Archive for mare

Apr
27

Gratis treno tra Rimini e Riccione

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treniTURISMO: VIAGGIO GRATIS A CHI VA IN TRENO A RIMINI O RICCIONE
Viaggio gratis a chi scegliera’ il treno per concedersi una vacanza di almeno una settimana a Rimini o a Riccione. E sconto del 10% sul soggiorno per chi non potra’ fermarsi piu’ di un week end. Sono i vantaggi previsti dall’accordo tra l’Associazione degli Albergatori di Riccione e Trenitalia (Gruppo FS) che quest’anno raccoglie l’adesione anche dell’Associazione degli albergatori di Rimini e la collaborazione della Provincia di Rimini.
Sono oltre 60 gli hotel di Rimini e Riccione che aderiscono all’iniziativa, e altri se ne potranno aggiungere. L’elenco e’ su www.almareintreno.it.
I clienti di Trenitalia che soggiorneranno almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle due cittadine romagnole riceveranno direttamente dall’albergatore il rimborso del ticket ferroviario di andata. Se il soggiorno sale a due settimana il rimborso verra’ esteso anche al biglietto di ritorno. Nel primo caso e’ previsto un massimo di 50 euro a persona per gli alberghi di categoria 3 o 4 stelle (100 euro per le due settimane). E di 35 euro per quelli di categoria 1 o 2 stelle (rimborso che sale a 70 euro per i pernottamenti di 2 settimane). Uno sconto del 10% sulla tariffa alberghiera standard verra’ inoltre concesso a chi decide di trascorrere un week-end al mare in una delle due cittadine e presentera’ al gestore della struttura ospitante il biglietto ferroviario utilizzato per l’arrivo.

da Agi.it

Categories : mare
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Apr
25

Mollo tutto e vado in barca

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barca a velaMollo casa e ufficio, vado a vivere in barca in mezzo all’Oceano
L’immagine dell’imbarcazione per chi vuol cambiare vita
Arriva il 14 metri per chi vuole cambiare vita. Per sempre

Ora anche il marketing punta sul fenomeno dell’«adesso basta, mollo tutto». Scopre lo slogan e lo fa proprio per promuovere quello che anche l’industria, nel frattempo, ha pensato: fornire un mezzo, uno strumento a chi della vita tutta casa e ufficio non ne può proprio più.
È il caso di una barca. Chi non sogna di lasciare la città e navigare? AluYacht, un cantiere italiano, ha progettato un’imbarcazione a vela che consente di chiudersi la porta di casa dietro le spalle e gettare la chiave, scegliendo il mare. «La nostra mission è realizzare barche per chi ha una gran voglia di “mollare gli ormeggi”, di lasciarsi trasportare dal vento in giro per il mondo, lungo rotte che tracciano i meridiani dei loro sogni» spiega Luca Benigni, industriale bergamasco, che s’è messo a costruire vele in alluminio con una delle sue aziende, la Metalmec.

«Una barca per mollare tutto? Bello!» esclama, dal pozzetto della sua vela Simone Perotti, ex manager e oggi scrittore/skipper, dopo la svolta che lo ha portato dall’ufficio al mare e ad una casa nell’entroterra ligure. Lui, il «mollare tutto», lo ha praticato e anche teorizzato, con un saggio («Adesso basta», Chiarelettere), che ha già venduto 40 mila copie e tirato sette edizioni. «Negli ultimi 5-8 anni sono tantissime le persone, anche con figli, che lo hanno fatto», conferma. «Non solo in Italia, ma in tutto il Nord-Ovest del mondo».

E allora, barca sia. Quella che propone Aluyacht è un 14 metri con scafo in alluminio, concepito per le grandi crociere transoceaniche, ma facile da manovrare. Insomma, non occorre essere dei Soldini, fermo restando che una certa preparazione e dimestichezza a bordo è indispensabile. «È una barca per chi vuole navigare lontano, con uno scafo solido, possibilità di trasformazioni personalizzate e design dal gusto italiano, senza rinunciare a performance da crociera. Una barca che può essere pratica, ma anche lussuosa, lasciando al proprietario la possibilità di allestirla in funzione dei suoi gusti, delle sue mete e anche del suo budget», ne traccia l’identikit Davide Zerbinati, il progettista.

Tutto è pensato per favorire la scelta. Il guscio in alluminio significa durata nel tempo, spese di manutenzione ridotte rispetto alla vetroresina o il legno («Volendo possiamo fornirlo anche grezzo, senza verniciatura» dice Benigni), robustezza con un peso contenuto. E la possibilità di riparare gli eventuali danni anche in capo al mondo. C’è la struttura della carena a doppio fondo a camere stagne, che garantisce di evitare l’affondamento anche in caso di gravi urti. C’è una coperta spaziosa, la possibilità di manovrare la barca stando nel pozzetto, e dunque timonarla e condurla anche se si è soli a bordo.

