Archive for Svizzera

Jan
16

I Laghi ghiacciati dell’Egandina

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Engandina, la magia dei laghi ghiacciati

Da queste parti il fenomeno si chiama ‘Schwarzeis’, un termine che significa che il ghiaccio è come una lastra di vetro e si può distinguere perfettamente il fondale del lago. Siamo nell’Alta Engandina, in Svizzera, e la magia dei laghi ghiacciati è raccontata in questi scatti di Stefano Pini per il sito vaol.it

Categories : Svizzera
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Jan
11

Vacanze sulla neve a Wengen

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A Wengen tutti pazzi per il Lauberhorn

Come ogni anno, a gennaio, Wengen vive il momento più elettrizzante della stagione sciistica. La
discesa del Lauberhorn è uno dei classici appuntamenti della Coppa del Mondo di sci e nel 2012 si
corre la 82° edizione (dal 13 al 15 gennaio). In paese è facile incrociare i campioni che si daranno battaglia il sabato per la “libera” su una delle piste più impegnative del circo bianco, con gli atleti azzurri che faranno base, come sempre, allo storico e fascinoso Hotel Falken. Un pezzo di storia di Wengen, l’anno di fondazione risale al 1895. Susanna Cova, attuale proprietaria, racconta dell’amicizia di suo padre con Zeno Colò, quando durante la guerra entrambi erano internati a Mürren, sull’altro versante della valle. “In queste stanze sono passati Thoeni, Gros, Tomba, Rocca, Ghedina” racconta Susanna Cova che si occupa dell’albergo che è stato prima di suo nonno e poi dei genitori.

A Wengen c’è un’altra persona che si ricorda ancora di Zeno Colò. E’ Karl Molitor, campione degli anni Trenta e Quaranta, olimpionico a St. Moritz, che detiene il record di vittorie sul Lauberhorn. Fra il 1939 e il 1947 ottenne ben sei vittorie, anche se nel periodo bellico molti concorrenti stranieri non potevano partecipare. Lo incontriamo nel suo negozio di articoli sportivi con le vetrine affacciate sulla via centrale di Wengen, quella dello struscio pomeridiano. Dopo essersi ritirato dall’agonismo, nel 1948, Molitor fu un produttore di innovativi scarponi da sci fino al 1970. “Con Colò sono state grandi sfide, ma era uno sci di altri tempi”. Colò in quel periodo si faceva chiamare Blitz, lampo, un soprannome che comunque si addice a tutti i discesisti del Luaberhorn, dove sull’Haneggschuss si raggiungono frequentemente velocità attorno ai 150 chilometri orari. Con la settimana che precede la discesa del Luaberhorn inizia un anno importante per Wengen e altre località dell’Oberland Bernese. Nel 2012 verrà festeggiato il centenario della Ferrovia dello Jungfrau che nel 1912 completava il suo tracciato fino allo Jungfraujoch, a 3.454 metri di quota.

Raggiungere in inverno la più alta stazione ferroviaria d’Europa è un modo per immergersi in un fantastico mondo di neve e di ghiaccio. Dalla stazione di Wengen, il trenino risale fra pascoli e foreste innevate verso la Wengeneralp, per raggiungere Kleine Scheidegg, una piccola stazione sciistica dove si trovano alcuni storici alberghi. Siamo a 2.061 metri di altitudine, di fronte alla parete nord dell’Eiger dove sono stati girati film ormai entrati nella leggenda, come “Assassinio sull’Eiger” con Clint Eastwood, o il più recente “North Face” di Philipp Stölzl che rievoca la tragica vicenda di Toni Kurz e Andreas Hinterstoisser, due fra i tanti alpinisti che negli anni Trenta persero la vita nel tentativo di salire la parete fino ad allora inviolata. Da Kleine Scheidegg in inverno si può scendere con gli sci su belle piste tracciate sia sul versante di Wengen sia su quello di Grindelwald.

