Archive for montagna

Germania. Il gelo assedia la chiesa di Wendelstein
Immagini della pittoresca Wendelstein Kirke, pittoresca chiesetta situata sulla sommità della vetta omonima, a 1.838 metri, nelle Alpi Bavaresi. La più alta chiesa della Germania, complice l’ondata di neve e gelo che ha colpito (anche) quell’area, con punte di -14 gradi, è il centro di uno scenario surreale: ricoperta, quasi assediata, dalla neve (a terra il manto sfiora il metro e 80) e dal ghiaccio che, verosimilmente a causa di forti venti ne hanno ricoperto anche le facciate (un po’ come accade alle pareti rocciose delle Ande Patagoniche), fino a diventare un tutt’uno con il paesaggio. La chiesa del Wendelstein si trova sulle alture di Bayrischzell, non lontano dal confine con l’Austria, tra Monaco, Innsbruck e Salisburgo, in un’area apprezzata sia d’inverno che d’estate. Sulla vetta si arriva con una ferrovia di montagna che proprio quest’anno festeggia il 90mo anniversario.

da kataweb.it

Categories : Germania, montagna
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Altopiano, stagione da Caporetto
In funzione soltanto sette impianti fra tutte le quattro stazioni e c’è anche chi non ha ancora aperto. Si registrano cali tra il 45 e l’80%. Gli impiantisti: «Non basterà una nevicata a salvare le perdite. Paghiamo le infrastrutture»

Asiago. È allarme bianco sull’Altopiano. Sette impianti, escludendo tapis roulant e piste baby, aperti fra le quattro stazioni di tutto l’Altopiano è un triste bilancio per un territorio turistico invernale. La neve stenta ad arrivare e questo sta mettendo a dura prova le società di gestione degli impianti, vero volano dell’economia turistica d’inverno. L’allarme lo lancia l’associazione impiantisti dell’Altopiano che sta registrando cifre da incubo. Si va da un – 45% al Kaberlaba ad un – 80% nei comprensori più alti.  Senza considerare quelle stazioni che non hanno mai aperto i battenti. È chiaro che, se gli impianti funzionano a ritmo ridotto, anche l’indotto frena impetuosamente e, di conseguenza, soffre tutta la comunità perché buona parte vive di turismo.  Direttamente con gli impianti vivono centinaia di persone. Se si aggiungono gli alberghi ed i servizi di ristorazione si supera il migliaio di addetti.  Nel solo comprensorio del Kaberlaba sono impiegate circa 150 persone. A queste si aggiunge tutto il comparto commerciale e dei servizi. Insomma se salta il turismo invernale, salta l’Altopiano.  E l’imputato maggiore non è tanto la mancanza di neve, quanto la mancanza di infrastrutture e di piste. Tant’è che il Kaberlaba soffre meno proprio per la disponibilità di acqua data dal collegamento tra i cannoni sparaneve e l’acqua purificata del depuratore. Come sottolinea il presidente degli impiantisti altopianesi Mario Timpano. «Non sarà una nevicata a salvare la stagione né gli impiantisti. Il problema è altro. Mancano i bacini, mancano le piste, è mancata la lungimiranza. Ancora oggi si dà più peso a chi protesta per il taglio di abeti e per lo scavo per un bacino, piuttosto che pensare alle centinaia di persone che rischiano il lavoro».  «È inutile nascondersi – prosegue – l’Altopiano è morto in fatto di turismo invernale, anche se c’è chi preferisce non vedere. Gli altri comprensori vicini sono tutti in funzione e completamente innevati. E non mi si venga a dire che è perché il trentino ha soldi: i Fiorentini sono nel vicentino. E lì sono stati costruiti bacini per 800 mila mc e fatti investimenti per 10 milioni di euro con la partecipazione della Provincia. Sull’Altopiano ci crogioliamo nel ricordo di quando eravamo una stazione invernale moderna e desiderabile».  Tutto il comparto turistico invernale indica l’assoluta necessità di sviluppare i collegamenti tra il Monte Verena e Folgaria, fra le Melette ed Enego 2000. Primo passo per ritornare una località sciistica di rispetto. Ampliamenti che devono però essere accompagnati con la realizzazione di bacini di acqua piovana e un profondo rinnovamento dei servizi di supporto e di confort indirizzati allo sciatore.

