Gubbio : la città per giocare e vincere

La favola strana di Gubbio: la città che gioca e vince. Solo nelle ultime due settimane premi per 2 milioni distribuiti tra i suoi 32 mila abitanti

di LUCA FIORUCCI

gubbio_vinciteC’è chi, alla fine, ci crede. Chi cerca una spiegazione matematica, chi gratta e soprattutto chi vince e continua a farlo, senza farsi troppe domande. Gubbio «la fortunata», circa 32mila abitanti e una sfilza di vincite milionarie – tra lotterie istantanee, Superenalotto e giochi vari – da lasciare a bocca aperta. Solo due giorni fa, con 5 euro, un operaio si è assicurato un vitalizio mensile di 6mila euro per venti anni, 200mila euro subito e un bonus finale di 100mila (per un totale di oltre un milione e 700mila euro). Ha trovato i simboli giusti sotto le caselle argentate del Turista per sempre, il concorso istantaneo che premia con qualche pensiero economico in meno.

Chi potesse essere il fortunato, che ha giocato il biglietto nella vicinissima Fossato di Vico, lo hanno capito subito i colleghi: il giorno dopo la grattata vincente, ha messo insieme le sue cose e ha salutato tutti. Si è licenziato per potersi godere meglio il nuovo stipendio, prendendo alla lettera il «suggerimento» della lotteria: turista, appunto, per sempre o per una buona parentesi di relax.

Quindici giorni fa, aveva festeggiato un imprenditore della zona, un milione di euro assicurati ancora una volta dalla lotteria istantanea gratta e vinci. Il vincitore era in viaggio all’estero quando è stato raggiunto dalla notizia. C’è da giurarci che avrà approfittato per allungare la vacanza senza troppi pensieri. «È piovuto sul bagnato» hanno malignato i giocatori che hanno mancato di un soffio il biglietto giusto, ma intanto le vendite nelle tabaccherie già baciate dalla sorte sono schizzate, nella rincorsa forsennata a ripetere «l’impresa».

I dati parlano di una media di 20 euro a settimana investite nel gioco nell’Eugubino, area che viene, però, ricompensata con una raffica di vittorie. Sempre la scorsa settimana, per rafforzare la convinzione che la dea bendata abbia un occhio di riguardo per gli eugubini, un pensionato si era garantito un premio da 100mila euro.

Una ricevitoria cittadina, per fare un altro esempio, ha contato, dall’inizio dell’anno, dieci vincite da 500 e 1000 euro. Quelle che bastano per un’abbondante cena al ristorante, invece, dicono ancora i titolari di ricevitorie, sono quasi quotidiane. Vittorie che alimentano il gioco, vittorie che portano vittorie e contribuiscono ad alimentare la «leggenda». Già si registrano pellegrinaggi nelle ricevitorie più vincenti, ma anche in una qualsiasi della zona. Si spera, insomma, che l’aria buona e fortunata della città possa fare effetto.

La fama di fortunata, Gubbio ha iniziato a farsela quando in 80 hanno pescato la combinazione giusta del Superenalotto: 6 e una sfilza di 4 e 3 che significavano 65 milioni di euro, un record. E per quella vincita in città era scoppiato il caos, con tanto di avvocati, carte bollate e riunioni ad alta tensione. Il problema? Semplice: non tutti erano d’accordo su come spartire il patrimonio vinto.

Perché non tutti i giocatori del sistema, ideato una decina di anni fa e giocato ripetutamente a ogni estrazione, avevano corrisposto la quota. Insomma, c’era chi non aveva saldato e si riteneva ugualmente partecipante alla giocata, per fedeltà. E c’era chi, al contrario, contestava questa posizione: niente soldi, niente quota da incassare. Come è facile immaginare, è stata battaglia e non solo legale. C’è chi ha raggiunto un accordo, chi è ancora impegnato per far valere i propri diritti. La torta è, ovviamente, ghiotta.

Se i fortunati del Superenalotto erano per la quasi totalità eugubini doc, era probabilmente di passaggio chi, neanche un mese dopo il «6», aveva vinto un altro milione ancora con il gratta e vinci. La sua identità non è stata mai svelata, per questo si era pensato a uno di fuori. Ma, potrebbe anche essere stato un abitante di Gubbio così bravo da sghignazzare solo lontano da occhi indiscreti per il malloppo accaparrato con una grattata.

Era il momento giusto, visto che, a fine ottobre sempre del 2011, il gioco aveva fatto felici altri 24 giocatori eugubini: presi due dei dieci «5» fatti in tutta Italia il 27 ottobre, per un totale di 78mila euro. Il sesto numero era nella combinazione, ma non era stato giocato.