Alla stazione si cambia trenino e si sale su quello rosso che conduce fino al Top of Europe. L’ultimo tratto scoperto termina alla stazione di Eigergletscher a 2.320 metri. Da qui in poi si entra nella galleria scavata all’interno delle pareti dell’Eiger e del Mönch. Le fermate obbligate sono quelle di Eigerwand, dove ci si affaccia sulla parete nord dell’Eiger e di Eismeer che proietta i viaggiatori in un magico mondo di ghiacciai e seracchi. Un busto ricorda Adolf Guyer-Zeller, l’imprenditore che ebbe l’idea di questo progetto, visionario per un’epoca in cui le difficoltà tecniche a quote così alte erano enormi.

Lo Jungfraujoch è una delle mete preferite del tour europeo di cinesi e giapponesi ai quali, da qualche anno, si sono aggiunti gli indiani. Il motivo? Alcuni registi famosi nel subcontinente hanno ambientato qui film di successo e per gli indiani benestanti arrivare fin quassù è un must. Sul trenino si ascolta una gran babele di lingue, c’è sempre un po’ di confusione, ma la folla si disperde in fretta fra le molte attrazioni che offre la stazione più alta d’Europa: un palazzo di ghiaccio, un piccolo parco-divertimenti sulla neve, ristoranti, bar, negozi di souvenir. C’è anche un ristorante indiano che si chiama Bollywood (aperto da aprile a settembre), dove ci si ritrova avvolti da profumi di spezie.

Con un ascensore si sale ancora di altri cento metri fino alla terrazza panoramica della Sfinge a 3.571 metri. Da sud a nord lo sguardo spazia dalle Alpi italiane ai rilievi della Foresta Nera, in Germania. Sotto di noi, sul versante meridionale, parte il ghiacciaio dell’Aletsch, il più lungo delle Alpi, che con i suoi 23 chilometri si spinge nel cuore del Vallese. Di fronte, ricoperta di ghiacci, la punta della Jungfrau che raggiunge i 4.158 metri altitudine.

Come arrivare: Wengen è una località car-free, quindi deve essere raggiunta in ferrovia, lasciando l’auto a valle. Chi vuole partire direttamente dall’Italia in treno può usufruire di buoni e veloci collegamenti da Milano. Si cambia due o tre volte, ma la puntualità è sempre garantita e l’itinerario attraverso il Vallese, il Lago di Thun e Interlaken è molto scenografico. Per utilizzare tutti i mezzi pubblici c’è lo Swiss Pass che consente di viaggiare liberamente per 4 o più giorni e garantisce una riduzione del 50% sulla maggior parte delle ferrovie di montagna e l’ingresso gratuito in oltre 400 musei. www.swisstravelsystem.com
Per il tratto da Wengen allo Jungfraujoch: www.jungfrau.ch In alcuni periodi dell’anno si può richiedere il Good Morning Ticket o il Good Afternoon Ticket. Sono convenienti e permettono di visitare lo Jungfraujoch in momenti più tranquilli della giornata.

Per gli sciatori: dal 16 al 29 gennaio e dal 12 marzo a fine stagione, la regione della Jungfrau regala un pernottamento con prima colazione e lo skipass gratis a partire da 3 notti trascorse negli hotel di Wengen, Mürren, Grindelwald, Lauterbrunnen o Interlaken. Info: www.myjungfrau.ch

Dario Bragaglia da lastampa.it

Categories : montagna, Svizzera
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I 100 anni del trenino svizzero
La Jungfrau ora ha una croce elvetica

