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In vacanza cullati dalle acque dei canali : dai Paesi Bassi al Belgio

Dall’Olanda al Belgio, vacanze d’acqua dolce fra canali, mulini a vento e tulipani.

di Francesca Alliata Bronner

canali_turismoNavigare con lentezza. E dolcezza. Dai Paesi Bassi, nel momento magico di fioriture spettacolari, fino al Belgio, ricco di cioccolaterie e ricami. Saperi, sapori e tradizioni da scoprire in crociera fluviale, una formula di vacanza slow e rilassante che gli italiani stanno scoprendo ultimamente, “in ritardo” rispetto a tedeschi, francesi e svizzeri che da sempre amano navigare sulla calma dei fiumi piuttosto che sulle onde del mare.

Un hotel galleggiante che ha poco a che fare con le grandi navi da crociera (dove più che il panorama esterno si è attratti dai divertimenti offerti a bordo) che in pochi chilometri e poche ore porta in città e stati diversi, ammirando dalle vetrate a vista, ma anche scendendo di volta in volta sulla terra ferma, città illuminate, mulini a vento da cartolina, dighe, praterie, mucche e tulipani.

Soprattutto in questa stagione che invita alla “Tulip cruise” (la “crociera dei tulipani” proposta dalla Lüftner Cruises) – per poche settimane ancora, poi sfioriranno col caldo – a bordo dell’Amadeus Brilliant, imbarcazione dal fascino d’altri tempi e l’efficienza moderna, che propone un itinerario unico di sette giorni (qui info e organizzazione per l’Italia).

Si sale a bordo ad Amsterdam, dopo (o prima) una divertente pedalata al centro della città circondata dai canali del XII secolo (dal 2010 Patrimonio dell’Unesco), accolti da una “ciurma” di veri professionisti: dagli arredi ai cocktail, dal menu alla carta ai massaggi personalizzati, dall’animazione alle escursioni guidate, fino alla pulizia della cabine dove ogni sera trovate il programma del giorno seguente col cioccolatino della buonanotte, tutto è altamente professionale.

L’itinerario, day by day, porta a scoprire paesi, villaggi e panorami come se stesse andando a piedi, sorseggiando invece un buon caffè al mattino davanti a un buffet favoloso, tè e pasticcini al pomeriggio, leggendo un libro a prua nella sala dell’Internet cafè, giocando a minigolf sul ponte-sole o cenando a lume di candela a poppa tra feste dei pirati e serate di gala.

Ecco le tappe più significative della crociera: dopo Amsterdam si “attracca” a Voledam, piccolo borgo famoso per la sua tradizione legata al latte (si visita anche un’azienda di formaggi) e all’acqua con la possibilità di fare un curioso trattamento estetico con i garra rufa, pesciolini di qualche centimetro appartenenti alla famiglia delle carpe, diventatati famosi qualche anno fa perché impiegati al posto di forbici, limette e tagliacalli per interventi di pedicure e manicure.

Basta immergere i piedi e le mani in un vasca popolata dai garra rufa e nel giro di pochi minuti i pinnuti estetisti si avventano famelici su calli, cuticole e pellicine morte, divorandole. Il risultato sono piedi e mani morbide, lisce e vellutate come quelle di un bambino.

Si riparte il giorno dopo per Arnhem (visite al museo all’Aria aperta e a quello della Seconda guerra mondiale); terza tappa Middelburg, per visitare il colossale progetto di ingegneria idraulica che venne elaborato dopo l’alluvione del 1953. Piano Delta, questo il nome del progetto che decise la chiusura dei bracci di mare nel sud-ovest del paese, il rafforzamento delle dighe e l’erezione della barriera frangiflutti sulla foce dell’Oosterschelde, così da preservarne l’ecosistema.

Di nuovo a bordo per risvegliarsi in Belgio, a Gand, da cui si parte in pullman per visitare Bruges, incantevole cittadina di canali, cioccolaterie, cigni e castelli che conta più ponti di Venezia (da qui il soprannome di “Venezia del nord”). Sotto le stelle del cielo belga ancora una notte per darsi il buongiorno ad Anversa, capitale dei tagliatori di diamanti ma anche città principale delle Fiandre, regione famosa per i suoi ricami che potete ammirare ovunque. Su quattro ruote ci si può spingere fino a Bruxelles che merita certamente la deviazione.

Navigando si torna poi nei Paesi Bassi per scendere a Kinderdijk e visitare i 19 mulini a vento costruiti per far defluire l’acqua del polder (termine olandese che sta a significare un tratto di mare asciugato artificialmente attraverso dighe e sistemi di drenaggio dell’acqua). Un complesso che tuttora è fra le mete turistiche più frequentate dei Paesi Bassi, inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco dal 1997.

Ultimo sbarco, prima di tornare ad Amsterdam, dove si lascia la nave, è Utrecht per visitare Keukenhof, il più grande parco di fiori a bulbo del mondo, oltre che luogo magnifico, fra i più fotografati in assoluto. Vi fioriscono sette milioni di bulbi piantati a mano su una superficie di 32 ettari. Oltre a 4 milioni e mezzo di tulipani in cento varietà diverse, sono presenti narcisi, giacinti e muscari. Nel parco inoltre vi sono 2500 alberi di 87 specie diverse, un lago, canali e vasche d’acqua con fontane, un mulino a vento e numerose sculture che lo rendono in questo ambito il parco più ricco del paese. È aperto al pubblico soltanto per due mesi, dall’inizio della primavera al 20 maggio.

