Il Nuovo aeroporto Maya di Mexico City una idea di Norman Foster

Aeroporto Maya citta' del Messico di Norman Foster 22Mexico City si dà aeroporto da tigre
Presentato il nuovo scalo. Sei piste, 120 milioni di passeggeri l’anno. Un tetto che non c’è e la firma di Norman Foster. Ci vorranno 50 anni per finirlo, ma già nel 2020 sarà il doppio rispetto all’attuale

Un aeroporto che vuole simboleggiare la modernità del Messico. Così il presidente del Paese latinoamericano Enrique Pena Nieto ha parlato del futuro aeroporto della capitale Mexico City, il cui progettom è stato presentato nelle scorse ore dai suoi creatori, il britannico Norman Foster e il locale Fernando Romero, e dallo stesso primo cittadino del Paese di Aztechi e Maya.

Il nuovo aeroporto verrà costruito a partire dal 2015 in prossimità dell’attuale Benito Juarez, rispetto al quale quadruplicherà volumi di traffico e capacità: i 32 milioni di passeggeri annui diventeranno 120milioni: valori da top-hub mondiali, se è vero che ad oggi i primi scali del mondo – Atlanta, Pechino, Heathrow, non arrivano a 100 milioni. In realtà per completare le 6 piste e tutto quello che ruoterà loro attorno ci vorranno 50 anni. Già dal 2020, comunque, – i lavori cominceranno nel 2015 – l’aeroporto sarà già in grado di smistare oltre 50 milioni di passeggeri l’anno, con 3 delle 6 piste finali già in funzione. “Sarà il primo hub dell’America Latina”, garantiscono da là. Costo del tutto, 120 miliardi di pesos, pari a 7 miliardi di euro circa per il solo aeroporto, che diventano quasi 170 miliardi (10 miliardi di euro) aggiungendo l’indotto in materia di creazione di un “bacino” capace di gestire le eventuali problematiche da allagamento, uno dei rischi insiti in ogni progetto kolossal che si crea nell’area della capitale messicana, che giace su un’area un tempo occupata da un lago. La struttura occuperà circa 4.600 ettari di terreno ad est della capitale, a non oltre 10 miglia dall’aeroporto corrente, che verrà dismesso e trasformato in area ricreativo-educativa – si parla di un campus universitario – e in deposito per le merci.

Il progetto dell’archistar britannica e del designer messicano, genero del magnate della telecom messicana, Carlos Slim, ha prevalso sulle proposte concorrenti per una serie di motivi, non ultimo il fatto che non vi sarebbe stato alcun esproprio di proprietà terriere. Le voci critiche però, non mancano: oggetto del contendere soprattutto la natura del terreno dove si andrà a costruire, la sua stessa natura di ex lago, poco adatta secondo i detrattori a ospitare un’opera così imponente.

In ogni caso, l’opera, come si mostra nei primi rendering, non passa inosservata con il terminal a forma di enorme X – o se si preferisce di ragno: una struttura ariosa, leggera, sostenuta da campate ad arco e ricoperta da un tetto in sola membrana impermeabile. “E’ il primo nel suo genere, non ha un tetto almeno nel senso convenzionale del termine, non ha colonne – ha spiegato Foster, che si è detto assolutamente cosciente delle sfide che la realizzazione avrebbe affrontato, dall’elevatissima sismicità dell’area, al rischio allagamenti da piogge in un’area strutturalmente vulnerabile in tal senso, dato il precedente. Il segretario alle Comunicazioni e ai Trasporti Gerardo Ruiz ha negato i rischi, citando studi di fattibilità condotti in fase di progettazione e ricordando che il progetto prevede bacini di sfogo capaci di raccogliere l’acqua piovana in modo da evitare gli allagamenti.

