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Zootopia a Givskud, in Danimarca lo zoo del futuro: i visitatori saranno nascosti

Zootopia Danimarca lo zoo del futuro 01Danimarca, lo zoo del futuro: i visitatori saranno nascosti

Si chiamerà Zootopia e nascerà a Givskud, in Danimarca. L’ambizioso progetto permetterà ai visitatori di osservare gli ospiti del bioparco senza infastidire gli animali o interferire con il loro comportamento. Secondo quanto progettato dagli architteti danesi autori del progetto – BIG (Bjarke Ingels Group) – gli esseri umani si muoveranno all’interno di “bolle” riflettenti, perfettamente mimetizzate nell’ambiente circostante e praticamente invisibili agli animali. Lo zoo sarà diviso in tre aree tematiche: Asia, America e Africa. E sarà attraversato da tre sentieri che collegheranno le varie sezioni. I lavori dovrebbero essere ultimati entro il 2019.
Immagini BIG

da kataweb.it

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Appartamenti iceberg ad Aarhus in Danimarca

Danimarca, un Iceberg da 200 appartamenti nel porto di Aarhus

danimarca_appartamenti_iceberg_aarhus2Il progetto è partito nel 2008 ed oggi i lavori si avviano alla conclusione. Così l’area portuale di Aarhus in Danimarca è stata riqualificata con un intervento di edilizia abitativa destinato a trasformare per sempre il vecchio terminal in disuso.

Si tratta di un’opera da 25mila mq rinominata “progetto Iceberg”, da 200 nuovi appartamenti progettati per integrare diverse fasce sociali grazie anche alle diverse fasce di prezzo.

Cinque anni fa era stato indetto un concorso per realizzare nuovi edifici adatti a rispondere all’emergenza abitativa, offrendo soluzioni variegate che non entrassero in conflitto con le disposizioni del piano regolatore.

Gli studi JDS/ Julien De Smedt Architects, Cebra, SeArch e Louis Pallard hanno vinto ed oggi sono riusciti a realizzare un complesso sistemadi costruzioni dentellato che segue la linea delle vette delle montagne, per offrire punti luce a qualsiasi altezza.

da ilghirlandaio.com

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Il miglior ristorante del mondo Noma di Copenaghen : 63 intossicati

Noma, scarsa igiene e 63 intossicati
Scandalo nel miglior ristorante del mondo
Cibo contaminato da un virus e scarsa pulizia del personale

Elmar Burchia

noma_copenaghen_ristorante_intossicatiÈ famoso in tutto il mondo per la sua innovativa cucina nordica: muschi, licheni, germogli di felce e trifogli acetosi. Per tre anni consecutivi il Noma di Copenaghen è stato eletto il miglior ristorante al mondo. Il tempio gastronomico del giovane chef danese René Redzepi è finito ora al centro delle cronache: numerosi clienti nelle ultime settimane hanno accusato malori (con crampi intestinali, forte diarrea e vomito) dopo aver gustato i celebri piatti.

I funzionari del Dipartimento dell’Alimentazione danese, il Fødevarestyrelsen, hanno ispezionato nei giorni scorsi il ristorante stellato dopo che almeno 63 clienti, che avevano pranzato al Noma a metà febbraio, si sono improvvisamente sentiti male, colpiti da un norovirus conosciuto anche come virus di Norwalk, riferisce il giornale Ekstra Bladet. Le fonti più comuni da cui è possibile contrarre questo virus sono acqua e cibo contaminato. L’agenzia sanitaria avrebbe inoltre riscontrato dei «problemi d’igiene». «Si è ammalato anche parte del personale venuto in contatto col cibo», scrive l’agenzia nel suo rapporto molto critico. Il Fødevarestyrelsen imputa al Noma di non aver disinfettato per tempo le cucine così da evitare un’ulteriore diffusione del contagio. Di più: i funzionari hanno poi scoperto che non c’era acqua calda nei rubinetti utilizzati dal personale per lavarsi le mani.

Il richiamo ufficiale getta una cattiva luce sul Noma, Nordisk e Mad, contrazione delle parole Cibo e Nord – nominato la scorsa primavera per la terza volta consecutiva miglior ristorante del mondo dalla giuria del «San Pellegrino World’s 50 Best Restaurants Award». Il locale – dove un menù d’assaggio costa circa 200 euro a persona – fa piatti della cucina tradizionale nordica: «fiordo norvegese», «brodo ristretto di legno di betulla al vapore, finferli e nocciole fresche», «pellicola di latte con erba, fiori e aromi». Il 33enne chef René Redzepi, con due stelle Michelin, è considerato infatti il pionere della Nuova Cucina Nordica. «È una questione che ci tocca profondamente; siamo davvero dispiaciuti», ha detto il direttore del Noma, Peter Kreiner, in uno scarno comunicato alla stampa. «Stiamo ancora cercando di trovare la fonte dell’infezione; probabilmente è stata introdotta nel locale da un dipendente influenzato».

da corriere.it