A Settembre in Italia il matrimonio tra George Clooney e Amal Ramzi Alamuddin

George Clooney  Amal Ramzi AlamuddinGeorge Clooney sposerà Amal in Italia: ecco le pubblicazioni

George e Amal sposi a settembre. Il matrimonio tra Clooney, lo scapolo più ambito di Hollywood, l’attore e regista dalla passione progressista e dall’impegno per le cause giuste, e la Alamuddin, la bella avvocatessa britannica di origine libanese specializzata in diritti civili, si farà, con tutta probabilità il mese prossimo, in Italia. La conferma arriva dalle pubblicazioni di nozze, affisse a Londra, nella Chelsea Town Hall. Ed è già scattato il countdown in vista del matrimonio dell’anno.
Il documento, che il Daily Mirror è stato il primo a scovare, riporta i nomi completi della futura sposa, Amal Ramzi Alamuddin, e dello sposo George Timothy Clooney, le rispettive date di nascita (3 febbraio 1978, 6 maggio 1961), l’occupazione e lo stato civile (lei nubile, lui divorziato) nonché la località dove si terranno le nozze: l’Italia. Per legge, la coppia deve notificare l’intenzione di unirsi in matrimonio e il documento deve restare pubblico per 16 giorni prima che arrivi l’autorizzazione ufficiale. E, come tutti i comuni mortali, George e Amal hanno pagato 35 sterline a testa (poco meno di 45 euro) per ottenere la certificazione.
Top secret la data – anche se c’è chi è pronto a scommettere sul 12 settembre, giorno del primo appuntamento di George e Amal, un anno fa – e così la location della cerimonia. Ma nel tam tam delle indiscrezioni la più quotata è la villa di Clooney a Laglio, sul lago di Como. Un luogo protetto da curiosi, teleobiettivi e sguardi indiscreti, viste le misure a tutela della privacy già predisposte da tempo del sindaco, che di recente – prima ancora che arrivasse l’ufficializzazione delle nozze – ha rinnovato le disposizioni sul limite di navigazione nella zona della villa.
Amal sarebbe già arrivata in Italia, il primo agosto, per mettere a punto tutti i dettagli dell’evento, dopo l’incontro tra le rispettive consuocere, Nina Clooney e Baria Alamuddin, avvenuto a giugno, proprio a Villa Oleandra.
Cinquantatre anni suonati lui, 36 lei, George ha conosciuto Amal, consigliere dell’ex segretario dell’Onu Kofi Annan, più volte consigliere delle Nazioni Unite e avvocato di Julian Assange e Yulia Timoschenko, un anno fa. Lo scorso ottobre sono stati paparazzati per la prima volta insieme, a Londra. Poi una serie di cene a lume di candela, fughe romantiche più o meno lontane dagli obiettivi dei fotografi in Tanzania e alle Seychelles, prima dell’ufficializzazione della loro storia. Ad aprile, a Malibu, il fidanzamento con tanto di anello con diamante da 7 carati e dal valore di 450 mila sterline donato da Clooney ad Amal. Ora che il sì si avvicina, è già caccia allo stilista che vestirà gli sposi – per George, la scelta sarebbe caduta su un’azienda italiana – e soprattutto alla lista degli invitati. Quel che è certo è che Clooney si prepara a rubare la scena all’amico Brad Pitt, eterno fidanzato di Angelina Jolie.

da lastampa.it

Tassa di soggiorno per le vacanze al lago di Como

Tassa di soggiorno, primo sì: più care le vacanze sul lago di Como, arriva l’ok della giunta
Sconti del 50% solo nella bassa stagione. La promessa: “I contributi verranno utilizzati per azioni di promozione turistica come il potenziamento dei servizi di informazione o l’organizzazione eventi”

lago_como_tassa_soggiornoPossono tirare un sospiro di sollievo i milanesi in gita, per loro la vista del lago continuerà a essere gratis, tutti gli altri dovranno pagarla, a titolo di tassa di soggiorno che gli albergatori della città dovranno applicare ai loro ospiti a partire dal prossimo primo maggio. A deciderlo la Giunta, dopo aver consultato le categorie produttive, anche se l’approvazione definitiva spetterà al Consiglio Comunale.

«La misura dell’imposta – spiega l’assessore al Bilancio, Giulia Pusterla – sarà differenziata secondo criteri di gradualità stabiliti in rapporto alle caratteristiche e ai servizi offerti dalle strutture ricettive. Per gli alberghi si terrà conto anche della classificazione attribuita mediante il numero di stelle. Il gettito sarà destinato a finanziare interventi in materia di turismo, per sostenerne lo sviluppo». Una condizione quest’ultima prevista dalle legge e richiesta a gran voce dagli albergatori che non ci stanno a passare per gabellieri senza poter monitorare da vicino come verranno spesi i proventi ricavati dalla tassa di soggiorno.

