Archive for montagna

Jul
10

Terminillo verso il rilancio

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Monte-TerminilloCAMPAGNA AMICA ESTATE: COLDIRETTI E PROVINCIA A BRACCETTO
Turismo, sinergie per rilanciare il Terminillo

Il 10 dicembre di quest’anno – è bene ricordarlo – si celebreranno le nozze d’argento della legge quadro che disciplina l’agriturismo in Italia.

Coldiretti e assessorato al Turismo della Provincia di Rieti insieme per valorizzare il Terminillo. Dal 17 luglio alla fine di agosto per un’estate all’insegna dei prodotti di qualità. L’inziatica sarà presentata lunedì 12 luglio alle 10.30 presso la sede della Coldiretti di Rieti. Coldiretti e Provincia di Rieti cammineranno insieme per rilanciare la Montagna di Roma, una sinergia che nasce dall’esigenza di valorizzare un territorio nelle sue qualità: dall’habitat naturale alle realtà produttive locali. Aldo Mattia, direttore Coldiretti Rieti e Lazio: «Per noi la sinergia con la Provincia rappresenta un momento cruciale, l’apertura verso la collaborazione con altre realtà produttive importanti come quella del turismo, realtà che possono e devono cominciare a camminare di pari passo e in alleanza con il mondo agricolo».

da iltempo.it

Categories : lazio, montagna
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Feb
06

Valtellina tra sci e terme a Bormio

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Valtellina: terme storiche e sci da Coppa del Mondo
Si scia 365 giorni l’anno al cospetto dello Stelvio. Ma a Bormio si va anche per un bagno caldo all’aperto e per gustare vini e bresaole
Inverno in ValtellinaParticolare di un palazzo medievale nel centro storico di Bormio, rinomata località sciistica in valtellina, provincia di Sondrio

valtellina_bormioÈ la montagna dove i milanesi si sentono a casa. In cima alla Valtellina – in provincia di Sondrio – Bormio è il centro sciistico lombardo più comodo e apprezzato: 200 chilometri dalla Madoninna, tre ore d’auto. “Qui si scia 365 giorni all’anno, non in orizzontale, ma in verticale, grazie a un dislivello di 1800 metri su cui si snoda una delle piste più lunghe delle Alpi, di ben 9 chilometri. E non è tutto: abbiamo un borgo storico, un’ottima enogastronomia, l’acqua calda delle terme e pure un parco nazionale”. A parlare così di Bormio è Mario Cotelli, memoria storica dello sci italiano, commissario tecnico della nazionale nei decenni delle grandi vittorie della valanga azzurra. Il suo entusiasmo non è casuale.

È un’emozione arrivare alla conca ampia e luminosa, racchiusa dallo sfondo dei monti scintillanti. Il piccolo centro conserva gelosamente edifici medievali, con torri arcigne e affreschi sorprendenti, testimonianza dei secoli in cui Bormio fu un importante perno di comunicazione attraverso le Alpi. Perfino le cantine dell’amaro Braulio, che (con l’acqua Levissima) è la produzione simbolo della valle, sono derivate da un sistema di cunicoli scavati nel periodo medievale per permettere la fuga agli abitanti. Si visitano nella centralissima via Roma due volte alla settimana, il martedì e il venerdì alle 17, e il loro wine-beer bar è una sosta obbligata per portarsi a casa il classico amaro, la cui ricetta del 1875 prevede un misto di 13 erbe e due anni di invecchiamento.

Sono soprattutto le piste da campioni a richiamare gli amanti dello sci: 50 chilometri di tracciati che salgono fino a 3000 metri, tra cui la prestigiosa pista Stelvio, una delle più spettacolari e impegnative delle Alpi, dove i fuoriclasse scendono a più di 100 all’ora.

