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Altro che turismo: la necropoli millenaria finisce tra le pompe di benzina
Un tesoro archeologico sotto il distributore. Dopo la scoperta sensazionale delle dodici tombe datate tra il V e il I secolo a. C., sulla provinciale 40, procedono con ritmo sostenuto i lavori per il nuovo distributore, che si trova proprio a ridosso dell’area archeologica. Il componente del direttivo del circolo del Pd Rocco Fiorilli parla di «scelta insensata della Giunta» e attacca il sindaco. Cammilleri spiega che «l’impianto di carburanti non insiste sulla necropoli, e verrà realizzata una parete trasparente che consentirà di vedere le tombe».

Da una parte la necropoli, un tesoro preziosissimo che racconta migliaia di anni di storia. Dall’altra sono in arrivo pompe di benzina e gas di motori accesi.

A pochi passi dalla scoperta millenaria, che ha consentito di riportare alla luce dodici tombe risalenti al periodo compreso tra il V e il II-I secolo avanti Cristo i lavori per la nuova area di servizio procedono alacremente. Lo straordinario rinvenimento è avvenuto proprio durante gli interventi per l’impianto di carburanti, che si trova sulla Provinciale 40 che collega Campomarino a Portocannone. Lo scorso novembre è stata avviata la campagna di scavo della Sovrintendenza per i Beni archeologici del Molise, nella quale sono riaffiorati numerosi reperti, vasellame e interi corredi, e ancora più sconvolgente, una tomba con i resti umani di una mamma e di un figlioletto.

Ora, dalla strada, balza agli occhi il cantiere del distributore, dove già è stata elevata una struttura di cemento, e sta prendendo forma anche il resto dell’impianto. A ridosso di un’area archeologica. Un paradosso, notato da diversi cittadini che ogni giorno percorrono la Provinciale.

«Sembrava l’inizio di una bella favola ma invece è la ennesima triste constatazione di come il Comune di Campomarino agisce in barba al buon senso – così si esprime Rocco Fiorilli, componente del direttivo del Pd – Verrebbe quasi da pensare che per l’intera Amministrazione comunale di Campomarino, guidata dal Sindaco Cammilleri, un tale ritrovamento, a cui la Sovrintendenza ai beni archeologici del Molise ha dato notevole importanza, non interessi particolarmente o non sappia cosa farsene visti i molteplici impegni e soprattutto le diverse problematiche che deve tenere a bada (Tekneko, maggioranza vacillante..)». E aggiunge che «qualcuno potrebbe obiettare che sono state svuotate dei reperti rilevanti e che ora sono “buche” vuote, ma se così fosse allora perché nelle città importanti si è costruito un business intorno alle catacombe? Del resto anche quelle sono praticamente “buche” vuote, eppure i turisti apprezzano la possibilità di visitare siti lontani millenni da noi». Fiorilli fa presente che anche il Prg di Campomarino «prevede impianti di carburante sulla strada che porta al Lido, e non in quel punto». L’esponente del Pd parla di «scelta insensata da parte della Giunta», in quanto oltre alle tombe e ai serbatoi interrati, «ci sono le cisterne contenenti l’acqua del servizio idrico del nostro paese e quindi lascio immaginare cosa potrebbe accadere in caso di fuoriuscite eventuali».

E sottolinea la pericolosità delle curve, tanto che proprio quella strada è stata in passato teatro di incidenti mortali. Fiorilli attacca il sindaco, fino ad arrivare a chiedere le sue dimissioni: «A chi giova tutto questo? Ci sono forse alle spalle alleanze elettorali che vanno rispettate? Ci sono forse interessi specifici di consolidate lobby? O è solo e semplicemente stupidità umana ed incapacità amministrativa? La domanda sorge spontanea, qualcuno diceva, per cui ci domandiamo: ma Signor Sindaco prima di dare il Suo consenso all’insediamento di questa attività in quella zona, si è documentato di cosa diceva il Piano Regolatore? Ha tenuto in debito conto i reperti storico-archeologici venuti alla luce durante gli scavi, oppure Lei, seduto comodamente dietro la sua scrivania, di ciò che accade all’esterno del palazzo dalle “porte girevoli” non si interessa?».

