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Scozia

Windermere fotografato un altro mostro di Loch Ness

Windermere mostro loch nessLA STRANA CREATURA SPUNTA DALLE FOTO
DEL LAGO A 250 KM DA LOCH NESS -GUARDA

Elle Williams è una fotografa 24enne ed era andata a Windermere, nel Distretto dei Laghi, una delle zone della Gran Bretagna con i paesaggi più spettacolari.

La ragazza, di origini londinesi, aveva appoggiato la propria fotocamera al treppiedi ed aveva impostato scatti automatici per tutto il giorno. Una volta finito, ha distrattamente visualizzato alcune foto sullo smartphone attraverso un software di ‘cloud’, notando una figura strana emergere dalle acque.

«A prima vista, sullo smartphone, credevo si trattasse di un cigno» – racconta Elle – «quando poi ho visualizzato le immagini sul computer, mi sono accorta che era una strana creatura». Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del web ed effettivamente quell’essere che affiora dalle acque del lago somiglia molto a ‘Nessie’. Eppure, il Distretto dei Laghi dista oltre 250 km da Loch Ness.

da leggo.it

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Inghilterra Scozia

Beppe Severgnini tra dieci giorni il referendum in Scozia

Beppe SevergniniInglesi e scozzesi: flemma contro cuore per due Nazioni vere
Storie, bandiere e squadre diverse: ma anche due modi di vedere il mondo

Fa impressione pensarci: tra dieci giorni potrebbe non esistere più il Regno Unito. Né la Gran Bretagna. Resterebbe una Grande Inghilterra, ma sarebbe un’altra cosa. Metà dell’attuale territorio britannico potrebbe staccarsi da Londra. Un’eventualità che, a giudizio di molti, gli inglesi non hanno preso molto sul serio. Di sicuro hanno fatto poco per mostrare il loro amore per l’Unione che resiste dal 1707. Giusta flemma o calcoli sbagliati: tra poco vedremo.
Bisogna dar atto ai britannici di aver affrontato un passaggio storico con grande civiltà. Gli Unionisti hanno parlato al cervello e al portafoglio. Gli Indipendentisti si sono concentrati su quanto sta nel mezzo: fegato e cuore. Ha riassunto The Economist (favorevole all’Unione): «La campagna per il “no” è una macchina, la campagna per il “sì” è un carnevale». Ma gli scozzesi non sono inglesi. La festa potrebbe vincere sulla testa.
Inghilterra e Scozia. Chi le conosce sa che sono due nazioni vere. Due storie, due bandiere, due nazionali di calcio, due caratteri, due modi di vedere se stessi e il mondo. Solo in Belgio e in Spagna, forse, esistono differenze così marcate all’interno dello stesso Stato. In Italia, certamente no. Se non siamo arrivati neppure vicini all’indipendenza della Padania è perché la Padania non è mai esistita, se non nelle fantasie postprandiali di Umberto Bossi.
La Scozia esiste e resiste. Le pressioni per restare all’interno del Regno Unito sono state poco visibili, per nulla passionali, ma robuste. La proposta, da parte del governo centrale, di mantenere il controllo sulle entrati fiscali è una tentazione difficile da respingere. Ma potrebbe non bastare, come suggeriscono i sondaggi in queste ore. Il cuore sente ragioni che la carta di credito non conosce.
Saranno le emozioni a decidere questa partita storica (per una volta l’aggettivo non è abusato). Per uno Stato che della propria tranquilla razionalità fa un punto d’onore, potrebbe scattare la legge del contrappasso. Comunque vada, in Scozia una minoranza appassionata è riuscita a scuotere una maggioranza compassata. È impressionante ciò che è accaduto tra gli elettori laburisti. Secondo i sondaggi, quelli favorevoli all’indipendenza sono passati in poche settimane dal 18% al 30%.
Sorprendente? Solo chi non è mai stato in Scozia, e non conosce uno scozzese, poteva credere che questa decisione potesse ridursi a un’approvazione compassata dello status quo. Orgoglio e rivendicazioni, entusiasmo e timore, superiorità e inferiorità: tutto si mescola, quando si vive a lungo insieme, o molto vicini. Viaggiando ho ritrovato sentimenti simili in Portogallo, condizionato dalla Spagna; in Nuova Zelanda, schiacciata dall’Australia; in Uruguay, la «provincia orientale» legata all’immensa Argentina. Ma questi tre Paesi sono indipendenti. La Scozia può decidere se diventarlo.
Immaginate le discussioni nelle case di Edimburgo, di Glasgow e di Aberdeen, in queste ore. È come se la storia, dopo oltre tre secoli, tornasse a bussare alla porta. Bisogna aprire, e dirle qualcosa. Non si può ignorare e lasciare là fuori.
Nessuno, a questo punto, sa come andrà a finire. Si può solo tirare a indovinare. Dovessi scommettere una birra in un pub, direi: vinceranno, di misura, i «sì» all’indipendenza. Il cuore oltre l’ostacolo. Poi non sarà facile, certo. Ma ci sarà l’Europa dei popoli ad aiutare. Perché gli scozzesi, come gli inglesi, sono europei. Ma, a differenza di questi ultimi, lo sanno.

