Lampedusa la tartaruga gigante liuto del peso di 250 kg

lampedusa tartaruga gigante liutoLampedusa: ritrovata una tartaruga gigante
Ripescato al largo e salvato un incredibile esemplare del peso di 250 kg
E’ stata ritrovata a Lampedusa un eccezionale esemplare di una tartaruga liuto, del peso di 250 kg. La scoperta della “tartarugona”, che potrebbe avere una quarantina d’anni, è del motopesca Serena con il suo capitano Filippo Solina e il suo equipaggio al largo del mare dell’isola siciliana.

“E’ un eccezionale ritrovamento”, ha annunciato la biologa Daniela Freggi che gestisce da 20 anni il “Lampedusa Turtle Group” con il patrocinio del Wwf, “visto che da tempo al massimo si trovano esemplari giovani e di poche decine di chilogrammi proprio perché sono in estinzione”.

“Ringrazio l’equipaggio della nave per la disponibilità e la sensibilità che hanno mostrato ancora una volta”, dice soddisfatta la Freggi, che sulla collaborazione con i pescatori lampedusani punta molto per aiutare i ‘suoi’ animali. La tartaruga ha un amo conficcato ma si potrà curare e salvare: fino alla guarigione rimarrà in una delle vasche del centro-laboratorio, l’unico in Sicilia, visitabile ogni pomeriggio al pubblico dalle 17 alle 20.

da tgcom.it

Lampedusa villa di Claudio Baglioni sigillata per lavori abusivi

“E’ abusiva”, sequestrata la villa di Claudio Baglioni a Lampedusa

Oltre trent’anni di rilascio di licenze e costruzioni edili a Lampedusa sono stati passati al settaccio dalla Procura di Agrigento che ritiene di avere scoperto abusi in numerose costruzioni. Sotto il controllo della guardia di finanza sono finite autorizzazioni e volumi di ville, case e opere murarie, ma anche sanatorie richieste e rilasciate. Un’indagine sfociata in un’inchiesta che registra 90 indagati e che ha portato il Gip Alberto Davico a disporre il sequestro preventivo di diversi immobili, compresa la villa di proprietà di una società romana in cui abita Claudio Baglioni nell’isola delle Pelagie. Il cantante non è pero tra gli indagati e risulta totalmente estraneo all’inchiesta.

Tra i 90 indagati, per presunte lottizzazione abusive, ci sono invece l’ex soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, Gabriella Costantino, il direttore della Casa museo “Luigi Pirandello”, Vincenzo Caruso, e l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale di Lampedusa, Giuseppe Gabriele.

La Procura ipotizza, a vario titolo, il reato di lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio. Al centro dell’ inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo, e dal sostituto Luca Sciarretta, ci sono i lavori di edilizia compiuti negli ultimi 30 anni a Lampedusa: dalle lottizzazioni avviate agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso ad oggi agli interventi successivi alla costruzione.

Le irregolarità sarebbero emerse da indagini della Guardia di Finanza e da consulenze tecniche disposte dalla Procura e per questo il Gip ha accolto la richiesta di sequestro di aree, fabbricati, terreni e opere appartenenti, a vario titolo, ai 90 indagati, per la maggior parte proprietari di immobili o società immobiliari e edili, e ad altri soggetti non coinvolti nell’inchiesta.

L’inchiesta ha un precedente e risale al 28 giugno del 2011 quando la Procura indagò 54 persone per lottizzazione abusiva, vari reati ambientali ed abuso d’ufficio. In quell’occasione furono apposti i sigilli a terreni sui quali si volevano effettuare – secondo la procura – una lottizzazione, fabbricati adibiti ad abitazioni, ma soprattutto «dammusi» che dovevano essere utilizzati per realizzare un residence, un albergo, un ristorante e un bar.

