Archive for Croazia

Sep
11

Visitare Dubrovnik

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Dubrovnik, citta’ che incanta
Dal 1979 è Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco

Dubrovnik è una città che incanta. Bella da morire, come già scriveva nel 1929 il drammaturgo inglese George Bernard Shaw dopo averla visitata: “Those who seek paradise on Earth should come to Dubrovnik and see Dubrovnik” (“Chi cerca il paradiso in terra deve venire a Dubrovnik”), dal 1979 è Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco. Le vie, i palazzi, i conventi e le chiese di cui la città è ricchissima tradiscono l’origine medioevale (anche se nel 1667 la città fu quasi completamente distrutta da un terremoto), ma il percorso storico si snoda attraverso l’influenza della Repubblica di Venezia, l’indipendenza, poi di nuovo la dominazione dei Francesi sotto Napoleone e degli Austriaci. La storia recente ci racconta di una città che, seppur duramente bombardata durante la guerra dei Balcani, oggi risorge a nuovo splendore, tanto da meritarsi l’appellativo di “Perla dell’Adriatico”

Iniziate la vostra visita con una passeggiata nella via principale chiamata Stradum, luogo di ritrovo preferito degli abitanti di Dubrovnik e dei turisti da tutte le parti del mondo, dove il centro storico si anima di chiese, monasteri e musei. Il tutto circondato dalle antiche mura, e da un paesaggio fatto di acque cristalline e natura lussureggiante. Imperdibile la chiesa di San Biagio e il Monastero Domenicano con la sua meravigliosa collezione di quadri rinascimentali, la più bella di Dubrovnik: tra i molti artisti locali ed italiani, il pezzo forte è certamente un quadro di Tiziano. Per chi vuole invece cimentarsi nella scoperta delle architetture del XV secolo, è consigliata la visita del Palazzo del Rettore  antica sede del governo e residenza del Principe (il Rettore) della Repubblica di Dubrovnik fino al crollo della Repubblica (1808). Oggi, oltre ad ospitare un interessantissimo Museo storico, funge da location per concerti e altri eventi culturali e artistici.

Da visitare anche Palazzo Sponza  , con il suo cortile e le colonne, che custodisce l’Archivio di Stato con preziosissimi documenti risalenti alla storia più antica della città.

Gradska luka (il porto vecchio) è senza dubbio uno dei luoghi di maggior fascino di Dubrovnik, accessibile attraverso una porta che collega lo Stradun al mare. Molto suggestivo anche il giro completo delle mura, un complesso sistema di torri, bastioni e forti costruito fra l’XI e il XVII secolo che corre per oltre 2 Km intorno alla città e nei punti più alti raggiunge i 25 m di altezza: si gode di un panorama mozzafiato della città e della sua Riviera.

Per chi al tour della città preferisce esplorare i dintorni (vedi articolo correlato), vale la pena una gita in barca verso la spiaggia di Sveti Jacob, una delle più note di Dubrovnik (http://www.adriagate.com/it/croatia/beaches_croatia.aspx), per vedere da vicino le frastagliate scogliere che si ergono scoscese sul mare cristallino. In alternativa si può raggiungere la penisola di Lapad immersa nel verde, con la bella baia di Sumratin punteggiata di piccole spiagge. C’è la spiaggia Uvala Lapad,sabbiosa e ben attrezzata, la spiaggia Adriatica, più piccola e romantica, la più mondana spiaggia VIS I, ricca di bar e ristoranti, sempre animata di party serali (da non confondere con la spiaggia VIS II, più piccola e rocciosa) e la spiaggia Villa, frequentata soprattutto dai più giovani. Merita una visita anche la stazione balneare di Cavtat, l’antica città romana di Epidaurus dove Edoardo VIII e Wallace Simpson trascorsero la loro luna di miele (nel corso degli anni Cavtat è stata una delle mete preferite di marinai e appassionati di yacht).

di Eugenia Romanelli  da ansa.it

Categories : Croazia
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Jun
02

Visitare la Dalmazia

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Dalmazia verde, tra ‘canyon’ e parchi
Non solo mare, il cuore dell’Adriatico croato custodisce gemme della natura perfette per i novelli eco-turisti

Un lembo lussureggiante di Mediterraneo, prediletto dai turisti italiani per la facile raggiungibilità e perché regno di mare, sole, paesini di pietra, gemme architettoniche, buon vino, cucina a base di pesce: la Dalmazia è il cuore dell’Adriatico croato (http://croatia.hr), ideale per chi cerca spiagge suggestive e fondali per immergersi, ma anche per i novelli eco-turisti che non vogliono oziare e sono alla ricerca di una vacanza “verde” con tutta la famiglia o con un gruppo di amici.

