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Jan
21

Crociere ora sconti fino al 60%

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Sconti sulle crociere fino al 60%
Dopo anni di crescita settore gia’ da tempo in crisi

Sconti che vanno dall’1% fino al 60%: chi ha voglia di fare una vacanza in questo periodo trova grandi saldi se sceglie la crociera. Le promozioni maggiori le fa Costa Crociere, sia sul proprio sito ufficiale sia su siti che offrono crociere in promozione, ma anche un altro big delle vacanze in mare come Msc fa sconti che arrivano a 600 euro a chi voglia, già in questi giorni, prenotare una vacanza che farà la prossima estate sulle proprie navi. Crociere.it un sito di informazione e prenotazione di crociere scontate, offre per esempio una crociera a bordo della Costa Mediterranea con partenze da Civitavecchia da marzo fino a novembre 2012, in pensione completa, navigando alla volta di o Spagna, Marocco, Canarie fino al Portogallo e ritorno, a partire da 639 euro, con uno sconto del 60% rispetto al prezzo originario che era di 1580 euro.

Poco più alto il prezzo di una Crociera che, sempre partendo da Civitavecchia, porta in Terra Santa e tocca Grecia, Turchia ed Israele per le stesse date: per 12 giorni di navigazione il prezzo base è 689 euro, con uno sconto del 59% sul prezzo originario che era di 1680 euro. Anche navigando sul sito di Costa Crociere si trovano crociere di tutti i prezzi, con risparmi di ogni genere: dall’1% in meno per una crociera più aereo che costa quasi 2.600 euro e che porta ai mari più belli dell’oceano Indiano (Seychelles, Mauritius, Madagascar) la cui partenza è prevista per domenica prossima, 22 gennaio, al 55% di sconto per una crociera di 11 giorni in Grecia, Turchia e Israele che parte il 28 marzo da Savona a bordo della Costa Pacifica. Sconti anche sulle crociere proposte da Msc: chi prenota entro il 31 gennaio una vacanza che effettuerà questa estate, avrà una riduzione del prezzo che arriva fino a 600 euro.

Msc ha lanciato poi, per alcune partenze, la formula ‘bingo’ e ‘superbingo’: in sostanza godrà di buoni sconti chi sceglie nave, data di partenza e tipologia di cabina (interna, esterna o esterna con balcone) e accetta di scoprire il proprio numero di cabina solo sette giorni prima della partenza, e avrà ottimi sconti chi sceglie solo la nave e la data di partenza e scopre il numero della cabina sette giorni prima della partenza. I saldi più rilevanti sulle crociere, fino al 70%, li offrono quei siti che, come Groupon o Groupalia, propongono ogni giorno offerte super-scontate su viaggi, ristoranti, palestre, eventi e altro. Crociere a costi contenuti (da 435 euro per i Caraibi solo crociera senza volo o 1.035 con il volo a 229 euro per le Bahamas senza volo, 859 con il volo) arrivano da Royal Carribean, un altro colosso del settore. In generale il mercato mondiale delle crociere ha conosciuto una crescita ininterrotta che dura da addirittura 40 anni: dalla sua nascita, riconducibile alla fine degli anni 60, non ha mai smesso di aumentare i propri volumi. Dai circa 700 mila crocieristi del 1970 – ricorda l’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo – si è passati ai 4,5 milioni degli anni 90, per arrivare infine ai 19 milioni nel 2010. Il mercato americano delle crociere, in termini di passeggeri, pesa il doppio del mercato europeo, che conta circa 5 milioni di crocieristi, che nel 2010, secondo i dati dell’European Cruise Council, sono stati 4.9 milioni, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente, il 75% dei quali ha optato per una rotta europea.

