La nuova Stonehenge il complesso neolitico scoperto dal radar a quattro metri di profondità

La nuova Stonhenge 02Stonehenge, complesso neolitico nel sottosuolo: la scoperta rivelata dai radar

Con l’utilizzo di strumenti hi-tech in grado di scansionare il sottosuolo, un gruppo di studiosi provenienti da tutta Europa, diretto dal professore Vince Gaffney dell’Università di Birmingham, ha scoperto un complesso neolitico a una distanza di poco più di un chilometro e mezzo da Stonehenge. Si trova a una profondità di oltre quattro metri ed è formato da grosse pietre, disposte lungo una linea di tre chilometri. Il complesso monumentale sembra essere dodici volte più grande di Stonehenge. “Finora non avevamo assolutamente idea che le pietre fossero lì” afferma Vince Gaffney

da kataweb.it

Beppe Severgnini tra dieci giorni il referendum in Scozia

Beppe SevergniniInglesi e scozzesi: flemma contro cuore per due Nazioni vere
Storie, bandiere e squadre diverse: ma anche due modi di vedere il mondo

Fa impressione pensarci: tra dieci giorni potrebbe non esistere più il Regno Unito. Né la Gran Bretagna. Resterebbe una Grande Inghilterra, ma sarebbe un’altra cosa. Metà dell’attuale territorio britannico potrebbe staccarsi da Londra. Un’eventualità che, a giudizio di molti, gli inglesi non hanno preso molto sul serio. Di sicuro hanno fatto poco per mostrare il loro amore per l’Unione che resiste dal 1707. Giusta flemma o calcoli sbagliati: tra poco vedremo.
Bisogna dar atto ai britannici di aver affrontato un passaggio storico con grande civiltà. Gli Unionisti hanno parlato al cervello e al portafoglio. Gli Indipendentisti si sono concentrati su quanto sta nel mezzo: fegato e cuore. Ha riassunto The Economist (favorevole all’Unione): «La campagna per il “no” è una macchina, la campagna per il “sì” è un carnevale». Ma gli scozzesi non sono inglesi. La festa potrebbe vincere sulla testa.
Inghilterra e Scozia. Chi le conosce sa che sono due nazioni vere. Due storie, due bandiere, due nazionali di calcio, due caratteri, due modi di vedere se stessi e il mondo. Solo in Belgio e in Spagna, forse, esistono differenze così marcate all’interno dello stesso Stato. In Italia, certamente no. Se non siamo arrivati neppure vicini all’indipendenza della Padania è perché la Padania non è mai esistita, se non nelle fantasie postprandiali di Umberto Bossi.
La Scozia esiste e resiste. Le pressioni per restare all’interno del Regno Unito sono state poco visibili, per nulla passionali, ma robuste. La proposta, da parte del governo centrale, di mantenere il controllo sulle entrati fiscali è una tentazione difficile da respingere. Ma potrebbe non bastare, come suggeriscono i sondaggi in queste ore. Il cuore sente ragioni che la carta di credito non conosce.
Saranno le emozioni a decidere questa partita storica (per una volta l’aggettivo non è abusato). Per uno Stato che della propria tranquilla razionalità fa un punto d’onore, potrebbe scattare la legge del contrappasso. Comunque vada, in Scozia una minoranza appassionata è riuscita a scuotere una maggioranza compassata. È impressionante ciò che è accaduto tra gli elettori laburisti. Secondo i sondaggi, quelli favorevoli all’indipendenza sono passati in poche settimane dal 18% al 30%.
Sorprendente? Solo chi non è mai stato in Scozia, e non conosce uno scozzese, poteva credere che questa decisione potesse ridursi a un’approvazione compassata dello status quo. Orgoglio e rivendicazioni, entusiasmo e timore, superiorità e inferiorità: tutto si mescola, quando si vive a lungo insieme, o molto vicini. Viaggiando ho ritrovato sentimenti simili in Portogallo, condizionato dalla Spagna; in Nuova Zelanda, schiacciata dall’Australia; in Uruguay, la «provincia orientale» legata all’immensa Argentina. Ma questi tre Paesi sono indipendenti. La Scozia può decidere se diventarlo.
Immaginate le discussioni nelle case di Edimburgo, di Glasgow e di Aberdeen, in queste ore. È come se la storia, dopo oltre tre secoli, tornasse a bussare alla porta. Bisogna aprire, e dirle qualcosa. Non si può ignorare e lasciare là fuori.
Nessuno, a questo punto, sa come andrà a finire. Si può solo tirare a indovinare. Dovessi scommettere una birra in un pub, direi: vinceranno, di misura, i «sì» all’indipendenza. Il cuore oltre l’ostacolo. Poi non sarà facile, certo. Ma ci sarà l’Europa dei popoli ad aiutare. Perché gli scozzesi, come gli inglesi, sono europei. Ma, a differenza di questi ultimi, lo sanno.

di BEPPE SEVERGNINI da corriere.it

Helsby Liverpool la nuova villa di Balotelli foto

Mario Balotelli villa a Liverpool 05Balotelli pubblica una foto sul proprio profilo Instagram dove confessa di “non vedere l’ora di giocare per la prima volta ad Anfield”, ma intanto inizia le ricerche della sua nuova reggia a Liverpool. I media inglesi hanno scoperto la casa a cui sarebbe interessato Super Mario. L’attaccante potrebbe andare a vivere in questa villa da favola dal prezzo esorbitante: 4,75 milioni di sterline, quasi 6 milioni di euro. Si trova a Helsby, una piccola città della contea di Cheshire, a mezz’ora da Liverpool. Una zona di campagna, lontana dalle distrazioni e dal traffico cittadino. Una residenza da sogno in cui non manca niente: piscina, sauna, cantina , campo da calcio e persino una pista di atterraggio per elicotteri. Balotelli starebbe pensando seriamente all’acquisto, anche se non è escluso che possa prenderla in affitto

L’attaccante del Liverpool, Mario Balotelli, potrebbe acquistare una mega-villa da quasi 6 milioni di euro, secondo le indiscrezioni della stampa inglese. La dimora si trova in campagna, lontano dalle «tentazioni» della città, nel villaggio di Helsby (contea di Cheshire). Dista circa 35 minuti dal centro sportivo di Melwood, dove si allena la nuova squadra di Supermario. La villa ha cinque stanze da letto, una piscina, una sauna, una cantina per i vini. Di più: nel giardino c’è anche una pista d’atterraggio per elicotteri (Foto: Prime Location; a cura di Elmar Burchia)

corriere e repubblica