Ma la fama indiscussa di questa località alpina nasce con le acque termali. E poiché il 64 per cento degli italiani, secondo un recentissimo sondaggio di Expedia, ama la vacanza all’insegna del benessere, non stupisce che la cittadina valtellinese sia ben attrezzata. Le fonti sono valtellina_bormio1addirittura nove. L’acqua, che esce a una temperatura tra i 36 e i 43 °C, riempie le piscine e le vasche di tre spettacolari strutture. Una è Bormio Terme. Rinnovate di recente, con un’architettura moderna che usa legno e acciaio, hanno una vocazione medica e ludica allo stesso tempo: ci si cura con inalazioni (benefiche per le vie respiratorie) e fisioterapie, ma ci si vizia anche con vasche, lettini idromassaggio e cascate, bagno turco, sauna finlandese e biosauna.

Discosto dal paese, in località Valdidentro, c’è l’elegante Centro Termale dei Bagni Nuovi, con un percorso di vasche di pietra e marmo che si sviluppa all’interno, tra scale e stanze, e all’esterno, in un parco monumentale di 40 ettari. L’emozione più forte si prova al Centro Termale dei Bagni Vecchi. La grotta sudatoria naturale si spinge con uno stretto cunicolo per 50 metri dentro la montagna e permette di nuotare direttamente in una delle fonti. Insieme i due centri offrono ben 70 diversi servizi termali e molti trattamenti, come l’Excellence revitalisant corps, per un’esperienza avvolgente e multisensoriale (75 minuti, 125 €). I bagni sono collegati a due alberghi storici. Più intimo e raccolto, l’hotel Bagni Vecchi. Di origine quattrocentesca, è arroccato sulla rupe su cui sorgeva l’antico castello. Il Grand Hotel Bagni Nuovi è una struttura liberty del 1836, restaurata con i comfort e l’eleganza di un 5 stelle.

Vicino al centro storico, agli impianti di risalita e alla struttura di Bormio Terme (con cui è convenzionato, insieme ai Bagni) c’è l’Hotel Baita dei Pini. Le eleganti aree comuni sono riscaldate da scoppiettanti caminetti, le camere sono arredate in stile montano, mentre le suite sono impreziosite da tappeti persiani. Infine, l’Hotel Genzianella, 3 stelle superior dove il legno, le stoffe preziose, stufe antiche e alcuni mobili di antiquariato locale creano un ambiente accogliente.

Per gratificare il palato, Al Filò, in un locale con volte in pietra ricavato da una stalla e da un fienile del Seicento, propone piatti della tradizione rivisitati con creatività. Come la zuppa di verze e lenticchie con porcini e Pecorino, i ravioli farciti di polenta e Casera al ragù di cervo, il carré di cervo cotto nel fieno di montagna. Più nuovo è il Sunrise Pub, che a Bormio ha inaugurato la moda della formula tutto in uno, perché qui si può passare dall’aperitivo alla cena, fermandosi ai tavoli del ristorante La Caneva, e tirar tardi scatenandosi sulla pista del discopub.

valtellina_bormio2Altro indirizzo da ricordare è l’Agriturismo Rini, in un ambiente rustico impreziosito alla sera dalla luce delle candele. Ottimi la Bresaola, il Bitto e lo Scimudin, acquistabili nell’attigua La Butiga, dove si vendono i prodotti dell’agriturismo.

Vale la pena di allontanarsi di una decina di chilometri da Bormio per raggiungere Santa Caterina Valfurva e il ristorante dell’hotel Baita Fiorita. Ai fornelli c’è la signora Adele, madre dell’olimpionica Deborah Compagnoni, che propone piatti dalle ricette antiche e raffinate, come i filetti di trota all’aceto balsamico e polentina o la braciola di cervo al ginepro.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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Appuntamenti d’inverno: dall’Alpen-Trail alla gara di pale da neve
Al via il 16 gennaio la 14esima edizione della sfida di cani da slitta più importante d’Europa. E il 17, sul Monte Elmo, ci si prende a “palate”

alpen_trailDopo duri allenamenti, finalmente possono sfidarsi nella gara dell’anno. Inizia il 16 gennaio la 14esima edizione dell’Alpen-Trail, una delle più importanti competizioni di cani da slitta in tutta Europa. Sette tappe, di cui una notturna, 300 chilometri con un dislivello totale di 5000 metri e 50 team provenienti da sei nazioni: questi i numeri del grande evento sportivo che appassiona i fan dello sleddog.

