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Come mai i ghiacciai del Karakorum stanna aumentando ?

Ghiacciai, anomalia Karakorum
nel mondo si ritirano, lì crescono
Nuovo studio indica che le distese di ghiaccio di quest e alture himalayane sono in controtendenza, stanno aumentando. È forse l’unica regione del pianeta a non contribuire alla risalita del livello marino, ma a contrastarla

GLI SCIENZIATI la hanno chiamata “anomalia del Karokorum”: secondo diversi esperti infatti, in quell’angolo della immensa catena himalayana i ghiacciai non solo non sono in ritiro ma stanno, anzi, avanzando. Una anomalia, questa, che ha generato accesi dibattiti sia dentro che fuori dal mondo accademico. In un mondo che si surriscalda, in cui calotte glaciali e ghiacciai montani sembrano essere tutti in ritiro, è difficile immaginare l’esistenza di una regione in controtendenza.

Il Karakorum è dominato da lingue glaciali talvolta chilometriche che si insinuano tra rari picchi famosi (come il K2) e una schiera di monti a cui neppure un nome è stato dato. È senz’altro uno dei luoghi più  remoti della Terra. La regione, denominata Hindu-Kush  –  Karakorum  –  Himalaya, è al confine tra Cina, India e Pakistan ed è talmente vasta, inaccessibile, e pericolosa (anche perché politicamente contesa), da essere ancora poco studiata e, a detta di un team di studiosi francesi: “sembra non aver seguito la tendenza globale dei ghiacciai, che nelle ultime tre decadi si sono ritirati”.

Ad affermarlo sono Julie Gardelle, Etienne Berthier ed Yves Arnaud, delle università di Grenoble e Tolosa, in Francia. In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, i tre glaciologi mostrano per la prima volta dati derivati da misure satellitari che mostrano un lieve, ma inequivocabile, aumento del volume dei ghiacciai di questa porzione di Himalaya. Lo studio chiude così il dibattito sulla discussa “anomalia del Karakorum.”

Lo studio. Gli scienziati francesi hanno calcolato le differenze altimetriche tra un modello digitale del terreno del 2000 (una sorta di mappa tridimensionale del terreno ottenuta, in questo caso, da sensori installati su appositi satelliti artificiali) ed uno più  recente, elaborato nel 2008. L’area studiata dai ricercatori non è che un quarto della regione del Karakorum, ma sufficiente ai ricercatori per concludere che tra ghiacciai che perdono ed altri che aumentano di massa, il bilancio finale è positivo. Una deviazione dalla tendenza planetaria che stupisce, visto che il resto dei ghiacciai della Terra (comprese le calotte polari) hanno un bilancio senz’altro negativo.

L’impatto dei ghiacciai del Karakorum sulle previsioni della risalita del livello marino non è cosa da poco, in gioco ci sono quasi 20000 chilometri quadrati di ghiacciai, ovvero circa il 3% dell’area glaciata al di fuori dell’Artico e del continente Antartico. Gli scienziati francesi stimano infatti che l’acqua che è rimasta intrappolata tra i monti del Karakorum, in forma di ghiaccio, ha sottratto un prezioso contributo alla risalita del livello marino (-0,001 millimetri annui di acqua sottratta agli oceani invece di +0,04 millimetri annui di apporto positivo ottenuti da stime precedenti). Un contributo microscopico, certamente, ma che a scala globale ha comunque il suo peso.

Una risposta, nuove domande. Se il mistero della “anomalia del Karakorum” è stato svelato (chiudendo anche una polemica su alcuni vistosi errori contenuti in un recente rapporto dell’Intergovernmental panel on climate change 1, lo studio apre nuovi spazi per la ricerca. In un commento posto sulla stessa rivista, infatti, il geografo canadese Graham Cogley dice che “come mai i ghiacciai del Karakorum si discostino dal comportamento globale è ancora poco chiaro. Sembra che a causa di una bizzarria atmosferica, ancora non compresa, in quella regione giunga più neve e meno calore”. Inoltre lo studioso osserva che in assenza di misure dirette le stime si fondano sul confronto con situazioni geografiche simili, e che questo può  essere una sorgente di errore. Insomma, il semplice confronto tra regioni analoghe sarebbe secondo lui una “guida inaffidabile” nella valutazione del cambiamento climatico. L’invito è chiaro: dato il crescente ruolo politico, economico, e sociale degli studi sul clima servono misure più accurate e puntuali sullo stato dei ghiacciai del nostro pianeta.
di JACOPO PASOTTI da repubblica.it

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3bmeteo.com tra Pasqua e Pasquetta ci sara’ anche tanto sole quando la previsione catastrofica diventa un business

Pasqua: polemica meteo, previsione catastrofica diventa business?
Polemiche meteorogiche intorno alla Pasqua ‘bagnata’. I meteorologi del sito 3bmeteo.com attaccano alcuni loro colleghi e annunciano: “Tra Pasqua e Pasquetta ci sara’ anche tanto sole, ecco dove” e poi chiosano: attenzione a “quando la previsione catastrofica diventa un business”…
“Il periodo pasquale sara’ caratterizzato da un po’ di instabilita’, ma anche da tanti spazi assolati”, sostiene Sergio Brivio, meteorologo di 3bmeteo.com, che poi parte lancia in resta: “Sempre piu’ spesso molte fonti divulgano informazioni meteo volte al catastrofismo, per fare maggiore audience. Con la conseguenza che molte attivita’ turistiche vengono penalizzate. La guerra delle previsioni meteo, si sa, si basa sempre sugli effettivi piu’ negativi di qualche perturbazione, di un calo di temperature o di un caldo troppo afoso”. Per Brivio anche “le belle notizie devono avere il loro spazio e suggerire agli italiani dove muoversi in questi giorni festivi”. In dettaglio, secondo 3bmeteo.com, Pasqua sara’ abbastanza soleggiata al centro nord e sulle coste Toscane, seppur con clima un po’ ventoso; abbastanza soleggiate anche Sicilia e Triveneto, seppur con qualche acquazzone tra Prealpi e alte pianure; ombrello a portata di mano sul resto del Centro Sud, specie zone interne peninsulari tirreniche meridionali e regioni adriatiche, con rovesci e qualche temporale in esaurimento verso sera. Pasquetta promette piu’ sole per tutti, ma attenzione a qualche pioggia tra Sicilia tirrenica e Calabria, e lieve instabilita’ diurna sui rilievi, specie su Alpi e Prealpi orientali. In serata aumentano le nubi al Nord Ovest. Temperature fresche, ma non troppo. Per Pasqua e Pasquetta le massime risulteranno comprese tra 14 e 19°C al Nord e centrali adriatiche e tra 16 e 21°C altrove; un po’ fresco al primo mattino, specie al Nord Est e Adriatiche.
Le piogge si faranno piu’ estese al centro nord dopo Pasqua, con l’arrivo delle classiche perturbazioni atlantiche a partire dalla prossima settimana. Si dovrebbe aprire un periodo di qualche giorno caratterizzato da tempo piuttosto perturbato al centro nord, nonche’ il ritorno di piogge estese e diffuse, che potrebbero mettere fine al lungo periodo siccitoso che ha caratterizzato gli ultimi mesi su gran parte della penisola.

da Agi.it