Marcello Veneziani Il grasso matrimonio indo-pugliese

Marcello-VenezianiIl grasso matrimonio indo-pugliese
L’Italia è il Paese che, malgrado i suoi abitanti, più somiglia nell’immaginario cosmico al paradiso terrestre

Ma si è sparsa la voce anche in India che gli sposalizi pugliesi sono una cosa fuori dal normale? Feste interminabili e sontuose, anche per famiglie con redditi modesti, sposi stravolti, come se l’anello nuziale fosse un potente allucinogeno, ospiti in catalessi, stroncati dalle attese e dai cerimoniali, abbuffate eccezionali, riti sacri e profani accavallati, defilé di parenti e di cumpari, irruzione della favola nella vita quotidiana…

Vedere ora Pasqualino o’Maragià, per dirla col pugliese Domenico Modugno, ovvero un magnate indiano terronizzarsi al punto da far sposare la figlia in Puglia, tra elefanti e strascinate, gorilla, fave e cicorie, significa tre cose. La prima: tutto ciò che è global, nella versione più esotica, si sposa alla perfezione con tutto ciò che è terribilmente tribal e local; un giorno sorgerà l’Internazionale del Grezzo. La seconda: puoi vivere nel mondo più bollywoodiano che vuoi, più pacchiano e più tecnologicamente finto e variopinto, ma poi cerchi una location rustica e suggestiva che restituisca il sapore vero della luce e della terra, degli alberi e dei frutti. La terza: l’Italia è il Paese che, malgrado i suoi abitanti, più somiglia nell’immaginario cosmico al paradiso terrestre, per l’equilibrio geografico di natura, cultura, cibo, arte e clima. Paesaggi, retaggi & formaggi. Agli occhi di tanti siamo un paese allegro (ai nostri occhi, invece, l’India è il carcere dei marò). È qui la festa. Si avvera il sogno conturbante della principessa indiana: sposare Checco Zalone.

marcello veneziani da ilgiornale.it

San Marco in Lamis Gargano alluvione nella notte del 4 settembre

san marco in lamis alluvioneAlluvione in Gargano: notte da incubo a San Marco in Lamis
Emergenza nel Foggiano per il violento nubifragio che si è scatenato nella notte tra mercoledì e giovedì. Acqua e fango portati a valle: 6 mila persone da evacuare

Gargano alluvionato. Un violento nubifragio si è abbattuto su diversi comuni del Foggiano: l’emergenza più seria a San Marco in Lamis, dove, per le piogge incessanti e per il fango che ha invaso strade e case, sono state evacuate a scopo precauzionale 150 persone. E la situazione sta precipitando col passare delle ore: «È una situazione molto grave e pericolosa quella che stiamo vivendo- conferma il sindaco di San Marco in Lamis, Angelo Cera, impegnato, insieme a tecnici dei vigili del fuoco e della protezione civile, a mettere in sicurezza i cittadini- Si tratta di una emergenza assoluta anche perché da ieri la pioggia non ha smesso mai di cadere. Stiamo facendo evacuare gli abitanti per un territorio di un chilometro e mezzo circa – ha aggiunto – in cui abitano circa 6000 persone». Per tutta la notte hanno lavorato squadre dei vigili del fuoco, dei Carabinieri e della Protezione civile. Molte persone hanno trascorso la notte da familiari, amici o in strutture messe a disposizione della Protezione civile. Diversi i disagi anche alla circolazione stradale a causa del fango e dei detriti che hanno invaso la carreggiata di numerose strade di Capitanata. Decine gli interventi per soccorrere gli automobilisti rimasti bloccati.

Danni anche a San Giovanni Rotondo e a Lecce
Piogge molto abbondanti stanno interessando anche San Giovanni Rotondo. Nella città di San Pio, soprattutto nella zona sud e nell’area artigianale, si sono verificati pesanti allagamenti che stanno creando grossi problemi alla circolazione. L’ultima segnalazione riguarda Cagnano Varano, dove l’acqua ha invaso i piani terra delle case popolari. Intanto la strada statale 272 è parzialmente interrotta, e alcune provinciali sono totalmente bloccate, come la 28 nei pressi di san Marco in Lamis. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco, coordinati dalla sala operativa unificata della Protezione civile di Bari e dalla Prefettura. Danni anche a Lecce, dove diversi frammenti di decori, forse anche a causa delle ultime piogge abbattutesi sul Salento, si sono staccati dalla facciata della chiesa del Rosario, uno dei monumenti barocchi più importanti del centro storico.
Coldiretti: «Gargano a rischio idrogeologico»
Quest’estate è caduto fino al 150% di pioggia in più nella provincia di Foggia che ha messo a rischio la stabilità idrogeologica di ampie aree della Capitanata e del Gargano. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti rispetto alla media di riferimento del periodo 1971 – 2000 dell’ Isac-Cnr a proposito del nubifragio che ha costretto all’evacuazione nella zona alta di San Marco in Lamis. L’anomalia del clima si è abbattuta su un territorio fragile, con il 78% dei Comuni pugliesi che ha parte della superficie a rischio per frane e alluvioni .«Siamo di fronte -sottolinea Coldiretti in una nota- ai pericolosi effetti di una estate pazza con la caduta eccezionale di pioggia che si è manifestata anche con eventi estremi particolarmente violenti come nubifragi, trombe d’aria e bombe d’acqua. In Italia sono ben 6633 i Comuni in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico (l’82% del totale) con più di 5 milioni di cittadini che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate pericolose per frane ed alluvioni, soprattutto in una situazione in cui si moltiplicano gli eventi estremi e catastrofici per effetto dei cambiamenti climatici».