La prima tappa è in Svizzera, nella Val Monastero. Sono 40 chilometri, andata e ritorno da Lu a S-Charl (16-17 gennaio) e rappresentano una sfida nella sfida perché questo è uno dei percorsi più impegnativi per i cani-concorrenti, ma anche uno dei più coinvolgenti per il pubblico.

Il 19 e 20 gennaio l’Alpen-Trail arriva in Alto Adige e fa tappa in Alta Pusteria a Braies e Dobbiaco. La partenza è a Schmieden e da qui, in 55 chilometri, si sale verso Prato Piazza e poi giù in direzione Carbonin. Ultimo sforzo prima di tagliare il traguardo a Sesto, località Moos. Tre giorni (21-23 gennaio) per vincere, affrontando anche una tappa notturna di 15 chilometri. Agli sfidanti è richiesto un grande impegno atletico, con il Kreuzbergpass (1636 mt), la Malga Coltrondo (1880 mt) e il Kniebergpass (2300 mt) da superare. Ma gli spettatori non rimarranno delusi.

neve_invernoChi trascorre un weekend in Alta Pusteria, in attesa dell’arrivo dei cani da slitta, non deve perdersi la Helm Juchiza del Monte Elmo, ovvero la gara di pale da neve. Questa volta niente corse, ma solo attrezzi normalmente usati per spalare che, il 17 gennaio, diventano l’alternativa agli sci. I migliori “piloti” gareggiano in una discesa a cavallo delle pale lungo un percorso di 800 metri. Possono partecipare tutti, esperti e non, donne e uomini, purché la squadra sia composta da un minimo di cinque persone.

Un’enorme pala intagliata nel legno di cirmiolo è il trofeo dei vincitori. E, a seguire, festa no stop per tutta la notte sul Monte Elmo.

Alessandra Turci

da IL CORRIERE DELLA SERA

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Dec
27

Pericolo valanghe, 7 morti in Trentino

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EMERGENZA IN MONTAGNA
Valanghe, sale a 7 il numero di morti
Recuperati i corpi dei soccorritori sorpresi sulle alture in val di Fassa.
Poco distanti anche i 2 escursionisti
In Alto Adige morto un minorenne

ROMA

valanghe_archivio1Questa mattina alle 9.10 si sono concluse le operazioni di recupero delle salme di Diego Peratoner, Ervin Riz, Alessandro Dantone e Luca Prinot, i quattro tecnici del Soccorso alpino trentino della stazione dell’Alta Valle di Fassa che ieri sono rimaste vittime di una grossa valanga che si è staccata dall’alto in Val Lasties mentre erano impegnati in una ricerca di due dispersi.

Sono stati ritrovati anche i corpi dei due turisti rimasti vittime di una valanga. Alle operazioni di recupero hanno partecipato due elicotteri, rispettivamente dell’Aiut Alpin Dolomites e di Trentino Emergenza. Le operazioni di ricerca sono state compiute da circa quaranta uomini del Soccorso Alpino, dalle unità cinofile del Soccorso alpino e della Scuola Alpina della polizia di Stato di Moena. Hanno partecipato anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Canazei.

Nel pomeriggio di ieri una slavina aveva travolto in Alto Adige, vicino Solda, tre ragazzini tedeschi: un 12enne è morto sotto la neve, salvo il fratello, in ospedale l’amico. I tre, tutti minorenni, erano andati con il loro snow board fuori pista, ma su un sentiero già tracciato, una scorciatoia poco lontano dalle vere e proprie piste nei pressi di Malga Madriccio – spiega il soccorso alpino della stazione di Solda – quando sono stati travolti da una slavina, oltre quota 3000. Non avevano alcun sistema di rintracciamento, quindi sono stati trovati dopo un po’ di tempo – spiegano i soccorritori – attraverso l’uso delle sonde. Il 12enne è stato trovato sepolto sotto la neve già privo di vita, il fratello poco più grande è rimasto invece illeso e sta bene, mentre l’amico è stato portato privo di conoscenza in elicottero all’ospedale di Bolzano dove i medici sperano di salvarlo.