Il principale Paese d’imbarco nel Mediterraneo è diventato in questi anni l’Italia, dove operano tre tra i maggiori player mondiali del settore: Costa Crociere, Msc e Royal Carribean. Costa Crociere nel 2010 ha fatto registrare un fatturato di 2,85 miliardi di euro (+12,1% rispetto al 2009) e 2,15 milioni di passeggeri (+18% sul 2009); èil più importante gruppo crocieristico italiano e la prima compagnia di crociere in Europa. Msc Crociere nel 2010 ha avuto un fatturato di 1,3 miliardi di euro e 1,22 milioni di passeggeri. Tuttavia gli esperti del settore fanno notare come anche il mercato delle crociere abbia già da qualche tempo mostrato i primi segnali di stanchezza. Nel 2011 la crescita è stata limitata o c’é stata addirittura una leggera decrescita alla quale i big delle crociere hanno risposto mettendo in campo una serie di ricette: da crociere più brevi a prezzi più bassi a meno giornate di navigazione ed un numero maggiore di escursioni. “E’ ancora da capire la politica che seguirà Costa Crociere dopo questo incidente – spiega Luca Patané, vicepresidente di Federviaggio, Federazione del turismo organizzato aderente a Confcommercio e presidente del gruppo Uvet, con oltre 900 agenzie di viaggi in Italia – per il momento non abbiamo notato un crollo delle prenotazioni ma c’é già da qualche tempo una contrazione, dovuta alla congiuntura economica. Il 2012 non sarà un anno facile e per questo chiediamo una rinnovata attenzione da parte del Governo e delle istituzioni al ruolo delle società crocieristiche e alle imprese del turismo organizzato”.

Dopo la tragedia al Giglio, cambia la programmazione delle crociere della Costa. E’ stato diffuso a Savona il piano di riprotezione dei passeggeri per la crociera ‘Profumi d’agrumì, quella della Concordia, che – con la stessa denominazione – ‘Profumi d’Agrumì – sarebbe dovuta ripartire domani con itinerario Spagna, Baleari, Sardegna ed Italia.

Cinque le alternative proposte ai passeggeri: la prima riguarda la cancellazione senza penale della crociera con rimborso totale e con l’emissione di un buono del valore del 30% del prezzo pagato per la Costa Concordia, da utilizzare per una qualsiasi crociera in partenza entro dicembre 2012.

La seconda prevede la possibilità di spostare la prenotazione (mantenendo la tariffa pagata per la Costa Concordia) su un altro itinerario di 7 giorni con partenza entro giugno 2012 (esclusi eventuali voli e servizi aggiuntivi).

La terza prevede che i turisti possano spostare la loro prenotazione sulle crociere di 11 giorni di Costa NeoRomantica con partenza dal 20 febbraio al 24 marzo 2012, oppure sulle crociere di 11 giorni di Costa Serena con partenza dal 13 febbraio al 17 Marzo 2012, alla stessa tariffa pagata per Costa Concordia.

Disponibilità di riprotezione dei passeggeri, infine, anche su due ulteriori itinerari: “Coralli e antichi tesori” e “Le mille e una notte”. Nel primo caso si navigherà con Costa Voyager (partenza entro giugno 2012, volo incluso), mentre nel secondo la nave d’imbarco sarà Costa Favolosa con partenza entro il 6 aprile 2012. In entrambi i casi i clienti manterranno la stessa tariffa pagata per Costa Concordia.

di Valentina Roncati da ansa.it

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Turismo dolore, in fila per foto relitto
Oltre mille arrivati al Giglio, mai cosi’ durante l’inverno

In fila agli imbarchi. Il porticciolo di Porto Santo Stefano stamani è stato invaso. Fatto eccezionale per un sabato invernale. Ma il naufragio della Costa Concordia ha acceso in molti la curiosità morbosa che porta a visitare i luoghi delle tragedie. Così le biglietterie delle due compagnie che fanno servizio tra l’approdo dell’Argentario e il Giglio, Toremar e Maregiglio, hanno visto un via vai di turisti del dolore. In 1080 sono sbarcati al Giglio e tra questi non ci sono i soccorritori. Il sabato prima del naufragio erano stati 131. “Non avevo mai visto una cosa del genere in un mese invernale – dice Libero Schiaffino, uno dei responsabili del servizio biglietteria – abbiamo dovuto fare attenzione anche ad emettere i tagliandi perché non vorremmo che qualcuno rimanesse sull’isola perché non trova posto sui traghetti che li riportano a casa”. Morbosità certa. Che porta ad approfittare dei collegamenti aumentati, come chiesto dall’Unità di crisi, per permettere ai soccorritori e ai loro mezzi di fare la spola tra il Giglio e Porto Santo Stefano. Non più cinque corse di andata-ritorno, ma sei.

