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Acqua alta a Groningen in Olanda ma il Dutch Museum non chiude

Il Dutch Museum di Groningen
Olanda, scene di (stra)ordinaria acqua alta
Immagini dal Nord-ovest dei Paesi Bassi, dove il persistente maltempo, con vento forte e piogge inusuali per intensità e quantità, hanno convogliato nell’area che gli olandesi hanno a fatica strappato al mare, e che ora sopportano una situazione di acqua alta anomala, e che potrebbe perfino peggiorare. Al momento, però la vicenda viene vissuta con estrema flemma. Tanto che il Museo olandese di Groningen, una delle città più colpite dal fenomeno, rimane aperto, benché sommerso per metà. Stessa situazione nelle abitazioni private, ancora in gran parte occupate.

da kataweb.it

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curiosità Olanda

L’Olanda vuole costruire montagne artificiali

Gli olandesi sognano la montagna
e ora provano a costruirsela
Il dibattito è partito dalla provocazione di un giornalista: “Il nostro Paese è troppo piatto”. Uno scherzo che ha portato a un’idea audace: creare alture artificiali. Per ora con la realtà virtuale. Ma ci sono investitori pronti a spendere per dare corpo al desiderio collettivo

BERLINO – L’Olanda è troppo piatta, le manca una montagna. Perché non costruire una montagna artificiale e dare agli olandesi infine un assaggio a casa di quell’atmosfera alpina che trovano solo andando in ferie all’estero? La proposta è nata come una burla, ma sta diventando tema serio di discussione nei media e nei talkshows, e già si parla di trovare investitori interessati.

L’idea è stata lanciata qualche settimana fa, ma solo per scherzo e per ironia, dal giornalista Thijs Zonneveld. E ora se ne parla tanto che non sembra più impossibile. La montagna immaginaria olandese è già diventata realtà virtuale: grafici e visualizzazioni tridimensionali già la raffigurano su Google earth, e un sito web a lei dedicato sta per debuttare.

Ma soprattutto, il dibattito ha creato un sogno collettivo, quindi la montagna immaginaria degli olandesi è diventata a suo modo una realtà nell’animo collettivo del paese. Forse gli olandesi hanno scoperto, oltre ogni iniziale intenzione scherzosa del giornalista, che vivere in un paese senza alture ti fa sentire la mancanza di qualcosa. Forse hanno ricordato ‘le plat pays’, la struggente, bellissima canzone del compianto Jacques Brel sul vicino Belgio, in cui tutto è così piatto e grigio, “avec des cathedrales pour uniques montagnes”.

All’inizio, Zonneveld, nel suo editoriale scherzoso, ironizzava sull’Olanda e sul suo popolo. Noi olandesi, scriveva, “siamo ossessionati dalle montagne, vi trascorriamo sempre le vacanze. All’estero: in Germania, in Francia, in Svizzera… ma noi che abbiamo creato artificialmente una buona metà del nostro paese costruendo i Polders (ndr: le pianure artificiali costruite appunto prosciugando il mare), strappando la terra al mare, perché non dovremmo essere capaci di farci la nostra montagna, e perché non potremmo pagarcela da soli?… Il nostro paese è troppo piatto, piatto come i Polders, ciò va bene per coltivare bietole o allevare mucche, ma per gli sportivi, specie ciclisti o alpinisti, è disastroso… abbiamo creato artificialmente quasi metà del nostro paese, ricominciamo a costruirlo”.

Voleva essere uno scherzo, ma il feedback dei lettori, dei cittadini, è stato entusiasta. Online e con lettere. Anche da parte di aziende che si dicono disposte e capaci di partecipare alla costruzione d’una montagna, e di società sportive. C’è chi dice che in mezzo alla crisi economica internazionale c’è altro da pensare, ma il sogno della montagna piace. Alla fine Zonneveld è stato l’ospite d’onore del popolare talk show ‘Knevel & Van den Brink’, e ha parlato a lungo dell’idea-scherzo.

Insomma lo scherzo sta diventando una cosa seria. Per un miliardo di euro, dice il giornalista, una montagna, magari alta sui duemila metri, sarebbe realizzabile. Se la si costruisce con tecniche moderne, robusta ma vuota, si conterrebbero sia costi sia tempi di costruzione. E ora, ha detto a Spiegel online, avrà un incontro con esperti e aziende interessate. La montagna olandese è ancora un sogno, ma come tale emoziona molti.

ANDREA TARQUINI da repubblica.it

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Olanda l’hotel galleggiante sulle acque di Deen Haag Scheveningen

Turisti in capsula: è l’hotel galleggiante

E’ ancorato come un battello ma galleggia come fosse una navicella spaziale. L’originale albergo con stanze a forma di capsula offre ospitalità sulle acque di Deen Haag (Scheveningen), nei Paesi Bassi. L’ovetto dalle pareti arancioni, preso in prestito dalle piattaforme petrolifere, ha tre posti letto confortevoli e, nonostante lo spazio ridotto ( 4.25 metri di diametro), ospita anche un bagno chimico per le emergenze. Nel 2004 la F. A. S. T. (Free Architecture Surf Terrain) è nata come progetto artistico da un progetto del 1972, ma ora il proprietario – Denis Oudendijk – ha tre modelli differenti pronti per l’uso e sta già pensando a nuove possibili location: Amsterdam e Nantes

da kataweb.it