E ancora. C’è la poppa tagliata di netto, quasi verticale sull’acqua, per guadagnare spazio in coperta, con il vano-garage per il tender e con una «spiaggetta» (piattaforma) che facilita l’accesso al mare. Gli interni? «La versione standard è con tre cabine, due a poppa e una a prua. Ma l’ideale per le lunghe navigazioni è la soluzione con due cabine e la terza adattata a officina-magazzino» spiega il costruttore. In quanti a bordo, insomma? «L’optimum è quattro persone».

Dalla barca al marketing. AluYacht 480 è pubblicizzata come il «guscio» giusto per «mollare
tutto». «Noi ci rivolgiamo a un mercato di nicchia. Ci sono tanti che pensano di mollare tutto, pochi che lo fanno poi veramente, dopo magari una lunga maturazione. Noi proponiamo un prodotto che vuole aiutare questi ultimi a realizzare l’idea. Una barca che offre loro la tranquillità necessaria di un mezzo adeguato al sogno. E che forse non trovavano ancora sul mercato». Un tempo, però, nel marketing sarebbe stato azzardato parlare di «mollare gli ormeggi». «Sì, ma oggi non è più un tabù».

Ma lei «mollerà tutto?». Benigni sorride. «Ci ho pensato, mi piace sognare, ma ho compiute scelte che non credo me lo consentiranno mai. Mi fa piacere pensare però che posso aiutare altri, con un mio prodotto, a realizzare questo sogno. Anzi, pensare che proprio la mia barca possa essere il gradino da cui spiccare il volo».
Resta il prezzo. Minimo 400 mila euro, chiavi in mano, pronta per navigare. Anche sognare costa.

FABIO POZZO da lastampa.it

Categories : mare, viaggi
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Apr
16

Malamocco nella laguna veneta

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venezia-malamoccoMalamocco, la Portofino della laguna
Un sapiente restauro di rive, ponti e canali ha riportato all’antico splendore il borgo veneto. Tra nuovi b&b e trattorie storiche dove si rifugiava Hugo Pratt

Ha iniziato una nuova vita Malamocco, l’antico capoluogo veneto rivolto al mare, scorcio solitario di case veneziane del Cinquecento dai colori pastello, con le finestre a bifora. Il restauro del borgo (cinque anni di lavori del magistrato alle Acque finiti nella scorsa primavera) ha completamente rifatto rive, ponti e canali, rinnovato l’impianto di illuminazione, la pavimentazione. Alle spalle, chilometri di spiaggia libera. Una Portofino lagunare di cui si sono innamorati milanesi e veneti, alla spasmodica ricerca di una casa. Si è installato qui il bresciano Walter Morandi, che ha festeggiato il primo compleanno di Ca’ Noemi, b&b in una dimora ottocentesca nel cuore del borgo.

L’anima marinara di Malamocco sopravvive nei volti corrosi dal sale e dal sole dei personaggi che si incontrano nei vicoli, clienti delle due osterie di pesce, un viavai di piatti saporiti. Non è cambiata la Trattoria Scarso , del mitico Gino, frequentata da Mario Soldati e da Fellini, dove sono esposti ancora i disegni di Hugo Pratt che, nella sua casa con vista sulla laguna, disegnava le storie di Corto Maltese e finiva inevitabilmente le sue giornate davanti a cascate di pesce e bottiglie di vino. L’indirizzo gourmand è la Trattoria al Ponte di Borgo , specializzata in sarde in saor, e poi seppioline fritte o alla griglia, alici arrostite, gamberoni ai ferri. La sera il silenzio avvolge le piccole calli.

È il momento di rifugiarsi a Ca’ del Borgo, hotel di charme affacciato su un romantico canale, o alla residenza Ca’ Alberti , in un palazzo del Trecento, senza insegna: sette camere fascinose, nella piazza della chiesa. A meno che non si preferisca concedersi una notte al Quattro Fontane, al Lido , con giardino fiorito, balconcini, a due passi dal Palazzo del Cinema. Al di là dello specchio di mare, il campanile di San Giorgio annuncia Venezia.

