Categorie
fiere manifestazioni parma turismo ultime notizie vacanze

Parma “Mercanteinfiera Primavera” 2013

A Parma c’è il “Mercanteinfiera Primavera”
Una delle manifestazioni più importanti nel settore dell’antiquariato

mercante_in_fiera_2013_parmaA Parma, dal 2 al 10 marzo, è di scena “Mercanteinfiera Primavera”, una delle fiere internazionali più importanti nel campo dell’antiquariato. Un’occasione imperdibile per collezionisti, professionisti del settore e cercatori di memoria antica.

I padiglioni del Quartiere Fieristico di Parma (via delle Esposizioni 393) ospitano l’edizione di Mercanteinfiera Primavera, una tra le più importanti mostre internazionali di modernariato, antichità e collezionismo. 4 padiglioni espositivi per un totale di 45.000 mq completamente dedicati all’esposizione dei migliori pezzi d’antiquariato europeo. Inoltre, la manifestazione dà la possibilità di vivere importanti eventi collaterali.

Fiore all’occhiello dell’edizione di quest’anno è la sezione coorganizzata insieme a MIA-Milan Image Art Fair, la fiera d’arte dedicata alla fotografia e al video, dove viene presentata la mostra fotografica tratta dalla collezione di Fabio Castelli, ideatore di MIA Fair, con un contributo della collezione Segnatempo di Eberhard & Co.

Un “percorso storico in pillole” della fotografia dai suoi esordi sino ad oggi, che farà anche perno su un connubio inedito tra la storia della fotografia e quella dell’alta orologeria attraverso la collezione della Eberhard & Co, una della più antiche Maison svizzere di orologeria. Nel Padiglione 4 è presente un’ esposizione di assoluto rilievo dal titolo “Arte fuori regime Novecentoanudo”a cura di Guidi Cribiori “dove sono esposte  opere dal Venti al Quaranta di Achille Funi, Giorgio De Chirico, Anselmo Bucci, Carlo Prada, Cesare Monti, Paola Consolo, Bernardino Palazzi, Carmelo Cappello, Giacomo Giorgis, Enrico Mazzolani e molti altri.

Siete curiosi di sbirciare tra gli stand ma non siete preparati in materia? Non vi preoccupate: durante la manifestazione è possibile richiedere una consulenza peritale attraverso un’indagine diagnostica non invasiva dell’opera d’arte: sarà possibile infatti effettuare un esame di riflettografia infrarossa a scansione, imaging multispettrale in luce visibile ed infrarossa. Infine, all’ingresso del Padiglione 3, vi è anche un laboratorio di restauro con l’esperta del settore Chiara Davoli.

da tgcom

Categorie
parma

Parma Comune contro Caffè orientale rimossi i tavolini i Dehors foto

Caffè Orientale in debito col Comune
ordinata la rimozione del dehors
L’Amministrazione non ha rinnovato la concessione per l’occupazione di suolo pubblico in piazza Garibaldi per il 2012, a causa di pregressi insoluti sul canone degli anni precedenti. Indiscrezioni parlano di debiti per 200mila euro. Il 10 febbraio la municipale ha elevato un verbale di occupazione abusiva. Il 24 febbraio emessa un’ordinanza di rimozione. Il locale non ha provveduto: a giorni potrebbe scattare lo sgombero forzato

Una città non è fatta solo di strade e monumenti. E’ fatta anche di abitudini, punti di ritrovo, personaggi, modi di dire. Alcune di queste caratteristiche, con gli anni, per chi le ha contribuito a crearle diventano simboli della città al pari di quanto per i “forestieri” può esserlo una chiesa o un prodotto tipico. Ora, i parmigiani potrebbero dover rinunciare a uno dei “must” del salotto del centro storico: l’aperitivo all’Orientale. Quello dei professionisti in giacca e cravatta e delle signore grandi firme seduti al tavolino, dove col sovrapprezzo del servizio si paga un piccolo lusso (in realtà alla portata di molti). Il dehors che ospita questo rito, la casetta di vetro e metallo dai richiami liberty dietro all’Eroe dei due mondi, da anni parte dell’arredo di piazza Garibaldi, è oggetto di un’ordinanza di rimozione emessa lo scorso 10 febbraio dal Comune e notificata al Gran Caffè Orientale il 24 febbraio(come anticipato dal settimanale il nuovo di Parma) La società in questi casi ha dieci giorni per procedere alla rimozione dell’abuso contestato, poi l’Amministrazione può procedere con la forza. Indiscrezioni parlano di uno sgombero  imminente, addirittura a giorni.

Al Gran Caffè Orientale non è stata rinnovata per il 2012 la concessione per l’occupazione di suolo pubblico, a un canone che si aggira sui 73mila euro all’anno. Il motivo? Vi sono pregressi insoluti per l’occupazione negli anni precedenti. L’ammontare del debito con il Comune non è stato reso noto da fonti ufficiali, ma persone a conoscenza della vicenda parlano di ingiunzioni per ben 200mila euro. Una cifra contestata dalla società, che vorrebbe vedersi riconosciuta l’occupazione permanente di suolo pubblico, che ha un canone di un terzo rispetto all’occupazione temporenea. Il bubbone è scoppiato con l’arrivo del commissario Mario Ciclosi. La diatriba a colpi di tentativi di accordo, ingiunzioni e ricorsi è già scoppiata. Il verbale che ha accertato l’occupazione abusiva, e la conseguente ordinanza di rimozione, non sarebbe che l’ultimo atto.

Il legale del Gran Caffè Orientale, Antonio Cabassi, spiega che il Comune ha posto come condizione per il rinnovo della concessione annuale per il 2012 il saldo del canone evaso. E’ stato chiesto al Comune di comunicare l’importo della somma per tentare un accordo sul rientro del pagamento. La risposta non sarebbe arrivata, in compenso il 10 febbraio è arrivata la polizia municipale che ha verbalizzato due violazioni per il dehor, una del codice della strada e una del regolamento Cosap per l’occupazione di spazi pubblici. In breve, il plateatico è privo della concessione per l’occupazione temporanea e quindi abusivo. All’ordinanza di rimozione notificata il 24 febbraio sarebbe seguita anche una diffida, ma ad oggi il dehors non è stato smontato. L’Orientale ha impugnato la sanzione del codice della strada davanti al giudice di Pace e ha ottenuto una sospensione. Per quanto riguarda il decreto di rimozione, prima di ricorrere al Tar si sta tentando di giungere a un “accordo bonario” con il Comune. Ma il tempo stringe e forse la pazienza, lì ai Portici del Grano, si è esaurita. Il rischio è che a giorni arrivino gli operai con un ordine di sgombero forzato.

Uno dei titolari del locale, Tiziano Vicariotto, dichiara che vi è la massima disponibilità al dialogo con l’Amministrazione per giungere a una conclusione della vicenda che non metta a repentaglio il posto di lavoro dei 30 dipendenti del Gran Caffè Orientale. Allo stesso modo l’avvocato Cabassi ribadisce la volontà di trovare “un componimento bonario con il Comune. C’è la necessità di trovare un equilibrio nella corretta relazione tra l’esercizio commerciale e la pubblica autorità, non c’è nessuna belligeranza. Spero che da entrambe le parti prevalga il buonsenso. Togliere le strutture in cui si lavora significa togliere il lavoro alle persone”.
di MARIA CHIARA PERRI da repubblica.it