Il primo cittadino Gianfranco Cammilleri spiega che «la zona della necropoli non sarà toccata, la ditta dovrà realizzare una parete trasparente, proprio dove si trovano le tombe per renderle visibili, dopo il ritrovamento archeologico il progetto dell’impianto ha avuto un ridimensionamento, e non insiste su quell’area. Siamo in accordo con la Sovrintendenza per portare all’attenzione della cittadinanza reperti e fotografie». Se i più quindi si aspettavano, come era logico immaginare per una scoperta di tale portata, che la necropoli venisse valorizzata al punto tale da diventare meta turistica, già è rimasto deluso.

da PRIMONUMERO.IT

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Fiocchi di ‘neve chimica’, l’Arpa avvia le analisi
Freddo e inquinamento: ecco come nasce il fenomeno della neve chimica caduta su tutto il Mantovano e la pianura padana. L’assessore De Togni: l’agenzia deve verificare se ci sono sostanze tossiche. Partono i campionamenti. E torna in funzione la centralina di via Ariosto. E le tabelle sulla qualità dell’aria indicano un aumento delle Polveri sottili fino alle 6 di domani

I campi ricoperti di quella che molti ormai chiamano “neve chimica”
La neve chimica  è tornata ad imbiancare ampie zone del Mantovano e della pianura padana. La bassa temperatura unita all’elevata umidità presente nell’aria ha prodotto i fiocchi bianchi che sono caduti nel Viadanese, nella zona di Roncoferraro, a Virgilio e a Mantova, nella zona più a ridosso del polo chimico. Molte zone presentavano un aspetto tipico da nevicata.
Tutto bene se non fosse che il fenomeno della neve chimica potrebbe essere l’indicatore di una qualità pessima dell’aria. A provocare il fenomeno è la grossa quantità di vapore acqueo emesso dalle industrie che si condensa alle basse temperature; si formano dei cristalli di ghiaccio che agganciano le sostanze sospese nell’aria e le trascinano giù sotto forma di fiocchi di neve.
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Ecco che l’assessore all’ambiente Anna Maria De Togni ha voluto vederci chiaro e si è rivolta all’Arpa: «Ho chiesto – dice – una relazione per spiegare il fenomeno e, soprattutto, di conoscere la composizione di quella neve chimica. Vorrei sapere che tipo di inquinanti sono presenti e si tratta di sostanze pericolose per la nostra salute. Soprattutto perché il livello delle micropolveri continua a restare alto».
QUALITA’ DELL’ARIA Le tabelle ora per ora
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) si è messa subito in movimento. Ha diffuso una nota in cui spiega che la neve chimica caduta su ampie zone della pianura padana era «nebbia ghiacciata» e annuncia di stare per predisporre, su sollecitazione degli enti locali, una serie di campionamenti per l’analisi chimica della precipitazione. «Ci auguriamo di avere una quantità sufficiente di neve da esaminare per escludere che vi siano sostanze tossiche» dice il presidente regionale di Arpa, Enzo Lucchini.
Nel comunicato dell’Agenzia viene spiegato che il fenomeno della nebbia ghiacciata «avviene in condizioni di temperature inferiori allo zero concomitanti con la presenza di aria satura di vapore acqueo (umidità relativa del 100%)». Mercoledì, in particolare, nel Mantovano e in molte altre zone della pianura padana le temperature si sono mantenute sotto zero per tutto il giorno, raggiungendo i -4 gradi. «La grande quantità di vapore acqueo che fuoriesce dalle ciminiere del polo industriale di Mantova si assomma a quello emesso dalle torri di raffreddamento dei vari stabilimenti. In generale, la presenza di aerosol in atmosfera, sia di origine naturale che antropica, favorisce la condensazione, quindi il passaggio dal vapore acqueo alla fase liquida o solida».