L’appello del Soccorso Alpino Italiano rivolge a tutti coloro che si trovano nelle località turistiche è quello di evitare tutte le uscite in montagna, sia si tratti di escursioni con le ciaspole sia in caso di fuori pista. «Il rischio su tutto l’arco alpino ed in particolare su Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia – dicono dal Cai – è molto elevato, al livello 4 tendente al 5», cioè il massimo sulla scala di rischio. Una situazione che, almeno in Trentino, c’era anche oggi e che, sottolineando dal Cai, era stata ampiamente annunciata. «Purtroppo – dicono al Cai – noi dobbiamo intervenire anche se le condizioni sono proibitive quando c’è un allarme. Ed è quello che abbiamo fatto stasera. La squadra di soccorritori era composta da guide ed istruttori, gente espertissima, che è stata costretta ad intervenire nonostante il rischio indicato fin dalle prime ore della mattina fosse massimo».

da LA STAMPA

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Dec
11

Alto Adige ecco gli hotel senza orari

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In albergo senza orari. Gli indirizzi per una vacanza come vi pare
Colazione e pranzo a tutte le ore, cene fino a mezzanotte, Spa senza limiti di tempo e sport dall’alba a notte fonda. Ecco i weekend in Alto Adige che seguono i vostri ritmi

hotel_angelo_engelSilenzio, tempo libero, vita slow. Le aspirazioni di questi primi dieci anni del nuovo millennio. Ma ora si afferma un altro bisogno: il lusso della libertà. Di fare quello che si vuole almeno in vacanza. Senza regole e senza orari, in completa autonomia e flessibilità. Soprattutto in montagna, dove consuetudini e riti hanno abituato intere generazioni a scandire giornate di sport e relax con l’orologio alla mano.

IL LUSSO DELLA LIBERTÀ – Sono stati alcuni alberghi di montagna a far propria questa tendenza. Piccoli relais di charme e baite d’alta quota in Alto Adige. Una provincia simbolo dell’ordine come filosofia di vita, eppure la prima ad aprirsi a questo bisogno di innocente anarchia: senza regole, almeno durante weekend e settimane bianche, per vivere l’emozione di salire in quota con il gatto delle nevi di primissimo mattino o il piacere di alzarsi e trovare colazione e brunch pronti anche a mezzogiorno e oltre. Un esempio? Ortisei, Val Gardena, crocevia del più grande comprensorio sciistico dell’arco alpino. L’Hotel Angelo-Engel si trova a due passi dal centro pedonale, con le belle case ladine decorate, e dagli impianti per l’Alpe di Siusi e le piste del Seceda. Più che ospiti, qui si è trattati come amici dai proprietari. Caratteristica dell’hotel è l’ospitalità a 360 gradi, elastica negli orari e nei servizi.

UNA GUIDA A MISURA DI TEMPO – La prima colazione è servita anche in camera dalle 7 alle 12, mentre per la cena si possono ordinare piatti freddi fino a mezzanotte, al di fuori degli orari fissati per chi scende nella sala da pranzo. Freestyle anche la spa, dove la base dei trattamenti sono fiori di fieno, estratti di timo, pino mugo: le due grandi piscine riscaldate e le quattro saune restano aperte su richiesta fino a tardi. E si possono residence-schgagulerordinare spuntini a base di champagne e salmone, persino massaggi ayurvedici per conciliare il sonno. Una quarantina le camere, arredate in legno di cirmolo, non trattato con coloranti o sostanze chimiche; menu ladino e prodotti regionali, dallo speck alla selvaggina. La guida altoatesina Georg Costa è a disposizione esclusiva dei clienti, dal mattino fino a sera, per itinerari nel carosello sciistico che abbraccia 12 valli, 1200 chilometri di piste, 450 impianti e un unico skipass. E poi ciaspolate, le escursioni con le racchette da neve, sul Rasciesa, il Col Kaiser e l’Alpe con soste gastronomiche nelle piccole baite. E per chi vuole sciare sotto le stelle, un pulmino dell’hotel porta in pochi minuti agli impianti notturni illuminati di Selva di Val Gardena. Infine, visite private all’atelier dello scultore Adolf Vallazza e al laboratorio di Ferdinand Stuflesser, il meglio dell’ars sacra dolomitica.

