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Papa Francesco a Gerusalemme al muro del pianto

papa francesco muro del piantoGerusalemme, il Papa ricorda vittime Shoah: “Mai più questa mostruosità”

Si conclude oggi il viaggio di Francesco in Terra Santa. Nella Cupola della roccia si toglie le scarpe. Poi la preghiera al Muro  del pianto, sacro all’ebraismo. Shimon Peres Mahmud Abbas hanno accettato l’invito e l’incontro si terrà il mese prossimo in Vaticano

GERUSALEMME –  “Mai più” la Shoah”. E’ questo il monito di Papa Francesco, nel Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme. “Signore, ascolta la nostra preghiera, la nostra supplica: salvaci per la tua misericordia, salvaci da questa mostruosità, Signore onnipotente”.

A Gerusalemme il pontefice ha reso omaggio agli ebrei sterminati durante l’Olocausto, e ha pregato in un luogo simbolico delle dispute che circondano la città santa per le tre religioni. Poco dopo è andato al Memoriale della Shoah e ha acceso il braciere a Yad Vashem. Parlando dell’Olocausto il Papa ha detto che “forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso!”. Signore, salvaci da questa mostruosità”, ha aggiunto Bergoglio.

Sulla spianata delle Moschee, incontrando il Gran Mufti di Gerusalemme, il Papa, ha lanciato un appello: “Rispettiamoci ed amiamoci gli uni gli altri come fratelli e sorelle! Impariamo a comprendere il dolore dell’altro! Nessuno strumentalizzi per la violenza il nome di Dio! Lavoriamo insieme per la giustizia e per la pace!”. Anche noi, come Abramo “vorremmo essere testimoni dell’agire di Dio nel mondo e per questo, proprio in questo nostro incontro, sentiamo risuonare in profondità la chiamata ad essere operatori di pace e di giustizia, ad invocare nella preghiera questi doni e ad apprendere dall’alto la misericordia, la grandezza d’animo, la compassione”, ha aggiunto. Per entrare nella Cupola della roccia, uno dei luoghi più sacri dell’Islam, Bergoglio si è tolto le scarpe.

“Viviamo una comunicazione e uno scambio fraterni che possono darci ristoro e offrirci nuove forze per affrontare le sfide comuni che ci si pongono innanzi, ha detto ancora il Pontefice al Gran Muftì sottolineando che il suo “pellegrinaggio non sarebbe completo se non contemplasse anche l’incontro con le persone e le comunità che vivono in questa Terra”. “Pertanto – ha spiegato – sono particolarmente lieto di ritrovarmi con voi, fratelli e amici musulmani”. Nel suo discorso, Francesco ha ricordato “la figura di Abramo, che visse come pellegrino in queste terre”.

“Musulmani, Cristiani ed Ebrei – ha detto – riconoscono in Abramo, seppure ciascuno in modo diverso, un padre nella fede e un grande esempio da imitare. Egli si fece pellegrino, lasciando la propria gente, la propria casa, per intraprendere quell’avventura spirituale alla quale Dio lo chiamava”. “Un pellegrino – ha poi concluso – è una persona che si fa povera, che accetta di lasciare la propria patria, è protesa verso una meta grande e sospirata, vive della speranza di una promessa ricevuta”.

Le vittime del terrorismo. Francesco ha completato così oggi la sua visita in Terra Santa. Nel corso della mattinata, dopo aver deposto una corona di fiori sulla tomba di Teodoro Herzl, il Pontefice ha reso omaggio alla stele in ricordo delle vittime israeliane del terrorismo nelle immediate vicinanze. La visita è avvenuta su richiesta del premier Benyamin Netanyahu. Secondo la radio militare la richiesta di Netanyahu è stata avanzata ieri dopo aver visto il Papa in raccoglimento accanto alla Barriera di sicurezza a Betlemme, costruita da Israele a partire dal 2001 mentre era investito da una ondata di terrorismo palestinese.  “Il terrorismo è male perché nasce dall’odio, perchè non costruisce ma distrugge, il nostro popolo capisce che la via del terrorismo non aiuta, che il cammino del terrorismo è fondamentalmente criminale. Preghiamo per tutte le vittime del terrorismo, mai più terroristi nel mondo”, ha detto il Papa.

