Categorie
terme Vicenza

Recoaro Terme successo per la vetrina dei mestieri di un tempo

Carica dei 1.500 per la vetrina
dei mestieri di fine 900 a Recoaro
RECOARO. Durante la Festa degli gnocchi con la fioretta organizzata dai Malghesi dei Ronchi. Rievocazione e figuranti in centro con creazioni di maestri artigiani

Recoaro. Festa in piazza con 1.500 piatti serviti dai volontari allo stand e tre quintali di formaggio distribuiti dai Malghesi dei Ronchi. Successo pieno, nonostante il cielo minaccioso, per la tradizionale kermesse organizzata a Recoaro Terme in occasione della rievocazione dei mestieri di un tempo con annessa sfilata in costumi tradizionali di fine Novecento. Il tutto, a contorno della Festa degli gnocchi con la fioretta, che ha confermato il previsto programma nonostante l’incertezza del tempo abbia fatto sentire il suo peso richiamando meno spettatori di quelli che annualmente salgono nella conca di smeraldo. Lo confermano i numeri, visto che nella precedente edizione i piatti serviti erano stati oltre 2 mila. L’associazione Malghesi dei Ronchi ha ripreso una tradizione legata al prelibato piatto apprezzato soprattutto per l’originalità degli ingredienti e per il contesto, tipo malga, con cui ieri è stata riproposta nel centro storico recoarese. La suggestiva sfilata dei malgari in costume tipico, ma anche altri numerosi personaggi sempre con abiti destinati al lavoro in montagna ed a quello agricolo, ha aperto la manifestazione ospitata nelle vie del centro e iniziata non senza il classico festoso frastuono del corteo da piazzale Varese.  Gli stand gastronomici hanno lavorato a lungo per distribuire centinaia e centinaia di porzioni di gnocchi con la fioretta, preparati per l’occasione. Per la degustazione del tradizionale piatto è stata riservata un’ampia area coperta nel parco comunale.  Spazio anche alle bancarelle con vari punti del centro cittadino occupati anche da gruppi musicali, che sono stati protagonisti di melodie di altri tempi per accompagnare tutta l’atmosfera di fine ‘900. Per tutta la durata della manifestazione alcuni degli espositori hanno prodotto manufatti sotto gli occhi della gente realizzando, grazie all’utilizzo del legno, addobbi e fiori ma anche altri elementi decorativi; e poi cesti e oggetti vari, sfruttando la loro abilità manuale. Dopo il gran movimento di ieri, l’appuntamento è per la prossima edizione.

Luigi Centomo da ilgiornaledivicenza.it

Categorie
economia terme turismo

Recoaro le terme (cioè le Fonti ) a rischio di fallimento ?

Recoaro, «Terme, rischio crac»
RECOARO. L’amministratore unico Luigino Tremonti lotta ogni giorno per evitare il fallimento

Recoaro. Il guasto al reparto inalazioni? «Una disdetta, ma si risolverà presto. Purtroppo i problemi delle Terme di Recoaro sono ben altri e partono da lontano e magari bastasse trovare un pezzo di ricambio e sostituirlo, anche se con qualche giorno di ritardo. Il pericolo che cerco di scongiurare quotidianamente è quello del fallimento, che potrebbe arrivare da un giorno all’altro, con tutte le ingiunzioni di pagamento che riceviamo». Non è un’estate facile per Luigino Tremonti, da un paio di mesi amministratore unico delle Terme di Recoaro.  E se, complice il caldo africano, più di qualcuno aveva l’impressione di cogliere un leggero aumento di presenze alle Fonti, questo disguido al reparto inalazioni, coinciso con il ferragosto, ha il sapore del colpo di grazia che viene dato al moribondo. Difficile essere ottimisti, quando i numeri parlano di un bilancio 2011 approvato con una perdita di 252.203 euro, che sarebbe stata ben più alta senza il contributo regionale di 300 mila. Difficile quando servirebbero investimenti importanti ma la crisi frena ogni iniziativa. Difficile perché è un mal comune, per tanti centri di montagna, anche se a Recoaro sembra aggravato. «Magari avessi la bacchetta magica – afferma Tremonti – o anche solo un’idea di soluzione con la certezza che sia quella giusta». Partiamo dal problema più urgente, il guasto. A che punto siamo? «Sto alle parole del tecnico: lunedì dovrebbe essere tutto a posto». Certo che un guasto adesso… «Mi rendo conto della gravita del danno, per un centro come Recoaro, che vive delle Terme. Mi dispiace». Ma è vero che non è stata fatta la manutenzione? «No, la manutenzione viene fatta regolarmente. Poi succede l’imprevisto. Ma può capitare ovunque». È vero che rimborserete gli utenti con un buono valido per l’anno prossimo? «Ma no, sicuramente troveremo una soluzione. A chi può verrà proposto di fare due sedute di cura al giorno. Poi valuteremo se rimborsare il biglietto o offrire degli sconti. Non sono queste le cifre che possono metterci in difficoltà». Cosa servirebbe per far rinascere Recoaro? «Le cure non sono sufficienti, servirebbero altre attrazioni, qualcosa che possa richiamare anche i giovani e le famiglie, non solo le persone malate. Tutte cose che richiedono investimenti importanti. Magari ci fosse un illuminato, con una visione importante per questo centro e i mezzi per poterla attuare. Oggi invece la montagna soffre molto e in tal senso Recoaro non è isolata».

