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Bambini in vacanza : Children’s Tour 2013 a Modena

Children’s Tour 2013 a Modena, alla scoperta delle vacanze per bambini

Children_Tour_2013_ModenaIl turismo a misura di bambino, per fornire ai genitori indicazioni, suggerimenti e proposte concrete per progettare vacanze e viaggi studio fatti apposta per i più piccoli: è questo l’obiettivo di “Children’s Tour”, il salone delle vacanze dedicato ai bambini da 0 a 14 anni, in programma nel quartiere fieristico di Modena dal 15 al 17 marzo.

Il salone del turismo dei bambini, giunto alla sua decima edizione, nasce dall’osservazione di un fenomeno piuttosto recente: ogni anno, secondo l’Istat, il 60% dei bambini fino a 14 anni parte almeno una volta per una vacanza da solo. Si tratta di un’abitudine sempre più diffusa, dovuta all’assenza dei genitori (impegnati con il lavoro) e alla lontananza di altri parenti, come i nonni, che potrebbero occuparsi dei più piccoli quando restano da soli.

Oltre 200 espositori, con un’ampia offerta di località, strutture ricettive, centri di vacanza e studio, villaggi, fattorie didattiche, agriturismi, centri gioco e centri sportivi che i più piccoli possono scoprire, mentre i più grandi potranno assistere alla presentazione dei dati specifici dell’Osservatorio Nazionale sul turismo giovanile alimenteranno il dibattito sul tema delle vacanze mini e in formato famiglia.

Nei giorni della fiera, i genitori potranno entrare in contatto con le strutture turistiche e ricettive di tutta Italia che propongono vacanze a misura di bambino, mentre i piccoli potranno sperimentare alcune delle attività che potrebbero trovare in vacanza, come laboratori creativi e itinerari escursionistici, passando per fattorie didattiche e campi sportivi.

da excite.it

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Modena festeggia il restauro della Torre Ghirlandina

Per la nuova Ghirlandina festa grande in piazza
La torre civica, patrimonio dell’Unesco, completamente restaurata torna dopo quattro anni di lavori. Oggi in piazza Grande “festa popolare” con letture, musica, un annullo filatelico e una mostra fotografica per raccontare il lungo restauro

Stefano Luppi

Arriva la grande “festa popolare”, come la chiama il sindaco Pighi, in onore della Ghirlandina, monumento patrimonio Unesco dell’Umanità appena restaurato e rimesso a “nuovo” da lavori durati quattro anni. Il vero e proprio intervento è durato oltre due anni, cui si sono aggiunti tempi tecnici che hanno portato alla realizzazione del telo di Paladino e alla predisposizione di un complesso sistema di controllo interno delle condizioni statiche.

Ora ci siamo: in piazza Grande sono previsti gli interventi del sindaco, degli assessori Antonino Marino e Roberto Alperoli, della direttrice regionale Carla di Francesco e di Andrea Landi presidente della Fondazione Crmo che con 3 milioni di euro ha finanziato l’intervento. La serata, curata dall’attore Andrea Ferrari che leggerà testi della responsabile del sito Unesco Francesca Piccinini, si prospetta molto frequentata: prevista la presenza della corale Rossini che intonerà le strofe della canzone tradizionale La Ghirlandéina, mentre la maschera Sandrone terrà un discorso goliardico.

A chiusura l’amministrazione inviterà i modenesi a un buffet a base di Lambrusco, Bensone e castagne – oggi è San Martino – e soprattutto a una mostra che illustrerà la riqualificazione cui hanno partecipato centinaia di persone. La rassegna fotografica “Con mani sapienti” è allestita, sino al 27 novembre, nell’atrio del palazzo municipale, lungo i portici di piazza Grande e nella sala della Secchia rapita dentro la Ghirlandina stessa. Decine di fotografie illustrano le varie fasi del restauro e delle tante parti che compongono il monumento medievale.

La giunta illustrerà l’intervento, diretto dalla direttrice dei monumenti antichi di Modena Rossella Cadignani, attraverso una serie di numeri importanti. Intanto va ricordato che l’ultimo restauro di rilievo risale al 1972-73 – c’è una targa interna a conferma – e non sarà in caso di lasciare una piccola traccia anche di questi lavori. Nel 2007 viene realizzato il ponteggio della torre – di proprietà civica da sempre, non è il campanile del Duomo – e nel gennaio del 2008 viene posizionato il telo pensato dal noto artista della Transavanguardia Mimmo Paladino (smontato il 21 settembre, oggi giace conservato in un magazzino). Nel novembre dello stesso anno parte il restauro sulla cuspide, durato un anno ed eseguito ai quasi 90 metri d’altezza della sommità.

Nel marzo del 2010 Comune e ditte che via via hanno vinto gli appalti iniziano le attività sui 2600 metri quadri delle pareti: si prosegue sino a novembre poi ci sono alcuni mesi di “stacco” perché l’azienda esterna collaboratrice fallisce e occorre preparare il terreno per l’azienda specializzata subentrante. Siamo al 21 settembre scorso quando il telo di Paladino – che negli anni ha destato polemiche, ma le alternative sarebbero state una banale copertura o una pubblicità – se ne va, un mese prima che anche il ponteggio rimasto in piedi quasi 4 anni se ne vada. La Ghrilandina è di nuovo libera e modenesi e turisti passando possono vederla in tutta la sua bellezza.

da LAGAZZETTADIMODENA.GELOCAL.IT

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Un assassinio di duemila anni fa : lungo la via Emila della Modena Romana foto

Delitto nell’antica Modena romana
Lungo la Via Emilia, durante lo scavo di un antico fossato romano sono stati scoperti i resti mutilati di tre uomini. Secondo gli archeologi furono barbaramente assassinati 2.000 anni fa. Non si esclude l’intervento del RIS di Parma

di Alice Danti

Durante i lavori per la costruzione di una concessionaria lungo la Via Emilia, a est di Modena, alcuni archeologi si sono imbattuti in un macabro rinvenimento: sul fondo di un antico fossato romano hanno scoperto i resti scheletrici di tre corpi brutalmente mutilati e zavorrati con dei mattoni.

Gli archeologi non hanno rinvenuto degli scheletri interi ma in base al numero di crani hanno potuto stabilire che si tratta dei resti di tre uomini, due adulti e un ragazzo. I corpi presentavano orrende mutilazioni e secondo gli studiosi sono stati sistemati sul fondo del canale al momento della morte.

Di un corpo sono stati trovati solamente il cranio, parte di una spalla e un arto superiore, mentre lo scheletro del più anziano dei tre, appartenente a un individuo di circa 30 anni, è completamente privo di tutta la parte inferiore del corpo, bacino compreso. Quest’ultimo poi aveva le braccia incrociate dietro la schiena: molto probabilmente erano legate all’altezza dei polsi. La tipologia dei mattoni che coprivano i corpi e di alcuni frammenti di anfore ritrovati nel fossato consentono di datare l’episodio in un momento a cavallo tra il I secolo a.C e il secolo successivo.

Secondo gli studiosi non si tratta di una sepoltura comune ma piuttosto l’esito di un violento assassinio. Il ritrovamento è così singolare che la la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, che dirige lo scavo, non esclude di richiedere l’intervento dei RIS di Parma per ulteriori analisi sui resti rinvenuti.

da NATIONALGEOGRAPHIC.IT