Oltre a questo itinerario a tema floreale, la Lüftner Cruises, tra la più rinomate compagnie di crociere fluviali in Europa (ha sede a Innsbruck, in Austria con una flotta, l’Amadeus, di dieci navi), propone crociere anche nella valle del Reno, sul Danubio, su Rodano e Saona. Oltre alle crociere musicali e fra i mercatini di Natale .

da huffingtonpost.it

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curiosità Olanda ultime notizie

Vista aerea dei campi di tulipani in Olanda ripresi da Normann Szkop

campi_tulipani_olanda_Normann_Szkop (6)Olanda, i mosaici dei campi di tulipani ripresi dall’aereo

Le distese multicolori dei tulipani olandesi sono uno spettacolo che attira turisti da tutto il mondo. Il servizio realizzato dal fotografo francese Normann Szkop sopra la cittadina di Anna Paulowna, nel nordovest dei Paesi Bassi, coglie il panorama da un punto di vista privilegiato.

Szkop si è levato in volo a bordo di un Cessna per immortalare dall’alto il mosaico di campi nella massima esplosione di colori.

Il set di foto caricate su Flickr sta avendo in questi giorni uno strepitoso successo in rete. Un suggestivo assaggio di primavera e un meraviglioso spot per la regione in attesa della prossima fioritura.

da repubblica.it

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caraibi Olanda

Vacanze ad Aruba

Aruba: fuga d’inverno
La chiamano isola felice, forse perché ha il sole tutto l’anno, i ritmi sono slow e la gente sa come divertirsi. Nella perla delle Antille olandesi, vacanza al caldo a prezzi convenienti
Il primo (vero) assaggio del Caribe è all’imbarcadero di Palm Beach, in attesa di salpare a bordo del catamarano Palm Pleasure che promette agli avventori di mostrare Aruba dalla sua prospettiva migliore. Quella acquatica (www.depalmtours.com). Si parte alle dieci del mattino ma il sole già arde, anche se altrove è inverno, e la samba batte i suoi ritmici colpi senza sosta, colonna sonora di questa attesa. Ci sono solo turisti in fila, che si scrutano a vicenda. Quelli ancora bianchi – probabilmente arrivati il giorno prima -, quelli con la maglietta Aruba. One Happy Island. Alcuni sono perplessi, forse perché il tour in barca è una delle attrazioni più classiche (e scontate) e, come tale, potrebbe anche rivelarsi una delusione. A bordo ognuno riceve il suo kit: pinne, maschera, giubbotto. Tre le soste in programma per lo snorkeling, il pranzo a buffet è all’una e free drink per tutti. L’atmosfera è così festaiola che ci si dimentica dell’iniziale scetticismo. Ci si comincia a sentire in vacanza. E al relax totale contribuiscono anche bicchieri di fresca Balashi, la birra locale (la fabbrica che la produce è aperta al pubblico, www.balashi.com).

La gita vale la pena per farsi un’idea di com’è la perla delle Antille olandesi. Ed è facile intuire che non è uno di quei posti la cui bellezza si rivela subito. Anzi, lo skyline delle due spiagge più celebri, Palm ed Eagle Beach, fa pensare a un grande scempio costiero per via dei colossi alberghieri, uno accanto all’altro, dal Radisson al Marriott, dal Divi Phoenix al mastodontico Riu Palace. Contraddizioni di un turismo che pretende servizi all inclusive, piscina compresa a due passi dal mare con poltrone e porta-cocktail galleggianti. Ma non bisogna lasciarsi scoraggiare. Questo piccolo ritaglio di paradiso al largo delle coste venezuelane si mostra poco a poco. E lo fa non solo nelle spiagge – da non perdere la Baby Beach e la Rogers Beach – ma anche nell’entroterra, occupato in gran parte dall’Arikok National Park. È uno scrigno di biodiversità tropicale, che si visita accompagnati dal ranger. Sotto un cielo terso, cactus giganti e iguane dai colori fluo sembrano allucinazioni nel deserto (www.arubanationalpark.org).

È spettacolare anche la costa nord battuta da un vento troppo forte perché l’uomo possa domarlo, abitata da alte pale eoliche, che ricordano l’efficienza della madre Olanda. Da questa parte dell’isola l’accesso è controllato e ci si viene con i tour organizzati. Da provare quello in jeep, o in quad: strade sterrate, grandi sobbalzi, paesaggi da film western e, dietro ogni curva, scorci mozzafiato. Ci si ferma nei punti strategici, come l’Andicurari Beach e il Natural Bridge. Il divertimento è assicurato. Ci sono parecchie escursioni da fare: sul sito dell’Ente del Turismo sono indicati tutti gli “hot spot” dell’isola. Dalla Butterfly Farm (www.butterflyfarm.com) al Museo dell’Alo

da corriere.it