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Miniatur Wunderland: Il Plastico ferroviario più grande del mondo
Frankie
I ragazzi del blog americano Gizmodo hanno scovato il più grande plastico ferroviario mai realizzato! Si tratta del Miniatur Wonderland: un parco a tema dedicato al fermodellismo che, visti i numeri da guinnes, farà impazzire un po’ tutti, non solo i modellisti appassionati di treni in scala.
12Km di rotaie, 300.000 LED, 1500 metri quadri di plastico dedicato alla Germania, Austria, Svizzera, America e Scandinavia.
Solo per la realizzazione delle sette meraviglie die Amburgo: Arena (HSH) dello sport, Landungsbrücken, Michel, Köhlbrandbrücke, Speicherstadt, Herbertstraße e lo Zoo die Hagenbecks ci sono volute 8.000 ore di lavoro!
Il materiale e le informazioni (in inglese) sono tantissime ed è affascinante scoprire i passaggi che hanno portato alla costruzione di questo gigantesco plastico che dovrebbe concludersi alla fine del 2014 con 20 KMh di rotaie, 15.000 vagoni, 4.000 scambi, 1.900 segnali, oltre 1.300 treni, 300.000 figurini e più di mezzo milione di luci!
My Little Paris la guida a Parigi degli indirizzi segreti e bizzarri
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E’ questa la Parigi degli indirizzi segreti e bizzarri
Dagli hotel ai ristoranti passando per la moda la guida e il sito offrono un elenco inesauribile di proposte
Nella guida “My little Paris”
una miniera di opportunità
Ristoranti, negozi e servizi
per stupire se stessi e gli altri
C’è il ristorante con un tavolo solo e il sarto che clona il vestito preferito che, proprio per questo, è irrimediabilmente logorato dall’uso. C’è il sito dove ti automandi una mail decidendo quando ti deve arrivare (fra un anno, dieci, cento) e l’indirizzo del «fish pedicure» con i pescetti che massaggiano i piedi. C’è il fotografo che realizza un libro con tutte le foto dell’appartamento da cui hai appena traslocato e il «crieur de rue» che raccoglie i messaggi degli abitanti del Ventesimo arrondissement e li declama sulla pubblica piazza.
Benvenuti a Parigi, una città dove il terrore è quello di non fare ciò che fanno tutti, ma la speranza è quella di fare oggi ciò che tutti faranno domani. Da anni, la Bibbia della vera parigina, lacerata come un’eroina di Racine fra l’obbligo di seguire le mode e la voglia di lanciarne una, è il sito www.mylittleparis.com , inesauribile miniera di indirizzi segreti, idee insolite, mete particolari, attività bizzarre, quelle che si fanno per poterle poi raccontare. Tanto di successo che adesso il verbo si è fatto libro, «My little Paris», alias «La Parigi segreta delle parigine», che ovviamente vale anche per chi parigina non è, ma aspira a diventarlo o vuol far credere di esserlo. Dunque, l’ideale anche per un weekendino chic dove non si voglia passare tutto il tempo ad apostrofare gli indigeni con «Noio vulevam savuar»…
Peraltro, alcune delle attività proposte sono del tutto adatte anche ai maschietti. Per esempio, mangiare. Il ristorante con un tavolo solo è ovviamente italiano, anzi siciliano, e in realtà è il retrobottega del negozio di Cédric Casanova, il grande specialista dell’olio d’oliva. Infatti si chiama «La tête dans les olives», la testa nelle olive. Prenotazione, più che gradita, obbligatoria. Però c’è anche la cena underground, quella di cui non sai né dove si svolgerà né quando né con chi, usanza newyorchese approdata dall’altra parte dell’Atlantico: ti iscrivi (hkreservations@gmail.com) e aspetti istruzioni, sperando al momento venuto di trovarti seduto accanto a Brad Pitt o ad Angelina Jolie, a seconda del sesso e dei gusti.