marcello veneziani da ilgiornale.it

Il Matrimonio in Puglia a Pettolecchia di Savelletri di Fasano tra Rohan Mehta e Ritika Agarwal

PettolecchiaElefanti, vip e polemiche In Puglia le nozze kolossal di due rampolli indiani
Fasano, si sposa la figlia del più grande magnate del ferro. Il sindaco: metterò il fiocco giallo per ricordare i marò

Una ragazza indiana si prepara al matrimonio

Il mondo è diventato così piccolo che a Savelletri di Fasano, in una contrada che si chiama Pettolecchia, c’è una coda di Tir come se fossimo a New York, una ad andare e un’altra a venire.

Fanno un polverone che copre il cielo. Fra la terra rossa e gli ulivi vista mare, sono spuntati due immensi capannoni, con una folla di operai che parla tutte le lingue della Terra e questo viavai di gente che non finisce più: bisogna fare in fretta perché da oggi cominciano le feste per il matrimonio di Ritika Agarwal, figlia del più grande magnate indiano del ferro, e Rohan Mehta, erede di una importante casa di moda, che dureranno fino al 6 settembre e che in questo posticino con i muri a secco e gli alberi sperduti sull’orizzonte, a 40 chilometri da Brindisi, hanno portato oltre al 20 per cento del Pil indiano tutto insieme in un colpo solo, artisti, cantanti, ballerini, domatori ed elefanti, giornalisti e polemiche.

Così, pure l’aeroporto Antonio Papola è diventato troppo piccolo per il mondo: appena ieri pomeriggio sono atterrati venti jet privati, dall’Inghilterra e da New Dehli.

Hanno cominciato a far scendere gli 800 ospiti della festa, assieme al loro seguito: 700 guardie del corpo, 100 hostess più altri 200 lavoratori, fra cui un esercito di sarte, per la bisogna. Ritika e Rohan, invece, sono già arrivati, nascosti in uno di questi resort sulla costa, fra gli ulivi e il profumo del mare. Ma loro li verranno a prendere gli elefanti, per portarli in giro.

Il papà di lei, Pramod Agarwal, non ha badato a spese: dieci milioni di dollari, se bastano. Tra i fuochi d’artificio e le pedane miracolose immerse nell’acqua, gli effetti speciali sembrano quasi smarrirsi in questi imponenti palcoscenici disseminati fra i resort di lusso dove si svolgeranno le celebrazioni, da Borgo Egnazia e San Domenico a Cala Masciola Beach, improvvisamente catapultati al centro del mondo, con chilometri e chilometri di sete appese sui percorsi e migliaia di petali di rose sparsi dalle hostess lungo il tragitto.

Ci sarà la musica con Shakira e i Gotan Project, ci saranno spettacoli in maschera e atleti del nuoto sincronizzato, grandi atmosfere e grandi mangiate, un po’ d’India, ma molta Puglia soprattutto, mozzarelle di bufala, orecchiette, cicatelli e pure il caciocavallo. Ai fornai è stato chiesto di preparare tremila panini al giorno.

Gli chef italiani invece dovranno cucinare la bellezza di diecimila pasti. Sono quasi tutti di questi parti, Peppe Zullo, Pietro Zito e Antonella Ricci, se si esclude Mauro Uliassi che è sceso da Senigallia. Anche il vino è pugliese: fiumi di Negroamaro. E sono pugliesi pure i due marò prigionieri in India, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri del Battaglione San Marco di stanza a Brindisi.

Anche per questo centinaia di mail sono arrivate al sindaco, Lello Di Bari: fateli sposare dappertutto, ma non in Puglia. Gli ha scritto anche l’ammiraglio Giuseppe Nardini, sollecitando lui e tutti gli abitanti di Fasano a «indossare il fiocco giallo durante le celebrazioni», per far capire agli ospiti quello che pensano gli italiani.

Il sindaco, che in verità ha già le sue grane, visto che è stato sospeso dalla legge Severino per una storia d’abuso di ufficio, all’inizio diceva che se lo invitavano ci sarebbe andato. Poi, quando l’hanno invitato, ha preferito di no. Ma per la legge Severino, non per il resto: «Queste polemiche sono assurde. Un sindaco non ha la facoltà di impedire un matrimonio». Il fiocco giallo, comunque, dice che lo metterà lo stesso. Poi, aggiunge, queste feste portano solo pubblicità positiva, «fanno bene alla nostra terra».

La verità è che forse gli dispiace di non poterci andare. Lui è l’unico che l’invito l’ha ricevuto davvero. Lo fa vedere: un libro, con la copertina in oro. Le pagine sono a fisarmonica e raccontano i dettagli di ogni giorno. Aprendolo, viene fuori un albero di ulivo. Perché tutto, in questo matrimonio, è un effetto speciale, che mette insieme due mondi lontani.

L’unico inconveniente viene dal tempo: sono previste nuvole nere e pioggia, una maledizione per una festa affacciata sul mare e costata così tanto. Anche il cielo fa parte del mondo.

PIERANGELO SAPEGNO
BRINDISI da lastampa.it