MILANO – La Jungfraubahn, la celeberrima ferrovia a cremagliera, compie 100 anni. E per festeggiare degnamente la Jungfrau (4.158 metri) si veste a festa: il versante nord della «Vergine», fra le più belle e famose montagne della Svizzera, è stato infatti illuminato con una gigantesca installazione che riproduce la bandiera rossocrociata. Lo spettacolo dell’artista svizzero Gerry Hofstetter si è acceso la notte del primo dell’anno, in onore del centenario del completamento del trenino che, da Lauterbrunnen e Grindelwald, porta ai 3.454 metri dello Jungfraujoch, nel Oberland Bernese. Nel gioco di luci anche il ritratto dell’industriale Adolf Guyer-Zeller (1839-1899), il fondatore delle ferrovie della Jungfrau, e il trenino stesso. Lo show può essere seguito anche da casa, stando comodamente davanti al pc, grazie ad una webcam che trasmette ogni notte (fino all’8 gennaio) le suggestive immagini, tempo permettendo.

MINATORI ITALIANI – Per garantire lo spettacolo Hofstetter e il suo team resteranno accampati per una decina di giorni proprio ai piedi della montagna, a 3.380 metri, in mezzo al ghiacciaio e con temperature che scendono anche a meno 30. Inaugurata nell’agosto del 1912 dopo sedici anni di lavori, la Jungfraubahn è diventata negli anni una delle attrazioni più popolari e riconosciute della Svizzera. La costruzione del trenino fu possibile grazie ai tanti lavoratori italiani emigrati in Svizzera. Ogni anno viene utilizzata da oltre 650.000 persone. I clienti più fedeli? I giapponesi.

Elmar Burchia da corriere.it

Categories : montagna, Svizzera
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Dec
07

Lo skilift ad energia solare in Svizzera

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In Svizzera debutta il primo skilift al mondo azionato ad energia solare
L’impianto è munito di 82 “ali” in grado di fornire complessivamente circa 90 mila kilowattora all’anno

Tutto è pronto, nel cantone elvetico dei Grigioni, per il debutto del primo skilift al mondo azionato ad energia solare: l’impianto entrerà in funzione a partire dal 17 dicembre nella stazione sciistica che sovrasta la piccola località Walser di Tenna, nella Safiental. Lo skilift è lungo 450 metri ed è munito di 82 “ali solari”: si tratta di installazioni pesanti ognuna oltre un quintale e munite di tre pannelli solari. Le ‘ali’ sono montate su una fune portante tesa alcuni metri al di sopra dello skilift, precisano gli ideatori del progetto riuniti nella cooperativa “Skilift Tenna”.

Grazie a questi dispositivi l’impianto può fornire complessivamente circa 90 mila kilowattora di energia all’anno: 25 mila saranno utilizzati per azionare l’impianto di risalita, mentre l’elettricità in eccesso confluirà nella rete pubblica. I singoli moduli solari hanno un’alta resa poichè sono in grado di direzionarsi automaticamente verso il sole. In caso di forti nevicate, invece, i pannelli si posizionano in verticale evitando pericolosi accumuli di neve.

Per lo sviluppo e la realizzazione del progetto la “Skilift Tenna” ha investito 1,35 milioni di franchi svizzeri, una somma – ha precisato il presidente della cooperativa Edi Schaufelberger – proveniente in parte da donazioni di comuni, organizzazioni e privati e in parte da fondi propri.

da ADNKRONOS.COM

Nov
11

Femen in topless anche a Zurigo

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Topless e calze a rete: le sexy-femministe contro la prostituzione

Tornano le femministe ucraine. Dopo il blitz a San Pietro, le sexy-attiviste del gruppo Femen questa volta sono a Zurigo, in Svizzera.  Topless, tacchi a spillo e calze a rete, protestano contro la prostituzione davanti a fotografi e curiosi.

Alcune sono “impacchettate” con del cellophane e mostrano un’etichetta con la scritta: “5,99 dollari, made in Ucraina”.  Il messaggio è chiaro: la donna non è una merce. Il traffico è rimasto bloccato per un quarto d’ora.

“Stiamo cercando di scioccare la gente per mostrare loro la realtà”, spiegano. “Non siamo contro le prostitute – dicono – ma contro i protettori che le sfruttano”

da REPUBBLICA.IT

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