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Video scontro tornado Ascoli morti i piloti Giuseppe Palminteri, Alessandro Dotto, Mariangela Valentini, Paolo Piero Franzese

Tornado, Carabinieri: “Escludiamo piloti siano ancora vivi”. Trovati due corpi
Uno dei due è stato rinvenuto nella fusoliera di uno dei caccia nella zona di Tronzano. Sono stati resi noti i nomi dei militari a bordo, tra loro anche una donna. Ministro Pinotti: “Rispettati standard di sicurezza”. Procura apre inchiesta per disastro aereo colposo. I velivoli erano partiti da Brescia

ASCOLI PICENO – Sono ormai ridotte al lumicino le speranze di ritrovare vivi i piloti dispersi nello scontro di ieri tra due tornado dell’Aeronautica. In mattinata è stato ritrovato il corpo carbonizzato di uno dei piloti, rinvenuto nella zona di Tronzano. Si tratta di un uomo, anche se ancora non è stato possibile risalire all’identità. Sembra che i resti fossero nella fusoliera di uno dei due caccia. Poco fa il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in audizione alla Camera, ha confermato che è stato rinvenuto un secondo corpo. “Escludiamo che i piloti dispersi a seguito dell’incidente aereo siano ancora vivi” hanno affermato i Carabinieri del comando provinciale di Ascoli Piceno.

Fonti dell’Aeronautica assicurano che si trattava di “piloti esperti”. L’impatto fra i due caccia è stato ortogonale: i due aerei si sono scontrati perpendicolarmente mentre percorrevano una delle aerovie a disposizione per raggiungere il luogo di un’esercitazione.

I militari coinvolti sono tutti “di provata esperienza in campo nazionale ed internazionale con all’attivo numerose ore di volo sul velivolo Tornado”, ha chiarito il ministro della Difesa Roberta Pinotti in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Si continuerà ininterrottamente – ha aggiunto – a perlustrare il terreno, particolarmente impervio e reso ancora più difficile a causa dei focolai di incendio che si sono sviluppati, per trovarli”. Il ministro ha annunciato l’avvio di un’inchiesta tecnica da parte della Difesa che si affianca a quella svolta dalla magistratura, e ha spiegato che “gli equipaggi, nel pieno rispetto dei previsti standard di sicurezza, erano impegnati in due missioni addestrative congiunte, regolarmente pianificate ed autorizzate in accordo alle norme ed alle regole del volo in vigore”.

La procura di Ascoli Piceno ha aperto un’inchiesta: l’ipotesi di reato è disastro aereo colposo. Il procuratore capo Michele Renzo l’ha affidata al sostituto Umberto Monti, che ha effettuato un sopralluogo nell’area del disastro. Già sequestrati diversi componenti dei relitti finora rinvenuti.

PROFILI/GIUSEPPE E PAOLO PIERO, DA PALERMO E BENEVENTO AI VOLI SUI TORNADO

In mattinata è stato ritrovato, nella zona di Casamurana, il tesserino con foto del capitano navigatore Giuseppe Palminteri, uno dei quattro militari a bordo dei due Tornado che si sono scontrati ieri nei pressi di Ascoli Piceno. Ieri si era parlato del ritrovamento di un paracadute arancione proprio in quell’area, ma la notizia non ha trovato conferme e sembra che si trattasse solo dei resti di un salvagente. Sul posto sono arrivati anche i parenti dei militari dispersi.

PROFILI/ALESSANDRO E MARIANGELA, LA PASSIONE PER IL VOLO DEI DUE PILOTI PIEMONTESI

L’Aeronautica militare ha intanto comunicato i nomi dei militari: a bordo c’erano il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni di Palermo, sul primo velivolo, sul secondo il capitano pilota Mariangela Valentini, 32 anni, di Borgomanero in provincia di Novara, e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese, 35 anni di Benevento.
Scontro tra Tornado: i piloti dispersi

Le ricerche degli equipaggi dispersi sono proseguite per tutta la notte, grazie anche agli elicotteri dell’Aeronautica militare dotati di visori notturni. Dalle prime ore dell’alba si è aggiunto alle ricerche anche un velivolo a pilotaggio remoto Predator decollato dalla base aerea di Amendola (Foggia), che è in volo sull’area dell’incidente per supportare l’attività di ricognizione dall’alto. Al lavoro c’è anche la commissione d’inchiesta nominata dall’Aeronautica per fare luce sull’accaduto. Già nel pomeriggio di ieri un team di esperti della Sicurezza del Volo aveva raggiunto il luogo dell’incidente per i primi rilievi ed i coordinamenti con le forze di intervento coinvolte. Alle ricerche si è unita anche una squadra del Soccorso Alpino del Corpo Forestale dello Stato

I caccia erano partiti da Brescia. I due Tornado dell’Aeronautica militare sono precipitati sui monti della Laga, a una trentina di chilometri da Ascoli, fra i comuni di Venarotta e di Gimigliano, provocando un vastissimo incendio, preceduto da un forte boato.