Marialuisa Duso da ilgiornaledivicenza.it

Categorie
economia lazio terme

Fiuggi e la Vikay ora è tutti contro tutti

Addio agli inglesi, ora è tutti contro tutti
A Fiuggi il futuro è sempre più incerto

Gli strascichi della trattativa sfumata con la Vikay dopo 6 mesi. I gestori delle terme non hanno un piano industriale e vogliono ridurre ulteriormente il personale. I 161 lavoratori, in gran parte stagionali non sono stati ancora chiamati in servizio e minacciano di bloccare le fonti. Albergatori in rivolta contro l’Imu, indotto di 1500 posti a rischio. Mentre il sindaco, che ha problemi con Sangemini per l’imbottigliamento, punta a riunire tutto sotto la gestione comunaleFIUGGI – Dalla grande illusione al tutti contro tutti. Questa formula può sintetizzare le conseguenze del mancato passaggio della gestione delle terme di Fiuggi alla Vikay Financial Services Ltd. Se fino al mese scorso, infatti, nella cittadina di 10mila abitanti si vagheggiava sui 15 milioni di euro  di investimenti (30 compresi partner esterni) annunciati dalla compagnia inglese, oggi per gli attori rimasti sulla scena i problemi sono altri e sempre più stringenti con l’inizio della stagione. Chi sperava di aver venduto, la Terme di Fiuggi SPA & Golf, concessionaria dal 2009, si ritrova di nuovo a gestire un’impresa (le fonti termali e il campo da golf) che ha generato perdite di circa 500mila euro annui nel 2010 e 2011. “I numeri sono questi”, conferma il direttore delle terme Domenico Patrizi, “è evidente che non si può affrontare una stagione sapendo già di andarci a rimettere così tanto. E anche tra i soci c’è chi non è più disposto ad affrontare ulteriori perdite”.

I problemi dei gestori. D’altronde è cosa ormai nota a Fiuggi che il capitale versato dalla cordata di imprenditori locali (la proprietà è frazionata in 17 quote) sia agli sgoccioli. Ecco perché nonostante da più parti (l’ultimo tentativo è quello della Commissione consiliare turistica) si chieda alla società di presentare un nuovo piano industriale, i gestori  sembrano più interessati a prendere tempo. Su un’unica cosa sembrano avere le idee chiare: il personale così com’è è troppo oneroso, “Sono costi sproporzionati rispetto alle reali necessità”, dice Patrizi, “Non possiamo sentirci obbligati a mantenere tutti. Abbiamo altri investitori alla finestra che sono spaventati da una forza lavoro con costi così elevati”.

Lavoratori in sospeso. In antitesi obbligata, i 161 lavoratori (secondo i dati delle sigle sindacali, di cui soltanto 22 a tempo indeterminato e gli altri stagionali) che aspettano di conoscere il loro futuro. Con un presente, per i pochi richiamati in servizio, di stipendi non pagati da aprile. La Terme di Fiuggi Spa & Golf era obbligata a mantenere i livelli occupazionali ereditati, fino a ottobre 2011 e a quella data sono stati licenziati tutti i lavoratori (che nel frattempo avevano bocciato un accordo con la Regione per un percorso di ammortizzatori sociali).

Verso l’occupazione degli impianti. “Si vive alla giornata”, racconta il rappresentante  Cgil Daniele Severa. Lo incontriamo mentre finisce il suo turno alla Fonte Anticolana. “Questa fonte ha aperto in forte ritardo con i servizi che ancora mancano e bar e negozi chiusi, perché l’azienda non ha assunto il personale. Vogliono avere le mani libere, utilizzare non più di 60-70 addetti e chiamarci solo quando hanno prenotazioni, assumendoci con contratti part time di 20 giorni”. Eppure i lavoratori termali di Fiuggi, anche in città, erano considerati dei privilegiati, “avevano quindici mensilità e lavoravano 3-4 mesi all’anno”, è la “cattiveria” che registriamo più frequentemente. “L’ho sentito tante volte”, commenta Severa, “Ma chi lo dice dimentica che nel 2009 abbiamo accettato di lasciare il contratto a tempo indeterminato e ci siamo di fatto condannati alla precarietà per il bene delle terme. E parliamo per la maggior parte di persone che hanno sempre lavorato qui e che oggi hanno in media tra i 50 e i 60 anni. Cercare un accordo che possa salvaguardare queste persone non è facile: anche perché abbiamo perso almeno sei mesi a causa della trattativa con la Vikay. Forse l’unico modo per farci sentire sarebbe quello di bloccare le fonti o il campo da golf”.

