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Iran incidente aereo morte 39 persone

Incidente aereo in Iran 12Iran, si schianta aereo passeggeri: 39 morti, 9 feriti
Il velivolo, diretto a Tabas, è caduto poco dopo il decollo da Teheran, a 5 chilometri dall’aeroporto Mehrabad.

TEHERAN – Un aereo passeggeri si è schiantato in Iran, vicino all’aeroporto di Teheran. Delle 48 persone a bordo (40 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio) 39 sono morte e 9 sono rimaste ferite secondo le prime notizie riportate dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna.

Il velivolo era probabilmente un Iran-140 della compagnia Sepahan Air, ma secondo altre fonti sarebbe un Iran-141 della Taban Air. In ogni caso, si tratta di due aerei di piccole dimensioni usati per le rotte regionali. Il volo era appena decollato da Teheran ed era diretto a Tabas, nell’est del Paese. A quanto si è appreso, è precipitato nel sobborgo residenziale di Azadi, a 5 chilometri dall’aeroporto Mehrabad.

Da Mehrabad partono i voli interni all’Iraq, mentre quelli internazionali si servono dell’aeroporto Khomeini. Le linee aeree iraniane si servono molto frequentemente degli Iran, che sono versioni locali degli Antonov, costruite nel Paese sugli schemi internazionali, ma negli ultimi anni vi sono stati diversi disastri aerei dovuti alla scarsa manutenzione dei mezzi e alla loro età media. A ciò si aggiungono le sanzioni internazionali, che hanno limitato di molto la possibilità di acquistare pezzi di ricambio.

da repubblica.it

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Andare in Vacanza in Iran

Iran luoghi da visitare 09Iran. Scopriamolo così

A un anno dall’insediamento del presidente Rohani è boom turistico. Che cosa visitare e come muoversi in un Paese dove l’industria dell’ospitalità muove i primi passi

É trascorso quasi un anno dall’insediamento del Presidente iraniano Hassan Rohani e gli effetti della sua nuova amministrazione si sono inziati a vedere giá da tempo. La Repubblica Islamica ancora oggi si trova al centro dell’attenzione internazionale per i colloqui sul nucleare e i tanti altri problemi interni che tutti conosciamo. Da qualche tempo, peró, l’Iran sta assumendo un altro primato, quello di essere in vetta alle agenzie di viaggio come meta turistica.

Nonostante i 40 gradi di questo luglio 2014 e le restrizioni del mese sacro del Ramadan, in cui non si puó né bere, né mangiare in pubblico, quasi tutti gli alberghi delle grandi cittá iraniane sono al completo. Secondo le cifre ufficiali le visite in Iran da parte di turisti stranieri sono aumentate del 215%  rispetto alla primavera del 2013. Si sono registrati circa 23.600 turisti nei primi mesi dell’anno iraniano, rispetto ai 7.500 dell’anno scorso. Tra il 21 marzo e il 20 aprile, 4.594 gruppi di turisti stranieri hanno visitato l’Iran, più del doppio del numero dell’anno precedente. La maggior parte dei turisti giungono attraverso tour organizzati, con pacchetti turistici, soprattutto durante le due stagioni di punta: da aprile ai primi di giugno, e da settembre a ottobre, ma si registrano turisti anche durante il caldo periodo estivo.

Come viaggiare in Iran
Trentacinque anni fa, l’Iran aveva fatto scendere la mappa turistica, diventando appannaggio di pochi viaggiatori indipendenti. Oggi i gruppi sono composti da turisti di tutte le etá, provenienti sia dall’Europa che dall’Australia, dalla Corea del Sud, dal Giappone e dalla Cina. A questi ospiti, desiderosi di conoscere le meraviglie persiane, non sembrano creare difficoltá le restrizioni imposte dal paese a tutta la popolazione, turisti compresi.

La Repubblica Islamica richiede ai propri visitatori infatti alcune regole da rispettare: gli uomini devono indossare pantaloni lunghi, le donne devono avere i capelli coperti con sciarpe o foulard, anche se non serve che questi siano allacciati strettamente. Inoltre devono indossare gonne o pantaloni lunghi e non attillati, le braccia devono essere coperte così come le gambe. Non ci sono limiti ai colori permessi, meglio peró evitare il rosso, i colori chiari sono consigliati durante la stagione estiva. I sandali sono accettati. Con la nuova amministrazione Rohani sono state ammorbidite alcune restrizioni, ma é comunque ancora importante evitare di fotografare le zone lungo il confine e quei luoghi dove possono esserci installazioni governative civili e militari, ambasciate, uffici telefonici o posti di polizia.  I documenti necessari sono il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di ingresso in Iran, con almeno 2 pagine libere consecutive e privo di visti Israele, e visto di ingresso.

I siti patrimonio dell’Unesco
Un turismo in Iran tutto in divenire tanto da esser paragonato da qualche Tour Operator a quello che accadde nel 2012 alla Birmania, dopo l’elezione di Aung San Suu Kyi, che per anni venne considerata una destinazione top-selling. L’Iran possiede circa 17 luoghi e architetture dichiarate patrimonio dell’Umanitá dall’Unesco. Le cittá piú visitate in Iran sono la capitale Tehran, con le sue moschee e i palazzi dello Shah, la cittá di Esfahan che offre al visitatore la grandissima Piazza Imam Khomeini, chiamata ufficialmente Meydan Naqsh-e Jahān (ovvero “Piazza Metà del Mondo”).