CINETECA NOTTURNA – Nei boschi incontaminati di Nova Ponente, tra il Corno Nero, il Corno Bianco, il massiccio dello Sciliar, del Catinaccio e del Latemar. Tutto è possibile, niente è d’obbligo è il motto dei fratelli Pichler, proprietari del Ganischgerhof Mountain Resort & Spa, tra i primi a lanciare la filosofia As you like it (come vi piace), secondo la quale sono gli ospiti a decidere orari, menu, persino gli spazi dove farsi servire pasti e aperitivi. In questo hotel, dove si alternano locali di design ad ambienti in puro stile alpino, si può scegliere di far colazione fino alle 11, di cenare fino alle 23 oppure di farsi servire uno spezzatino di cervo a tarda sera. Nella ex stalla con soffitti a botte e oggi ricoperta di scuro legno wengé si può leggere, sorseggiare un bicchiere di prosecco, ascoltare musica e vedere i film della stagione anche in piena notte.

SPUMANTE A MEZZANOTTE – C’è chi cena sempre nella lounge per gustare in solitudine la sella di cervo con salsa al miele di bosco, o i tortelloni di patate ripieni con fonduta in schiuma di basilico. I più sportivi si rifugiano nella spaziosa sala fitness tutta vetri, panoramicissima, aperta dalle 7 alle 23. All’angolo bar a mezzanotte si possono ordinare uno spuntino caldo e un calice di rosso altoatesino. Anche la scenografica piscina è sempre aperta, dalle 7 alle 23. Magnifica la sauna con la grande vetrata sul Catinaccio. Si godono fino alle 23 ordinando persino il menu previsto per le serate di gala.

COLAZIONE IN QUOTA ALLE 7 – L’hotel ha lanciato con grande successo anche l’Early morning ski: partenza alle 6 (pulmino e gatto delle nevi) per raggiungere la baita Ganischger Alm, a Pampeago, e godersi per primi, dopo una colazione in quota alle 7, le piste immacolate. In alternativa in pochi minuti di bus, si raggiungono gli impianti per salire alle piste del circuito Obereggen Fiemme: 100 chilometri di tracciato ai piedi del Latemar, Rosengarten, Cimon della Pala e della grande Catena dei Lagorai.

PRANZO E CENA A TUTTE LE ORE – Si considera un pioniere delle vacanze senza regole Gottfried Schgaguler, proprietario del Wellness residence-schgaguler1Residence Schgaguler di Castelrotto, apprezzato da chi cerca una vacanza in montagna senza vincoli e orari di sorta. Il ricco buffet del breakfast è servito fino alle 10.30 nella sala dove dominano i toni chiari e le grandi vetrate sulla vallata, ma chi ama poltrire tra le lenzuola può gustare la colazione o un piatto espresso a qualsiasi ora, così come non ci sono obblighi per il pranzo o la cena. La vasta area benessere (1400 mq) è aperta ininterrottamente dalle 8 alle 21.

DISCESE NOTTURNE – Design e materiali naturali dominano la spa che mette a disposizione anche degli esterni la kelo-sauna, bagni a vapore a diverse gradazioni, docce aromatiche, grotta dell’acqua gelata. Ricca la proposta dei trattamenti, con ingredienti naturali, da prenotare fino alle 20. L’hotel organizza inoltre discese notturne: dopo cena si sale con il gatto delle nevi in una delle baite dell’Alpe, come familiarmente qui si indica l’Alpe di Siusi, a degustare piatti tipici, e si scende con slittino o racchette illuminati solo dalle lampade frontali, circondati dal buio e dal silenzio più totale. Lo stesso Gottfried Schgaguler, ogni settimana, fa da guida agli sciatori che vogliono affrontare i circuiti più originali, quello delle Streghe all’Alpe o il più impegnativo tour della Grande Guerra.

Carmen Rolle
Ha collaborato Giuliana Vogel
Testo e foto tratti da DOVE

da IL CORRIERE DELLA SERA

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