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La famiglia Norito Guglielmo e Franca Dal 1963 sempre a Rimini nello stesso albergo, e nelllo stesso bagno luna di miele compresa.

Rimini Famiglia Norrito da mezzo secolo in vacanza nello stesso hotel 11Marito e moglie vacanzieri seriali
Stesso hotel e stessa stanza da 51 anni
L’album dei Norrito, dal boom alla crisi senza mai cambiare. Dal 1963 sempre a Rimini nello stesso albergo, luna di miele compresa. «Coi proprietari siamo diventati amici»

Guglielmo e Franca Norrito, milanesi, fecero le loro prime vacanze a Rimini nel 1963. Lui aveva 27 anni, lei 18. Si erano conosciuti e innamorati l’anno prima. Franca era all’hotel Gioiella di Miramare, insieme ai genitori. Guglielmo, il «moroso», la raggiunse con un amico perché non riusciva a starle lontano. Non c’era posto in hotel e dormì una notte all’aperto, in un edificio in costruzione proprio lì davanti. L’anno dopo tornarono per il viaggio di nozze. E la luna di miele durò quei soliti quindici giorni che, da cinquantuno anni a questa parte, i due turisti «seriali» da record continuano a fare sempre lì, sempre a Rimini. Stesso hotel, ora gestito dai nipoti di Alberto e Anita Montanari (i proprietari di allora), stessa camera, stesso chalet (il «Bagno 131», una volta «Bagno Armando»).

«Ci fanno sentire come a casa e la cucina è ottima – confessa Guglielmo -, con gli anni siamo diventati amici dei proprietari e alcune volte ci si vede anche d’inverno». Franca aggiunge: «Negli anni Sessanta non c’erano tutte le cose che una vacanza al mare offre oggi, ma noi ci accontentavamo e c’era più spensieratezza. Una cosa non è mai cambiata: il calore con cui ci accolgono». Le tende sulla spiaggia , le balere, il ritornello di «In ginocchio da te» di Gianni Morandi che le faceva battere il cuore, la 1100 Special bianca con cui scesero da Milano a Rimini per la luna di miele, le Cinquecento tutte in fila che tornavano al Sud cariche di bagagli e speranze. Franca, con poche immagini, riassume i ricordi della sua generazione. «Ma si facevano tanti sacrifici e noi la televisione l’abbiamo comprata solo l’anno dopo», interviene Guglielmo ricordando gli inizi.

Franca ora mostra una fotografia a colori. Estate 1980, il marito si è fatto crescere i baffi e ha uno sguardo pensieroso. Lei sembra ancora una ragazza. Con loro, i due figli adolescenti, Barbara e Massimiliano. Siamo a Rimini, naturalmente. «Si andava a trovare un coppia di amici in Umbria e poi si scendeva a Miramare», racconta lei. «Io sembro arrabbiato ma sono i pensieri del lavoro, ero decoratore e avevo tanto da fare». È un’Italia, quella riflessa nel viso di Guglielmo, che non si è scrollata un decennio di tensioni sociali.

Otto anni dopo: stessa spiaggia e stesso mare, sempre più affollato di ombrelloni anche se la mucillaggine manda il turismo in crisi. Guglielmo ha i capelli brizzolati e un’espressione serena e sorridente. Franca gli stringe il braccio. I figli hanno scelto per la prima volta vacanze in autonomia. Si socializza con altre coppie, alcune vengono da Germania, Svizzera, Belgio e Inghilterra. Sono 25 anni che i Norrito frequentano l’hotel Gioiella e i proprietari organizzano una festa per l’occasione. Non immaginano che quel traguardo sarebbe stato addirittura raddoppiato un quarto di secolo dopo.

«È un caso estremo, certo, – è il commento di Mauro Magatti, sociologo e docente all’Università Cattolica di Milano – ma è anche il modo con cui, almeno fino a venti anni fa, si facevano le vacanze. La famiglia si spostava in un luogo diverso dove c’era una rete di rapporti che venivano considerati il bene essenziale a cui si aspirava. Oggi si è affermata una concezione individualistica della vacanza. Saltelliamo di qua e di là ma spesso non facciamo che rimanere in superficie. L’effetto? Torniamo più stanchi dalle ferie».

di Nicola Catenaro da corriere.it

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Massimo Gramellini il turista immobile Da quarantacinque anni il signor Marco da Pistoia e il signor Davide da Como trascorrono le vacanze in un albergo a tre stelle di Rimini,

riminiIl turista immobile

Da quarantacinque anni il signor Marco da Pistoia e il signor Davide da Como trascorrono le vacanze in un albergo a tre stelle di Rimini, che ieri ha giustamente premiato la loro mancanza di inquietudine o di originalità. I due mattacchioni frequentano lo stesso chilometro quadrato di Romagna fin dall’infanzia. Senza mai desiderarne altri. Senza mai farselo venire a noia. Può darsi che durante l’inverno conducano vite spericolate da cui trasgrediscono in estate con una resa totale all’abitudinarietà. Ma è più probabile che la costanza delle loro predilezioni estive sia il riflesso di uno stato d’animo esistenziale. Che il signor Marco e il signor Davide si alzino ogni giorno alla stessa ora e ogni giorno inzuppino nel caffelatte lo stesso numero di fette biscottate: possibilmente dispari.

Che si rechino senza fretta, ma anche senza angoscia al lavoro e, sbrigate le incombenze mattutine con piglio affidabile, si concedano una pausa pranzo sempre nello stesso bar, dove naturalmente ordineranno «il solito». Che la sera rientrino a casa sempre alla stessa ora, si siedano a tavola con la famiglia in tempo per rispondere alle domande del quiz che precede il telegiornale e, dopo aver sfogliato qualche pagina di libro o videata di computer fantasticando su luoghi e personaggi che non hanno alcun desiderio di conoscere dal vivo, si rechino a letto non prima di essersi sorbiti una tisana non caldissima, però neanche troppo tiepida.

Ma se fosse questa la felicità? Guardo gli habitué dell’albergo riminese come dei missionari: con rispetto e ammirazione, ma senza avere la forza di imitarli. E neppure la voglia.

Da La Stampa del 22/08/2014. MAssimo Gramellini

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Rimini, la tempesta di sabbia in timelapse video

Rimini, la tempesta di sabbia in timelapse
Le immagini riprese dal tetto di un hotel raccontano in un timelapse la tempesta di sabbia che si è abbattuta sabato 16 agosto sulla riviera Adriatica. Tutto si è concluso con un fuggi fuggi generale, senza conseguenze

(immagini di Davide Piras dell’agenzia Sorvolare)