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Terremoto L’Aquila : mai pagati gli albergatori che ospitavano gli sfollati

L’Aquila: da mesi gli albergatori vogliono i soldi per aver ospitato gli sfollati del terremoto
I pagamenti, già lenti, si sono completamente interrotti a settembre dello scorso anno, pochi giorni dopo la fine dello stato di emergenza deciso dal decreto legge sullo sviluppo.

Sono passati quasi quattro anni dal sisma che ha distrutto L’Aquila e la regione Abruzzo ancora non ha pagato il saldo agli albergatori che hanno ospitato gli sfollati. Dall’aprile 2009 fino alla primavera del 2011, migliaia di terremotati hanno soggiornato presso gli alberghi della zona in attesa di rientrare nelle loro case.

Il costo che la Regione avrebbe dovuto rimborsare agli albergatori, per la pensione completa, era di circa 70 euro a persona. I pagamenti, già lenti, si sono completamente interrotti a settembre dello scorso anno, pochi giorni dopo la fine dello stato di emergenza deciso dal decreto legge sullo sviluppo.

Nei mesi scorsi gli albergatori sono stati costretti a chiedere alle banche anticipi sulle fatture pagando interessi salati. Oggi, però, gli istituti di credito non garantiscono più i soldi perché sembra non ci siano garanzie. La regione avrebbe dovuto saldare il conto, ma mancano diversi milioni di euro nelle casse degli alberghi.

Guarda l’inchiesta “I biscazzieri: il Premier croupier” andata in onda a Report il 30 ottobre 2011

Luca Chianca da corriere.it

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Terremoto L’Aquila : condannati esperti della Commissione grandi rischi

Sisma L’Aquila, condannati a sei anni esperti del governo

Alberto Sisto

Sono stati tutti condannati per lesioni e omicidio colposo a sei anni di reclusione i sette componenti della Commissione grandi rischi, accusati di avere minimizzato i pericoli nei giorni antecedenti al terremoto dell’Aquila del 2009, che ha fatto oltre 300 vittime.

Lo ha stabilito il giudice Marco Billi al termine del dibattimento, aperto dopo la denuncia di 29 fra familiari di vittime e feriti che hanno accusato i sette esperti e funzionari dello Stato di aver dato informazioni rassicuranti, convincendoli a rimanere a casa malgrado il pericolo incombente.

I condannati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi, non presente in aula; Bernardo De Bernardinis, vicecapo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione civile; Enzo Boschi, allora presidente dell’Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), non presente in aula; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova. In più, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico del Dipartimento della Protezione civile e Giulio Selvaggi, allora direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv.

Agli imputati sono stati concesse le attenuanti generiche, che prevedono uno sconto di pena pari a un terzo, ma è stata comminata loro anche la pena aggiuntiva dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Tutti gli avvocati dei difensori hanno detto di voler ricorrere in appello. I pubblici ministeri avevano chiesto la condanna degli imputati a 4 anni.

Il giudice Billi ha anche stabilito risarcimenti per tutte e 29 parti civili per un ammontare di 9,1 milioni di euro. La presidenza del Consiglio è stata condannata in solido a garantire l’esecutività.

Nel dibattimento si sono scontrate due diverse concezioni. I pubblici ministeri nella loro requisitoria hanno sostenuto che non si trattava di condannare l’incapacità di prevedere un terremoto, ma il comportamento dei componenti della Commissione che avrebbero svolto un lavoro non all’altezza e diffuso informazioni troppo rassicuranti.

Per tutti gli avvocati della difesa, fra cui spicca il nome di Franco Coppi, legale di Selvaggi, il problema semplicemente non esisteva, proprio perchè la scienza sa che non si possono prevedere i terremoti.

Inoltre, nel corso del processo, il sindaco della città abruzzese, Massimo Cialente, ha testimoniato di essere uscito dalla riunione della Commissione molto meno rassicurato rispetto al momento in cui era entrato. Per gli avvocati era la dimostrazione che gli esperti non avevano minimizzato.

Sono di questo tenore le dichiarazioni rilasciate dagli avvocati degli imputati al termine del processo.

Alfredo Biondi, l’ex deputato del Pli e difensore di Claudio Eva, ha detto che la sentenza “è sbagliata nei fatti e in diritto e che ci sarà un giudice a l’Aquila che si preoccuperà di ristabilire la verità”. Alla domanda se pensa che il processo sia stato influenzato per il fatto di svolgersi proprio nella città del terremoto, Biondi ha risposto: “Mi auguro di no, che il giudice abbia deciso in base alla legge”.

Filippo Dinacci avvocato di De Bernardinis ha detto che dopo questa sentenza “la pubblica amministrazione si bloccherà. Appena si muove una foglia, verrà decretato lo stato di allerta: nessuno farà più niente, si bloccherà tutto”.

Di tutt’altro tenore le dichiarazioni di Wanna Della Vigna rappresentante di parte civile per le vittime della Casa dello studente. “E’ una sentenza molto equilibrata, che ha saputo valutare bene il puntuale materiale probatorio”.

Il pm Picuti commenta muovendosi su di un piano superiore. Pensa che la condanna dei sette imputati arricchisca il diritto italiano.

“Altro che diritto medievale”, ha detto Picuti riferendosi polemicamente alle dichiarazioni di un legale. “E’ l’opposto. Quello dei grandi rischi è il paradigma del processo moderno. In questo processo entra come categoria giuridica il concetto di analisi del rischio, che si coniuga con l’esigenza della società moderna come società del rischio”.

Una delle parti civili pensa alle conseguenze che la condanna di oggi potrà avere sul funzionamento della pubblica amministrazione. La sorella di un vittima, Claudia Carosi, ha detto che “adesso si prenderanno più seriamente gli incarichi pubblici. Solamente questo, perché la nostra non è sete di vendetta. Nostra sorella non può tornare e non tornerà più”.

La città non sembra aver sentito troppo il processo, la piccola aula di tribunale, circa 60 metri quadrati ricavati in un parallelepipedo prefabbricato di color blu, conteneva avvocati e imputati per un terzo, per un’altro terzo giornalisti e cameramen, il resto erano familiari delle vittime. Pochi gli spettatori.

da REUTERS ITALIA

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Terremoto dell’Aquila, Napolitano : riscostuire scordandosi le new town

Napolitano sull’Aquila: «E’ l’ora di ricostruire»
Apprezzamento per l’opera di Renzo Piano, poi la stoccata al precedente governo: «Si dimentichino le new town»

«È l’ora di ricostruire» L’Aquila dimenticando i progetti di una new town fuori dell’attuale centro. Lo ha detto Giorgio Napolitano entrando nel nuovo auditorium del capoluogo abruzzese.

L’auditorium, ha detto il Capo dello Stato indicando l’opera di Renzo Piano, «non è solo un simbolo, ma è già una realtà, concreta e molto bella».

Quanto alla ricostruzione «ho ricevuto dal ministro Barca molti elementi concreti sui lavori in corso e sui finanziamenti decisi» sia privati che pubblici.

«Mi pare ci siano prospettive serie», ha proseguito Napolitano«, è tempo di pensare a ricostruire la città al di là di precedenti esperienze che puntavano piuttosto a costruire fuori. Oggi costruiamo dentro e mi pare la strada giusta».

da CORRIERE.IT