L’INQUINAMENTO INFLUISCE.  Nevica in Val Padana, ma i fiocchi non provengono dalle nuvole, anzi in alcune zone è addirittura sereno. E’ lo strano e piuttosto raro fenomeno della neve chimica, un processo chimico-fisico che si crea quando due condizioni si verificano contemporaneamente, ossia il grande freddo, come quello di questi giorni al nord, e i livelli di inquinamento.
“La neve chimica – spiega il meteorologo Antonino Sanò – è un fenomeno raro, tipico delle aree industriali padane. Infatti per neve chimica si intende una precipitazioni di fatto nevosa che si origina escusivamente dalla nebbia in condizioni di temperature negative, ed è permessa grazie alla presenza di nuclei di condensazione, ovvero sali e polveri e altre sostanze prodotte dalle attività antropiche, industrali e urbane tipiche delle città  del nord. Negli ultimi giorni il fenomeno ha colpito parte del Piemonte e della Lombardia, e in particolare il Mantovano,  il Novarese, e il Milanese. La neve chimica può produrre anche qualche centimetro di manto ghiacciato. Una conseguenza immediata – spiega l’esperto – è un ulteriore raffreddamento del suolo. Le immagini sia a terra che dal satellite mostrano in effetti una pianura padana imbiancata, con un uniforme e denso banco di nebbia che sembra ricalcare proprio il catino padano”.
Colpa anche, spiega ancora Sanò, di un altro fenomeno: la galaverna: “Una nebbia che, grazie alle temperature negative, in genere sempre inferiori ai 2 gradi sotto lo zero, essendo formata da minuscole goccioline, tende a congelare su tutte le superfici, in particolare risulta ben visibile sulle piante e sulle vegetazione”.
LO SMOG PUO’ CONDIZIONARE IL CLIMA. La neve chimica fatta di vapore acqueo e smog lo dimostra: l’inquinamento atmosferico può condizionare il meteo delle città. Per capire come questo avvenga è partito uno studio tutto italiano, condotto dai ricercatori dell’università di Milano-Bicocca e della società  Ricerca Sistema Energetico (Rse). “Il particolato presente nell’atmosfera non costituisce un problema solo per la qualità dell’aria, ma può influire anche sui processi meteorologici – spiega Guido Pirovano, ricercatore del dipartimento Ambiente e sviluppo sostenibile della Rse – diversi tipi di particelle possono avere effetti diversi sulle radiazioni solari. Alcuni possono avere un effetto assorbente, che determina un riscaldamento dell’atmosfera come fanno i gas serra, altri al contrario possono avere un effetto riflettente. Ma non è tutto qui: molti studi ci dicono che le polveri hanno una notevole influenza sulla formazione e sulla scomparsa delle nubi, che a loro volta possono alterare il percorso dei raggi del sole e dare precipitazioni”
di Sandro Mortari da la gazzettadimantova.it

Categories : curiosità
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Sui Pirenei, in fuga dall’Apocalisse
“Svelato” in Rete l’unico rifugio per scampare la profezia Maya. E a Bugarach, piccolo borgo nel Sud della Francia, è già tutto esaurito

Bugarach, Linguadoca, Sud della Francia. Centonovantadue abitanti, le rovine di un castello medievale e un’unica certezza: solo questo piccolo borgo, nel cuore del massiccio delle Corbières, verrà risparmiato dall’Apocalisse che i Maya hanno predetto per il 21 dicembre 2012. Almeno stando alla Rete. Sconosciuto chi abbia messo in giro questa voce, ma la notizia si è diffusa in un batter d’occhio, soprattutto su Internet, tanto che il prezzo delle case a Bugarach si è triplicato (causando non pochi problemi al sindaco, l’allevatore Jean-Pierre Delord, in carica da oltre 34 anni) e gli alberghi della zona pare stiano già registrando il tutto esaurito per il prossimo dicembre.