È una delle piazze più grandi del mondo e tutto il suo complesso è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità nel 1979. Altro sito da visitare é  il “Ponte dei 33 archi”, il Si-o-se Pol, che significa detto anche “ponte Allahverdi-Khan” è uno degli undici ponti della città. Considerato uno dei più famosi esempi dei ponti costruiti dalla dinastia Safavidi all’inizio del XVII secolo. I turisti sono attratti anche dall’antico centro zoroastriano di Yazdk, una città di primaria importanza come centro dell’architettura persiana.

Nella regione di Fars, si trova invece Shiraz che è stata la capitale della Persia durante la dinastia Zand dal 1750 al 1794. In particolare i visitatori si recano a circa 50 chilometri da Shiraz, sorge Persepolis una delle più spettacolari rovine antiche del mondo e dei siti religiosi, che risale al 512 aC. circa. Persepoli fu una delle cinque capitali della dinastia achemenide (le altre erano Babilonia, Ectabana, Pasargadae e Susa). Il centro del Turismo e Patrimonio di Shiraz ha dichiarato di aver venduto ai visitatori stranieri diretti alle meraviglie di Persepolis, tra marzo e aprile di quest’anno, circa 6.193 biglietti, contro i 1.651 di biglietti venduti nello stesso periodo dello scorso anno.

La cittá bruciata
É notizia di pochi giorni fa che un altro sito archeologico, la Città bruciata é stata dichiarato patrimonio dell’umanitá da parte dell’Unesco. Si tratta di uno dei più grandi e ricchi siti dell’Età del Bronzo in Iran e in Medio Oriente. Sembra che la Città Bruciata sia ritenuta da alcuni quale capitale di un’antica civiltà che fiorì sulle sponde del fiume Helmand quasi 5200 anni fa. Quattro civiltà hanno vissuto in questa città che fu bruciata tre volte e non venne piú costruita dopo l’ultimo incendio. Le ricerche presso la ‘Città Bruciata’ vennero realizzate per la prima volta dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO), con un team guidato da Maurizio Tosi nel 1967.

Turisti inaspettati, albergatori impreparati
Il boom di turisti “inaspettati” ha peró trovato sprovvisti gli albergatori che stanno proprio in questi giorni facendo i conti con l’insufficenza di personale.  Per far fronte a questa “piacevole emergenza turismo” anche le grandi compagnie alberghiere straniere, si stanno organizzando per dare ospitalitá alle migliaia di turisti, che in futuro sceglieranno l’Iran come luogo di vacanze. Ad esempio il Gruppo Rotana dell’Arabia Saudita progetta di aprire un hotel a cinque stelle sia a Teheran che nella città di pellegrinaggio sciita di Mashhad. La compagnia Francese Accor SA mira a costruire un albergo vicino all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran. Per quanto riguarda le linee aeree l’Austrian Airlines AG ha giá ripreso i voli senza scalo da Vienna a Teheran a marzo e i voli Alitalia sulla tratta Roma-Tehran dall’inizio dell’anno sono quasi sempre al completo.

L’amministrazione del Presidente Iraniano Rohani proprio per incentivare il turismo sta varando nuove formule da attuare in un prossimo futuro. Il primo consiste nel voler rimuovere o alleviare l’obbligo del visto per 12 paesi, inclusa l’Italia, per facilitare l’ingresso ai visitatori e il secondo di aumentare il reddito annuo del turismo da i 5 miliardi di dollari di oggi ai 10 miliardi. Un prezioso business del quale il paese oggi ha piú bisogno che mai.

di Tiziana Ciavardini da repubblica.it

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Unesco 10 nuove meraviglie del mondo nel Patrimonio dell’Umanita Ecco 5 tra i siti più a rischio

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPatrimoni Unesco da tutelare: 5 meraviglie del mondo ad alto rischio.

Nel 2013 l‘Unesco ha inserito 10 nuove meraviglie del mondo nel Patrimonio dell’Umanita. Numerose località selezionate per il loro valore naturale, storico e culturale si trovano purtroppo in una condizione di elevato pericolo di deterioramento, per via di numerosi fattori ambientali e sociali, dalle guerre all’inquinamento.

Conflitti armati, terremoti, cambiamenti climatici, urbanizzazione incontrollata e sviluppo turistico sconsiderato sono soltanto alcuni dei fattori che minacciano i luoghi più caratteristici del Pianeta e della storia dell’uomo. Dal 1972 l’Unesco iscrive in una lista speciale quei patrimoni che richiedono interventi maggiori e per cui è possibile richiedere l’assistenza immediata del World Heritage Committee per dare vita a interventi rapidi di salvaguardia. Si tratta di un sistema nato per rispondere in breve tempo a esigenze specifiche di conservazione.

