Categorie
cucina gastronomia roma turismo ultime notizie

Roma a Piazza del Popolo un’acqua e due caffé costano 17 euro

ROMA, DUE CAFFE’ E UN’ACQUA COSTANO 17 EURO: LA DENUNCIA DI UN LETTORE DI LEGGO

listino_bar_rosati_piazza_popolo_romaL’incontro con un amico, due caffè e una bottiglietta d’acqua, poi alla cassa la brutta sorpresa: 17,55 euro di conto. E’ successo a Roma, nello storico bar Rosati di Piazza del Popolo. Un lettore ci ha inviato la foto dello scontrino “incriminato”, con tanto di racconto della sua disavventura, cominciata alla vista di un conto piuttosto amaro: «Sbalordito ho detto “C’è un errore?” No nessun errore. Ho sottolineato il fatto che quella cifra così alta non corrispondeva al reale costo dei prodotti consumati.. Passi che siamo a Roma, passi che siamo a piazza del Popolo (e già la parola popolo dovrebbe far comprendere al proprietario di abbassare il tiro) ma 17,55 euro sono troppi. Per un servizio scarso.

Primo: sul tavolo non c’era il listino, altrimenti leggendo ci saremmo alzati e andati via… secondo: abbiamo consumato i caffè all’interno sperando nell’aria condizionata che non era in funzione (caldo afoso che provocava disagio). Uno schifo. Ho detto alla cassiera che non ci fate una bella figura, e che avrei portato il fatto all’attenzione dei media. Un cameriere visibilmente urtato mi ha risposto “è una minaccia?” Nessuna minaccia solo una constatazione. La polizia annonaria dovrebbe fare più controlli e sanzionare i proprietari tanto quanto in proporzione hanno tolto dalle tasche dei turisti o concittadini».

Il responsabile del bar, contattato telefonicamente, difende l’operato dei suoi dipendenti: «I prezzi sono quelli esposti e ogni cameriere sa di dover consegnare il listino a ogni cliente. Se è vero quello che dice il vostro lettore avrebbe dovuto chiedere del responsabile e lamentare l’accaduto con lui».

da leggo.it

Categorie
cucina gastronomia natura turismo ultime notizie venezia

Chioggia una frittura costosissima per i turisti : seppie a 140 euro al chilo per limiti di pesca

Seppie a 140 euro al chilo, clienti dei ristoranti sotto choc: 40 euro una frittura
A Chioggia brutta sorpresa per un conto davvero salato. Colpa dei limiti alla pesca: il prodotto è quasi introvabile al mercato

di Roberto Perini

seppie_chioggia_ frittura_caraSeppioline fritte care come l’oro. All’arrivo del conto, i clienti di alcuni ristoranti di Chioggia sono letteralmente caduti dalle nuvole. Sta di fatto che si sono dovuti rassegnare a pagare almeno 40 euro per poterne gustarne una razioncina. Nessuno di loro, però, prima di passare all’ordine, aveva consultato il menù.

Qualora l’avessero fatto, i malcapitati non sarebbero caduti nella “trappola” o, quantomeno, si sarebbero potuti informare adeguatamente prima di accordare il via libera al cuoco. Chiunque, ad ogni modo, rivolgendosi al personale, si sarebbe potuto rendere conto del fatto che il prezzo esorbitante non era imputabile al ristoratore il quale, per accaparrarsi un minimo quantitativo della celebre leccornia, era stato a sua volta costretto a sborsare un sacco di quattrini.

Sta di fatto che alcuni giorni fa, allo sbarco, le seppioline avevano addirittura sfondato l’astronomica cifra dei 130 euro al chilo, toccando in qualche caso i 140. Ed è noto, a Chioggia, che da un chilogrammo di minuscoli molluschi novelli si ricavano sì e no tre porzioni e mezza. Va, inoltre, considerato che per togliere l’osso, il becco e gli occhi da una razione di seppie novelle crude occorrono all’incirca 20 minuti di minuzioso lavoro.

I prezzi altissimi non sono, peraltro, addebitabili nemmeno ai pescatori oppure ai commercianti. Il valore delle seppioline dipende, infatti, dalla loro rarità: la catture stagionali sono state rigidamente limitate a sostegno della riproduzione. Com’è noto, il novellame nasce esclusivamente d’estate, in laguna, dalle uova depositate nei mesi precedenti dagli esemplari adulti. Alcuni clienti, comprensibilmente spaventati dal prezzo, hanno pure protestato dicendo d’aver pagato conti assai meno salati in alcuni ristoranti dell’entroterra. Anche in questo caso, i ristoratori chioggiotti ingiustamente bollati come troppo cari meritano l’assoluzione. I piccoli molluschi serviti a buon mercato non sono i neonati della seppia (sepia officinalis), bensì gli adulti dell’assai meno pregiata seppiola (sepiola rondeleti), nota nel Veneziano come “zotolo”. Ad ogni modo, i patiti dell'”originale” dovrebbero potersi rifare tra qualche giorno quanto. Dopo la schiusa della maggior parte delle uova, i prezzi dovrebbero attestarsi tra i 40 e i 50 euro.

da gazzettino.it

Categorie
cucina curiosità gastronomia napoli ultime notizie

Napoli il sale costa 800 euro al chilo al pub Brasserie

napoli_pub_brasserie_sale_costo“SALE A 800 EURO AL CHILO IN UN PUB DI NAPOLI”. LA DENUNCIA CHOC

Va bene che il sale nella vita è tutto. Ma a che prezzo… Gentile redazione internet del Mattino, vorrei raccontarvi – scontrino alla mano – l’ultima stangata in un pub di Napoli. Ieri sera sono stato alla Brasserie, in via Barbagallo, con gli amici. Ho ordinato una Corona, servita con sale e limone.

Quando ho chiesto di pagare la consumazione, la sorpresa: oltre ai 4 euro e 50 centesimi per la birra, sullo scontrino ho notato una insolita voce di spesa: 80 centesimi extra per il sale che, devo dedurre, ai tempi della crisi, vale quasi quanto l’oro. Un pizzico, neanche un grammo per 80 centesimi. Fanno più di 800 euro al chilo. Quando si dice che il conto è salato… Ma c’è poco da ridere.

da leggo.it