aggiunge -, presto saremo costretti a consegnare i nostri alberghi allo Stato».
A PICCO LE PRESENZE – Presenze a picco in questo inizio di stagione, prenotazioni forse mai così ridotte, albergatori e commercianti che vedono nero. Il quadro è assai incerto. Il turismo è in forte calo da tutta Europa, oltre che dall’Italia. Una boccata d’ossigeno arriva dall’Asia: i turisti coreani (almeno loro) continuano a preferire la cittadina termale della Ciociaria. Sono davvero lontani gli anni in cui la cittadina della celebre acqua oligominerale registrava 1,2 milioni di presenze ogni stagione. Oggi si è sprofondati a meno di un terzo: meno di 400 mila. Un crollo vertiginoso. La crisi spaventa e mette in grande affanno l’intero sistema economico. La disoccupazione cresce, tante famiglie faticano ad andare avanti e aumentano quelle che finiscono nella morsa di Equitalia.

MENO 40% E 60 ALBERGHI A RISCHIO – Per la stagione in corso si prevede un’emorragia di turisti fra il trenta e il quaranta per cento. «La pressione fiscale è sempre più pesante e senza più la certezza di un reddito sufficiente – aggiunge Tucciarelli – non siamo in grado di pagare le tasse. Circa 60 alberghi rischiano di chiudere, dopo quelli che hanno cessato l’attività negli ultimi dieci anni». E ora c’è anche la tassa di soggiorno per i turisti (si paga a persona e a gruppi per ogni giorno di permanenza), in vigore dal primo giugno, a creare non poco malcontento.

COMITATO «NO TAX» – Il Comitato No Tax, composto da una ventina di albergatori e guidato dall’ex assessore al Turismo Stefano Giorgilli, si oppone con decisione e chiede al Comune un passo indietro. «Abbiamo già firmato i contratti con i tour operator – dice Giorgilli-, questa tassa ci danneggia. In un momento così difficile per l’economia locale e nazionale, le istituzioni invece di aiutarci, ci penalizzano. L’imposta di soggiorno strangola il turismo».
A Fiuggi, alla crisi del comparto turistico, si aggiungono le difficoltà del Comune. L’ente di Piazza Trento e Trieste ha le cassa vuote ed è impegnato a evitare il dissesto finanziario. «In questa fase delicata e non facilmente prevedibile – fa sapere il vicesindaco Alberto Festa – si impegnano le risorse in modo equilibrato per evitare il dissesto comunale, garantire la vocazione turistica della città e tutelare la qualità della vita dei cittadini».

L’ingresso delle Terme di Bonifacio a Fiuggi
LE FONTI DELLA DISCORDIA – Intanto alle fonti Bonifacio e Anticolana non c’è pace. Dopo il fallito passaggio della gestione agli inglesi (la trattativa è andata avanti per sei mesi), la società «Terme di Fiuggi Spa & Golf» ha ripreso in mano la struttura per recuperare il tempo perduto e organizzare la stagione turistica. Ma non sarà facile: le risorse economiche scarseggiano e senza investimenti per nuovi servizi e promozione si fa poca strada.

DA TRE MESI SENZA STIPENDIO – I lavoratori sono in fermento: da tre mesi non prendono lo stipendio e, per molti di loro, il futuro è ad alto rischio. L’azienda,infatti, vuole andare avanti solo con 50, al massimo 60 dipendenti, rispetto ai 160 addetti in organico fino a due anni fa. Martedì 5 giugno si apre un confronto tra azienda e sindacati, poi le maestranze si ritroveranno in assemblea per valutare la complicata situazione ed esaminare il da farsi. Negli stabilimenti termali più famosi d’Italia si annunciano giorni duri.

Antonio Mariozzi da corriere.it

Categorie
terme Trentino

Levico Ortinparco Parco delle Terme

Ortinparco, nel Parco delle Terme di Levico gli orti che nascono dai rifiuti

Potremmo chiamarli “gli orti della crisi”, ma quelli che da sabato 2 aprile al 1 maggio  animano lo storico Parco delle Terme di Levico, orti domestici realizzati utilizzando manufatti riciclati, sono una vera celebrazione dell’uso virtuoso dei rifiuti. E “Rifiuto risORTO” è il titolo che gli organizzatori – il Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con una nutrita serie di enti, associazioni, realtà istituzionali, economiche e sociali della Valsugana – hanno voluto dare alla nona edizione di Ortinparco. La manifestazione – che con i suoi 25 mila visitatori dello scorso anno dimostra di non essere affatto un evento in crisi ma, al contrario, in continua crescita – è stata presentata stamane presso le serre florovivaistiche del Parco. Significativi i riconoscimenti espressi dal sindaco di Levico, Giampiero Passamani e dal presidente dell’Apt Valsugana, Stefano Ravelli: “Ortinparco è pienamente in sinergia con il Comune e le iniziative promosse sul territorio, si tratta di un appuntamento straordinario che apre la stagione turistica in Valsugana e che ben traduce con la sua proposta il carattere “naturale” dell’offerta turistica di tutta la valle, orientato alla valorizzazione delle bellezze ambientali ed al benessere del visitatore”.