Ecco 5 tra i siti più a rischio del Patrimonio dell’Umanità Unesco, parte della List Of World Heritage In Danger.

1) La città di Bam, in Iran
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L’eredità culturale della città di Bam, in Iran, è stata posta a serio rischio nel dicembre del 2003, quando un terremoto provocò gravi danni e la morte di 26 mila persone. L’Unesco la iscrisse immediatamente nella lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo. La comunità internazionale si è mobilitata per salvaguardare ciò che resta del patrimonio storico di questa località. Nei secoli passati Bam si trovava al centro di importanti rotte per gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente. Al suo interno è presente uno dei principali esempi di fortificazioni medievali costruite con stratificazioni di fango.

2) Il villaggio storico di Zabid, nello Yemen

L’eccezionale patrimonio archeologico e storico di Zabid si è fortemente deteriorato negli ultimi anni. Infatti, il 40% degli edifici originali sono stati sostituiti da costruzioni moderne. Nel 2000, lo storico villaggio di Zabid è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo. L’Unesco sta aiutando le autorità locali a sviluppare un piano di conservazione urbana e ad adottare un approccio strategico per la salvaguardia di questo Patrimonio dell’Umanità. Il patrimonio culturale del sito è parte di una delle località di maggior rilevanza archeologica e storica per il mondo arabo, di cui è simbolo per via del suo insieme di stradine, case tradizionali e minareti. Si tratta di unacittà costiera fortificata, costruita a breve distanza da una fertile pianura alluvionale. L’integrità del patrimonio storico e culturale è stata minacciata dalla costruzione di grandi edifici in cemento armato.

3) I Parchi Nazionali del Congo

L’Unesco si riferisce ai Parchi Nazionali di Garamba, Kahuzi-Biega, Salonga e Virunga, e alla Riserva Naturale di Okapi, nella Repubblica Democratica del Congo. Tutti e cinque i siti risultano iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo a causa dell’impatto della guerra e dei conflitti civili nella regione dei Grandi Laghi. L’Unesco ha lanciato una campagna internazionale di salvaguardia per proteggere l’habitat di specie in via d’estinzione, come il gorilla di montagna, il rinoceronte bianco settentrionale e l’okapi, un animale simile alla giraffa, che vive tra le foreste pluviali del Congo. Giappone e Belgio hanno promesso aiuti economici per aiutare il Congo a riabilitare questi importanti parchi naturali. Il solo Parco Nazionale di Garamba ospita rare specie di elefanti e altri grandi mammiferi, come le giraffe, gli ippopotami e i rinoceronti, che lo rendono un santuario eccezionale della biodiversità.

4) Bamiyan Valley, in Afghanistan

Bamiyan Valley, una località del Afghanistan, è stata inserita contemporaneamente nella lista del patrimonio mondiale in pericolo e tra i siti Unesco di maggior pregio nel 2003. Il luogo si trova in unostato precario di conservazione, per via dell’abbandono da parte della popolazione, delle azioni militari e delle esplosioni. Le mine antiuomo rendono inaccessibili alcune aree del sito. L’Unesco, su richiesta del Governo afghano, coordina gli sforzi internazionali per valorizzare il patrimonio culturale dello Stato, con particolare riferimento a Bamiyan. L’area comprende edifici fortificati del periodo Islamico e numerosi santuari e monasteri Buddhisti. Purtroppo, alcuni luoghi di culto sono stati danneggiati durante la guerra. Una perdita importante per l’integrità del sito fu la distruzione delle grandi statue di Buddha nel 2001. I resti archeologici della valle di Bamiyan rappresentano gli sviluppi artistici e religiosi che tra il I e il XIII secolo caratterizzavano l’area, integrando diverse influenze culturali.

5) L’antica città di Aleppo

Già dal II millennio a.C. Aleppo fu un importante crocevia per le rotte commerciali. La cittadella del XIII secolo, la Grande Moschea del XII secolo, i palazzi e gli hammam sono parte di un tessuto urbano unico, minacciato sia dalla sovrappopolazione che dalla guerra. L’antica città di Aleppo riflette culture ricche e varie, per via dell’avvicendarsi di occupanti di origine diversa nel corso dei secoli. Ad Aleppo troviamo resti della cultura ittita, ellenistica, romana e bizantina. Negli ultimi anni, lo sviluppo urbanistico e la costruzione di grandi hotel hanno minacciato il paesaggio storico e artistico. L’Unesco spera nella nascita di una zona cuscinetto per la protezione del cuore più antico di Aleppo, che ospita un patrimonio inestimabile. E’ una delle più antiche città del mondo e risulta al momento la località più popolata della Siria. Purtroppo nel 2013 Aleppo è stata sede di feroci combattimenti, nel corso della guerra civile siriana, che hanno causato seri danni al patrimonio. Il grande Suq medievale è stato dato alle fiamme e la Moschea Omayyade, o Grande Moschea, è stata ridotta a campo di battaglia.

Consulta qui l’elenco completo dei 44 siti Unesco in pericolo inseriti nella List of World Heritage in Danger.

Di Marta Albè da greenme.it via Triskel182.wordpress.com