La regione meridionale della Croazia inizia ai piedi del Velebit, considerato il “re” delle montagne croate, e si estende fino all’estremità della regione di Dubrovnik garantendo al viaggiatore in cerca di natura e paesaggi incontaminati una sorpresa dietro l’altra. I gioielli naturalistici non sono solo marini, come il Parco Nazionale dell’arcipelago Kornati, ma sono custoditi anche nell’entroterra, seguendo il percorso di fiumi, lasciandosi incantare da cascate, canyon, gole, laghi e boschi.

Una settimana a disposizione è sufficiente per un itinerario nelle regioni di Spalato, Sebenico e Zara, che coniughi un po’ di mare, percorsi storici e culturali e soprattutto una full immersion di verde e natura alla scoperta di almeno un paio dei parchi nazionali più affascinanti del Paese. L’ideale è disporre di un’auto, propria o in affitto, in modo da avere libertà di spostamenti e riuscire in pochi giorni ad affiancare più tappe. Split (Spalato – www.dalmatia.hr) è un buon punto di partenza, facilmente raggiungibile dall’Italia sia in aereo (con Croatia Ailines o la low-cost EasyJet, con quest’ultima dal 5 luglio) sia via mare da Pescara o Ancona con numerosi operatori (Jadrolinija, Bluline e Snav per i traghetti). In quest’ultimo caso sul portale www.traghettilines.it si trovano numerose soluzioni di trasporto, auto compresa: in due, con un veicolo di medie dimensioni, si spende a partire da 500 euro per la tratta di andata in cabina interna.

Spalato sorge “nel posto più bello del mondo”, dove nel lontano 305 a.C. l’imperatore Diocleziano fece erigere la sua residenza estiva per trascorrervi gli ultimi anni di vita. Oggi l’antica dimora è patrimonio culturale mondiale dell’Unesco ed è il fulcro della vita culturale della città, racchiuso in mura possenti e torri. La cattedrale di San Doimo occupa da secoli il Mausoleo dell’imperatore, costruito a cavallo fra il III e il IV secolo. Al di fuori delle mura del palazzo si può passeggiare nella piazza neo-rinascimentale Prokurative, oppure si può visitare uno dei tanti musei spalatini. Raccomandati il Museo archeologico croato e il Museo nazionale marittimo croato. Nell’antichità il centro di Spalato era Salona, i cui ruderi oggi si possono visitare appena fuori città.

Dopo un giorno e una notte a Spalato, di buon mattino si inforca il volante alla volta di Sibenik, Sebenico (www.sibenikregion.com). La strada più veloce per arrivare è senz’altro l’autostrada A1 Sibenik/Zagreb (circa 40 minuti dal centro di Split), ma un’alternativa allettante (un po’ più di un’ora per un’ottantina di chilometri) è percorrere la via panoramica che costeggia il mare e che consente due soste intermedie da non lasciarsi sfuggire: Trogir, città-isola museo a cielo aperto con la cattedrale patrimonio dell’Unesco, e Primosten, le cui vigne sono un esempio della tenacia umana in un ambiente naturale ostile (una foto di questo paesaggio è presente anche su una parete dell’atrio del palazzo dell’Unesco).

Un giorno a Sebenico – la città del re Kresimir, fondata mille anni fa dai Croati – è doveroso, in particolare per visitarne il centro storico, per ammirare la cattedrale gotico-rinascimentale di San Giacomo (patrimonio Unesco), risalente al XV e XVI secolo, e anche un mini tour di una bellezza più moderna: la nuova biblioteca comunale “Juraj Sizgoric”. Da non perdere le fortezze di San Michele, San Giovanni, Subicevac e San Nicola. Una buona idea per pernottare, distante sei chilometri dalla città, può essere Camping Solaris, che tra l’altro propone gite interessanti alla scoperta del mare e dell’entroterra. Soluzione alternativa, per chi cerca anche una pausa spirituale, sono gli alloggi gestiti da don Stipe a Draga (Primosten), nelle cosiddette “corti di Jurlina”, protette da Governo come oggetto d’antiquariato, un gruppo di case in pietra fatte in forma di un cerchio che creano un cortile chiuso.