Il successo di Ortinparco sta certo nella sua formula, pensata per un target allargato dove trovano motivi di interesse sia i bambini delle scuole primarie (già 1.800 quelli che si sono iscritti ai laboratori didattici), sia gli appassionati orticoltori che le famiglie, vere protagoniste di molti degli eventi che si realizzeranno in tutti gli angoli e spazi del Parco. Ma è anche frutto delle collaborazioni che il gestore del Parco, il Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale, ha saputo coltivare in questi anni. Non solo con il Comune e le realtà associative ed economiche di Levico, ma con tutta la Valsugana. Prova ne è quest’anno la presenza, con un proprio orto, anche del Comune di Pergine, che ha lanciato l’idea di stringere una “alleanza” tra il rinnovato Parco Tre Castagni e l’asburgico Parco delle Terme di Levico nel contesto di quella rete tra le aree verdi della Valsugana che si sta scoprendo essere sempre più un potente motivo attrattore di visitatori e turisti.

Tema centrale della nona edizione di Ortinparco sarà “Rifiuto risORTO”, ovvero come riuscire a creare un piccolo orto domestico utilizzando manufatti riciclati, dando spazio a fantasia e creatività. Tutto può essere riutilizzato e allora vecchi mobili e oggetti di uso quotidiano diventano contenitori dove far crescere piante, fiori e ortaggi. Orto sostenibile, ecocompatibile e riciclato, trasformando l’elemento decorativo in strumento per un nuovo abitare più responsabile. Venticinque le installazioni di orti-giardino presenti quest’anno ad Ortinparco, ognuno diverso e realizzato con i più svariati materiali, accanto all’esposizione e vendita di piante orticole a cura di vivaisti e aziende agricole, nonché la lavorazione e la conservazione dei prodotti che derivano dall’orto.

Il ricco programma (vedi allegato) prevede quattro giornate (23, 24, 26, 27) dedicate all’attività didattica, rivolta alle scuole sulle tematiche dell’orto. I bambini, seguiti da esperti educatori ambientali, saranno accompagnati alla scoperta di tutti i segreti dell’orto: realizzeranno un piccolo orto in un contenitore riciclato, approfondimento la conoscenza di diverse tipologie di semi, faranno un viaggio alla scoperta del terreno e dei vermi che lo abitano, realizzeranno fiori canditi e dipinti con colori naturali.

Non mancherà la visita storico-botanica guidata al Parco e alle esposizioni temporanee (22 aprile e 1 maggio ad ore 15) e originali laboratori artistico-creativi rivolti ai bambini (Manipolazione dell’argilla il 22 e il 29, Mondi belli il 25 aprile, Primavera da passeggio 28 aprile e 1 maggio, e Stranetrame il 30 aprile ad ore 15).

Il 25 e 28 aprile si propone il laboratorio tecnico-dimostrativo Germogliatori, autoproduzione e conservazione degli alimenti: verranno illustrate le tecniche per l’autoproduzione di germogliatori e la tecnica della coltivazione nei sacchi di yuta.

Da non perdere i laboratori a tema per gli adulti (domenica 22 aprile) condotti da Grazia Cacciola, esperta di coltivazione naturale nella trasmissione Geo&Geo di Rai3 (vedi allegato).

Non mancheranno, come da tradizione, i momenti dedicati a musica, teatro natura e poesia. Il Pensiero delle Foglie propone un momento solitario con piccoli racconti, frasi, sensazioni, semplici silenzi sotto l’albero, dedicati agli adulti silenziosi che passeggiano fra riflessioni e pensieri (21, 22, 25, 28, 29 aprile). Il 29 aprile (ore 11.00 – 12.00 – 15.00 – 16.00 -16.30 – 17.30) in programma la rappresentazione teatrale “Il Custode di Terre”, dove le diverse tipologie di terra, che si differenziano per cromatismo e per struttura, vengono messe a confronto e dove lo spettatore verrà invitato ad un approccio non solo scientifico, ma anche emotivo, sensoriale e poetico con la materia terrigna, valutandone la consistenza, il colore e l’odore.

