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Effetto Masterchef per il turismo in Emilia-Romagna ?

Turismo, ‘sfruttiamo effetto Masterchef’
Nel 2013 la Regione puntera’ forte sul settore enogastronomico

masterchef_turismo_emilia_romagna”Per la promozione turistica del 2013 punteremo ancora di piu’ sull’enogastronomia: non pensavo fosse un settore cosi’ importante, mi sto ricredendo, visto anche il successo di trasmissioni tv come Masterchef”.

L’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Maurizio Melucci anticipa le strategie promozionali della Regione.

”Questi programmi hanno dato una dignita’ culturale a questo settore e ne hanno fatto un prodotto turistico. Chi meglio dell’Emilia-Romagna puo’ sfruttarlo?”.

da ansa.it

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Riccione e l’atollo artificiale progetto degli sceicchi arabi

AVRÀ IL DIAMETRO DI UN CHILOMETRO, A 3 MIGLIA DALLA COSTA. UN PORTO E UN CENTRO DI RICERCA
L’atollo pagato dagli sceicchi davanti a Riccione
Il piano del Comune: hotel e negozi per 3.000 persone Il progetto sarà presentato a febbraio. Spesa prevista, un miliardo

RICCIONE (Rimini) – L’ultima (e unica) volta che ci provarono finì con un’esplosione che scosse l’intera costa del divertimentificio, da Rimini a Cesenatico.
Si chiamava Isola delle Rose (dal nome del suo creatore, l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa), piattaforma di 400 metri quadrati piazzata nel mare Adriatico, a 11 chilometri e rotti dalle coste, fuori dalle acque territoriali italiane, ma dentro, saldamente ancorata, a quella stagione di contestazioni e utopie che fu il Sessantotto. Doveva essere una micro-nazione, con tanto di moneta, governo e lingua ufficiale: visse 55 giorni, finché Digos e guardia di Finanza, bracci armati di uno Stato che si sentiva schiaffeggiato, non ne presero possesso, facendola saltare in aria nel febbraio del ’69 con 1000 chili di esplosivo.
L’ATOLLO – Ora ci riprovano, leggermente più a sud, davanti a Riccione. Non un’isola: addirittura un atollo. Non una micro-nazione, né un’avanguardia di chissà quale progetto secessionista, ma qualcosa di ambizioso in termini di progettazione e spirito d’impresa. Far sorgere dal nulla, in mezzo all’Adriatico, a 3 miglia in linea d’aria da viale Ceccarini, un atollo di 1 chilometro di diametro in grado di ospitare un porto (con terminal per le navi da crociera in viaggio tra Venezia, Grecia e Croazia) e poi hotel, residence, centri di ricerca in tema di green economy, parchi, negozi: il tutto, per una popolazione di circa 3 mila persone e con possibilità di balneazione assolutamente inedite, dato che la profondità del mare, a quella distanza dalla costa, è di 12 metri.

L’IDEA – Meglio sorvolare sui pensieri che devono avere attraversato le menti dei funzionari ministeriali romani quando Luca Emanueli, che dirige un centro di ricerca sui sistemi costieri presso il dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, e Cristian Amatori, capo di gabinetto del sindaco di Riccione, il pd Massimo Pironi, misero per la prima volta sul tavolo l’idea. «Superato il primo attimo di sconcerto e viste le carte – racconta Amatori -, l’approccio è stato, non solo collaborativo, ma entusiastico». Da allora, con l’avvento del governo Monti, l’idea ha cominciato a marciare. Quattro sono i ministeri interessati: Infrastrutture, Ambiente, Sviluppo e Beni culturali (con l’aggiunta di quello per la Coesione sociale per eventuali contributi comunitari).

IL PROGETTO – Il progetto, come racconta il Carlino Rimini , non è ancora stato presentato. Lo sarà in febbraio con un convegno all’università di Ferrara. Ma è già in corso l’istruttoria per attivare la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Il costo è di un miliardo di euro. Cifra pazzesca, di questi tempi. Da reperire sotto l’ombrello del project financing: «Abbiamo già ricevuto l’interessamento – afferma il sindaco Pironi – di imprenditori sauditi e di alcuni fondi d’investimento inglesi e olandesi».

MODELLO DUBAI? – Chi pensasse al modello Dubai è fuori strada. «Non sarà un’oasi ad esclusivo beneficio di vip – prosegue Amatori -. L’intento è integrare e ampliare l’offerta turistica di Riccione senza togliere nulla al patrimonio esistente sulla costa, che ha ormai raggiunto la saturazione». Di fatto, un’estensione del territorio: «Trattandosi di un progetto senza precedenti – dice Emanueli, che lavora con specialisti di varie discipline -, si sono dovute esplorare nuove strade sotto il profilo urbanistico e legislativo. Fondamentali inoltre gli studi sull’andamento del moto ondoso e dei fondali».
Per ora non c’è traccia di comitati anti-atollo. «Ma forse perché il progetto non è ancora ufficiale», ride Amatori. In compenso gli amanti della sabbia si mettano il cuore in pace: «Le spiagge non sono previste: il mare ne farebbe un sol boccone…».

Francesco Alberti da corriere.it

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Terremoto in Emilia : Ue sblocca fondi

Terremoto in Emilia, arriva il via libera dalla Ue allo sblocco dei fondi

I ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno formalmente adottato a maggioranza qualificata lo stanziamento di 670 milioni di euro per il post terremoto in Emilia Romagna. Lo ha annunciato il vice ministro cipriota per gli Affari europei, Andreas Mavroyannis, precisando che, in assenza dell’unanimità, “questa decisione dovrà essere confermata dal Consiglio affari generali di martedì prossimo”.

“Non è mai stata intenzione del Consiglio di tenere questi fondi in ostaggio”, ha voluto sottolineare Mavroyannis, che ha definito “giusto” adottare questa decisione, “lo dobbiamo all’Italia”. Contro il bilancio rettificativo numero 5, riguardante appunto lo stanziamento per l’Emilia, si sono schierate Gran Bretagna, Olanda e Svezia, precisando tuttavia di non essere contrarie sul principio della solidarietà.

“Non abbiamo mai avuto un problema con gli aiuti dati all’Italia per rispondere al terribile terremoto” della primavera scorsa, ha spiegato il rappresentante britannico a Bruxelles durante una deliberazione pubblica dell’Ecofin dedicato al bilancio, “ma crediamo che si debba ricorrere alla riconversione di voci attuali del bilancio e non a nuove risorse”. Sulla stessa linea Olanda e Svezia, mentre la Finlandia, contraria nei giorni scorsi, ha fatto sapere invece di aver dato voto positivo.

“Una manifestazione concreta di solidarietà attesa dalla popolazione dell’Emilia Romagna colpita dal terremoto catastrofico” della primavera scorsa. Cosi’ l’ambasciatore italiano all’Ue, Ferdinando Nelli Feroci, ha definito la decisione dei ministri delle Finanze dell’Ue di dare il via libera allo stanziamento di 670 milioni di euro per il sisma in Emilia.

da adnkronos