Norvegia mondiali di scacchi 2014 il mistero dei due giocatori morti in poche ore

norvegia mondiale di scacchi 2014Norvegia, giallo alle Olimpiadi degli scacchi: due giocatori morti in poche ore
La polizia attende l’esito delle autopsie per capire se i decessi siano naturali ed eventualmente collegati
Si chiudono nel mistero le Olimpiadi di scacchi tenutesi a Troms in Norvegia. L’ultima giornata di gare è stata infatti segnata dalla morte, nel giro di poche ore, di due partecipanti, uno proveniente dall’Uzbekistan e l’altro in rappresentanza delle Isole Seychelles. Attesi i risultati delle autopsie.

Dopo le prime indagini, la polizia norvegese ha infatti confermato che un giocatore uzbeko è stato trovato morto nella sua stanza d’albergo. Poco prima un 67enne di origini svizzera, ma in rappresentanza delle Isole Seychelles, era collassato nel bel mezzo della partita contro il rwandese Alain Niyibizi.

Ancora da chiarire le cause di entrambe i decessi, la polizia non esclude che possa essersi trattato di morti naturali.

da tgcom.it

A Trondheim, in Norvegia lo skilift per ciclisti per non far fatica in salita

A Trondheim  in Norvegia skilift per ciclisti 02Norvegia, lo skilift per ciclisti: zero fatica in salita

A Trondheim, in Norvegia, esiste il primo e unico dispositivo al mondo che aiuta i ciclisti a compiere faticose salite senza sforzo. Si chiama ‘Trampe’ e funziona come una sorta di skilift sul terreno. Mettendo un piede su una piccola rampa posta sull’asfalto, questa attraverserà un binario che conduce alla destinazione desiderata. L’ingegnosa struttura ha trasformato il comune norvegese in una delle mete più ambite per gli amanti delle due ruote di tutto il mondo, con 200mila ciclisti l’anno che arrivano senza fatica sulla collina sovrastante la città.
da kataweb.it

Visitare Oslo

Oslo 05Oslo alla conquista del mondo
La nuova vita dell’ex «paesotto noioso». Il gigantesco iceberg di vetro dell’Opera House
Non solo fiordi e gamberi: la Norvegia (ora) è fatta di locali, arte e musica da hit

La nuova Norvegia ha la testa al futuro. Non più solo fiordi e architetture funzionaliste, pasti a base di gamberetti e festival di musica tradizionale. Il «paesotto noioiso», Oslo, di Jo Nesbø, star della crime fiction e autore de «Il cacciatore di teste», oggi soppiantato dal successo (anche italiano) del voluminoso «La mia lotta» di Karl Ove Knausgård, non esiste più. E la moderna Bergen, la seconda città di Norvegia, è tutta un pullulare di localini jazz e rock club. In Italia? L’immagine che arriva del Paese dell’aurora boreale è quella pop dello scoppiettante duo Nico & Vinz, che con il brano «Am I Wrong», dopo il successo riscosso nei Paesi scandinavi, sta conquistando le chart europee. Italia compresa.
Cominciamo da Oslo: chi l’avesse visitata solo due anni fa stenterebbe a riconoscerla, soprattutto per via del Tjuvholmen Art Museum, il museo d’arte firmato da Renzo Piano proteso sull’Oslofjord. Un landmark tra terra e acqua articolato in tre volumi uniti da un canale e ricoperto da una vela di vetro a proteggere la collezione dell’Astrup Fearnley Museum of Art (opere di Warhol, Damien Hirst, Jeff Koons). Qui il traffico è di giovani che passeggiano tra alberghi glamour (The Thief), locali di tendenza (The Edge, il primo in città specializzato in piatti a base di vitello Limousine, e Tjuvholmen Sjømagasin, inaugurato dallo stellato Cristiano Rienzner) e gallerie d’arte (alla Brandstrup, lavori di Marina Abramovic). In continua evoluzione, anche la proposta dell’Ekebergparken, promossa dal filantropo Christian Ringnes, che ha trasferito parte della sua collezione (da Renoir a Dalí, da Dan Graham a Louise Bourgeois) in un parco pubblico non lontano dall’Opera House, altra tappa imperdibile. Sembra la punta frastagliata di un gigantesco iceberg di vetro e marmo ed è l’unica opera al mondo dove il tetto è una piazza, sempre affollata di giovani e artisti. La fiabesca Bergen (il quartiere di Bryggen è Patrimonio Unesco)? È la capitale musicale del momento. A giugno, sul prato della fortezza affacciata sul porto, si svolge il Bergenfest, megafestival che spazia dal rock-country al blues (quest’anno Laura del Rey, Laura Mvula, gli ZZTop e Robert Plant, leader dei Led Zeppelin). Spuntano inaspettati templi del rock, come USF Verftet, ristorante-teatro-galleria ricavata da una ex fabbrica di sardine, The Garage e Hulen. La cucina? L’onda lunga dei guru moderni si è spinta anche tra le case di legno della Lega Anseatica, ancora oggi meta prediletta dei visitatori. A capo del Lysverket, c’è il giovane cuoco Christopher Haatuft, già alla corte di Thomas Keller al Per Se di New York.

di Carlotta Lombardo da corriere.it