Maltempo e allagamenti a Roma a novembre in Italia la passione per gli allagamenti

alberone schiantato roma Fiumicino. A seguito di alcuni allagamenti, i nidi comunali di Fiumicino L’Anatroccolo e il Girasole sono stati chiusi e i bambini trasferiti con il servizio di trasporto scolastico nei plessi L’Allegro Ranocchio e L’aquilone. E’ stato già effettuato il sopralluogo dei tecnici dei Lavori Pubblici dell’assessore alla Scuola Paolo Calicchio  che spiega: “Stiamo verificando tutte le altre strutture – ha spiegato l’assessore Calicchio – dove ci sono state infiltrazioni d’acqua stiamo provvedendo alla sistemazione dei locali”.

I Castelli. Sono circa 150 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco da ieri sera a causa del maltempo. La zona più colpita dalle piogge notturne sarebbe quella dei Castelli romani con allagamenti in strada e in abitazioni.

Emergenza Ciociaria. Forti disagi lanche in diverse zone della Ciociaria. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco che sono stati impegnati senza sosta per allagamenti di strade, cantine, abitazioni e uffici pubblici. La situazione più complicata a Frosinone e a Ceccano, dove si è verificata una vera emergenza. Molti i danni.

La nottata. Solo nella notte sono stati almeno 200 gli operatori in campo, tra personale e volontari della Protezione Civile, tecnici del Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale, del Dipartimento Lavori Pubblici e del personale della Polizia Locale di Roma Capitale. Cinquanta gli interventi per allagamenti, circa una quindicina quelli per messa in sicurezza alberi e rimozione ramaglie. La zona piè colpitaè stata quella di Corcolle, con diversi allagamenti stradali e alcuni in abitazioni, che però hanno interessato solo garage e piani seminterrati. Un grosso allagamento ha coinvolto le zone di Piazzale Ionio e Portuense, da Piazzale della Radio a Via Pacinotti, con interruzione della strada per diverse ore. Durante la notte è esondato il Fosse Lello Maddaleno,

zona Salaria-Settebagni, dove l’intervento è stato effettuato in coordinamento con il Cbtar e si è disostruito il canale grazie all’utilizzo di un ragno meccanico. Sotto controllo le zone di Piana del Sole, Infernetto e Ostia, Prima Porta.  La Protezione civile ricorda che per ogni richiesta di chiarimenti, informazioni o interventi è possibile contattare la Sala Operativa h/24 dell’Ufficio Protezione Civile al numero 06.67109200 o al numero verde 800.854854.

Franceschini rifacciamo l’Arena al Colosseo

colosseo con e senza arenaColosseo, Franceschini: “Restituiamogli l’Arena”
Il ministro raccoglie la proposta dell’archeologo Malacorda: ecco come cambierebbe il Colosseo

Restituire l’arena al Colosseo. La proposta avanzata dall’archeologo Daniele Malacorda è stata subito accolta con entusiasmo dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini.

“L’idea di restituire al Colosseo la sua arena mi piace molto. Basta un po’ di coraggio”, ha scritto su Twitter postando anche alcune foto Alinari per mostrare “come i visitatori vedevano e vivevano il Colosseo sino a poco più di un secolo fa”.

L’idea di riportare il Colosseo a come era fino alla fine dell’800 e, quindi, di restituirgli la sua arena, è legata alle ricerche di Daniele Manacorda, professore di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre pubblicate sulla rivista Archeo del mese di luglio. “Le vedute ottocentesche – ricorda l’archeologo – ritraggono il Colosseo con la sua bella arena viva perché calpestabile, e quindi privatamente o pubblicamente usabile e usata”. Piano piano, “tra il XIX e il XX secolo, l’arena è stata progressivamente scoperchiata, l’invaso del monumento è stato scavato attraverso una complicata sequela di vicende, i suoi sotterranei sono stati messi a nudo: un’infinità di dati archeologici sono andati perduti, ma tanti altri dati – a mano a mano che l’archeologia irrobustiva i suoi metodi – sono stati raccolti, sicché oggi i sotterranei del Colosseo sono una fonte ancora inesaurita di ‘racconti'”. Tuttavia, riflette Manacorda, “per definizione un sotterraneo è qualcosa che sta ’sotto terrà; è nato, è stato creato per stare sotto terra: è questa la sua condizione esistenziale. Perché i sotterranei del Colosseo stanno a pancia all’aria sotto il sole e non sono tornati là dove dovevano stare? O meglio: perché non è tornata su di loro quella coltre necessaria e antica dell’arena, appunto, che oltre a dar loro la dovuta protezione, gli avrebbe dato anche quel che adesso gli manca, cioè un senso?”.