Le aree interessate, allora, come oggi, sono quelle di contrada Grecale-Cala Creta, a Lampedusa, la parte più bella dell’isola, una zona ad elevatissimo pregio ambientale sottoposta a vincoli paesaggistici e di inedificabilità assoluta.

da lastampa.it

Lampedusa e la villa di SIlvio Berlusconi lasciata andare in rovina doveva essere il simbolo della rinascita dell’Isola

Lampedusa, in rovina la villa di Silvio
doveva rilanciare il turismo sull’isola
Villa Due Palme, comprata in piena emergenza immigrazione 14 mesi fa, è rimasta abbandonata. Solo a ottobre forse i lavori

LAMPEDUSA – Ruderi di un miliardario. Quel che resta di uno spot pagato due milioni di euro e abbandonato al suo destino. Resta il cancello in legno, roso dalla salsedine del mare che quasi lo lambisce dalla spiaggia a pochi metri. Restano le pareti bianche della villa, scrostate dall’umidità di un anno e oltre trascorso senza cure e manutenzione. Restano quei lunghi rami crollati proprio sull’uscio di ingresso dalle due palme alte che affiancano e che danno il nome alla villa.

A vederla così, dalla spiaggia di Cala Francese, Villa Due Palme oggi appare scenografia plastica di un potere ormai tramontato. Ma forse è solo una suggestione. Comprata 14 mesi fa da Silvio Berlusconi 2 tra annunci e grandi promesse per il futuro dell’isola (“Sono diventato lampedusano”), in questa estate 2012 gli unici ad avvicinarsi alla costruzione sono i tanti turisti che dalla spiaggia scattano foto e si chiedono se sia davvero possibile che il Cavaliere abbia abbandonato cosi una sua residenza.

Tanto decadente lo scenario, che un mese fa uno dei legali dell’ex premier, circondato da una squadra di geometri, ingegneri e tecnici, si è presentato in via Roma, al neo sindaco Giusi Nicolini, con tutti i documenti in regola: “Dal primo ottobre il Dottore vorrebbe rimettere in sesto la villa”.

Ma da queste parti ormai la novitá non suscita più emozioni. Il “Dottore” non è più a Palazzo Chigi. Ma soprattutto, da quel comizio in piazza e il sopralluogo a Cala Francese del 30 marzo, il leader Pdl non si è fatto mai più vedere. “Abbiamo tanti di quei problemi seri da affrontare, da pensare ad altro – taglia corto la Nicolini, primo cittadino da maggio, leader ambientalista locale – Quella sortita di un anno fa credo sia servita a Berlusconi per esigenze politiche legate al momento. E poi questa isola è un po’ selvaggia, non so se sia tagliata per vip e leader politici. Spero almeno che questi lavori, con tutti gli operai impegnati, portino almeno un po’ di turismo invernale”, racconta ironica il sindaco.

La casa – che leggenda vuole sia stata segnalata al capo dall’agrigentino Angelino Alfano – cambierá volto: sarà messa in sicurezza la strada dissestata e fatti i lavori all’edificio malmesso. Ma sará davvero la volta buona?

“Sono diventato lampedusano anch’io, mi sono collegato a Internet, ho cercato una villa e l’ho comprata” proclama quel giorno di primavera del 2011 Berlusconi. Piena emergenza immigrazione. I residenti in rivolta contro il governo che li ha abbandonati in balia delle migliaia di immigrati che sbarcano ogni giorno, il centro di prima accoglienza ormai esploso. Gli applausi scrosciano alle parole del Cavaliere. E lui: “Se i lampedusani saranno insoddisfatti potranno riversare su questa casa il loro scontento. La potranno imbrattare, sono autorizzati”.

I lampedusani quella casa l’hanno semplicemente ignorata. Non fosse altro perché il proprietario non si è fatto mai più vedere. Nemmeno dopo che a fine giugno 2011 il rogito, travagliato per ragioni burocratiche, é stato finalmente sottoscritto. È costata “sotto i due milioni di euro”, spiegava in quei giorni vago Alfredo Gennaro D’Agata, titolare dell’agenzia immobiliare Vulcano Consulting incaricata della vendita. Che avrebbe fatto lievitare, secondo stime molto approssimative, a quota 29 il numero delle residenze del Cav.

Va detto che la costruzione ha uno scarso imprinting berlusconiano. La pista dell’aeroporto ad appena cento metri distanza, la spiaggetta pubblica giusto davanti il cancello, il bar-gazebo per noleggio ombrelloni a 20 metri. Con chiosco “Salsiccia e cipolle” annesso. “Mai visto nessuno dentro – racconta il signor Franco al bar lí accanto – Viene giusto il giardiniere, è lo stesso che c’era coi precedenti proprietari”. Nessuna invasione di nuovi turisti dopo quello spot e zero milioni per l’isola. Ma quell’unico posto di lavoro almeno.

Da repubblica.it CarmeloLopapa