Giuliana Gandini da corriere.it

Categories : Italia, mare, venezia
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Dec
08

Turismo Riccione investe sul web

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Riccione – Turismo 2010: caccia nel web
Il Consorzio di Riccione punta ad Internet per gli investimenti per la prossima stagione: innovazione e comunicazione le parole d’ordine

riccione_webRICCIONE – Dobbiamo ancora entrare in inverno ma già si parla di turismo estivo. E lo si fa con grande entusiasmo e motivato ottimismo. E’ stato presentato ieri all’Hotel Luna di Riccione il nuovo piano marketing del Consorzio Riccione turismo. Più di 100 gli imprenditori presenti che hanno assistito alla presentazione dei nuovi progetti e seguito gli sviluppi futuri del piano di lancio della prossima stagione turistica.

La soddisfazione sul lavoro svolto fino ad oggi è evidente, come testimonia l’elevato indice di gradimento (94%) per i materiali promozionali prodotti (catalogo 10 mila copie distribuite in tutto il Mondo, book Riccione Magazine esposto in oltre 4 mila camere degli hotel associati).

I dati diffusi parlano di un’elevata soddisfazione da parte dei soci verso i risultati ottenuti dal portale www.visitriccione.com che attrae 230 mila visitatori diversi da ogni parte del Mondo, oltre il 45% delle visite sono stranieri.

Sempre su Internet si basano i passi futuri del Consorzio che sul circuito dei social network, in particolare Facebook, contano di sviluppare nuovi progetti per per rendere ancora più ricco e coinvolgente Riccione su Internet. Nel solo 2010 chi ha acquistato una vacanza on-line negli hotel soci del consorzio ha generato oltre 540mila euro di fatturato nuovo.

Riccione Turismo quindi investe, innova e promuove.60milioni di euro è l’investimento previsto per il web marketing con l’acquisto di pay X click su Google, Virgilio viaggio e attività di Seo e web content.

da ROMAGNANOI.IT

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Nov
23

Rodrigues Island da visitare

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Rodrigues Island

Rodrigues_IslandSi può appartenere all’Africa pur essendo a più di mille chilometri dalle sue coste? La risposta è affermativa per quanto riguarda l’arcipelago-nazione posto nel bel mezzo dell’Oceano Indiano chiamato Mauritius. Nelle Isole Mauritius c’è il paradiso nel paradiso, Rodrigues Island, meta di sposi novelli in viaggio di nozze e di turismo di alta fascia.

  • Storia e Turismo

Rodrigues è un’isola vulcanica nata intorno a 10 milioni di anni fa; pur avendo un’estensione molto ridotta (poco più di 100 chilometri quadrati, la minore delle isole Mascarene) è densamente popolata (40 mila abitanti stabili più i turisti che la affollano in ogni stagione dell’anno). Il nome deriva dal navigatore Diogo Rodrigues, uno di quegli esploratori portoghesi che all’inizio del XV secolo aprivano la strada alla grande espansione europea nelle estreme terre del sud est asiatico. In quel periodo, nel Mediterraneo, i turchi iniziavano a imporre la loro influenza sostituendosi ai vecchi dominatori genovesi e veneziani: le grandi potenze marittime del continente cercavano così una strada diversa per i ricchi commerci delle spezie orientali.

Prima dei viaggi di Rodrigues, Bartolomeo Diaz aveva già toccato il Capo di Buona Speranza mentre Vasco da Gama era arrivato, primo tra gli europei, in India completamente via mare. Molti furono i continuatori dell’opera di Diaz e Da Gama e lo si vede dalla toponomastica della zona: le Mascarene devono il loro nome a Pedro Mascarenhas che le “visitò” nel 1513; sempre nel primo decennio del XVI secolo Domingos Fernández esploro proprio le isole Mauritius e a Diogo Rodrigues scoprì l’isola omonima (anno 1538). Rodrigues trovò poi una morte misteriosa a Goa, in India: si pensa che qui fu trucidato dalla popolazione locale dopo che aveva fatto radere al suolo villaggi sul mare (e, cosa assai peggiore, un tempio sacro) per costruire depositi utili ai mercanti portoghesi. Altri attribuiscono però l’assassinio ai commercianti arabi che ostacolavano gli esploratori temendo di perdere il tradizionale monopolio del commercio verso Oriente (cosa che puntualmente avvenne).

Il nome “Rodrigues” non rende però onore ai primi veri “scopritori” dell’isola che furono certamente arabi: già dalla fine del X secolo toccarono le Mascarene esploratori che arrivavano dalle coste africane (probabilmente dalla Somalia e dal Kenia, dove a Mombasa e a Malindi le caste di commercianti erano perennemente in lotta per il dominio dei traffici commerciali). Il primo documento ufficiale che riporta una mappa abbastanza fedele di Rodrigues Island si deve agli studi dell’esploratore arabo al-Idrisi e risale al XII secolo: si tratta di un libro di geografia che stupisce per le conoscenze avanzate degli arabi dove l’isola porta il nome di Dina Moraze.