L’incontro con Peres. Dopo la visita al Memoriale della Shoah, Papa Francesco è stato accolto dal presidente di Israele Shimon Peres al palazzo presidenziale. “La pace è questione di creatività e ispirazione e tu le porti entrambe con te”, ha detto Peres, accogliendo il pontefice – .La pace tra le religioni – ha aggiunto Peres – è un viatico per la pace in altri campi”. Il presidente israeliano ha poi ringraziato per l’invito all’incontro di pace in Vaticano con il presidente palestinese Abu Mazen, dando la disponibilità ad accettarlo, senza parlare di una data. Proprio su questo punto l’ex negoziatore dell’Olp Muhammed Shtayeh, ribadendo che i palestinesi hanno accettato con favore l’iniziativa del Pontefice, ha detto che l’incontro in Vaticano, è da ritenersi “significativo”, anche se avrà principalmente un valore “simbolico”.

Il pontefice ha usato il suo viaggio per fare appello alla fine del confine mediorientale, invitando i presidenti di Israele e Palestina in Vaticano per una giornata di preghiera. Sia Shimon Peres che Mahmoud Abbas hanno accettato, l’incontro si dovrebbe tenere il 6 giugno prossimo.

Nel corso del colloquio con Peres, Nobel per la pace, il pontefice lo ha definito un “uomo buono e saggio”. Poi ha auspicato che vengano evitate “iniziative e atti che contraddicono alla dichiarata volontà di giungere ad un vero accordo e che non ci si stanchi di perseguire la pace con determinazione e coerenza”.

da repubblica.it

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Giordania Israele

Papa Francesco Bergoglio in Terra Santa

roma canonizzazione papi wojtyla e giovanni papa francesco bergoglioIl Papa vola in Terra Santa
«Addolorato dai conflitti»
Al momento della partenza Francesco ha inviato un tweet: «Accompagnatemi con le vostre preghiere». Scambio di messaggi con Napolitano

La partenza di Bergoglio dall’aeroporto di Fiumicino (Ansa) La partenza di Bergoglio dall’aeroporto di Fiumicino (Ansa) shadow
ROMA – È iniziato alle 8.33 il viaggio apostolico di Papa Francesco in Terra Santa: l’arrivo all’aeroporto internazionale Queen Alia di Amman è previsto per le 13 (ora locale) mentre alle 21 Bergoglio ripartirà per Tel Aviv, dove arriverà 40 minuti dopo. Partendo da Fiumicino, il Pontefice ha inviato via Twitter questo messaggio: «Cari amici, vi chiedo di accompagnarmi con le vostre preghiere nel mio pellegrinaggio in Terra Santa». E intanto in Israele c’è stato un terremoto di magnitudo 4.1: la scossa è tata avvertita anche nella capitale giordana, ma non ha causato danni o feriti.
Sorrisi e saluti
Il Papa è arrivato attorno alle 8 a Fiumicino a bordo della Ford con targa Scv. Appena sceso dalla vettura assai sorridente, con nella mano sinistra la sua borsa di pelle nera, è stato accolto dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. Quindi dirigendosi verso l’Airbus A321 dell’Alitalia ha ricevuto il saluto di varie autorità: prima si è intrattenuto alcuni secondi con il ministro Marianna Madia, poi è stata la volta del vescovo della diocesi di Porto Santa Rosina Gino Reali, del vice direttore generale business dell’Alitalia Giancarlo Schisano, dell’amministratore delegato di Aeroporti di Roma Lorenzo Lo Presti, del prefetto Giuseppe Pecoraro e del vicesindaco di Fiumicino Annamaria Anselmi.
Il telegramma a Napolitano
Alla partenza Francesco ha anche mandato un telegramma al presidente della repubblica Giorgio Napolitano: «Nel momento in cui mi accingo a compiere il mio pellegrinaggio in Terra Santa, a cinquant’anni dallo storico viaggio del venerabile Paolo VI, al fine di pregare per la giustizia e la pace e per incoraggiare il dialogo ecumenico e interreligioso, desidero rivolgere a lei, signor presidente, e al popolo italiano il mio cordiale saluto, che accompagno con sinceri auspici per il bene spirituale e sociale della diletta Italia».
La risposta del Quirinale
Al telegramma il Capo dello Stato ha risposto nel giro di pochi minuti: «Santità, desidero farle pervenire il mio più sincero ringraziamento per il messaggio che ha voluto indirizzarmi in occasione della sua partenza per il pellegrinaggio in Terra Santa. L’intera comunità internazionale guarda con grandissima attenzione a questa sua missione in una terra attraversata da tensioni profonde e che tanto rappresenta nella storia e per il mondo intero. Sono certo che il suo pellegrinaggio sarà foriero di un messaggio di speranza per tutti coloro che si impegnano a portare pace e stabilità in quella terra cui anche l’Italia è legata da importantissimi vincoli storici e religiosi. Nell’augurarle pieno successo per la sua missione, mi è gradito, Santità, rinnovarle i sensi della mia profonda stima e amicizia».
Pace in Medio Oriente
Atterrato ad Amman il Papa ha incontrato re Abdullah II e la moglie Rania al palazzo reale. Constatando «con dolore» la permanenza di forti tensioni in Medio Oriente, Francesco ha sottolineato che è «quanto mai necessaria e urgente una soluzione pacifica alla crisi siriana, nonché una giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese». E davanti ai sovrani giordani Francesco ha anche invocato «il rispetto della libertà religiosa», definendolo «un fondamentale diritto umano».
I palloncini allo stadio
Dopo il colloquio con il re e la regina il Papa si è diretto all’International Stadium di Amman, gremito da oltre 40 mila persone. Una grande ovazione accompagnata dal rilascio di centinaia di palloncini hanno accolto il suo ingresso. Il vento gli ha portato via la papalina: il Pontefice ha tentato di recuperarla girandosi all’indietro, ma senza riuscirvi. Allo stadio Bergoglio celebrerà la Messa. Nell’occasione 1.400 bambini riceveranno la Prima Comunione.

