A Roma Anticafè il bar a tempo

AntiCafe 05Apre a Roma AntiCafé, il bar a tempo
Arriva in capitale uno spazio multifunzionale dove non si paga in base a quello che si consuma ma si tiene conto solo di quanto ci si trattiene nel locale.

In Italia si è soliti darsi appuntamento per un caffè, una chiacchiera o uno spuntino in uno dei tanti bar che caratterizzano lo stivale: ci si mette comodi o, per chi va di corsa, ci si appoggia al bancone, e si passa alla cassa per saldare il conto. Bene, dimenticate tutto questo, arriva in capitale una formula rivoluzionaria che, lo scorso anno, ha già conquistato Parigi con ben due indirizzi all’attivo, quello del Louvre e quello di Beaubourg: il suo nome è AntiCafè, un bar innovativo di origine russa che è sbarcato in città lo scorso 20 giugno 2014, a pochi passi da Piazza San Giovanni in Laterano, in quel di via Veio 4 B, una location centrale e facilmente raggiungibile con ogni mezzo.

Qui tutti possono prendere posto per studiare, lavorare, chiacchierare o anche rilassarsi grazie alla pluralità di servizi messi a disposizione quali la connessione internet ad alta velocità, stampante, scanner oltre ad una piccola biblioteca per scegliere il giusto libro da leggere e, il tutto, deliziati da caffè illimitato, latte, cioccolata calda, tè, acqua e spuntini dolci come biscotti e frutta o per chi preferisce il salato, crackers, insalata, verdure e hummus che si possono consumare liberamente servendosi da soli o chiedendo supporto allo staff. Per chi volesse portarsi il pranzo da casa, nessun problema.

Non ci sono limiti di alcun tipo: tutti sono invitati a fare visita  questo spazio, anche solo per fini ludici, pronti a divertirsi con i giochi da tavolo offerti quali Trivial Pursuit, Monopoli, Taboo, Risiko, etc. questo luogo è un rifugio sicuro sempre aperto, sette giorni su sette, compreso il weekend, a cambiare sono solo le tariffe, variabili a seconda del tempo di sosta nel locale.

La spesa è pari a 4 euro la prima ora e scende a 3 euro per quelle successive ma, chi per motivi professionali o privati desidera rimanere più a lungo, sono stati creati ad hoc degli abbonamenti che, al ocsto di 14 euro permettono di vivere intensamente l’intera giornata e 200 euro per il mensile, molto più economico di una qualsiasi altra soluzione di affitto.

Al fine di monitorare l’orario, lo staff consegna una carta che registra gli orari di entrata ed uscita in maniera tale da pagare esattamente in base al tempo in cui si è rimasti. L’ambiente è piacevole, l’arredo degli interni è ospitale ed è stato realizzato da tre giovani designer parigini, il collettivo BonkersLab, che hanno dato allo spazio un look minimalista, semplice ma piacevole. Vedere per credere: al fine di permette a tutti di provare il servizio per testare i suoi punti di forza nonché le debolezze, iscrivendosi alla newsletter si riceveranno 30 minuti di “sosta” in omaggio.

Livia Fabietti da lastampa.it

Giulia Passuelli di Amici da Forte dei Marmi al Crazy Horse

Giulia Pauselli  Amici da Forte dei marmi a Parigi 07Giulia, da Firenze al Crazy Horse
E’ la terza italiana della storia a far parte del celebre cabaret erotico parigino

Alla fine ha coronato il suo sogno. Giulia Pauselli, 23 anni, fiorentina ma che vive a Montecatini Terme, farà parte del Crazy Horse, il famoso corpo di ballo parigino. «Un sogno che diventa realtà», ha detto Giulia, subito dopo la telefonata del Crazy Horse che le comunicava di averla scelta come nuova ballerina. Pauselli sarà la terza donna italiana a far parte del corpo di ballo francese, dopo Rosa Fumetto negli anni ‘70 e Gloria di Parma entrata nel 2012.
IL POST SU FACEBOOK – «Ho ricevuto la chiamata più attesa della mia vita – scrive Giulia su Facebook – Sono ufficialmente una nuova ballerina del Crazy Horse. Rincorro questo sogno da 3 anni, questa volta più delle altre ci ho creduto fino in fondo grazie anche l’amore della mia famiglia, degli amici veri e di chi ha creduto sempre in me. Ringrazio anche chi invece non ha avuto mai grande considerazione della mia persona, è stato motivo di crescita e di lotta perpetua. Raggiungere i propri obbiettivi è una grande vincita ma cosa più importante questa volta so che farò qualcosa che fa la differenza in questo mondo che ormai artisticamente parlando escludendo pochi veri professionisti sta andando a rotoli. Non scappo dal mio Paese, porto il nome e l’orgoglio italiano all’estero dove l’arte è meglio vista e investita. L’italia mi mancherà. Voglio ringraziare particolarmente il maestro Franco Miseria che mi ha sempre appoggiata e dato tanti consigli artistici che porterò con me in valigia a Parigi. Franco è stato uno dei primi a saperlo e ha gioito con me. Purtroppo non sarò presente nel programma Sogno e Son Desto Bis del grande Massimo Ranieri,n on partire significherebbe rimpiangere per sempre questa scelta. Ringrazio tutte le persone che in questi anni mi ha dato la possibilità di esprimermi sia in tv che in teatro. Ringrazio Amici di Maria De Filippi il programma che mi ha lanciata,s oprattutto Maria che mi ha dato la possibilità di visibilità e di avermi avviato al professionismo. Grazie al mio ufficio stampa @Simone Barazzotto,unico! Grazie a Laboratorio Accademico Danza che mi ha vista crescere, partire, realizzarmi. Grazie a tutti dal profondo del cuore. Au Revoir, Giulia».