Dopo essere stata toccata marginalmente dalle esplorazioni portoghesi, l’isola di Rodrigues ospitò olandesi e, per tre secoli, i francesi che qui sbarcarono un gran numero di schiavi provenienti dall’Africa per cercare di sviluppare le coltivazioni di prodotti “coloniali” come la canna da zucchero e il tè. Nel 1809 l’isola, come l’intero arcipelago delle Mauritius, cadde sotto il controllo britannico e vi rimase fino al 1968 quando fu dichiarata la sua indipendenza nell’ambito del Commonwealth.

Le isole occupano una superficie di Oceano Indiano molto grande, ben 1860 chilometri quadrati: non stupirà quindi il fatto che Rodrigues Island Rodrigues_Island_Anse_aux_Anglaissi trovi a più di 500 chilometri ad est da Mauritius e che sia una delle ultime isole prima di un tratto di mare sconfinato che si interrompe solo con l’Australia. Anche considerata la distanza e la specificità storica è molto forte l’autonomismo rispetto alla madre patria Mauritius: attualmente Rodrigues ha lo statuto di dipartimento autonomo ma comunque facente parte della Repubblica di Mauritius.

Per arrivare all’isola si deve fare prima scalo intermedio a Mauritius, da qui Air Mauritius, con un volo giornaliero, in un’ora e mezza porta a destinazione; si può usare anche la motonave (tre corse alla settimana con la compagnia Mauritius Pride) ma è estremamente più lungo e disagevole.

Le lingue ufficiali parlate sull’isola di Rodrigues sono ben tre e rispecchiano interamente la sua storia passata: francese, inglese e “morysien” (il creolo, o mauriziano, una sorta di misto di francese, spagnolo ed olandese). La moneta ufficiale delle Mauritius è la Rupia delle Mauritius.

  • Da visitare

L’attrattiva maggiore di Rodrigues è certamente il mare: difficilmente nel mondo si trova una costa più bella e un acqua così pura.

Barriera corallina e Laguna
Circonda quasi interamente l’isola, è uno spettacolo di colori che, oltre a quello che ci si aspetta di trovare (coralli, pesci di ogni specie, animali marini), offre anche lo stupendo spettacolo dalle gorgonie che qui trovano un habitat perfetto dove proliferare. La barriera chiude una magnifica laguna dove un mare limpidissimo vela in maniera impercettibile i fondali; la laguna è grande due volte l’isola, uno scenario perfetto per tutti gli sport acquatici.

Gita all’interno
Non occorre affittare auto né tanto meno fuoristrada: l’isola non presenta dislivelli consistenti e si gira comodamente a piedi o in bicicletta. Se ci si allontana dalla costa si scopre una vegetazione rigogliosissima dove spiccano le mangrovie.

Mont Limon e Mont Maturin
Sono le uniche due alture dell’isola, non superano i 500 metri di altitudine ma costituiscono un ottimo punto da cui godersi un panorama incredibile sulle spiagge bianchissime e sui promontori calcarei a precipizio sopra il mare.

Anse aux Anglais
È un piccolo villaggio nella parte nord dell’isola, dove la bassa marea crea un ambiente incredibile da cui assistere al tramonto la sera; c’è anche un night club, cosa rara per la tranquillità del luogo.

Riserva François Legeut
Ad Anse Quitor, nel sud dell’isola, nel 2007 è stata avviata un’importante iniziativa per tutelare le tartarughe giganti Cylindraspis, quasi scomparse perché fino a poco tempo fa cacciate dagli abitanti per il loro prezioso grasso usato come medicinale.

  • Cosa fare in vacanze

Il divertimento su Rodrigues Island è essenzialmente legato alle attività marine.Rodrigues_Island1

L’isola è molto tranquilla, nel centro di Port Mathurin ci sono l’unica farmacia e l’unico distributore di benzina. Eppure si può passare un vacanza decisamente stimolante dedicandosi alla scoperta dei magnifici fondali e della barriera corallina: non serve una grande attrezzatura, basta la maschera e tanta voglia di lasciarsi catturare dai colori di Rodrigues.

I più sportivi possono dedicarsi al kitesurf o allo windsurf: sono molte le possibilità di affitto materiali e di lezioni personalizzate.

Si può infine assaporare un tocco di esotico con la gita più classica a Rodrigues: la pesca sulle piroghe, le antiche imbarcazioni ancora oggi usate dalla popolazione, in verità più che altro a fini turistici. La soddisfazione raddoppia con il giusto premio del pesce mangiato direttamente sulla spiaggia dopo una bella grigliata.

da TISCALI


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