Gerardo Rigoni da ilgiornaledivicenza.it

Categories : montagna, Vicenza
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Jan
21

Visitare Megeve

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Megève: montagna di classe
Chic e modaiola come Parigi ma anche sportiva: dagli sci (ci sono 445 chilometri di piste) alle passeggiate in calesse, dal golf ai voli in elicottero. Poi, ristoranti stellati, spa e baite di lusso dal gusto retrò

Ci aveva visto giusto la baronessa Noémie de Rothschild quando un secolo fa decise di fare di Megève, in Francia, un’icona di stile e di raffinato bon vivre. Ora è quasi più parigina della capitale, con botteghe antiquarie, ristoranti stellati e hotel di lusso. Novità della stagione, Le Chalet, una maison d’hôtes ai piedi del Mont Arbois. Super caro ma ne vale la pena  . Il Mont Blanc, amato anche da Jean Cocteau per i suoi ambienti un po’ rétro foderati di legno, è tappa obbligata non solo per passarvi la notte: i suoi 20 diversi tipi di cioccolata in tazza sono l’ideale per ristorarsi dopo una giornata sulla neve

Oltre a essere modaiola, Megève è soprattutto sportiva: il suo comprensorio sciistico Evasion Mont Blanc comprende ben 445 chilometri di piste che si insinuano tra i boschi in una natura da favola. Una su tutte, ma per sciatori esperti, la mitica Émile Allais, dedicata al campione che fece la tripletta ai Mondiali del 1937. E dopo lo sci si sorvolano in elicottero le cime innevate o si fa una romantica passeggiata in calesse. Ce n’è per tutti i gusti, comprese le competizioni di golf (Snow Golf Cup: 2-12 febbraio).
Maria Broletti Dal Lago da corriere.it

Categories : Francia, montagna
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ERA UNO DEI PIÙ IMPORTANTI PROTAGONISTI ITALIANI DELLE SCALATE SUGLI OTTOMILA
Alpinista precipita da una parete e muore
Mario Merelli è deceduto sulle Orobie bergamasche, cadendo dai 2.300 metri di altezza di Punta Scais

MILANO – Un noto alpinista bergamasco, Mario Merelli, uno dei più importanti protagonisti italiani delle scalate sugli Ottomila, è deceduto questa mattina precipitando, sembra, da una parete di Punta Scais, una vetta di oltre tremila metri a cui si arriva passando dallo storico Rifugio Baroni al Brunone, nel comune di Valbondione in Val Seriana (Bergamo) a circa 2.300 metri di altezza. Lo ha reso noto il 118 che ha ricevuto la richiesta di intervento intorno alle 8 e ha recuperato con l’elisoccorso il corpo di Merelli e il suo compagno di scalata Paolo Balotti, rimasto incolume.

LA CARRIERA – Originario di Vertova (Bergamo) e figlio di una guida alpina, Merelli, 49 anni, nella sua ventennale carriera aveva conquistato una decina di «ottomila», tra cui due volte l’Everest. L’ultima in ordine di tempo, il suo decimo ottomila, è stato il Dhaulaghiri (8,167 metri), in Nepal, scalato insieme a Marco Zaffaroni, nel maggio 2011 e prima il Cho Oyu (8201 metri) scalato il 29 settembre 2009. Alle sue imprese aveva dedicato anche un sito internet.

da corriere.it

Categories : montagna
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Tutti in pista per il World Snow Day
In 39 nazioni, Italia compresa, al via la prima giornata mondiale dello sci

World Snow Day il 22 gennaio la prima giornata mondiale dello sci.
Oltre 200 località invernali in 39 nazioni – di cui 23 in Italia – sono coinvolte nel primo World Snow Day, la giornata mondiale dello sci nata per portare su piste, sentieri e percorsi i bambini tra i 4 e i 14 anni insieme alle loro famiglie. Dall’Islanda all’Australia, dal Pakistan alla Russia, il 22 gennaio sara’ pieno di eventi, attività e competizioni all’insegna del divertimento.

Tra i 225 appuntamenti in programma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si potrà visitare il paese delle meraviglie invernali a Tokyo, prendere lezioni gratuite di sci e snowboard in India e in Polonia, partecipare al Festival della neve e del ghiaccio in Cina. E ancora sciare gratis a Lake Louise, in Canada, prendere parte al Festival degli sport invernali di Lake Placid, negli Stati Uniti, o assistere al tentativo di stabilire un nuovo record del mondo sulla neve a La Molina, sul versante spagnolo dei Pirenei.

In Italia sono diverse le regioni che hanno aderito al World Snow Day: Courmayeur in Valle d’Aosta; Alpe di Mera, Bardonecchia, Passo del Frais e Pragelato in Piemonte; Colere, Foppolo, Lizzola, Monte Pora e Spiazzi di Gromo in Lombardia; Castello di Fiemme, Madonna di Campiglio, Passo Tonale, Lavarone e Sesto in Trentino Alto Adige; Asiago Plateau e Cortina d’Ampezzo in Veneto. In Emilia Romagna partecipano all’iniziativa Corno alle Scale e Monte Cimone, in Toscana Abbadia San Salvatore e Abetone, in Abruzzo Prato Selva e in Calabria Villaggio Palumbo.

Il World Snow Day è promosso dalla Federazione internazionale dello sci e rientra nella campagna ”Porta i bambini sulla neve”, lanciata dalla federazione nel 2007 per celebrare gli sport invernali come un’attivita’ ricreativa divertente, salutare e di socializzazione adatta a tutti i giovanissimi. Primo evento del genere a essere condotto su scala globale, darà modo alla comunità internazionale di unirsi nel sostenere gli sport sulla neve come parte di uno stile di vita sano.

da ansa.it

Categories : montagna
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