di BEPPE SEVERGNINI da corriere.it

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Scozia

Il Mostro di Loch Ness Nessie fotografato da Apple nelle Mappe satellitari

Loch Ness le foto apple e quelle storiche 02Il lago di Loch Ness in Scozia: il primo avvistamento del mostro risale al 565 d.C., quando un monaco irlandese raccontò di aver assistito al funerale di un uomo «catturato da una selvaggia bestia marina»

Le immagini sono state scattate da satellite, in un’area a sud della cittadina di Dores, e pubblicate sul «Daily Mail»: ben presto hanno fatto il giro del web

Secondo gli esperti potrebbe trattarsi della scia di una nave, ma dell’imbarcazione non è stata trovata traccia. C’è chi ha confrontato la sagoma con quella lasciata da un natante in movimento: le due immagini pubblicate sul web sono praticamente uguali

L’area dell’avvistamento

C’è un precedente: nel 2009, una foto satellitare apparsa su Google Earth rivela la presenza di uno strano «essere», lungo circa 20 metri, nelle acque del lago. L’oggetto misterioso è stato scoperto da Jason Cooke, un 25enne inglese, ma potrebbe anche in questo caso trattarsi semplicemente di un’imbarcazione

La foto satellitare apparsa su Google Earth nel 2009

Una delle testimonianze più famose dell’esistenza del mostro è la foto scattata dal ginecologo inglese Robert Kenneth Wilson, pubblicata nel 1934: mostra una silhouette nera, leggermente ricurva all’estremità, circondata di mulinelli concentrici. Nel 1994, sessant’anni più tardi, la foto fu smascherata dal Centro di Loch Ness come un falso: si trattava di un modellino creato dal patrigno del dottor Wilson, che aveva aggiunto a un sottomarino giocattolo una testa e una coda

Un’altra foto scattata da Wilson nel 1934

Una foto del 1933 di Hugh Gray: disse di aver visto un oggetto di considerevoli dimensioni tuffarsi nel lago

Una foto del 1951 di Lachlan Stuart: manco a dirlo, era un falso

Nel 1955 il banchiere Peter MacNab scattò questa foto: «qualcosa» nuota a pelo d’acqua vicino al castello di Urquhart

Negli anni ‘70 Frank Searle, ex capitano dell’esercito, andò a Loch Ness per cercare il mostro: scattò diverse foto di «Nessie», pubblicate subito sui giornali. Ma anch’esse si sono rivelate false

Una foto di Searle del 1972

Nel 1972 Robert Rines guidò una spedizione per trovare Nessie e scattò questa foto, rivelatasi poi ritoccata

Nel 2007 l’inglese Gordon Holems disse di aver raccolto la prova più evidente dell’esistenza del mostro: questa foto lo dimostrerebbe

Il lago di Loch Ness in Scozia: il primo avvistamento del mostro risale al 565 d.C., quando un monaco irlandese raccontò di aver assistito al funerale di un uomo «catturato da una selvaggia bestia marina»

da corriere.it