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Gardaland se ne vanno i delfini Robin Teide, Betty e Nau

Gardaland dice addio ai delfini: ultimo
spettacolo di Robin Teide, Betty e Nau

Iniziato lo smantellamento della vasca, il direttore del Parco:
«È per la nostra politica di profondo rispetto degli animali»

VERONA – Dopo vent’anni Gardaland, il mega parco divertimenti di Castelnuovo del Garda, dice addio ai delfini. Il 6 gennaio scorso Robin, Teide, Betty e Nau, i quattro mammiferi cresciuti all’ombra delle montagne russe, hanno fatto la loro ultima esibizione e in questi giorni è iniziato lo smantellamento della struttura che serviva per gli spettacoli.

«Prima ancora delle pressioni esterne – sottolinea il direttore del Parco Danilo Santi, riferendosi alle polemiche suscitate in passato dalla morte di alcuni esemplari – ha pesato il fatto che Merlin Entertainments, la società inglese proprietaria della struttura, ha nel suo dna una politica di profondo rispetto per gli animali. La scelta di dire addio al delfinario ne è quindi una diretta conseguenza».

Il bene degli animali ha avuto la meglio sulle ragioni economiche. Gli show quotidiani con i delfini registravano infatti una media di 759mila spettatori a stagione, praticamente il tutto esaurito. Ora Robin e i suoi “colleghi” potranno godersi la meritata pensione: l’ipotesi al vaglio è che siano trasferiti nell’acquario di Genova.

«Merlin Entertainments – sottolinea Santi – ha un’eccellente reputazione per cura etica e responsabile, preservazione e conservazione di animali e dell’ambiente marino, tutto riconosciuto da organizzazioni di esperti di tutto il mondo. Nel caso dei delfini e di altri cetacei abbiamo espresso pubblicamente le nostre preoccupazioni riguardo all’opportunità di usarli come animali da esibizione senza mai approvare la cattura di queste creature allo stato brado né per propositi legati all’intrattenimento né per alcun altro proposito».

Da oltre 5 anni, il pubblico del Palablu di Gardaland, precisa ancora Santi, «ha assistito soltanto a presentazioni sui comportamenti dei delfini con informazioni didattiche specifiche sul loro habitat e le loro peculiarità, puntando maggiormente sulla didattica e sull’educazione ambientale dell’ospite che sulla spettacolarità della presentazione».

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Il caso della casa vacanze vuota di Malcesine

Malcesine, la casa vacanze vuota e quel «pasticcio» della vendita
Da giugno la colonia del Comune di Milano è deserta. Le 11 dipendenti vengono pagate, ma i bimbi non ci sono

Le camerette sono appena state decorate. Ma di bambini, qui, non c’è neppure l’ombra. Eppure la casa vacanze di Malcesine dovrebbe fare quello: ospitare classi della scuola dell’infanzia, di elementari e medie, per le esperienze di Scuola Natura e delle vacanze estive. E di loro si dovrebbero occupare le undici operatrici del Comune che invece, dal primo giugno, nelle ore di ufficio svolgono attività che non sono neppure di loro competenza: fanno l’inventario, appendono stencil ai muri, riordinano il materiale, sistemano il grande giardino che circonda la casa. In attesa di capire che cosa sarà di loro e della struttura che per 35 anni ha ospitato i bambini milanesi. I problemi di Malcesine non finiscono qui: della casa si parla infatti nell’ordinanza con cui è stato arrestato, fra gli altri, Patrizio Mercadante, già direttore del settore Educazione ai tempi della giunta Moratti.

Là, il problema riguarda il fatto che la casa è stata inserita nella gara d’appalto numero 30, bandita il 15 aprile 2011, «malgrado la casa non appartenesse più al Comune di Milano, perché era stata venduta il 31 dicembre 2010». Ed ecco l’altro pasticcio: la giunta Moratti aveva deciso di inserire questa struttura in uno dei fondi immobiliari di vendita acquisito da Paribas. Valore stimato dai periti: 1.016.140 euro. Valore che risulterebbe da un’altra perizia, di cui tutti parlano, ma che nessuno mostra: oltre 4 milioni di euro. Tanti hanno urlato alla svendita: l’allora assessore al Bilancio del Comune di Malcesine, Ferdinando Sbizzera, polemizza perché non vede chiaro e, anche per questo, alla fine si dimette. Il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo auspica l’intervento della Corte dei Conti ma, dopo che si è alzato il coperchio sulla gestione Mercadante, qualcuno attende anche l’intervento della Procura.