I due velivoli, appartenenti al 6° Stormo, si erano levati in volo dalla base militare di Ghedi (Brescia) per una missione di addestramento in vista di un’esercitazione Nato in autunno e sarebbero dovuti tornare alla base in serata.

20 ettari bruciati, 50 a rischio. Lo scontro tra i caccia ha provocato un vasto incedio, su un fronte boschivo di vari chilometri, che ha interessato i comuni di Ascoli Piceno, Roccafluvione e Venarotta. La superficie bruciata è di 20 ettari e 50 ettari sono a rischio. Intorno alle 20 di ieri Vigili del fuoco, Canadair, velivoli della protezione civile ed elicotteri militari sono riusciti a domare il grosso dei roghi.

Le fiamme non hanno minacciato le case e non hanno coinvolto civili, come assicurato anche dal sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, ma si sono sviluppate in zone particolarmente impervie, caratterizzate dalla presenza di folta macchia mediterranea. LA MAPPA

Susanna Balducci, responsabile della sala operativa della Protezione civile delle Marche, ha riferito che a dare l’allarme sono stati alcuni gruppi di volontari che svolgono attività antincendio nella zona.

Alcuni testimoni raccontano di avere visto i due velivoli toccarsi in volo e trasformarsi immediatamente in una palla di fuoco, schiantandosi in due punti diversi. L’impatto ha provocato un boato udito fino a 25 chilometri di distanza e la caduta di frammenti di aereo e di detriti incendiari “come coriandoli”.

Polemiche sull’incidente. Sull’incidente infuriano le polemiche politiche. “E’ assurdo che in un momento in cui ci sono quattro militari dispersi non si perda l’occasione per fare polemica intorno alle Forze Armate”, ha afferma il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi definendo “davvero strumentale” la richiesta del deputato del Pd Dario Ginefra di avere lumi sull’area dove si svolgeva l’esercitazione.

Alla richiesta del Pd fa seguito quella del M5s, che chiede al ministro della Difesa di riferire dell’incidente alla Camera. “Con l’occasione delle comunicazioni sulla situazione irachena, chiediamo al ministro Pinotti che riferisca sull’accaduto e sull’esercitazione, da quanto tempo era stata pianificata e quali fossero le finalità. Oltre ai particolari sulla dinamica dell’incidente”, afferma il gruppo M5s alla Camera.

di GIUSEPPE CAPORALE da repubblica.it

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Ascoli Monti della Laga scontro tra due Tornado Quattro militari dispersi

ascoli monti della laga tornado cadutiScontro in volo nei cieli delle Marche, precipitano due caccia Tornado. Quattro militari dispersi
Gli aerei stavano svolgendo attività di addestramento sorvolando i Monti della Laga, a una trentina di chilometri da Ascoli Piceno. Le cause dell’incidente sono ancora da accertare. Secondo l’Aeronautica militare i piloti si sarebbero lanciati con il seggiolino eiettabile. Ritrovato un paracadute. Domati gli incendi che hanno interessato un’area molto vasta

ASCOLI PICENO – Due caccia Tornado dell’Aeronautica militare sono precipitati sui monti della Laga, a una trentina di chilometri da Ascoli, fra i comuni di Venarotta e di Gimigliano, provocando un vastissimo incendio, preceduto da un forte boato. I due aerei stavano svolgendo attività addestrativa, come confermato dall’Aeronautica militare.

Gli esperti dell’aviazione hanno anche assicurato che i quattro piloti a bordo dei due velivoli sono riusciti a lanciarsi con il seggiolino eiettabile. I militari al momento risultano dispersi. “Stiamo verificando la dinamica dell’incidente – ha riferito in collegamento telefonico con Sky Tg24 l’ufficio stampa dell’Aeronautica –  Abbiamo avuto conferma del segnale radio di attivazione del sistema di eiezione dei seggiolini. I nostri elicotteri sul posto per la ricognizione ci riporteranno quanto riescono a trovare. Fortunatamente i velivoli non hanno causato danni a terra. Ora la nostra prima preoccupazione è trovare i piloti”.  “La missione – hanno aggiunto i militari-  era di normale addestramento e l’area di Ascoli Piceno è una zona di rotte per queste attività. Le rotte sono approvate in base alle regole del volo. Non abbiamo ricevuto nessun allarme, abbiamo scoperto dell’impatto a incidente avvenuto”.

In serata i carabinieri hanno confermato il ritrovamento nella zona dello schianto di un paracadute di colore arancione, in località Casamurana. Nessuna traccia, però, del pilota o del navigatore a cui apparteneva.

Le squadre di soccorso hanno rilevato segnali. Potrebbero essere quelli provenienti dai seggiolini eiettabili. Le ricerche si stanno concentrando proprio nel posto da cui provengono le trasmissioni. I due velivoli, appartenenti al 6° Stormo, si erano levati in volo dalla base militare di Ghedi (Brescia) per una missione di addestramento in vista di un’esercitazione Nato in autunno e sarebbero dovuti tornare alla base in serata.