Non è la prima volta che Bugarach, o meglio il monte Pech, che lo sovrasta con i suoi 1231 metri, sale agli onori della cronaca. Secondo diverse teorie esoteriche si tratta di una delle ”montagne sacre” del pianeta. Al suo interno – c’è chi è pronto a giurarlo – si nasconderebbe una base aliena; per altri vi è custodita l’Arca dell’Alleanza o, in alternativa, il Sacro Graal. I più romantici, che sfidano gli anatemi del parroco della piccola chiesa di Saint Roch, raccontano a mezza voce che ai piedi del monte visse i suoi ultimi anni Gesù Cristo in persona, subito dopo aver sposato Maria Maddalena, e proprio qui sarebbe stato sepolto. Con buona pace della Crocifissione.

Sia come sia, una folla di turisti, esaltati, profeti, veggenti e semplici curiosi si sta assiepando nei dintorni di Bugarach. Non si contano gli americani che hanno già prenotato il volo aereo per trascorrere l’ultimo giorno del pianeta in questo angolo sperduto di Francia. Ci sono anche i tour organizzati. Tutti in fila, euforici o vagamente impauriti, per evitare la fine del mondo.

Massimiliano Jattoni Dall’Asén da corriere.it

Categories : curiosità, Francia
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Dusseldorf, vento forte in pista: decolli e atterraggi ”in testacoda”
Vento forte all’aeroporto di Düsseldorf, in Germania. Tanto da costringere i piloti dei voli di linea, anche i più grandi come i Boeing, a manovre quasi spericolate per tenere il velivolo sul giusto asse. Alcuni aerei addirittura, sulla spinta del vento contrario, si fermano a mezz’aria quasi come un elicottero, per poi procedere grazie alla perizia del comandante in un atterraggio morbido e senza rischi. Una serie spettacolare di atterraggi e decolli “in testacoda” ripresa dal fondo della pista dal videomaker utente di Youtube Cargospotter.

da kataweb.it

Categories : curiosità, Germania
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IN PRECEDENZA I CLIENTI DI CLASSE STANDARD POTEVANO CIRCOLARE IN SOLE TRE CARROZZE
Vagoni bloccati sul Frecciarossa, Trenitalia
fa marcia indietro: bar aperto a tutti
L’annuncio sul sito dell’azienda: «Ascoltiamo il web»
E scompare anche la foto della famiglia immigrata

La foto della famiglia di immigrati che compariva sul sito di Trenitalia per illustrare la classe Standard poco più di un mese fa (da www.trenitalia.com)
MILANO – «A poco più di un mese dalla partenza del nuovo Frecciarossa 4 livelli, il servizio della carrozza bar/ristorante sarà disponibile a tutti i clienti». Con un comunicato sul suo sito, Trenitalia fa marcia indietro rispetto alla decisione di restringere la circolazione a soli tre vagoni per chi ha un biglietto di classe Standard (la più economica), impedendo quindi l’accesso al bar.
IL RUOLO DEL WEB – Il caso, sollevato anche da Corriere.it, era rimbalzato sulla Rete, tanto che è la stessa azienda a titolare la nota: «Frecciarossa: Trenitalia ascolta il web, da domani bar aperto a tutti». E a commentare il nuovo provvedimento: «Si tratta di una scelta commerciale adottata dopo questo primo periodo di sperimentazione e dopo aver raccolto i commenti e i suggerimenti dei viaggiatori, anche attraverso il web. Questo conferma la volontà di Trenitalia di offrire un servizio sempre più a misura di tutti e rispondente alle esigenze di un mercato in continua evoluzione».

- Sulla Rete era scoppiata anche la polemica – con accuse di «razzismo» – a proposito della foto di una famiglia di immigrati usata da Trenitalia per illustrare i servizi della classe Standard. Adesso anche quell’immagine appare cambiata: la famiglia è scomparsa e al suo posto restanon solo sedili vuoti.

da corriere.it

Categories : curiosità
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