Salerno ordina delle ostriche al ristorante e trova cinque perle

anatomia ostricaSalerno, ordina ostriche al ristorante:
le apre e all’interno trova cinque perle
Invita a cena un’amica e nel piatto c’è la sorpresa

SALERNO – Invita a cena un’amica e ordina ostriche. Nel piatto c’è la sorpresa: apre i molluschi e all’interno trova non una ma cinque perle. Il fortunato degustatore è il salernitano Giuseppe Di Bianco, dirigente delle Poste Italiane, che il 18 agosto scorso aveva deciso di trascorrere una serata post-ferragostana con la sua amica Francesca. Il galante cavaliere aveva prenotato in un noto ristorante del centro storico di Salerno, l’Osteria Nonna Maria, richiedendo al titolare suo amico ostriche e champagne per iniziare la serata. Ma i pregiati molluschi erano finiti. Così il responsabile di sala, come ha raccontato il Mattino, è corso alla vicina pescheria per comprare le ultime disponibili: tre in tutto anche se molto grandi.

A TAVOLA – Le ostriche in pochi minuti sono sul tavolo di Di Bianco e della sua ospite. L’uomo inizia la degustazione ma non appena inizia a masticare arriva la prima sorpresa. C’è qualcosa nel frutto del mollusco. E’ una perla. Poi la seconda, la terza, e anche la quarta e la quinta negli altri due molluschi.
VALUTAZIONE – Dopo la sorpresa scatta il brindisi per la fortuna di aver trovato quelle perle. E Di Bianco, il giorno dopo, contatta una suo amico gioielliere per capire il valore di quel piccolo tesoro. Ora serviranno una serie di esami approfonditi per valutare la qualità delle perle, ma alla prima verifica il valore complessivo dovrebbe aggirarsi poco sotto i duemila euro.

da corriere.it

Come combattere lo stress da rientro cosa mangiare cosa bere cosa fare e cosa non fare

stress dopo le vacanze al lavoroCome combattere lo «stress da rientro»

Vacanze finite per nove italiani su dieci, che adesso devono combattere lo «stress del rientro». Ecco qualche consiglio per non farsi sopraffare dalla routine quotidiana
Secondo un’indagine della della Coldiretti/Ixè, riprendere lentamente le proprie abitudini senza bruschi cambiamenti può aiutare a migliorare l’umore, che viene influenzato positivamente anche dall’attività fisica e dall’alimentazione
Per combattere lo stress quasi un italiano su quattro porta in tavola prodotti alimentari acquistati nei luoghi di vacanza, che aiutano a rientrare più gradualmente (e piacevolmente) nella routine
L’alimentazione è fondamentale e ci sono cibi, come la frutta e verdura, che hanno proprietà rilassanti
La melatonina contenuta nell’uva rossa aiuta a regolare i ritmi circadiani del sonno, proprio come fa l’ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale situata nel cervello
In generale, il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta aumenta la produzione da parte dell’organismo di serotonina, il neuromediatore del benessere che stimola il rilassamento: dalle pesche alle mele, dall’uva al melone, dalle pere alle zucchine, ma anche pomodoro, peperoni e insalate sono – conclude la Coldiretti – ricchi di proprietà «curative» che possono agevolare il ritorno ai ritmi di vita quotidiani
Anche uno studio del magazine «In a Bottle», che ha sentito il parere di psicologi, sociologi e nutrizionisti, spiega come superare il rientro dalle vacanze. Regola numero uno: segui orari regolari per i pasti, possibilmente facendo cinque piccoli pasti al giorno
Due: sì a grandi quantità di frutta e verdure fresche e di stagione
Tre: riduci l’apporto calorico se sei in sovrappeso
Quattro: bevi molta acqua
Cinque: elimina l’alcol per un mese
Sei: evita sforzi eccessivi e pratica una blanda attività fisica
Sette: cogli l’occasione per ristrutturare le tue abitudini e sentirti più padrone del tuo tempo
Otto: non buttarti a capofitto nell’operatività, ma dedica un po’ di tempo a pensare prima di agire
Nove: riprendi con gradualità, non tutte le cose che senti di dover fare sono così urgenti
Dieci: non cercare di «dilatare» il tempo riempiendolo di impegni, ma poniti obiettivi raggiungibili

da corriere.it

Marcello Veneziani Cozze e lampascioni hanno un’anima

lampascioniCozze e lampascioni hanno un’anima

Vi rivelo una teoria esoterica sulle cozze che viene sussurrata nelle tavole del sud e nei mercati ittici per cenni allusivi. La cozza è sensitiva e percepisce se la ami o ne diffidi e si regola di conseguenza. Nuoce agli ostili e delizia gli affini, punisce il reato di cozzofobia con diarrea plurima e aggravata. La teoria è sorretta sempre da un esempio: lui, lo sciupacozze, ne ha mangiate un centinaio e sta benone, invece l’avventizio ne mangiò impaurito una sola e passò una notte e un giorno in bagno. Il test-verità è ingerire la cozza nuda e cruda, consentita solo ai residenti; ai forestieri si addice quella cotta e vestita, di gratin o di spaghetti. Nemmeno i medici osano confutare questa teoria dottrina ittico-mistica ma s’inchinano al verdetto della Tradizione. Sarà un pregiudizio etnico-gastrico, una forma di sciovinismo sottomarino, ma la legge della cozza è inesorabile. Come i cani, pure la cozza azzanna chi si mostra timoroso e ostile.

La teoria ha anche una versione terricola e si applica al lampascione, un rozzo cipollone d’altri tempi, amaro e indigesto per gli allogeni e gustoso per gli iniziati e gli habituè. Prima di mangiarlo, è bene seguire un corso di psicologia del lampascione per prenderlo dal verso giusto. Se entri in confidenza, il lampascione s’intenerisce e non fa male; così la cozza, se familiarizzi, lei si apre con te e ti dà il suo frutto. Chiedete l’amicizia alla cozza o al lampascione per accedere a loro. Prima di aprire i loro gusci, aprite il vostro animo alle cozze.

Marcello Veneziani da ilgiornale.it