Trattandosi però di una guida al femminile, il capitolo vestiti è particolarmente nutrito. Geniale l’idea di quelli di www.jeveuxlememe.fr, cioè «voglio lo stesso»: lo stesso vestito-feticcio, amatissimo ma ormai da buttare. E invece no: un messo lo ritira e lo riporta 48 ore dopo con un preventivo. Se l’accettate, arriverà un clone identico all’originale come la pecora Dolly. E alla «Boutique sentimentale» di rue du Roi de Sicile, nel Marais modaiolo, c’è il calzolaio che rifà pari pari le vostre scarpe preferite e ormai fuori catalogo. Ma le Sophie Kinsella di Parigi butteranno sugli indirizzi degli stock delle grandi griffe, dove lo stesso abitino costa molto meno che nella boutique ufficiale.
Internet, naturalmente, ha moltiplicato le stranezze. Così su www.futureme.org si può mandare una mail a se stessi, decidendo quando dovrà arrivare: ideale per chi pensa di essere il suo miglior amico. Peraltro c’è anche il sito (canadese, per la verità: www.pantybypost.com ) che spedisce la lingerie a domicilio, con varie forme di abbonamento. Per esempio, mensile: così, ogni mese per un anno, due o cento, la mutandina nuova e sfiziosa approderà nella cassetta delle lettere della fanciulla un po’ feticista.
Da non perdere poi la celebre cabina telefonica di Sophie Calle, sul pont du Garigliano. Si tratta di una normale cabina, provvista però di una targa dove madame Calle, un’eccentrica artista autoproclamatasi «agitatrice di pensieri», spiega che conosce il numero e ogni tanto chiama per il piacere di fare quattro chiacchiere con il perfetto sconosciuto che abbia voglia e tempo di tirare su la cornetta e starla a sentire.
E poi, divagando: il «fish pedicure» (al 3 della rue des Fossés Saint-Jacques, nel Quinto) dove i pescetti Garra rufa, alias «pesci dottore», massaggiano i piedi preventivamente messi a mollo; «L’Hôtel» a Saint-Germain, un albergo così discreto e raffinato da non aver nemmeno il nome, dove si può affittare per un’ora una piscina privata; il «Pixel bar» (sempre Sesto, rue Dauphine) dove è il cliente a decidere gli ingredienti del cocktail e poi a dargli il nome (ma in caso di intrugli particolarmente disgustosi interviene il barman)… Fra i mestieri più folli, oltre allo strillatore di messaggi ricordato sopra, c’è anche il «détective de soirée» (www.germainpire.info ) che scova le mitiche feste segretissime frequentate dai soliti noti e, soprattutto, vi ci fa entrare. E l’idea di realizzare un libro fotografico sul proprio appartamento non è male: lui, il fotografo d’interni, si chiama Ricardo Bloch, www.ricardobloch.com.
Morale: sarà vero, come diceva il dottor Johnson, che chi è stanco di Londra è stanco della vita. Ma a patto di riconoscere che la regola vale anche per Parigi (dove tuttavia un tantinello stanchi, non di Parigi ma dei parigini, alle volte, in effetti, si è).
ALBERTO MATTIOLI da lastampa.it
Google acquista Zagat le guide turistiche americane
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Google si dà ai viaggi, acquisito Zagat
Il motore di ricerca è il nuovo proprietario delle guide americane. Primo passo verso un ingesso attivo nel settore turistico?