Per capire di che cosa stiamo parlando bisogna andare sul posto. Malcesine è una località rinomata del gardesano, una manciata di comuni dopo Peschiera, dove anche in queste giornate autunnali si affollano turisti, soprattutto tedeschi. Sono gli ultimi giorni della stagione vacanziera: quando Malcesine, che conta 3500 abitanti, riempie tutti i 110 alberghi che offrono quasi settemila posti letto. Nel centro del paese, di fronte alla stazione da cui parte la funivia che sale al Monte Baldo, ecco la cancellata della casa vacanza: circa 10 mila quadrati di area, con tanto di giardino, spazio giochi, ulivi e piante varie, all’interno della quale si trovano l’edificio di oltre 6.500 metri quadrati e la villetta del custode (che, malgrado abbia da tempo ricevuto lo sfratto, vive qui con la famiglia e con gas e luce pagate dal Comune). Una struttura ben tenuta, con tutti i documenti della sicurezza in ordine e addirittura un bagno rifatto da un paio di anni (7.500 euro di spesa).

Le operatrici, dipendenti del Comune, sono tutte qui tranne una che è in maternità. Raccontano: «Nessuno ci ha mai informato della vendita della casa. Giravano voci in paese, ma da Milano ci rassicuravano. Fin quando, il 16 settembre 2011 è arrivato il dottor Mirante (direttore di settore, dopo che era stato trasferito Mercadante, ndr ) per avvertirci che la casa era già stata venduta dal dicembre 2010». Eppure una delle educatrici ha un ricordo bene impresso: «Nel maggio 2011, come ogni anno, siamo venute a Milano per l’open day della case vacanza e ho chiesto a Mercadante se era vero che si sarebbe venduta la casa di Malcesine. Mi ha chiesto tra quanti anni sarei andata in pensione, gli ho risposto tre e lui mi ha stretto la mano e rassicurata dicendo che non sarebbe successo nulla fino ad allora».

La struttura riapre i battenti dalla seconda settimana 2011 per ospitare, grazie al comodato d’uso definito con Paribas, le classi di Scuola Natura. Fino al 31 maggio. Dal primo giugno scorso, qui non si sono più visti bambini: Milano Ristorazione non ha più avuto l’appalto per la mensa, nessuno si occupa più delle pulizie, sparite anche le cooperative degli educatori. Le operatrici insistono: «L’esperienza di Malcesine va salvaguardata». Questa è l’unica struttura che per dimensioni (ospita solo 60 bambini per turno) e ubicazione (il grande giardino è molto accogliente e sicuro) è adatta ai bambini della scuola materna, che qui sentono i racconti del Lupo Ubaldo, giocano nella sala della bambole, vanno a fare un giro sul battello in lago.

Spiega il vicesindaco e assessore all’Educazione Maria Grazia Guida: «La precedente amministrazione aveva deciso di alienare questa struttura che, fosse dipeso da noi, non avremo mai ceduto perché è davvero un gioiellino». Chi l’ha comprata? «Il sindaco di Malcesine, eletto la scorsa primavera, ci ha comunicato quest’estate di avere fatto una proposta di acquisto, che si sta formalizzando». A che prezzo? «Non abbiamo elementi certi, anche perché è una partita gestita dalla nostra Ragioneria, insieme a Paribas». Ma il Comune ha chiesto ai colleghi di Malcesine di poter avere una proroga del comodato d’uso, «perché da dicembre vorremo riprendere con Scuola Natura». Poi, il Comune di Malcesine ha già deciso cosa succederà di questa casa e del parco interno: verrà tutto abbattuto per fare posto a nuovi parcheggi. E addio al Lupo Uboldo.

Elisabetta Soglio

da CORRIERE.IT

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Il Vittoriale di D’Annunzio a Gardone eletto il parco più bello d’Italia

Il Vittoriale è il “Parco più bello d’Italia”

E’ il parco più bello d’Italia. Stiamo parlando del parco e dei giardini del Vittoriale degli Italiani a cui è stato assegnato l’importante riconoscimento di “Parco Più Bello d’Italia 2012”.

La giuria dell’ormai famoso Premio di Parchi e Giardini, giunto quest’ anno alla decima edizione, si è infatti riunita e ha eletto il Parco del Vittoriale degli Italiani vincitore dell’edizione 2012 del concorso.

Il 23 settembre alle 15, al Vittoriale di Gardone Riviera (Brescia) il presidente Giordano Bruno Guerri celebrerà la consegna del premio con una grande festa che avrà come protagonisti giardini, fontane, terrazze e frutteti di questo luogo dalla bellezza inimitabile.

Il concorso è organizzato con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo, del Ministero dell’Ambiente, e con l’adesione del Fai (Fondo Ambiente Italiano), e dell’Aiapp (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).

da quibrescia.it