Intorno alle 20, a poco più di quattro ore dall’incidente avvenuto attorno alle 16.10, vigili del fuoco, Canadair, velivoli della protezione civile ed elicotteri militari sono riusciti a domare il grosso dei roghi e a mettere sotto controllo ben cinque focolai d’incendio, sparsi su un fronte boschivo di vari chilometri, che interessa i comuni di Ascoli Piceno, Roccafluvione e Venarotta. Le fiamme non hanno minacciato le case e non hanno coinvolto civili, come assicurato anche dal sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, ma si sono sviluppate in zone particolarmente impervie, caratterizzate dalla presenza di folta macchia mediterranea. LA MAPPA
“Abbiamo assistito a un dramma sconvolgente – ha aggiunto Castelli – ma dobbiamo anche riconoscere che le conseguenze potevano essere davvero apocalittiche per il nostro territorio. Una questione di secondi e tutti avremmo rischiato il peggio”.

Susanna Balducci, responsabile della sala operativa della Protezione civile delle Marche, ha riferito che a dare l’allarme sono stati alcuni gruppi di volontari che svolgono attività antincendio nella zona.

Alcuni testimoni raccontano di avere visto i due velivoli toccarsi in volo e trasformarsi immediatamente in una palla di fuoco, schiantandosi in due punti diversi. L’impatto ha provocato un boato udito fino a 25 chilometri di distanza e la caduta di frammenti di aereo e di detriti incendiari “come coriandoli”.

Intanto sull’incidente infuriano le polemiche. “E’ assurdo che in un momento in cui ci sono quattro militari dispersi non si perda l’occasione per fare polemica intorno alle Forze Armate”, afferma il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi definendo “davvero strumentale” la richiesta del deputato del Pd Dario Ginefra di avere lumi sull’area dove si svolgeva l’esercitazione.

“Quello che adesso ci preme – prosegue il sottosegretario – è l’incolumità dei quattro piloti dispersi. Il resto lo vedremo nelle inchieste che sono già in corso e nelle scatole nere che sapranno dirci realmente come sono andate le cose, fermo restando che non appena si avranno notizie certe, queste saranno rese pubbliche”.

Alla richiesta del Pd fa seguito quella del M5s, che chiede al ministro della Difesa di riferire dell’incidente alla Camera. “Con l’occasione delle comunicazioni sulla situazione irachena, chiediamo al ministro Pinotti che riferisca sull’accaduto e sull’esercitazione, da quanto tempo era stata pianificata e quali fossero le finalità. Oltre ai particolari sulla dinamica dell’incidente”.

E si apprende che la Procura di Ascoli Piceno è intenzionata ad aprire un fascicolo, ipotizzando il reato di disastro colposo. Il sostituto procuratore Umberto Monti ha effettuato un sopralluogo nell’area del disastro.

da repubblica.it

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Marche mare

San Benedetto il cane Birillo salva bimbo in mare ma muore annegato

san benedetto del trontoCANE SALVA UN BIMBO IN MARE
E MUORE ANNEGATO

MACERATA – Birillo, meticcio di 8 anni, ha visto un bimbo in mare in difficoltà e ha iniziato ad abbaiare per attirare l’attenzione del suo padrone. Ma non ha aspettato, si è subito lanciato in mare per soccorrere il ragazzino.

Nel frattempo anche il padrone si è precipitato in acqua e insieme ad un altro bagnante hanno raggiunto il ragazzino e lo hanno portato a riva. Il cane Birillo però non ce l’ha fatta a tornare a riva, ha bevuto molta acqua ed è morto. Lo racconta lo stesso proprietario in vacanza con la moglie a San Benedetto, dove avevano affittato una stanza in via Zara. Sono di Salerno e hanno passato qualche giorno di relax in Riviera.

Domenica sono andati al mare, nel tratto di spiaggia libera tra gli chalet il Pescatore e Sapore di mare, tratto sprovvisto del servizio di salvataggio. E qui che il cane Birillo di Claudio Coppola ha salvato la vita al piccolo Luca D, di 5 anni, figlio di una coppia bresciana in vacanza a San Benedetto. Il piccolo era con la nonna in spiaggia quando, preso dal panico mentre era in acqua, ha iniziato a sbracciarsi per chiedere aiuto. Il cane ha subito capito tutto e dopo aver abbaiato più volte si è lanciato in acqua seguito dal padrone e da un altra persona. Per il ragazzino solo tanto spavento, il cane invece ci ha lasciato la vita.

La mamma del piccolo Claudio arrivata subito sul posto voleva dare una ricompensa alla coppia di Salerno per ripagarla della perdita di Birillo ma i due hanno rifiutato ogni tipo di ricompensa, ma hanno accetato però di far pagare alla donna le spese per cremare il cane e per il trasferimento delle ceneri a Salerno. “Io e mia moglie – dice Coppola – siamo molti dispiaciuti per la morte del nostro cane. E ci dispiace anche il fatto che negli chalet di San Benedetto sia vietato l’ingresso ai cani”.

da leggo.it