Non ha nessuna intenzione di fermarsi. Dopo la recente (quanto rumorosa) acquisizione di Motorola, Google ha acquisito Zagat, società statunitense attiva nel settore guide turistiche. Un impero, quello costruito dai coniugi Tim e Nina Zagat, che pubblica manuali con le recensioni di ristoranti, di oltre 100 città in tutto il mondo, compilate dagli stessi clienti. Non ancora noti i dettagli dell’accordo, anche se sembra che il prezzo di Zagat fosse stimabile intorno ai 200 milioni di dollari. Da Google la mossa, inattesa, si spiega, come sottolinea Marissa Mayer, vice presidente per i servizi locali come la necessità, per il motore di ricerca, di creare un «caposaldo» dei servizi sul territorio. Gli esperti sono pronti a giurare che l’acquisto di Zagat non sia che la prima mossa verso la decisione di Google di entrare attivamente nel settore dei viaggi attraverso un proprio servizio di prenotazione dei ristoranti.
da businesspeople.it
Arriva Geomondo la rivista di viaggi e mete geografiche
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‘Geomondo”, una rivista per parlare di viaggi e mete geografiche
Presentazione pubblica realizzata dall’Accademia Geografica Mondiale in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Poggibonsi
Appuntamento venerdì 13 maggio alle 21 presso la Sala Set del teatro Politeama
Mete geografiche, viaggi e tanto altro nella rivista “Geomondo”, pubblicazione ufficiale dell’Accademia Geografica Mondiale che sarà presentata venerdì 13 maggio alle 21 presso la Sala Set del Teatro Politeama a Poggibonsi. L’incontro pubblico, a cui parteciperanno il Sindaco di Poggibonsi e le massime autorità cittadine, è organizzato dall’Accademia Geografica Mondiale (AGM) in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Seguirà aperitivo.
“Geomondo” è una rivista con servizi relativi a mete geografiche che derivano da spedizioni e visite specifiche effettuate dagli inviati e fotografi dell’AGM stessa.
L’AGM ha la sua sede legale a Poggibonsi e vanta sedi in varie parti d’Italia e del mondo, a Bergamo, Treviso, Roma, Napoli, Mosca (Russia), Ulaan Bataar (Mongolia) e Mombasa (Kenya). E’ una associazione scientifica e culturale la cui finalità è diffondere la conoscenza di tutte le nazioni del mondo attraverso informazioni, documentazione fotografica e cartografica su ognuno dei 194 stati del mondo, oltrechè viaggi alla scoperta del nostro pianeta e delle popolazioni che lo abitano nel completo rispetto dell’ambiente e delle persone che lo abitano.
Oltre alla rivista è disponibile anche un sito bilingue italiano/inglese www.accademiageograficamondiale.com che è visitato ogni mese mediamente da 10.000 lettori provenienti da 60/70 nazioni diverse dei cinque continenti abitati.
Nuovi Turismi di Mario Gerosa e Sara Magro viaggiare al tempo di Internet
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C’è chi visita paesi lontani senza muoversi da casa, navigando nel web, chi pianifica on line ogni dettaglio della vacanza e chi non si separa mai dai suoi oggetti tecnologici. In un libro edito da Morellini, le frontiere virtuali del viaggio. L’ESTRATTO
Web Surfing – Prima c’è stato il boom dei viaggi last minute, che fanno risparmiare un bel po’. Poi è stata la volta dei viaggi low cost, che fanno risparmiare molto. Ed ora è la volta dei viaggi no cost, dove non si spende praticamente niente. Non si spende perché non si va da nessuna parte, almeno non fisicamente. Si esplorano soltanto mappe su mappe, foto, video, link, post e descrizioni varie conservate nel web. Metaforicamente si surfa, ma in realtà si resta incollati alla sedia.
È la versione 2.0 dei viaggi immobili, un fenomeno nato nell’Ottocento ai tempi del Viaggio attorno alla mia camera di Xavier de Maistre e tornato in voga negli ultimi anni, soprattutto grazie alle possibilità e alla forza propulsiva del web. Il viaggio no cost è l’estremizzazione radicale del viaggio programmato su internet: fino a qualche anno fa, il web serviva esclusivamente per scegliere, per confrontare e per acquistare il viaggio. Oggi si è andati decisamente oltre: su internet non si prenota più il viaggio, lo si fa. In questo caso, ci sono almeno due scuole di pensiero: c’è chi programma viaggi all’interno dei mondi virtuali, per scoprire tutte le curiosità di Second Life e le meraviglie di World of Warcraft, e chi invece predilige un tipo di viaggio più concettuale, da eff ettuare con Google Earth e Google Maps, straordinari strumenti che negli ultimi tempi si sono sostituiti ai classici atlanti di una volta. Google Earth presenta in tempo reale i territori del nostro pianeta, mentre Google Maps off re la possibilità di creare mappe tematiche.