Dal punto di vista enogastronomico questo angolo di Dalmazia offre specialità da leccarsi i baffi: il prosciutto crudo di Drnis, il formaggio di pecora di Misina e il vino rosso Babic di Primosten. Ricco il menu di pesce: sardine, filetto di tonno fresco alla griglia. Da assaggiare il soparnjak, una semplice pasta farcita con una miscela di olive, fichi e olio d’oliva, arrotolato e cotto in forno, servito freddo. La torta di Skradin è un ottimo dessert.

Il terzo giorno di viaggio può essere dedicato interamente, e senza rimorsi, al Parco Nazionale di Krka (www.npkrka.hr), che prende il nome dal fiume che rende verde l’entroterra dell’area di Sebenico: la città sorge proprio alla sua foce, mentre la fonte del fiume è situata più a Nord, in corrispondenza di Knin. Krka è perfetta per chi ama la natura e in più, con le temperature estive, è un ottimo rimedio alla canicola delle spiagge. Le sue cascate, ben sette, nate grazie al depositarsi del travertino, sono le attrazioni maggiori, visitabili seguendo i tanti percorsi di trekking in maniera autonoma o con una delle visite guidate, anche in battello, organizzate nel Parco. La cascata più estesa è la Roski slap, incastonata fra le pareti rocciose del canyon e la fitta vegetazione, ma la più conosciuta – e anche la più imponente – è la Skradinski buk, che vanta 17 gradini per un dislivello complessivo di 46 metri. I sentieri indicati dalle cartine del parco spesso seguono vie molto antiche e non a caso prevedono il passaggio su piccoli ponti di pietra, mentre se si vuole optare per brevi pause l’area del parco è disseminata di antiche case di pietra con vecchi alberi. Il fiume scorre nel letto del canyon solo per due terzi, mentre per il resto dà origine ad alcuni laghi. Il maggiore ospita un isolotto, una specie di “intruso” verde nel blu dell’acqua, dimora del convento di Visovac, che si può raggiungere in barca. L’ingresso meridionale del parco, dove si trova anche il Centro Informazioni, è a Skradin, dove si può decidere di pernottare. L’hotel Skrandiski buk, tre stelle, offre ospitalità anche in appartamenti oltre che nelle stanze d’albergo (a luglio e agosto per la camera doppia con prima colazione si spende 89 euro a notte). Dopo la cena si può però anche decidere di proseguire direttamente per Zara.

Zadar (www.tzzadar.hr/it), in croato, vanta tremila anni di storia e anche il maggior foro romano riportato alla luce sulla sponda orientale dell’Adriatico. Una visita alla città non può prescindere da una tappa alle chiese romaniche di Sant’Anastasia e San Crisogono, alla chiesa di San Donato, simbolo della città. Sul lungomare il peculiare complesso architettonico dell’Organo marino e del Saluto al sole, concepiti dall’architetto Nikola Basic. Consigliata la visita anche al Museo del vetro antico. Un rito singolare al quale può essere interessante partecipare è quello del caffè mattutino nei piccoli bar del centro: l’odierno Forum è stato continuativamente aperto dal 1796. La vita notturna offre divertimento anche ai più giovani: l’aperitivo per eccellenza è il Maraschino, il liquore da dessert dell’amarena autoctona Maraska. A Petrcane, nei dintorni di Zara, dal 6 al 13 luglio c’è il Garden Festival (www.thegardenfestival.eu), appuntamento da segnare in agenda.

Dopo una doverosa giornata di passeggiate in città per ammirarne le bellezze storiche e artistiche, il quinto giorno di viaggio può essere dedicato al volto montuoso della contea zaratina, che comprende la parte meridionale del Parco naturale del Velebit (la montagna, lunga 150 chilometri, è stata dichiarata dall’Unesco riserva mondiale della biosfera), ovvero il Parco nazionale della Paklenica. L’area si estende su una superficie di 96 chilometri quadrati e nonostante il suo aspetto aspro e selvaggio è facilmente raggiungibile sia dalla strada litoranea, sia dall’autostrada. I must della visita sono le due gole di Velika e Mala Paklenica, vere e proprio fenditure, dal basso, che spaccano la montagna. L’area protetta è impreziosita da un patrimonio botanico e faunistico molto ricco (in particolare farfalle e rapaci). Esplorare il parco non è difficile grazie alla frequente segnaletica: la stessa grotta di Velika Paklenica può essere visitata da tutti, anche da famiglie con bambini, seguendo il sentiero di trekking segnato lungo il vecchio percorso che un tempo le donne attraversavano per trasportare il sale del litorale e il grano. Ingresso del parco è Starigrad (www.rivijera-paklenica.hr/it), località piccola e quieta a un’oretta d’auto da Zara, sorta sulle rovine dell’antica città romana di Agyruntum, che è il centro della riviera di Paklenica (la spiaggia è di ghiaia).

