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Oct
17

Croazia Dubrovnik la Ragusa italiana

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Il fascino di Dubrovnik
Quando andare e cosa c’è da vedere

Dubrovnik_RagusaSe a Dubrovnik si arriva al mattino presto, si evitano i crocieristi, una razza tutta speciale che va in giro per le città di mare credendo di avere il diritto di prelazione su tutto, nei musei, nei caffè, sulle barche, al ristorante…

Dubrovnik si raggiunge molto facilmente in traghetto dopo una traversata che dura il tempo di una notte, da Ancona, Bari o Brindisi, oppure con un comodo volo di  appena un’oretta.

Vale la pena godersi Ragusa (questo è il nome italiano della città croata) fuori stagione: magari in autunno quando le orde impazzite di turisti se ne sono andate, lasciando dietro di sé un polverone ingombrante fatto di bermuda colorati, macchine fotografiche, video camere e bambini che si rincorrono su per le mura smerlate; oppure in primavera, con i primi caldi, quando i tavolini dei bar sono già all’aperto ma sufficientemente vuoti da godersi la vista sul porticciolo o sul bel Palazzo della ex Dogana.

Alle sette di mattina, quando la città si sta svegliando, le strade sono semideserte, le reti dei pescatori sono rincasate da poco, insieme alla barche, e della Placa, la via principale a uso esclusivo dei pedoni, si riesce ancora a intravederne la fine… la Torre dell’Orologio. Le chiese romaniche fanno capolino dai tetti delle case, con quell’edicola singolare che poggia sulla facciata esterna, tipica dell’architettura templare e probabile retaggio bizantino.

Trionfa anche il barocco, un barocco molto simile a quello pugliese, come quello della Chiesa di San Biagio, dedicata al santo protettore della città cui a febbraio è dedicata una vera e propria festa, con tanto di abiti storici e spettacoli tradizionali.Dubrovnik_Ragusa1

Di romanico non resta più nulla nella Cattedrale dell’Assunzione, distrutta da un terremoto nel 1667 e ricostruita in stile barocco, anch’essa, nel XVIII secolo.

In pieno rinascimento è stata realizzata, invece, la splendida fontana di Onofrio, all’ingresso della città vecchia. Da Porta Pile inizia, inoltre, il camminamento delle mura che vale la pena fare, col bello e col brutto tempo, per ammirare Dubrovnik dall’alto e soprattutto la magnifica costa frastagliata, puntinata di isole e isolotti, vera e propria caratteristica di tutta la Dalmazia.

In inverno, visitare Dubrovnik con la DUbrovnik Winter Card è ancora più emozionante: acquistabile presso gli uffici turistici, a chi fa minimo due pernotti in città, questa card dà diritto a sconti interessanti e prezzi molto convenienti per assistere a concerti, visitare musei, mangiare in ristoranti e pizzerie convenzionate con l’iniziativa, fare escursioni, riservare trattamenti benessere, ecc. La card solitamente è valida fino a fine febbraio.

U. Lacatena

da TGCOM

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Sep
21

Hvar la Saint Tropez croata

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L’antica costa azzurra
Vicina all’Italia, con 2700 ore di sole l’anno, Hvar è una delle isole più belle del mondo. Tra dolce vita e b&b di design, è perfetta per un ultimo tuffo

Mariateresa Montaruli

hvarNuovi investimenti, una rinnovata fiducia in sé e della capacità di proporsi sotto una nuova luce, fanno della Croazia una delle più amate destinazioni turistiche d’Europa.

Complici i prezzi ancora accessibili, le coste immacolate, il mare cristallino e i centri storici gioiello, a partire da Spalato. La preferita è senza dubbio Hvar, l’isola più cool dell’arcipelagoche sfila al largo della Dalmazia centromeridionale, la St-Tropez croata, ormai assurta a buen retiro understated.

Le classifiche internazionali la mettono tra le dieci isole più belle del mondo: clima invidiabile, sole garantito (secondo le statistiche ben oltre 2700 ore l’anno), acqua fantastica. E atmosfere informali con la capacità, forse unica in Croazia, di coniugare la vacanza relax con il divertimento modaiolo, fra bar e discoteche dove si mischiano e sfiorano turisti e celebrities appena sbarcate.

Le spiagge sono solitarie, fondali da urlo, dove si arriva solo a piedi o in barca. Sabbia poca, più che altro scogli o grossi ciottoli. Spiaggette in ghiaia più o meno fine si trovano, a sud, nelle piccole insenature della zona di Zavala, sulla punta di Suc´uraj e sul tratto di costa settentrionale che va da Stari Grad a Jelsa, passando per Vrboska a nord.

Una buona idea è noleggiare una barca e partire alla scoperta della costa: ogni giorno una spiaggia diversa. Questa zona è un paradiso per gli appassionati di nautica, che hanno infinite possibilità di veleggiare fra centinaia di isole e isolette, con splendidi punti di immersione. Fondali spettacolari, grotte, relitti, una ricca flora e fauna sottomarina, da esplorare anche con la guida degli istruttori dei tanti centri sub presenti sull’isola.

Molti spot spettacolari si concentrano nel piccolo arcipelago delle Pakleni, proprio di fronte a Hvar città. Prima di essere scoperta dal turismo internazionale, Hvar viveva di olio d’oliva, vino ed essenza di lavanda. Un profumo che si percepisce, tra costoni e calette, con quello di salvia e rosmarino, in quei 20 minuti di macchina che ci vogliono per attraversarla da Stari Grad, dove si sbarca, a Hvar paese.hvar1

La cittadella d’impronta veneziana, con palazzotti del XIII e XVI secolo intorno a un porticciolo squadrato, è abitata d’inverno da 3000 persone. D’estate riceve un flusso di 30.000 visitatori al giorno. La prima locanda fu aperta nella piazza del paese dalla signora Goja Klicˇinovic´ nel 1561.

Ma lo sviluppo turistico si deve a un medico austriaco, Franz Unger, che nel 1866 scoprì la valenza salutista di questo clima. I vecchi bagni del Lido Bonj, con le cabine e la balaustra in pietra del 1930, sono stati ristrutturati in chiave minimal. Come ogni lounge-beach che si rispetti, offre teli e lettini su un dock di tek, e trattamenti benessere in gazebo tendati. Un altro segnale del suo carattere cosmopolita.

da IL CORRIERE DELLA SERA

Categories : Croazia, mare, turismo
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