Per quanto riguarda i fondi, il governo messicano finanzierà il primo lotto dfi lavori con circa 750 milioni di euro iniziali e altri 1,75 miliardi di euro entro il 2016 utilizzando in parte il proprio budget e in parte due prestiti. Per pagare i successivi stage, il progetto è quello di emettere bond a 30 anni per 4,8 miliardi di euro in tutto. Il precedente progetto di costruzione di un nuovo aeroporto risale alla fine degli anni ’90, sotto la presidenza di Vicente Fox. Il progetto, che in quel caso prevedeva l’esproprio di terreno di alcuni agricoltori alla periferia della metropoli, scatenò violente proteste in cui i dimostratori, armati di molotov e machete, rapirono 19 rappresentanti governativi. Il disegno fu cancellato nel 2002.

Modernissimo, all’avanguardia, il nuovo scalo non tralascerà citazioni locali, a cominciare dal simbolo che compare sulla bandiera messicana, la vittoria dell’aquila sul serpente, che si riferisce a Tenochtitlan, la città precolombiana su cui è nata l’attuale megalopoli latinoamericana. Le sue hall ariose ospiteranno eventi e mostre d’arte. Norman Foster ha all’attivo innumerevoli progetti nel mondo, tra cui l’aeroporto di Pechino e lo stadio di Wembley, oltre al famoso “cetrioloino”, il grattacielo londinese così apostrofato dal Principe Carlo. Romero ha disegnato per Carlos Slim il Museo Soumaya, che ospita la collezione d’arte personale del magnate, ed è intestato alla figlia, Soumaya, nonché moglie dell’architetto.

da repubblica.it

Yucatan scoperte due nuove città Maya Lagunita e Tamchen

Lagunita e Tamchen due citta maya scoperte in messico yucatan 07Lagunita e Tamchen sono due nuove città maya scoperta nella giungla dello Yucatan, in Messico, da Ivan Sprajc, archeologo del Centro di ricerca dell’Accademia slovena di scienze e arte. Nella foto (Reuters) la facciata di un muro con le fauci aperte di «un mostro» che rappresenta la dea della fertilità

«Ci sono ancora decine di città nascoste nella giungla da scoprire», ha detto Sprajc

Le due nuove città sono state scoperte «a colpo sicuro», dopo un’attenta analisi di fotografie aeree in un’area di 4.660 chilometri quadrati intorno a Chactun tra il rio Bec e le regioni Chenes, non lontano dal confine con il Guatemala

Le città sono state datate tra il 600 e il 900 d. C.

Una stele con iscrizioni di una data che è stata tradotta dall’esperto di epigravia maya Octavio Esparza Olguin con l’indicazione di «Signore di 4 k’atuns», che equivale al 29 novembre dell’anno 711 della nostra era

Di Lagunita si conoscevano alcuni disegni dell’archeologo americano Eric Von Euw degli inizi degli anni Settanta, ma non era nota l’esatta ubicazione indicata dalla missione

Tamchen, che in lingua maya significa «Pozzo profondo», invece è un sito interamente di nuova conoscenza

Le due città distano 6 km una dall’altra Una stele con iscrizioni   Una struttura a piramide di Tamchen Una struttura a piramide di Lagunita Un pozzo profondo di Tamchen Le città vennero abbandonate intorno all’anno Mille

da corriere.it

 

Messico crepaccio video foto tra la città di Hermosillo e la costa occidentale del Paese

Messico, la terra si spacca: crepaccio ripreso dal drone
Un enorme crepaccio si è formato nel terreno agricolo della zona nord-ovest del Messico, tra la città di Hermosillo e la costa occidentale del Paese. La spaccatura ha grosse dimensioni. Stando a quanto riporta l’Independent: 8 metri di profondità, oltre un chilometro di lunghezza e fino a 5 metri di larghezza. Al momento non si conoscono le cause del fenomeno: la Protezione Civile ritiene che possa essere la conseguenza di un recente terremoto, mentre alcuni geologi dell’università di Sonora hanno fatto notare che gli agricoltori della zona avevano costruito un argine per l’acqua piovana che aveva cominciato a perdere. Gli esperti ipotizzano che questo possa aver creato un torrente sotterraneo che avrebbe ammorbidito il terreno sovrastante, provocandone alla fine il crollo. Le immagini sono state girate con un drone

(a cura di Elisa Bellardi) da repubblica.it