Telefonate alla Pro loco per cercare case in affitto per trascorrere almeno una notte sull’isola che si è aperta per accogliere i naufraghi. C’é anche chi vuole affittare una barca per arrivare il più vicino possibile al relitto o fare un tour nei luoghi divenuti simbolo della tragedia: gli scogli delle Scole o punta Gabbianara dove la Concordia, la Disneyland del mare, si è arresa dopo essere stata ferita da uno scoglio per una manovra maldestra del suo capitano che ha fatto 12 morti e 24 dispersi. Tutti vogliono andare lì, a Giglio Porto, e sfiorare con lo sguardo quel relitto, seguire le manovre dei soccorritori, osservare come nasce un servizio televisivo, spiare come lavorano i cronisti. Tutti. Anche chi sull’ isola può rimanere meno di 30 minuti. “Una coppia – dice Schiaffino – ha acquistato i biglietti di andata-ritorno per il traghetto delle 14.30 che riparte dal Giglio alle 16.

Considerando che il viaggio è di un’ora e che prima delle 16 cominciano le operazioni d’imbarco, sono rimasti sull’isola pochi minuti”. E’ la fotografia più cruda del turismo del dolore: bastano pochi attimi pur di avere una foto o poter dire di aver visto quel gigante del mare senza vita. ‘Armati’ di telecamerine e cellulari hanno scattato foto, fatto filmati. C’é stato chi ha posato con moglie o fidanzata avendo sullo sfondo la Concordia inabissata. A Giglio Porto hanno riaperto bar, ristoranti, alberghi. E non solo per servire giornalisti e soccorritori. L’appello del presidente della Provincia Leonardo Marras a non venire sull’isola a fare i turisti è stato disatteso. Ma domani i biglietti per raggiungere il Giglio saranno contingentanti: “Avremo sei corse di andata-ritorno anche domani, ma faremo solo un massimo di 450 ticket. Dobbiamo lasciare posti liberi agli isolani e ai soccorritori”. Dodici morti, 24 dispersi, 1080 curiosi, 290 metri di acciaio appoggiati su una scogliera. Sono i numeri del turismo del dolore nel primo week-end dopo il naufragio.

di Paolo Mori da ansa.it

Categories : crociere
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La crociera, un modello di turismo da ripensare
Dopo il disastro della Costa Concordia, diventano evidenti gli interrogativi su quella particolare forma di turismo di massa rappresentata dalle crociere. Un’industria cresciuta senza limiti e senza regole, con navi sempre più mastodontiche, porti smisurati per accoglierle, lavoratori reclutati nei paesi più poveri per salari minimi. Se l’impatto ambientale è molto rilevante, il contributo economico alle destinazioni è invece molto contenuto. Un modello che non corrisponde alle esigenze di sviluppo turistico del nostro paese.

Stefano Landi

Già l’Osservatorio Ebnt 2011 aveva iniziato a porre i primi punti interrogativi sull’effettivo sviluppo e le ricadute economiche e occupazionali di un comparto che, se ci si fermava alle dichiarazioni dei grandi cruise operators, le grandi compagnie crocieristiche come Costa, non avrebbe dovuto conoscere limiti alla propria espansione.

In poco meno di trent’anni la vacanza crocieristica ha subito una profonda trasformazione, passando da genere di lusso a prodotto di massa, fino a raggiungere solo in Europa la ragguardevole cifra di 5,5 milioni di clienti imbarcati nel 2010.

La dinamica è stata trainata per intero dai cruise operators, che hanno saputo attuare una costante profilazione sui vari segmenti del mercato, consentendo anche alle famiglie e ai giovani di accedere a questo mercato. E che poi hanno ricercato nuove destinazioni e nuove nicchie, in modo da stimolare una sempre maggiore domanda per un prodotto che ha ormai ammortizzato i propri costi di lancio e che è quindi in grado di produrre profitti consistenti, seppur con i margini declinanti tipici della fase di maturità.

Un’offerta straordinariamente dinamica e competitiva, che ha saputo coniugare i più importanti riferimenti della marca delle destinazioni (vedi tra tutti l’Italia e Roma, ma anche Pisa e Firenze) con un mezzo di fruizione securizzante quanto solo una nave può esserlo, almeno fino alla tragedia del Giglio. Navi sempre più grandi e “rivolte su se stesse”, perché il vero business in questa fase consiste nel massimizzare il tempo di permanenza e la spesa a bordo dei crocieristi.