da corriere.it

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gossip Israele ultime notizie

Bar Refaeli testimonial : esercito d’Israele polemico

Bar Refaeli, la “soldatessa” che fa arrabbiare Israele
La modella è finita di nuovo al centro delle polemiche

di Alessandra Cristofari

bar_refaeli_esercito_israeleLa modella Bar Rafaeli è finita di nuovo al centro delle polemiche di Israele per la questione relativa al servizio militare. Huffington Post racconta cosa è successo. La legge è uguale per tutti e Bar Rafaeli si è sottratta all’obbligo del servizio militare di due anni, standard per tutti i giovani israeliani ma ha accettato di partecipare a una campagna nazionale, racconta Huffington Post.

Israel Channel 2 rivela l’indignazione del generale Yoav Mordechai nei confronti della modella perché considerata un cattivo esempio e ha così deciso di scrivere al Ministero degli Esteri: “La scelta di un rappresentante ufficiale di Israele (Bar Refaeli ndr) che non ha prestato servizio militare trasmette un cattivo messaggio come quello dell’evasione dell’arruolamento e incoraggia l’identificazione dei giovani di entrambi i sessi a non arruolarsi”.

Secondo la legge israeliana, gli uomini sono tenuti a prestare servizio militare per tre anni mentre le donne per due. Refaeli, scrive Huffington Post,  ha trovato una scappatoia per scampare all’obbligo “sposando un amico di famiglia nel 2007″.

Le forze armate hanno compreso la scelta ‘furbetta’ di Refaeli per non prestare servizio militare e da anni sono critici nei suoi confronti, come quando nel 2008 Refaeli firmò un  contratto redditizio con la Fox e la minacciarono di boicottaggio: gli animi si calmarono solo quando la modella promise di andare in visita negli ospedali militari.

Nel 2010 il generale Avi Zamir tornò a criticarla per la mancanza di rilievo nelle pubbliche relazioni del paese: “A fine giornata non so come faccia a guardarsi allo specchio”, parole forti perché “L’esercito è una parte centrale della nostra società”. La polemica è scattata di nuovo nelle ultime ore perché il Ministero degli Esteri israeliano l’ha scelta come protagonista di un filmato che elenca le invenzioni migliori del paese ma la sezione militare continua a indignarsi per il ruolo di portavoce.

da giornalettismo.com