Il sogno di cambiare la propria esistenza con 5 euro per il tagliando vincente è stato sfruttato anche da un uomo in procinto di divorzio. Alla moglie aveva promesso di farle cambiare vita grazie a quei soldi che la fortuna gli aveva messo in tasca se lei non lo avesse lasciato. La donna quella possibilità gliel’aveva data, ma oltre la fotocopia di un biglietto vincente, non aveva visto neanche da lontano il colore delle banconote. Niente soldi, nessun cambio di vita. In compenso, la coppia non era scoppiata. Piccola o grande consolazione, a seconda dei punti di vista.

da lastampa.it

Perugia Eurochocolate 2012 tra Birra e Cioccolato

 Eurochocolate debutta connubio Birra e cioccolato

Birra e cioccolato. E’ il connubio annunciato per Eurochocolate 2012 e reso possibile dallo storico Birrificio Angelo Poretti e dalla prestigiosa pasticceria Buosi di Varese. In una nota, Monica Meschini, ChocolateTaster ufficiale di Eurochocolate, ha spiegato che ”abbinarli in degustazione significa ritrovare nel sapore del buon cioccolato, la medesima sensazion di freschezza e, al tempo stesso, la tonalita’ amaricante tipica della birra”. In particolare la 7 luppoli Non Filtrata Ambrata, birra ufficiale di Eurochocolate 2012,” ricorda il gusto di note erbacee e speziate, che per affinita’ trovano la giusta esaltazione con alcune singole caratteristiche del cioccolato”. Nasce cosi’ un originale cioccolatino artigianale aromatizzato al luppolo, creato in esclusiva dalla pasticceria di Denis Buosi e disponibile in anteprima ad Eurochocolate. Il cioccolato fondente al 55%, dalla struttura intensa, prosegue la nota, e’ esaltato e caratterizzato dall’aggiunta dell’olio essenziale di luppolo.

Per conoscere l’universo sensoriale di Birra&Cioccolato, anticipa l’organizzazione della kermesse perugina, l’appuntamento e’ dal 19 al 28 ottobre, nell’esclusivo spazio dedicato.

da asca.it

Festival di Perugia Internazional Journalism Festival 2012 edizione record

Festival di Perugia, edizione record oltre 50mila presenze e boom su Twitter
Si chiude l’Internazional Journalism Festival 2012 con numeri impressionanti. Il co-organizzatore Christopher Potter: “Continuiamo a meravigliarci della partecipazione. I giovani reporter migliori? Gli italiani”

PERUGIA – Cinquantamila presenze, mille giornalisti accreditati, cinquanta workshop, cinquecentomila pagine web visitate, ventimila accessi giornalieri per la sezione video, 180 web tv collegate in diretta per l’intervista di Arianna Ciccone con il direttore di Repubblica Ezio Mauro 1 e poi lo strapotere su twitter: 40mila tweet in cinque giorni, un primato mantenuto per tutta la durata dell’evento con tre hashtag, tutti e tre in testa alla classifica (#mauro, #eziomauro e #ijf12).

Numeri trionfali. Eppure se chiedi a Christopher Potter “tutto questo incide nel giornalismo italiano?”, la risposta è No. “Almeno per ora non si vedono segnali eloquenti”, dice il co-organizzatore del Festival, compagno anche nella vita della fondatrice Arianna Ciccone. “Sono semi che seguitiamo a piantare e che, a livello di coinvolgimento ed entusiasmo, risultano preziosi. Io e Arianna continuiamo a meravigliarci della partecipazione tra i più giovani e del talento assoluto che mostrano i giornalisti iscritti ai nostri workshop. Devo dirla tutta? I migliori sono proprio gli italiani, quasi tutti sottopagati, sfruttati, disoccupati, come se queste difficoltà li avessero resi più forti. Ci piacerebbe che l’esperienza perugina li aiutasse a entrare da protagonisti nel mondo dell’informazione, ad avere nuove opportunità per cambiare lo scenario dei media, offrendo spazi e gratificazioni alle loro capacità”.

Arianna Ciccone preferisce staccare le comunicazioni. Ha vissuto cinque giorni di trance operativa nel mezzo di una tragedia personale e lascia le conclusioni al proprio compagno. Tra le sorprese più gradite, le lunghe file per partecipare ai workshop meno altisonanti, segno che nel Festival l’aspetto laboratoriale comincia a erodere spazio all’effetto vetrina, che tuttavia permane.

Al Teatro Morlacchi, nel cuore della Perugia antica, file di trecento metri, che invadono strade e piazze attigue, non ne hanno mai viste in decenni di programmazione. E tutto questo per Santoro, non per Lavia o Glauco Mauri.

Una certa trasformazione, poi, si percepisce a occhio nudo. Sono scomparse le mazzette di quotidiani sottobraccio ai giornalisti, anche a quelli più vecchi, il taccuino viene esibito come gli orecchini della nonna o l’orologio da taschino, si cammina a testa bassa e con lo sguardo al touchscreen. Certo, in questa rifrazione di notizie, copiate, twittate, linkate, estratte, sembra essere stata messa in un cantone la scrittura, l’esercizio che ancora oggi, meglio di qualsiasi workshop, ti mette a confronto con gli errori, le cautele da prendere, gli azzardi possibili, il piacere del mestiere.

Osservazioni che al giovane sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, interessano fino a un certo punto. Lui è il primo tifoso del Festival, entusiasta del formidabile assist che la rassegna porge alla candidatura di Perugia e Assisi come capitali europee della cultura. Un bacio di cioccolata, una jazz band e un tweet in esclusiva, che volere di più?

di LEONARDO MALÀ da repubblica.it