Porti sempre più somiglianti a terminali container, realizzati a colpi di investimenti pubblici ingentissimi da parte delle Autorità portuali in competizione tra di loro e senza un quadro nazionale di riferimento: banchine lunghe chilometri per consentire l’accosto di molti giganti del mare contemporaneamente, con enormi piazzali per contenere le centinaia di pullman necessari alle escursioni, svincoli autostradali agevoli per portare nel minor tempo possibile gli escursionisti nelle città d’arte, dove magari non scenderanno neppure a terra. Ma anche Autorità portuali molto restie a dichiarare i ricavi che traggono da questi traffici, adducendo motivi di “competitività” (appunto).

L’analisi degli impatti economici svolta a livello europeo segnala inoltre un dato non del tutto evidente all’opinione pubblica, e cioè che il vero e proprio effetto turistico delle crociere è piuttosto limitato: fatto 100 il totale dell’impatto della spesa del comparto crocieristico (diretto, indiretto, indotto), solo il 3,8 per cento beneficia l’ospitalità in senso stretto, il 6,2 per cento il commercio, il 13,4 per cento il sistema dei trasporti compresi icruise operators, mentre il 37 per cento va al settore manifatturiero, con la cantieristica in prima fila. E i dati occupazionali sono dello stesso segno, enfatizzati anche dalle retribuzioni unitarie, che sono le più basse di tutta la filiera.

Sulle condizioni, non solo economiche, di lavoro a bordo delle navi da crociera si parla poco: ci sono studi lontani nello spazio e nel tempo, condotti soprattutto in Nord America. (4) Ma è sotto gli occhi di tutti, a partire dalle immagini che scorrono in questi giorni, che i lavoratori a bordo sono in larghissima maggioranza stranieri (filippini, indonesiani, indiani, peruviani, e così via), reclutati in madre patria con contratti di lavoro che sfuggono alle normative europee. E questo rientra perfettamente nelle logiche di massimizzazione del business dei cruise operators, anche se poi magari, come puntualmente accaduto, persino la difficoltà comunicativa enfatizza ogni problema in caso di emergenze.

Nel Mediterraneo, l’Italia si colloca senza dubbio in una posizione di preminenza. In vetta ai porti italiani sta Civitavecchia con oltre 2 milioni di passeggeri, seguono Venezia, Napoli e Savona. Ma la graduatoria subisce delle variazioni a seconda della connotazione che assume ciascuno scalo: Home Port, ovvero punto di partenza o arrivo della crociera (quelli il cui territorio guadagna di più), oppure Port of Call, tappa intermedia del viaggio.

Ma anche prima della tragedia del Giglio erano ormai diverse le voci che richiamavano a un maggiore realismo, a partire proprio dai numeri rilevati dall’Osservatorio Ebnt e del rapporto pubblicato a luglio 2011 dall’European Cruise Council: la crescita sembrava aver smorzato il proprio impeto, soprattutto in termini di valore economico: le spese dirette dell’industria crocieristica in Europa, peraltro ingentissime (14 miliardi di dollari) erano sostanzialmente ferme dal 2008, pur a fronte di un aumento di passeggeri ancora consistente.

Era quindi in calo la redditività, come dichiarato ormai apertamente anche da alcuni operatori, come Rccl Italia. C’era già il rischio di una fase di maturità, mentre addirittura la cantieristica navale (i cui andamenti precedono di alcuni anni quelli delle crociere) registrava cali assoluti, sia di fatturato che di occupazione. Che si sono poi concretizzati anche nella vicenda Fincantieri.

Adesso tutto questo sembra chiaro e risaputo, quasi scontato. Ma l’industria delle crociere ha sempre investito moltissimo in comunicazione, e parlarne, prima di oggi, sembrava stonato.

da ALTRACITTA.ORG

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Costa Concordia, le foto di oggi
Proseguono i lavori di recupero all’isola del Giglio, in cerca degli ultimi dispersi

Continuano le operazioni di ricerca dei dispersi a bordo della nave Costa Concordia, naufragata vicino all’isola del Giglio. Oggi sono stati identificati due corpi ritrovati nei giorni scorsi. Ci sono stati nuovi sviluppi anche nell’ambito dell’azione legale: Costa Crociere ha ufficialmente sospeso il comandante della nave Francesco Schettino e ha annunciato che si costituirà parte offesa presso la procura di Grosseto.

