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Nantes Il pene del Titano l’Amorphophallus Titanum originario di Sumatra

Nantes il pene del Titano di Sumatra 03COLTI IN FALLO – MIGLIAIA DI TURISTI FANNO LA FILA AI GIARDINI DI NANTES PER AMMIRARE “IL PENE DEL TITANO”, ENORME FALLO BOTANICO CHE MANDA ODORE DI CADAVERE PER ATTIRARE GLI INSETTI IMPOLLINATORI

L’Amorphophallus Titanum può raggiungere i tre metri e mezzo di altezza, è originario di Sumatra, in Indonesia, manda effluvi fin quasi a un chilometro di distanza…

da www.lefigaro.fr

Da domenica circa duemila persone sono in fila ai “Jardin des Plantes” di Nantes per vedere e annusare la pianta più puzzolente del mondo: l’Amorphophallus Titanum, il pene del Titano, enorme fallo botanico che sprigiona odore disgustoso.

Può raggiungere i tre metri e mezzo di altezza, è originario di Sumatra, in Indonesia, manda effluvi cadaverici per attirare, fin quasi a un chilometro di distanza, gli insetti impollinatori.
Ma una volta schiuso, il fiore appassisce in pochi giorni, talvolta anche in una sola notte. Il che scatena una vera e propria corsa al pene. Siamo attratti da ciò che è bizzarro e, in epoca di crisi, anche i giardini botanici devono puntare sulle attrazioni.

da dagospia.com

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Terremoto al largo di Sumatra : revocato allarme Tsunami video

Revocato l’allarme tsunami nell’Oceano Indiano dopo il forte terremoto al largo di Sumatra. Allerta rientrata nel pomeriggio. La scossa di magnitudo 8,6 scala Richter con epicentro a circa 400 km a sud ovest di Banda Aceh, sull’isola di Sumatra. E’ la stessa zona colpita dall’onda anomala nel 2004. Panico tra la gente. Turisti italiani bloccati al largo di Phi Phi Island

E’ stato revocato l’allarme scattato per l’Oceano Indiano dopo il potente terremoto che questa mattina ha colpito la zona di Aceh, al largo della costa occidentale dell’Isola di Sumatra in Indonesia, la stessa interessata dal devastante tsunami del 2004 1. Sia il centro americano per il monitoraggio degli tsunami che il centro geofisico indonesiano concordano: i livelli indicano che la minaccia si è ridotta per gran parte delle aree interessate.

Il sisma è stato di magnitudo 8,6 della scala Richter: l’intensità è stata rivista dopo una stima iniziale di 8,9. Secondo il Us Geological Survey l’epicentro del terremoto è stato a 435 chilometri a sud-ovest di Banda Aceh, capitale della provincia, ad una profondità di 22,9 km. Ed è stato avvertito fino a Singapore, Thailandia e India. Sotto stretta osservazione, per la paura di onde anomale, sono finiti 28 Paesi per diverse ore.

Dopo la prima scossa, se ne sono verificate altre di assestamento, fra cui un’altra forte, di magnitudo 8,2, secondo la rilevazione dell’Usgs americano.

La Farnesina attraverso l’unità di crisi sta verificando la presenza di italiani nelle zone interessate e al momento non si registrano situazioni di criticità. E’ seganalato tuttavia il caso di 12 turisti italiani rimasti bloccati in mare al largo di Phi Phi Island, in Thailandia. Appartengono a un gruppo di Viaggi Avventure nel mondo: sono al buio e hanno ricevuto ordine di non avvicinarsi alla costa, nel timore di onde anomale, segnala il portale di informazione The monitor. La Farnesina sta seguendo la situazione.

L’allarme è quindi rientrato nel pomeriggio, dopo ore di panico nel ricordo ancora vivo della tragedia del 2004 che interessò la stessa zona. L’Istituto geosismico americano aveva sottolineato che l’ipotesi tsunami era improbabile visto che il terremoto che ha colpito oggi Aceh ha avuto “un movimento orizzontale e non verticale”, ha detto un portavoce alla Bbc. E la faglia, ha reso noto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è diversa rispetto a quella che causò il terremoto del 2004 e si trova a 50-100 chilometri più a est, in mare aperto.

Ha anche aiutato la profondità a cui si è sprigionata la scossa: circa 30 km al di sotto della crosta terrestre. Una serie di circostanze fortunate, che hanno evitato il peggio. Secondo gli esperti il terremoto ha liberato un’energia equivalente a quella che provocherebbe l’esplosione di 100 milioni di tonnellate di tritolo.

Nella provincia di Aceh la gente ha cercato rifugio nelle zone rialzate. Le autorità indonesiane hanno rassicurato, ma sull’isola di Simeulue, situata a sud di Aceh in prossimità dell’epicentro del terremoto, l’acqua del mare si è ritirata di una decina di metri, segnale tipico che preannuncia l’arrivo di un’onda anomala. Le onde che sono arrivate in seguito non hanno però preoccupato più di tanto.

Paura anche in Thailandia, dove sono state evacuate diverse zone costiere: “Spostatevi in alto e restate il più possibile lontani dal mare”, questo l’appello del Centro nazionale per la gestione delle catastrofi. L’aeroporto dell’isola di Phuket è stato chiuso per alcune ore, la popolare spiaggia di Patong beach è stata evacuata e ai turisti è stato chiesto di spostarsi in località elevate. Lo scalo aeroportuale è stato poi riaperto dopo che l’allerta tsunami è stata revocata.

L’allarme è stato esteso per alcune ore anche in Kenya e Tanzania per le coste che si affacciano sull’Oceano Indiano. Evacuate anche le coste malesi.

In India l’allerta è stata lanciata per le isole Andamane, le Nicobare, estesa poi agli stati del Tamil Nadu, Andhra Pradesh, Orissa (nell’est) – dove si trova Paolo Bosusco, ostaggio dei maoisti – e Kerala – dove sono detenuti i due marò italiani – dopo il forte sisma. Momenti di panico si sono avuti in particolare a Kolkata e Chennai, mentre la scossa è stata avvertita chiaramente anche a Bangalore, Bhubaneswar e Mumbai.

da REPUBBLICA.IT