«I contributi verranno utilizzati per azioni di promozione turistica – sottolineano gli assessori al Commercio e al Turismo, Gisella Introzzi e Luigi Cavadini – come il potenziamento dei servizi di informazione turistica, l’organizzazione di eventi e manifestazioni, fino a comprendere anche interventi di manutenzione e di abbellimento degli spazi pubblici e del verde». L’imposta, la cui entità sarà stabilita dalla Giunta, verrà riscossa in base al numero dei pernottamenti e al numero delle persone. Si pagherà fino al quarto giorno di pernottamento e saranno esenti i minori di 14 anni, i residenti di Como, gli autisti dei bus turistici e le guide, i dipendenti pubblici in città per ragioni di servizio, compresi i rappresentanti delle forze armate e delle forze di polizia.

In concomitanza con la bassa stagione, dal 1 ottobre al 31 marzo sarà applicata una tariffa scontata del 50%. Per monitorare l’applicazione dell’imposta, valutarne gli effetti e concordare l’utilizzo delle risorse ottenute Palazzo Cernezzi ha deciso di costituire un tavolo tecnico al quale prenderanno parte gli stessi albergatori.

I cittadini potranno controllare le spese attraverso apposite relazioni che verranno pubblicate on-line, sul sito internet del Comune. Chissà che tra le prime opere finanziate non ci possano essere i giardini a lago, ormai famosi come Giardini Zambrotta, per i quali in queste settimane si è invocato l’aiuto degli Amici di Como. Decisamente una fonte di finanziamento importante per le casse di Palazzo Cernezzi anche se alcuni albergatori temono che la tassa, se troppo esosa, possa spingere i turisti a migrare dal capoluogo verso le altre mete turistiche del lago.

da ilgiorno.it

Il Carnevale di Schignano

Il Carnevale di Schignano: vivere le tradizioni sul Lago di Como

Schignano, un piccolo paese in provincia di Como, immerso nei panorami mozzafiato della Valle Intelvi, diventa ogni anno protagonista del teatrale Carnevale che si svolge ancora secondo il rito romano.
Grazie alla partecipazione attiva e sentita degli Schignanesi e all’impegno della Pro Loco, numerose tradizioni antiche di Schignano, come quella del Carnevale, sono ancora vive, sentite e celebrate con grande entusiasmo da tutta la popolazione, anno dopo anno.

La libertà totale che diventa euforia, accompagnata da un lieve senso di disorientamento per la rottura di convenzioni sociali, obblighi e gerarchie: questo è il Carnevale di Schignano, che sovverte l’ordinario e rivela una festa di altri tempi. Oggi, in qualsiasi altro luogo, si farebbe fatica a ritrovare e a ricreare l’incanto di una volta, quando questa ricorrenza prima ancora che una festa era un rituale, una discesa negli abissi per poi risalire, come fosse una catarsi collettiva.
Ma a Schignano, In Val d’Intelvi, il tempo sembra essersi fermato. Qui il Carnevale non è la solita coreografia di carri mascherati, niente trombette di plastica né stelle filanti, tutto è come una volta. Le maschere a Schignano non sono cento, sono solo due: i “Bèi” e i “Brüt” e chi pensa che questo sia limitante dovrebbe vederli di persona: dietro due tipologie fisse si cela un tripudio di infinite potenzialità espressive.
A cominciare proprio dalle maschere artigianali, frutto della manualità e di un antico sapere degli artigiani di Schignano, che ancora lavorano il legno di noce che cresce sul posto. A Schignano la manifestazione del Carnevale si snoda secondo un modulo teatrale arcaico, che mette in scena la rivalità tra due anime antiche.
Il “Bello” è l’emblema dello sfarzo, dell’imponenza e dello splendore, rappresentato da maschere algide e ironiche, pance enormi, collane, gioielli, cappelli straripanti di fiori e penne variopinte.
Il “Brutto” ha la pancia cadente, è sporco e indossa maschere scure, volgari e deformi. Porta con sé oggetti strani e impensabili, è inquietante, sgraziato e primitivo.
Arrivando a Schignano li si sente fin da lontano, dove rimbomba l’eco delle loro campane: i preziosi “brùnz” dei “Bei” casellati a mano e i “ciòc”, i volgari campanacci dei “Brüt”. Sono questi gli unici rumori che riempiono le strade: per il resto il Carnevale di Schignano è un carnevale essenzialmente muto, come il teatro arcaico, fatto di mimica, gestualità espressiva e dirompente.
Il Carnevale di Schignano conserva tutte le caratteristiche dei carnevali tradizionali e forse proprio per questo per alcuni è più difficile da capire: la vitalità, il ribaltamento dei ruoli, il tema dell’abbondanza o dell’erotismo. Non si può restare semplici spettatori. Schignano è una festa che travolge.
Vivere a Schignano  significa prendere parte alla vivacità di tutte queste tradizioni, abitare in un luogo quasi fuori dal tempo, dove la voglia di non perdere la propria storia e tradizione aiuta la gente a vivere nella semplicità di un tempo. Ma Schignano non è solo questo: abitare in un immobile sul Lago di Como significa anche essere circondati da splendidi scenari naturali: un paesino prevalentemente montano, immerso nella Valle Intelvi ma ancora nelle vicinanze delle fiorenti sponde del lago. Storia e natura si uniscono in questo paese dalle mille sfaccettature: numerosi itinerari permettono di scoprirne tutte le meraviglie, dalle mulattiere storiche alle testimonianze di architettura rurale e militare. Non mancano nel paese mulini e case rustiche di pietra da visitare o da abitare.