Chi sceglie di viaggiare con Google Earth e Google Maps è l’erede ideale dei personaggi che un tempo si deliziavano a fantasticare sulle cartine e sugli orari ferroviari, immaginando percorsi complessi e avventurosi e che facevano più volte il giro del mondo senza spostarsi da casa. Google Earth è un sistema che, grazie a riprese satellitari, offre una rappresentazione dei territori di tutto il mondo in tempo reale. Molti suggerimenti si trovano già sulla directory della home page di Google Earth, dallo “Skyscrapers Tour” al “Cathedral 3D Tour”. Google Maps invece è uno strumento per creare centinaia di atlanti su misura, in base ai propri interessi. Su queste mappe Web surfi ng Geografie virtuali 16 gli appassionati riportano una serie di dati per personalizzare le carte geografiche digitali.
Così, posso avere una mappa del Veneto su cui sono evidenziati i punti nevralgici per gli appassionati di vini; poi, cliccando su quei punti, vengo rimandato a link che mi dicono tutto su un certo produttore, mentre con Street View, un altro programma, posso visitare virtualmente un certo luogo, guardandolo da varie angolazioni. Scoperta la metodologia, si passa al viaggio vero e proprio, che si può fare in due modi, o esplorando la mappa, o usandola come base per un viaggio nella realtà.
Con Google Maps si possono fare moltissimi tipi di viaggi a tema: è sufficiente cercare sul web e poi iniziare a curiosare. Molto gettonata la mappa del Signore degli anelli, così come quella di Harry Potter, ideali per curiosare tra gli highlights di fi lm e bestseller; un altro must è la mappa dei luoghi del Codice da Vinci. Ma non meno interessanti sono le mappe che fanno riferimento ai videogame, come quella di Grand Theft Auto IV. Non si tratta soltanto di mappe che fanno riferimento a luoghi reali: sul web è molto divertente fare un viaggio sulle carte geografi che digitali di World of Warcraft, scoprendo le particolarità di molti luoghi immaginari prima di viverli con un viaggio “vero” in un universo sintetico.
Sempre su Google Maps, i luoghi legati ai Led Zeppelin, il leggendario gruppo rock di Stairway to Heaven: tra le locations c’è anche la residenza dell’occultista Aleister Crowley, vicino al Lago di Loch Ness, comprata e poi rivenduta dal chitarrista Jimmy Page.
Poi si può andare sul blog Google Maps Mania e scegliere un viaggio, lasciandosi ispirare dai post di matrice cultural geografica. Poi si può scorrere l’elenco di siti come http://keirclarke. googlepages.com/directory.htm e passare alla fase operativa, cliccando sui link che portano alle varie mappe. Vale la pena ricordare che, una volta che si è preso gusto a questo tipo di viaggio, si possono approfondire certe emergenze architettoniche prendendo spunto dal blog Google Sightseeing, che comprende ponti, vulcani, stadi, location di fi lm. Sul sito Google Earth Hacks ci sono varie chicche, come la mappa di Pippi Calzelunghe a Taka-Tuka. Con Google Maps, poi, si possono individuare le location di Desperate Housewives, mentre con Google Geografie virtuali 17 Earth si può zoomare su Wisteria Lane, per veder bene come è fatta la celebre strada. Un must è anche l’isola di Lost, da esplorare palmo a palmo a passo di mouse. Infi ne, su Google Maps ci possono essere anche dei video “georeferenziati”: signifi ca che a una certa indicazione su una mappa corrisponde anche un video girato in quel luogo.