IL PROVINO A MILANO – «Avevo fatto già un provino due anni fa che pensavo fosse finito nel dimenticatoio; poi il mese scorso ho partecipato al casting in occasione delle date italiane del tour Forever Crazy al Teatro Nuovo di Milano – racconta Giulia visibilmente emozionata – siamo state scelte in tre e ci avevano confermato che entro fine luglio ci avrebbero dato una risposta definitiva che è arrivata. Hanno scelto me e sono contentissima».

DUE SETTIMANE PER IL TRASLOCO – «Ora ho due settimane per preparare il trasloco a Parigi e fare qualche giorno di vacanza perché mi aspetterà un periodo molto impegnativo, ma sono così carica che anche provare 10 ore al giorno non mi peserà» afferma la 23enne, che a metà agosto inizierà le prove per debuttare in ottobre.

da corriere.it

Torre Eiffel chiude per sciopero

Turismo in sciopero. Chiude anche la Torre Eiffel
Dopo il Colosseo e il Mont-Saint-Michel, anche l’edificio simbolo di Parigi si blocca per un’agitazione sindacale. Turisti inutilmente in fila. Non si sa per quanto

torre_eiffel_scioperoLa Torre Eiffel è chiusa per sciopero. Per il secondo giorno consecutivo, i visitatori che si approssimano all’edificio di ferro simbolo della Ville Lumière – 25-30 mila al giorno in giornate di inizio estate con clima favorevole – trovano biglietterie e tornelli d’ingresso sprangati. E di ben poco conforto risulta loro l’ampia profusione di cartelli (perfino in italiano…) a spiegare i motivi della chiusura.

Porte e ascensori sprangate, dunque, a causa del fallimento delle trattative tra i 300 lavoratori addetti al monumento parigino e la SETE (Société d’exploitation de la Tour Eiffel) che lo gestisce, e di cui il comune di Parigi è socio di maggioranza. I sindacati chiedono migliorie in materia salariale, di condizioni di lavoro e sicurezza. Difficile ipotizzare l’ora o la data dell’eventuale fine dell’agitazione, ma i precedenti francesi sono tutt’altro che confortanti: le grèves, Oltralpe sono meno frequenti che da noi ma possono durare settimane. Gli addetti all’abbazia di Mont-Saint-Michel, per ragioni tutte locali, sono in sciopero dal 3 giugno (anche se là l’agitazione non porta la chiusura del sito, semmai l’ingresso gratuito), e spesso l’agitazione è a oltranza: se non si raggiunge l’accordo, si va avanti anche per giorni.

L’estate 2013 sembra comincare all’insegna dei musei chiusi: in Francia due dei monumenti simbolo, oltre alle agitazioni che a metà giugno hanno interessato – anche in simultanea – lavoratori delle ferrovie e controllori di volo. In Italia, a Roma ha chiuso più volte i battenti il Colosseo. Inutile rimarcare i disagi per chi ha la “lieta” sorpresa, magari dopo aver sognato per anni il momento in cui avrebbe per la prima volta varcato la soglia di una di queste grandi icone planetarie. Aperta 365 giorni l’anno, salvo temporanee chiusure causa suicidi – non proprio infrequenti -, la Torre Eiffel è uno tra i monumenti a pagamento più visitati al mondo. Nel 2011 circa 7,1 milioni di persone hanno ammirato la Ville Lumière dall’alto dei 300 metri di uno degli edifici più riconoscibili del pianeta -, oggi, tra chi ha dovuto rinunciare al proprio sogno qualcuno era arrivato addirittura dalla Nuova Caledonia. Per quanto riguarda gli italiani, stando ai dati ufficiali, che ci indicano al secondo posto assoluto (al pari degli spagnoli, battuti solo dai francesi) nella classifica visitatori “per nazioni”, con una quota dell’8,1 per cento sul totale, non è azzardato stimare in 4-5mila il numero dei connazionali cui lo sciopero ha impedito di salire. Tra ieri e oggi.

L’improvvisa agitazione giunge come un fulmine a ciel sereno, in un momento che l’amministrazione locale è fortemente impegnata a rilanciare l’immagine della capitale francese. Tra nuovi progetti, come la pedonalizzazione di oltre 2 km di Rive Gauche. E iniziative tese a migliorare la qualità del rapporto tra ospiti e addetti ai servizi: recentissima, quella della Camera del Commercio parigina, che ha stilato una guida di comportamento per gli operatori del turismo, che troppe review dei viaggiatori di ogni parte del mondo bollano come scortesi e maleducati.

da repubblica.it