Albergatori in rivolta per l’Imu. Completano il quadro di alta litigiosità gli albergatori (a loro volta divisi in sigle diverse) delle circa 120 strutture della cittadina (erano 240 negli anni Novanta), secondo polo turistico del Lazio con un indotto di 1500 posti di lavoro. Allarmati per la peggiore stagione di sempre (con prenotazioni già in calo costante negli ultimi anni: da 1,2 milioni di presenze termali annue a 420mila) e con lo spauracchio dell’Imu come colpo di grazia. “Noi non la paghiamo”, minaccia Franco Tucciarelli, rappresentate di Federalberghi Fiuggi: “Anzi se il sindaco non ci ascolta siamo pronti ad occupare l’aula consiliare, lui lo sa”.

Polemiche per il centro benessere. Altro chiodo fisso è il centro benessere, un appalto da circa 2,5 milioni di euro (bando appena pubblicato) che grazie a un finanziamento della Regione Lazio sarà aperto ristrutturando una vecchia palazzina del Coni, adiacente al campo da golf. L’opera di per sé colma una lacuna di Fiuggi, dove non ci sono piscine termali, ma soltanto fontane. “Che senso ha però allora farlo là”, attacca Tucciarelli (che comunque, oltre a 4 strutture alberghiere, ha un’impresa di costruzioni con la quale dichiara che parteciperà alla gara), “è evidente che la sua destinazione naturale dovrebbe essere vicino alle terme”. Timori legati alla contrazione del turismo, li vivono anche i circa 200 commercianti: altri mille posti di lavoro complessivi. Piergiorgio Ballini è il presidente di Comfiuggi e non nasconde la delusione per il ritiro della Vikay: “Ci siamo illusi, adesso ci ritroviamo a stagione iniziata e con poche presenze”. Nel suo negozio di telefonini, spiccano un paio di cartelli in cirillico. Sono soprattutto russi, infatti, i pochi turisti che incontriamo per strada. Oltre a loro stanno diventando abituali i coreani. I menu nei bar e nei ristoranti si sono subito adeguati, mentre sullo sfondo le persiane malandate e le insegne scolorite di alberghi e pensioni chiusi. Gli unici ricordi del termalismo di massa. Oggi, ci spiegano, oltre agli aficionados delle terme, in città si ferma chi fa sosta tra Roma e Napoli, per risparmiare qualcosa. Mentre, anche convegni ed eventi si stanno diradando.

Sindaco all’attacco. In tutto questo baillame prova a barcamenarsi il sindaco Fabrizio Martini, in carica dal 2010, con una maggioranza, area centrodestra, sui generis (Pd e Pdl all’opposizione). Il suo obiettivo dichiarato è di porre fine alla separazione tra i due rami d’azienda, riunendo lo stabilimento per l’imbottigliamento e le terme. Per questo, il primo cittadino è inevitabilmente in rotta con i due concessionari attuali: la Terme di Fiuggi Spa & Golf, di cui si è detto, e il gruppo Sangemini.  “Si è separato il ramo attivo l’acqua, da quello che non generava profitto, le terme, creando una bad company, a cui si è aggiunto anche il campo da golf, che non si capisce bene cosa c’entri (con i soci scesi da 300 a circa 100)”.

I problemi dell’acqua in bottiglia. Anche l’acqua in bottiglia non vive un momento positivo: “Ci è capitato un gestore che non è il migliore dei gestori possibili (Sangemini ndr), i volumi delle bottiglie sono calati e dopo la chiusura di quest’inverno ho ricevuto telefonate disperate di persone, soprattutto anziani, che bevono la nostra acqua per le sue proprietà benefiche contro i calcoli renali, erano disposti a pagare anche due, tre volte il costo di una fornitura”. Un vero e proprio mercato nero dell’acqua di Fiuggi, a cui si sono aggiunte le rimostranze di consumatori illustri come il presidente della Repubblica e il Papa. “L’interesse del Comune è che venga risolto questo contratto, prima di tutto perché Sangemini non ci paga e poi perché l’acqua sta perdendo la sua quota di mercato”. Sulla Vikay il primo cittadino ha sempre tenuto una posizione prudente. D’altronde Martini non è a nuovo a queste situazioni: nel 2010 si era parlato di un interessamento di Gheddafi a investire a Fiuggi. “La Vikay non mi ha mai convinto. E’ plausibile che l’attuale gestione, che è in crisi conclamata, si sia lasciata attrarre. Ma non è questo il modo di aprire una stagione. Abbiamo perso tempo, oggi siamo a un punto morto che dobbiamo sbloccare immediatamente. Se la società non si dimostrerà responsabile siamo pronti ad affrontare un contenzioso giudiziario per tutelare la nostra proprietà”.

di PASQUALE NOTARGIACOMO da repubblica.it