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Matera e le mongolfiere

In mongolfiera su Matera: il più ‘light’, ‘slow’ ed accessibile tra i siti Unesco
Vetrina del progetto, la prima edizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere che dal 18 al 31 marzo sarà dedicato ai temi dell’ambiente e della sostenibilità

matera_mongolfiere_festivalMatera si candida a diventare il più ‘light’, ‘slow’ e accessibile tra i siti Unesco: light perché punta alla mobilità e sostenibile; slow nel modo di concepire il turismo e per la valorizzazione dei prodotti tipici; accessibile perché tra le priorità c’è quella di rendere fruibile il centro storico a tutti. Vetrina del progetto, la prima edizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere che dal 18 al 31 marzo sarà dedicato ai temi dell’ambiente e della sostenibilità con 30 mongolfiere, simbolo di un modo di viaggiare leggero e lento, con equipaggi nazionali e internazionali: italiani, austriaci, tedeschi, francesi e belgi.

Per 14 giorni, riflettori puntati sulla citta dei Sassi, la prima del sud a essere dichiarata dall’Unesco ‘Patrimonio mondiale dell’umanità’. Un sito, spiega all’Adnkronos Fabrizio Zampagni, curatore del festival, “che rappresenta la lunga vicenda storica di adattamento dell’uomo alle energie naturali; un monumento alla rovescia, senza eccellenze singole ma con una dimensione che va dal paleolitico fino all’Urbe contadina, dalla realtà rupestre agli anni ’50”. Dalle case-grotta con gli orti pensili agli stretti vicoli che collegano i due storici rioni nelle due vallate dei Sassi, il Caveoso e il Barisano, dal grande Canyon sulle sponde dei Sassi alla Murgia materana con le Chiese rupestri.

Mongolfiere in cielo, dunque, mentre a terra il festival servirà a promuovere buone pratiche di mobilità ecosostenibile, con la convention ‘Light Mobility’ (18 – 20 marzo) dedicata agli spostamenti a basso impatto ambientale in vista della candidatura di Matera a Capitale della cultura europea 2019. Seguirà, il 21 marzo, l’open day normativo con il coinvolgimento dei funzionari pubblici preposti alla mobilità pubblica di Comune e Regione con un focus sulla nuova normativa legata alla mobilità ecosostenibile, negli ambiti turistico e urbano.

L’iniziativa punta a rafforzare e incrementare il settore turistico e le oportunità di sviluppo e di occupazione ad esso collegate, visto che “Matera sta crescendo, in presenze turistiche, del 20% l’anno, nonostante la crisi. Se in questo trend positivo introduciamo l’innovazione, possiamo stimolare i processi di crescita”, aggiunge Zampagni, assicurando che il Festival delle Mongolfiere “non sarà un’iniziativa scenografica destinata ad esaurirsi in 15 giorni, ma la coreografia delle mongolfiere è solo un modo per far conoscere la trasformazione di Matera e gettare le basi di un progetto che ha prospettive di sviluppo”.

Sempre in un’ottica di sviluppo e di continuità, si inserisce la valorizzazione dei prodotti tipici. “I piccoli produttori locali avranno l’opportunità di permanere nei Sassi” che si offrono come “decentramento commerciale per le loro preziose produzioni per le quali Matera diventerà una piazza di promozione”. Durante il Festival delle Mongolfiere il mercatino dei ‘Vicinati del Gusto’ coinvolgerà i vicoli e le corti di Matera dove saranno esposte le specialità locali: la luganega osannata da Orazio e la pezzente, la pasta tradizionale fatta a mano, il Canestrato di Moliterno Igp, i Fagioli Igp di Sarconi, la Melanzana Rossa di Rotonda, i peperoni di Senise Igp e soprattutto la triade mediterranea: il pane di Matera, l’olio e l’oliva Maiatica, i vini Primitivo e Aglianico.

In programma, passeggiate, escursioni, degustazioni, spettacoli, workshop, visite guidate e naturalmente le mongolfiere in volo con vista dall’alto dei Sassi materani.

da adnkronos

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Basilicata

I Sassi di Martera e il ponte moderno

A Matera il ponte della vergogna
deturpa i Sassi protetti dall’Unesco

Un intervento di recupero si traduce in scempio. Accade a Matera, dove pure i Sassi sono riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco. In vico Commercio nei Rioni Sassi dove il Comune, nell’intento di ripristinare un percosso pedonale, interrotto  anni addietro  a seguito  di un crollo, ha realizzato un ponte ultramoderno (nelle immagini). A denunciarlo Pio Abiusi, insieme con l’associazione di cittadinanza attiva Città plurale.

da kataweb.it

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Basilicata

Matera la città dei Sassi

La città dei Sassi, Matera, patrimonio dell’Umanità, è spesso ricordata per le sue caratteristiche abitazioni ricavate nella roccia e per altri monumenti e opere d’arte conservate nella parte antica della città. Ma Matera è anche una città moderna, con una zona costruita negli ultimi decenni e che pulsa di modernità e innovazione. Ecco il percorso che proponiamo proprio per conoscere questo lato della città. Si può partire dall’osservare gli edifici, che per il loro stile inconfondibile, datano un’epoca (1930 -1940) ed alcuni dei nuovi quartieri sorti dopo il 1950 con lo sfollamento dei Sassi e che hanno profondamente modificato l’aspetto urbanistico della città.

Il palazzo dell’Amministrazione provinciale tra via Lucania, via Duni e via Ridola; la Camera di Commercio tra via Cappelluti e via don Minzoni; il palazzo dell’ex INCIS tra via Cappelluti, via don Minzoni e la piazza della vecchia stazione delle ferrovie calabro-lucane; il rosso edificio dell’ex GIL in via Cappelluti; il palazzo del Governo con l’avvenuta ristrutturazione dell’ex convento di san Domenico in piazza Vittorio Veneto; le case per contadini, piccolo villaggio rurale ubicato al rione Piccianello, un tempo fuori della città.

La vera rivoluzione urbanistica si è avuta con la nascita dei nuovi rioni: Serra Venerdì, progettato dall’architetto Piccinato; Lanera progettato dall’architetto Aymoni-no, per finire ai più recenti, Villalongo, Platani. Interessante il rione Agna, destinato alle famiglie dei contadini, integrato recentemente da edifici abitativi costruiti da cooperative edilizie.

Una Matera moderna, della quale si parla poco, ma che merita di essere visitata per l’armonia dello sviluppo urbanistico che rispettando il passato storico, ha saputo proiettarsi nel futuro. I nuovi quartieri, sorti con la legge speciale dei Sassi tra gli anni ’50 e ’70, sono il migliore esempio di una idea urbanistica progettata e realizzata a misura d’uomo.