Per l’ultimo giorno di soggiorno in terra dalmata, Zara è il punto di partenza ideale per una gita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (www.np-plitvicka-jezera.hr/it e www.tzplitvice.hr), situato a poco più di 130 chilometri. Sebbene l’estensione dell’area protetta sia di quasi 30mila ettari, una giornata è sufficiente per ammirarne gran parte dei laghi e delle cascate, riposare dopo uno spuntino (da assaggiare il kiselo mlijeko, il latte acido, offerto in tutti i ristoranti della zona), senza dover “correre”. Dichiarati patrimonio Unesco nel 1979, i Laghi di Plitvice sono diventati negli anni ’70-’80 meta assai gettonata del turismo internazionale. Una battuta d’arresto c’è stata soltanto durante la guerra croata d’Indipendenza (1991-1995), quando la zona fu interdetta ai visitatori e l’infrastruttura turistica praticamente distrutta. Frangente che non ha impedito all’industria turistica di riprendersi in fretta, tanto che già nel 2006 il parco ha ospitato 860mila turisti. Rifugio per gli amanti della natura e ispirazione per artisti, i Laghi di Plitvice offrono la possibilità di fare escursioni, percorsi con traghetti elettrici e trenini panoramici, canottaggio. Esplorare l’area è possibile anche seguendo le piste ciclabili intorno ai laghi. Se si sceglie di pernottare in zona, all’interno del parco si trovano alloggi privati, alcuni buoni alberghi anche campeggi. Fra questi quello di Korana, situato in una posizione suggestiva, in pianura sopra il canyon del fiume omonimo.

Alla fine della settimana non resta che tornare in Italia. Il rientro può avvenire da Zara se si è arrivati in traghetto con la propria auto (in questo caso si ritorna al porto di Ancona); altrimenti si torna a Spalato, si lascia la macchina all’autonoleggio, e si rincasa in aereo (con questo mezzo da Zara per il nostro Paese si viaggia via Zagabria). La settimana non sarà stata certamente all’insegna del riposo, ma avrà lasciato ricordi e impressioni importanti, nonché la rigenerazione di mente e corpo grazie a madre natura.

da ansa.it

Categories : Croazia
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Oct
17

Croazia Dubrovnik la Ragusa italiana

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Il fascino di Dubrovnik
Quando andare e cosa c’è da vedere

Dubrovnik_RagusaSe a Dubrovnik si arriva al mattino presto, si evitano i crocieristi, una razza tutta speciale che va in giro per le città di mare credendo di avere il diritto di prelazione su tutto, nei musei, nei caffè, sulle barche, al ristorante…

Dubrovnik si raggiunge molto facilmente in traghetto dopo una traversata che dura il tempo di una notte, da Ancona, Bari o Brindisi, oppure con un comodo volo di  appena un’oretta.

Vale la pena godersi Ragusa (questo è il nome italiano della città croata) fuori stagione: magari in autunno quando le orde impazzite di turisti se ne sono andate, lasciando dietro di sé un polverone ingombrante fatto di bermuda colorati, macchine fotografiche, video camere e bambini che si rincorrono su per le mura smerlate; oppure in primavera, con i primi caldi, quando i tavolini dei bar sono già all’aperto ma sufficientemente vuoti da godersi la vista sul porticciolo o sul bel Palazzo della ex Dogana.

Alle sette di mattina, quando la città si sta svegliando, le strade sono semideserte, le reti dei pescatori sono rincasate da poco, insieme alla barche, e della Placa, la via principale a uso esclusivo dei pedoni, si riesce ancora a intravederne la fine… la Torre dell’Orologio. Le chiese romaniche fanno capolino dai tetti delle case, con quell’edicola singolare che poggia sulla facciata esterna, tipica dell’architettura templare e probabile retaggio bizantino.

Trionfa anche il barocco, un barocco molto simile a quello pugliese, come quello della Chiesa di San Biagio, dedicata al santo protettore della città cui a febbraio è dedicata una vera e propria festa, con tanto di abiti storici e spettacoli tradizionali.Dubrovnik_Ragusa1

Di romanico non resta più nulla nella Cattedrale dell’Assunzione, distrutta da un terremoto nel 1667 e ricostruita in stile barocco, anch’essa, nel XVIII secolo.