Ricca l’offerta musicale: il 22, 25 e 29 aprile il concerto con il Quartetto ArtStudium che proporrà musiche di Johann Strauss e della Vienna Imperiale, un omaggio alle radici asburgiche del Parco delle Terme di Levico; il 25 aprile concerto con l’Ensemble Triskilian che invita il pubblico in un viaggio acustico nella musica del Medioevo, con particolare attenzione all’aspetto mistico e vitale del repertorio della musica antica; infine l’1 maggio il concerto di Elias Nardi Group, che esplora integralmente ed interiormente il mondo dei Tarocchi traendone la perfetta ispirazione per dar vita ad un’esperienza musicale intima e coinvolgente, emozionale, intensa ed evocativa senza confini tra i generi.

Tra i maggiori motivi di interessi che emergono dal programma anche la mostra fotografica “Pastori nelle Alpi, storia e testimonianze” (approfondimento in allegato) che racconta un intero anno di vita transumante.

Da non dimenticare infine le proposte di alcuni ristoranti di Levico Terme che offriranno, durante i dieci giorni della rassegna, dei menù gastronomici con originali manicaretti a base di ortaggi e primizie di stagione.

Entrata a pagamento il 21, 22, 25, 28, 29, 30 aprile e 1 maggio.

Biglietto d’entrata € 2,50 gratuito fino a 14 anni e dopo i 65 anni e per tutti coloro che raggiungono Levico Terme con i mezzi pubblici. (cz)
da giudicarie.com

Categorie
terme Veneto

Il Veneto e le terme da Recoaro ad Abano dal Garda a Bibione

Nel Veneto insiste il più grande bacino termale europeo, quello dei Colli Euganei, famoso nel mondo soprattutto per i suoi fanghi curativi. Accanto a questa realtà termale, tuttavia, ce n’è un’altra, disseminata nel resto del territorio, che potrebbe essere definita minore, sulla quale la Regione ha deciso di puntare per proporre ai suoi potenziali ospiti una offerta in più, dove si incrociano proprietà terapeutiche, benessere, riposo, ambiente e visitazione della straordinaria realtà turistica del territorio. Solo le “Terme d’acqua”, il cui progetto operativo, che diventa parte integrante delle azioni promozionali regionali, è stato presentato oggi nella sede della Provincia di Vicenza, dall’assessore regionale al turismo, affiancato dal vicepresidente dell’amministrazione provinciale e, madrina d’eccezione, la giornalista RAI Eleonora Daniele, presenti i rappresentanti di tutte le realtà termali interessate.
Le “terme d’acqua”, così chiamate proprio per distinguerle dalle “terme del fango” euganee, sono acque calde o con proprietà terapeutiche che sgorgano a Bibione e Salzano in provincia di Venezia, a Bardolino, a Lazise e a Caldiero nel veronese, a Comelico Superiore e Calalzo di Cadore nelle Dolomiti Bellunesi e a Recoaro sotto le Piccole Dolomiti vicentine. Queste realtà verranno presentate in tutte le maggiori rassegne fieristiche nazionali e internazionali dedicate all’economia dell’ospitalità dove il Veneto sarà presente. A questo scopo sono stati realizzati un filmato di presentazione, spot e una completa brochure, in italiano, tedesco e inglese.
Il progetto sulle Terme d’Acqua del Veneto – ha ricordato l’assessore regionale – nasce come “sussidiario” rispetto al progetto interregionale sulle terme italiane, cui il Veneto ha partecipato assieme ad altre dieci Regioni italiane. Abbiamo messo da parte delle risorse che, nel novembre scorso, abbiamo indirizzato appunto al “Progetto a regia regionale di comunicazione, valorizzazione e promozione commerciale delle attività turistiche di Recoaro Terme e delle atre terme d’acqua del Veneto”. Oggi presentiamo i risultati di questo lavoro, che è non un punto di arrivo ma il punto di partenza per proporre al mercato turistico un’offerta che non si era mai organizzata unitariamente e che era spesso rimasta in ombra o affidata ad iniziative locali.
La realizzazione del progetto in questione è stata affidata al coordinamento del Consorzio di promozione turistica “Vicenza è”, per il quale oggi era presente Wladimiro Riva, ed è stato finanziato con circa 468 mila euro complessivi, dei quali un quarto di derivazione regionale e il resto di derivazione statale.

da agenziaparlamentare