Turismatica – Da qualche tempo tour operator, agenzie di viaggio e linee aeree si avvalgono notevolmente delle possibilità off erte da Internet. L’offerta è molto vasta: si spazia dai siti che vendono voli e viaggi a prezzi competitivi, fi no a veri e propri social network di viaggi dove si possono condividere le proprie impressioni su un albergo o su una certa destinazione, e chiedere consiglio su un viaggio a chi frequenta quello stesso sito web. In tal senso, si tende a organizzare sempre più il proprio viaggio grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Un trend importante, che ha comportato anche la creazione del neologismo “turismatica”, composto da turismo e informatica. Questo termine indica un nuovo modo di fare turismo nell’era del web 2.0: infatti con l’avvento di una Rete legata alla condivisione e alla partecipazione, le potenzialità di Internet non si esauriscono nella possibilità di acquistare un biglietto senza muoversi da casa o di fare il check-in elettronico con il proprio computer. Grazie a siti come TripAdvisor, Venere.com o Expedia, è cambiato radicalmente il modo di promuovere le destinazioni e di organizzare il viaggio.
Tecnoturismo (o Flashpacker tourism) – Nell’immaginario turistico il giovane con lo zaino in spalla è l’emblema classico del viaggiatore. Personaggi simili se ne incontrano continuamente nelle stazioni e negli aeroporti di tutto il mondo. È l’icona di chi viaggia con pochi soldi ma con tanta voglia di conoscere nuovi luoghi e nuove culture. O almeno, era così fi no a un po’ di tempo fa, perché adesso le cose sono cambiate. Fino a qualche anno fa si parlava molto di backpacking, cioè di turismo con lo zaino in spalla, un modo di viaggiare che continua a riscuotere grande successo ma che non è più di moda.
I giovani di oggi, i nativi digitali, quelli nati con Internet e con i mondi virtuali, non si riconoscono più nel turismo degli zaini pieni e dei portafogli vuoti. A questo proposito, nel sito Travoholic.com è stata definita acutamente la differenza fra Geeky Flashpacker e Minted Flashpacker, dove il primo tipo di viaggiatore punterebbe soprattutto sulla tecnologia spinta, l’altro, invece, coniugherebbe tecnologia e lusso. In poche parole, il Geeky Flashpacker preferisce stare in ostello pur d’avere il nuovissimo gadget di cui ha letto su Wired; il Minted invece si accontenta di un gadget di penultima generazione ma non rinuncia all’hotel di charme, dove chattare con gli amici di Facebook davanti al camino. Ma sono distinzioni minime: in generale va notato che i viaggiatori dell’era di Second Life, quando non visitano qualche universo sintetico, si muovono con un armamentario tecnologico che non fa rimpiangere la loro cameretta da geek, equipaggiata con ogni sorta di ritrovato tecnologico per essere sempre connessi con il mondo. E così sono nati i flashpackers, che sono sempre turisti con il mega-zaino d’ordinanza – quello che ostruisce i passaggi nei corridoi dei treni e che prende tre posti nel metrò – ma che hanno un approccio diverso con le cose da portar via per il loro viaggio. Il flashpacker in genere è un nomade abbiente che viaggia con più gadget tecnologici di un marine in missione: del suo corredo fanno parte lettori mp3, smartphone, iPad, videocamere digitali e computer portatili. I flashpacker amano essere “always on”, stare sempre connessi a Internet, e mentre viaggiano raccontano agli amici quello che fanno sui social network e sui blog, in modo da essere ben presenti nella community. E se la sera i backpackers (che in genere sono i loro padri e gli zii) si riunivano in spiaggia o nell’ostello per ascoltare il repertorio standard di quello che sapeva suonare la chitarra (in verità spesso non si andava molto oltre il giro di sol e di do), adesso i flashpackers si raccolgono attorno a quello che ha l’iPad dopo essersi ripresi tra loro con la videocamera per documentare in tempo reale su Youtube il loro viaggio.
di Mario Gerosa e Sara Magro da sky.it