“Al Colosseo – insiste lo studioso – nel secolo appena trascorso, qualcuno ha ritenuto di dover togliere la sua arena, cioè il suo vestito, magari un pò lacero, che gli consentiva però di mostrarsi al mondo con dignità”. Secondo Malacorda, dunque, la restituzione dell’Arena permetterebbe al Colosseo di “tornare ad essere, carico di anni, un luogo che accoglie non il semplice rito banalizzante della visita del turismo massificato, ma un luogo che, nella sua cornice unica al mondo, ospita -nelle forme tecnicamente compatibili – ogni possibile evento della vita contemporanea”.

Sergio Rame da ilgiornale.it

Roma e gli orti urbani del Comune

Romo orti urbani comunali 06“Sono ottimista e credo che entro la fine dell’anno riusciremo a far approvare il regolamento dall’Assemblea capitolina”, spiega Paola Marsi, responsabile dell’Ufficio orti urbani del Comune. “L’ho elaborato insieme alle associazioni e comitati di cittadini, tenendo conto delle loro esigenze. Ora dovrà essere esaminato dai municipi e in seguito votato”, prosegue Marsi. “Tra i punti più importanti prevediamo concessioni di sei anni, il divieto di costruire manufatti ma solo capanni provvisori per gli attrezzi, e soprattutto finalità non a scopo di lucro. Il problema cruciale è quello dell’approvvigionamento idrico dove non è già presente l’allaccio alla rete ma ci stiamo lavorando”, conclude la naturalista.

La passione per questa attività che richiede costanza e dedizione ha fatto incontrare abitanti della stessa zona che spesso nemmeno si conoscevano, restituendo loro uno spicchio di sentimento di collettività. “C’è voluto qualche tempo per avviare il tutto ma l’idea di curare i prodotti della terra mi ha dato forza”, prosegue compiaciuto Matteo. “A partecipare al bando del Comune siamo stati in 15, tra cui la moglie di un dentista, un fotografo, un ex dirigente di banca. Abbiamo creato un’associazione e ora qui nasceranno altrettanti piccoli lotti da coltivare”.

Ortisti di quartieri diversi si scambiano pratiche e suggerimenti: “Siamo in contatto con gli orti del Parco di Tre Fontane all’Eur. Con tre anni di esperienza alle spalle, hanno creato un angolo di paradiso, con fiori, zucche, uva, un orto didattico per le scuole, una zona relax con un pergolato e arnie per la produzione del miele. Anche noi contiamo di metterle”, conclude Matteo che torna alla sua zappa.
Nel quartiere Eur di Roma tra arnie, serre e un orto didattico

L’intero parco di Monte Ciocci ha visto, a partire dal 2003, una mobilitazione di cittadini che ha portato al recupero dell’area verde, aperta poi al pubblico nel luglio 2013. Grazie al lavoro del Comitato Monte Ciocci, che oggi conta circa 600 iscritti, e all’intervento dell’amministrazione comunale, dove c’erano solo sterpaglie e canneti, spazzatura e sporcizia, si snodano oggi vialetti, piante, un bar che dovrebbe presto aprire i battenti e una pista ciclabile di sei chilometri che arriva fino a Santa Maria della Pietà, con un panorama mozzafiato della capitale e del cupolone di Michelangelo. “Non ci siamo arresi, convinti che se i cittadini si danno da fare le cose possono davvero cambiare”, racconta entusiasta Orchidea De Santis, ex attrice, ora una delle portavoce del Comitato, una vita dedicata alle tematiche ambientali: “L’inerzia è il male del nostro tempo”.

L’attenzione per l’estetica della città, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, è diventato anche un business per i costruttori. Lo conferma il progetto Horti della Marcigliana
presentato lo scorso 2 ottobre dal gruppo Batelli che, come ha dichiarato l’architetto Eugenio Batelli, ex presidente dell’Acer, l’associazione dei costruttori di Roma e provincia, è il primo di questo genere in Italia. L’aspetto nuovo di questa pianificazione è che accanto all’edilizia abitativa sono previsti 150 orti dotati delle necessarie infrastrutture, che saranno accordati in parte ai residenti di Settebagni, in parte agli acquirenti degli appartamenti del complesso residenziale.

da repubblica.it