Che cosa è un Vulcanello

vulcanello 01Vulcanello esploso, esperto INGV spiega cosa sono questi “mud volcanoes”

I ‘Mud Volcanoes’ sono strutture geologiche che si formano come risultato di emissioni intermittenti di gas, acqua e sedimenti“. Rocco Favara, direttore della sezione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Palermo, in una nota spiega il fenomeno geologico che stamattina ha provocato la morte di due bambini nella riserva Maccalube ad Aragona-Caldare. “Il vulcanismo sedimentario è un fenomeno geologico tipico dei bacini sedimentari, caratterizzati da tettonica compressiva che ha nei Mud Volcanoes le tipiche espressioni di superficie – spiega Favara – Misure di flussi indicano queste manifestazioni come le maggiori e piu’ attive emissioni naturali di metano sul territorio nazionale“.
vulcanello02La geochimica dei fluidi rilasciati dai ‘mud volcanoes’ siciliani – ricorda l’esperto del’Ingv – ne ha evidenziato alcune caratteristiche uniche. In Sicilia centro-occidentale, soprattutto a Caltanissetta ed Aragona, e’ stato riconosciuto un degassamento di fluidi mantellici, sebbene nessun sistema vulcanico sia presente nelle vicinanze. Questi risultati implicano che le principali discontinuita’ tettoniche che regolano il trasferimento dei fluidi sono a carattere litosferico. Negli ultimi anni si sono verificate alcune intense e improvvise attivita’ esplosive, con emissione di cospicui volumi di fango. L’attivita’ di ricerca svolta ha evidenziato inoltre anche una stretta relazione tra attivita’ esplosiva e attivita’ sismica a scala locale. In quest’ottica – conclude Favara – uno studio multidisciplinare (geologico-strutturale, geochimico, sismologico) sulle dinamiche di funzionamento di questi apparati sarebbe importante per definire le possibili relazioni tra processi sismogenetici locali e lo stato di attivita’ dei ‘mud volcanoes’ al fine di valutare il rischio relativo a eventi parossistici futuri”. Sul luogo dell’incidente attualmente sono 2 ricercatori dell’Ingv per misurare i flussi di gas“.

da meteoweb.eu

Alaska test missile supersonico americano che in 30 minuti raggiunge tutto il mondo

alaska supermissile americanoALASKA, SPERIMENTAZIONE DI ARMI
Pentagono lancia missile ipersonico per un test: il razzo esplode in volo
Può colpire qualsiasi obiettivo nel mondo in 30 minuti. Raggiunta la velocità di mach 5, circa 5.800 km/h. Un test analogo nel 2011 era perfettamente riuscito
Un missile ipersonico sperimentale delle forze armate Usa è esploso in volo, appena quattro secondi dopo esser stato lanciato per un test da una base in Alaska. Lo hanno reso noto fonti del Pentagono, ricordando che un test analogo è stato compiuto anche alla fine del 2011, alle Hawaii, e tutto era andato secondo quanto previsto.

Le fonti del Pentagono hanno precisato che l’esplosione non ha provocato feriti. Il test stato compiuto nell’ambito di un programma di sviluppo di armamenti chiamato «Advanced Hypersonic Weapon», che mira a realizzare un missile in grado di colpire ovunque nel mondo nell’arco di mezz’ora (è previsto che i lanci possano avvenire anche da sommergibili). Secondo altre fonti, nel primo test il missile aveva raggiunto la velocità di mach 5, ovvero circa 5.800 km/h.

da lastampa.it

I cinesi e il sottomarino supersonico collegherà Cina e Usa in meno di due ore

sottomarino_nucleare_incrociatoreIl sottomarino supersonico è (quasi) realtà: collegherà Cina e Usa in meno di due ore
Secondo un team di ricercatori cinesi una speciale membrana liquida consentirà di azzerare l’attrito dell’acqua: «Una scoperta senza precedenti»

Il sottomarino nucleare statunitense “Newport News”

Andare da Shanghai a San Francisco in 100 minuti, poco più di un’ora e mezza, navigando sotto l’acqua dell’Oceano Pacifico. Non era un sogno di Jules Verne, ma un programma a cui sta lavorando attivamente la Cina.

Finora il mezzo sottomarino più veloce mai sviluppato era il torpedo sovietico Shakyal, che poteva arrivare a 370 chilometri orari. Ci riusciva usando una speciale tecnologia chiamata supercavitation, che in sostanza creava una bolla d’aria intorno al mezzo, per aiutarlo a superare i problemi provocati dall’attrito con l’acqua. Il sistema funzionava, ma solo per le bombe da lanciare sotto l’acqua, con l’obiettivo di farle esplodere dopo aver raggiunto rapidamente il loro obiettivo. Questo sistema, infatti, aveva due gravi problemi che impedivano di utilizzarlo per il trasporto degli esseri umani: primo, il mezzo sottomarino doveva essere lanciato nell’acqua a grande velocità, almeno cento chilometri orari, per generare e mantenere la bolla d’aria; secondo, era praticamente impossibile pilotarlo e farlo girare, perché la bolla impediva il contatto con l’acqua di un timone.

I cinesi non si sono rassegnati, e il loro Harbin Institute of Technology’s Complex Flow and Heat Transfer Lab sostiene di aver trovato la soluzione ad entrambi i problemi. Secondo il professore Li Fengchen, hanno creato una speciale membrana liquida, che deve bagnare il mezzo costantemente. Il mezzo entra nell’acqua, e quando raggiunge la velocità di 75 chilometri orari, la membrana entra in funzione. Ciò evita un impatto iniziale con il mare non sopportabile per gli esseri umani, e tramite la gestione millimetrica dei flussi liquidi della membrana consente anche di guidare il sottomarino. “Il nostro metodo – ha spiegato Li al South China Morning Post – è senza precedenti, e siamo molto eccitati dalle sue potenzialità”.

In teoria, secondo i calcoli fatti nel 2001 dal California Institute of Technology, un mezzo sospinto dalla tecnologia supercavitation può raggiungere la velocità del suono, ossia circa 5.800 chilometri orari. Di questo passo, potrebbe attraversare l’Atlantico in meno di un’ora, e il Pacifico in meno di due ore. Il problema tecnico che rimane è la costruzione di un motore abbastanza grande e potente per raggiungere questa velocità e mantenerla per tutto il tempo necessario a raggiungere la meta. Il torpedo Shakyal, infatti, aveva un’autonomia di pochi chilometri, perché era pensato solo per essere sparato in linea retta contro un obiettivo relativamente vicino. I cinesi però sono al lavoro anche su questo aspetto, come del resto gli americani, i russi, i tedeschi e gli iraniani, e credono alla possibilità di varare nel prossimo futuro il sottomarino supersonico.

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK da lastampa.it