da ilpost.it

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Quell’inchino a Procida
celebrato dalla compagnia
A fine agosto del 2010, ai comandi della Costa Concordia c’era Schettino. E il blog dell’azienda

L’inchino al Giglio non è stato, purtroppo, l’unico omaggio di Francesco Schettino nei confronti di un’isola. Il comandante aveva già mostrato un pericoloso debole, in passato, per Procida. E’ il 30 agosto 2010 e Schettino, sempre al timone della Concordia, sta per arrivare a Napoli, tappa di una crociera di sette giorni chiamata “Profumo di Mediterraneo”. Prima, però, il saluto a Procida: la grande nave si avvicina all’isola, lancia tre fischi di sirena ed effettua una piccola sosta per ricevere l’abbraccio dei cittadini, avvicinatisi a bordo di motoscafi e pescherecci. La costa è vicinissima. Punta Pizzaco e il borgo della Corricella si distinguono nitidamente dagli oblò e dai ponti dell’imbarcazione. L’isola è a portata di foto per i passeggeri e gli isolani, a loro volta, non perdono occasione per fotografare la spettacolare città galleggiante. Situazioni identiche – o molto simili – si verificano con una certa frequenza nei nostri mari. L’Ais, un sistema internazionale che tiene d’occhio il traffico marino 1, ha documentato come la Concordia esegua 52 “inchini” all’anno contravvenendo alle regole della navigazione

IL VIDEO 2

Il saluto a Procida dell’agosto 2010, tuttavia, è speciale. In questo caso infatti il clima di festa per l’incontro ravvicinato viene raccontato, con grande entusiasmo, addirittura sul blog ufficiale di Costa Crociere. La compagnia che negli ultimi giorni ha preso le distanze da Schettino, che ha dichiarato la sua manovra al Giglio “non autorizzata” e che, in seguito al disastro, si considera “parte lesa”. “La Costa Concordia [...] il 30 agosto 2010 prima dell’arrivo a Napoli, previsto intorno alle 13.00, ha omaggiato con il suo saluto, e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l’isola di Procida. Tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento”.

E’ questo quanto si legge su una pagina web che, oggi, sopravvive soltanto nella “cache” di Google, la grande memoria del motore di ricerca che permette di consultare siti non disponibili temporaneamente o rimossi dal server originale. Quel post del 26 settembre 2010, dal titolo “Costa Concordia festeggia davanti a Procida”, sul blog ufficiale della compagnia infatti non c’è più. Forse è andato offline ben prima della tragedia del Giglio. Forse è stato rimosso opportunamente nelle ultime ore. Fatto sta che la scia della Concordia vicina a Procida, grazie alla Rete, è ancora ben visibile. “L’arrivo della nave è stato annunciato da 10 colpi di mortaio ai quali Costa Concordia ha risposto con 3 fischi di sirena, rituale di saluto” si legge ancora nel piccolo articolo di circa un anno e mezzo fa. E poi: “Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica trombette e vuvuzelas, a bordo di motoscafi, pescherecci, natanti di ogni genere”.

I colpi di mortaio, gli striscioni, le trombette: tutto, dunque, era stato organizzato. E tutto rientrava in quella che, stando ora anche al blog di Costa Crociere, sembra essere una vera e propria usanza. Lo conferma la dichiarazione di un primo ufficiale di coperta della Concordia – originario di Procida – riportata alla fine dell’articolo: “E’ stata una festa, un atto d’amore e un omaggio alla tradizione marinara che procidani e sorrentini hanno nel Dna”.

Cozzano palesemente, oggi, l’enfasi con cui il blog ufficiale di Costa Crociere celebrava il “saluto” a Procida (di cui esisterebbe su YouTube una video testimonianza) e le recenti parole dell’amministratore delegato della compagnia, Pierluigi Foschi, che nella conferenza stampa successiva al naufragio della Concordia è sembrato quasi all’oscuro del rito dell’inchino. Una sola volta, ha specificato Foschi, una nave Costa è transitata sotto costa davanti all’isola del Giglio. Era il 9 agosto 2011 e in quell’occasione la rotta era stata approvata sia dalla società sia dalla Capitaneria di Porto. Viene da chiedersi – rileggendo oggi quel documento “ufficiale” Costa sul monitor di un PC – in che modo e in che misura, invece, le compagnie avallassero una tradizione così azzardata.


di PIER LUIGI PISA

da repubblica.it

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