In pieno rinascimento è stata realizzata, invece, la splendida fontana di Onofrio, all’ingresso della città vecchia. Da Porta Pile inizia, inoltre, il camminamento delle mura che vale la pena fare, col bello e col brutto tempo, per ammirare Dubrovnik dall’alto e soprattutto la magnifica costa frastagliata, puntinata di isole e isolotti, vera e propria caratteristica di tutta la Dalmazia.

In inverno, visitare Dubrovnik con la DUbrovnik Winter Card è ancora più emozionante: acquistabile presso gli uffici turistici, a chi fa minimo due pernotti in città, questa card dà diritto a sconti interessanti e prezzi molto convenienti per assistere a concerti, visitare musei, mangiare in ristoranti e pizzerie convenzionate con l’iniziativa, fare escursioni, riservare trattamenti benessere, ecc. La card solitamente è valida fino a fine febbraio.

U. Lacatena

da TGCOM

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Sep
21

Hvar la Saint Tropez croata

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L’antica costa azzurra
Vicina all’Italia, con 2700 ore di sole l’anno, Hvar è una delle isole più belle del mondo. Tra dolce vita e b&b di design, è perfetta per un ultimo tuffo

Mariateresa Montaruli

hvarNuovi investimenti, una rinnovata fiducia in sé e della capacità di proporsi sotto una nuova luce, fanno della Croazia una delle più amate destinazioni turistiche d’Europa.

Complici i prezzi ancora accessibili, le coste immacolate, il mare cristallino e i centri storici gioiello, a partire da Spalato. La preferita è senza dubbio Hvar, l’isola più cool dell’arcipelagoche sfila al largo della Dalmazia centromeridionale, la St-Tropez croata, ormai assurta a buen retiro understated.

Le classifiche internazionali la mettono tra le dieci isole più belle del mondo: clima invidiabile, sole garantito (secondo le statistiche ben oltre 2700 ore l’anno), acqua fantastica. E atmosfere informali con la capacità, forse unica in Croazia, di coniugare la vacanza relax con il divertimento modaiolo, fra bar e discoteche dove si mischiano e sfiorano turisti e celebrities appena sbarcate.

Le spiagge sono solitarie, fondali da urlo, dove si arriva solo a piedi o in barca. Sabbia poca, più che altro scogli o grossi ciottoli. Spiaggette in ghiaia più o meno fine si trovano, a sud, nelle piccole insenature della zona di Zavala, sulla punta di Suc´uraj e sul tratto di costa settentrionale che va da Stari Grad a Jelsa, passando per Vrboska a nord.

Una buona idea è noleggiare una barca e partire alla scoperta della costa: ogni giorno una spiaggia diversa. Questa zona è un paradiso per gli appassionati di nautica, che hanno infinite possibilità di veleggiare fra centinaia di isole e isolette, con splendidi punti di immersione. Fondali spettacolari, grotte, relitti, una ricca flora e fauna sottomarina, da esplorare anche con la guida degli istruttori dei tanti centri sub presenti sull’isola.

Molti spot spettacolari si concentrano nel piccolo arcipelago delle Pakleni, proprio di fronte a Hvar città. Prima di essere scoperta dal turismo internazionale, Hvar viveva di olio d’oliva, vino ed essenza di lavanda. Un profumo che si percepisce, tra costoni e calette, con quello di salvia e rosmarino, in quei 20 minuti di macchina che ci vogliono per attraversarla da Stari Grad, dove si sbarca, a Hvar paese.hvar1

La cittadella d’impronta veneziana, con palazzotti del XIII e XVI secolo intorno a un porticciolo squadrato, è abitata d’inverno da 3000 persone. D’estate riceve un flusso di 30.000 visitatori al giorno. La prima locanda fu aperta nella piazza del paese dalla signora Goja Klicˇinovic´ nel 1561.

Ma lo sviluppo turistico si deve a un medico austriaco, Franz Unger, che nel 1866 scoprì la valenza salutista di questo clima. I vecchi bagni del Lido Bonj, con le cabine e la balaustra in pietra del 1930, sono stati ristrutturati in chiave minimal. Come ogni lounge-beach che si rispetti, offre teli e lettini su un dock di tek, e trattamenti benessere in gazebo tendati. Un altro segnale del suo carattere cosmopolita.

da IL CORRIERE DELLA SERA

Categories : Croazia, mare, turismo
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