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L’Atlantide sommersa dell’Argentina : Villa Epecuen

Villa Epecuen, la città sommersa da 25 anni

Villa_Epecuen_atlantide_sommersa_argentina1Una città sott’acqua, come la mitica Atlantide: è Villa Epecuen, in Argentina, 600 chilometri a sud-est di Buenos Aires. Sommersa ne 1985 dopo un’esondazione del vicino Lago Epecuen, che ha una particolarità: è il secondo lago salato al mondo dopo il Mar Morto, con una quantità di sale che è dieci volte quella presente nel mare.

Le proprietà terapeutiche del lago Epecuen sono note da secoli. Si dice che l’acqua dell’Epecuen, il cui nome significa “eterna giovinezza”, possa curare la depressione, i reumatismi, i problemi della pelle, l’anemia e persino il diabete.

Il 10 novembre del 1985, dopo un’alluvione, l’acqua del lago superò le rive e inondò l’omonima città. L’allagamento non si è fermato fino al 1993, quando la città era ormai coperta da 10 metri di acqua. Nel 2009, 25 anni dopo,  il clima è diventato più secco e il livello dell’acqua è iniziato a scendere. Alcuni edifici sono riapparsi sotto la superficie liquida. Villa Epecuen è riapparsa, in uno spettacolo lacustre impressionante.

da blitzquotidiano.it

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Inca Trail Perù

Avventura in Sudamerica : l’Inca Trail Perù

Inca_Trail_PeruSono state annunciate le date per una delle avventure più emozionanti : l’Inca Trail Perù. Sono 40 km che porteranno alla magica Machu Picchu, la città perduta degli Inca, che è una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo.

Questa avventura sarà un viaggio emozionante. Dal gustare la cucina locale e visitare siti storici in Cuzco, l’antico centro dell’impero Inca, mentre si prende confidenza con la regione montuosa.

Al rafting lungo il Sacred Valley, prima di trascorrere quattro giorni e 3 notti in tenda lungo il percorso, dove il cielo è così limpido che si può quasi toccare le stelle.

Guide qualificate guideranno il gruppo dove il trekking offre il luogo ideale per fuggire dalla civiltà.

Ciò che rende questo viaggio unico è il poter partecipare alla spettacolare celebrazione dell’Inti Raymi, il più importante Festival Inca in Sudamerica.

Si tratta di una festa per gli occhi e le orecchie: la musica, il colore e la cerimonia riempiono l’aria.

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Il business della profezia Maya del 21 dicembre 2012 è già fallito ?

Tra  un mese esatto dovrà finire il mondo, ma siamo tutti tranquilli…
Il business della profezia Maya del 21 dicembre 2012  è fallito prima della fine  dell’anno.

GIANLUCA NICOLETTI

Come tra un mese esatto dovrebbe finire il mondo e tutti così tranquilli? Solo un anno fa la mestizia cosmica sembrava aver avvolto l’umanità come una grigia coltre. Andavano a ruba le opere dei più attenti investigatori dei segni dell’Apocalisse imminente. Si parlava solo dei  più acuti narratori del lato oscuro della scienza, da Roberto Giacobbo a Roland Emmerich, da libri, giornali,  cinema e tv  ci fu fornita una dettagliata mappa di previsioni e possibili scenari di cui avremo avuto esperienza diretta dal 21 dicembre poi, almeno per quel poco che ancora ci sarebbe dato di vivere.

Tutto sapemmo dello sfigaterrimo calendario Maya, dell’età dell’Acquario, delle Centurie di Nostradamus, delle leggende cambogiane, della profezia dei teschi di cristallo, della teoria delle piramidi d’Egitto, dei Templari del Santo Graal, dei cerchi sul grano, delle profezie del Papa Malachia. Addiritura c’è stato chi iniziò a farci notare un’ improvvisa inquietante coincidenza di maremoti, tzunami, alluvioni e terremoti che annunciavano la catastrofe finale. Altri già da gennaio cominciarono a notare che le stagioni non erano più le stesse e che c’era qualcosa nell’ aria. Bene, ma ora che mancano trenta giorni a quella fine annunciata che fanno tutti costoro?

Diciamo che c’è chi già tra gli apocalittici che ha messo le mani avanti, tutto sarebbe stato rimandato di qualche mese, persino la scienza per ora ha concesso una dilazione; Margherita Hack:ci ha infatti assicurato che non ci sarà ” Nessuna Apocalisse per il 2012, ma un asteroide Near Earth potrebbe colpire la terra nel 2036.” Il nome dell’asteroide naturalmente apre un altro fanta capitolo di approfonditi studi mit- scientifici poiché deriva dal dio egiziano Apophis, che significa il “distruttore”.

Tutto comunque  troppo lontano per occuparsene già da oggi, quindi non vale per un immediato esorcismo. E allora? Nessun rifugio sotterraneo? Nessuna arca galleggiante? Nessun pianeta vicino da colonizzare? Soprattutto nessuno che abbia deciso di passare in bellezza questi probabili ultimi giorni?

In conclusione, appaiono al momento veramente insignificanti i preparativi all’estremo addio dell’ umanità intera. Solo i Francesi, per non trovarsi nel caso impreparati all’accoglienza turistica, hanno deciso di chiudere al pubblico per il 21 dicembre il picco di Bugarach, la località dei Pirenei che, grazie anche al passaparola sul web, è considerato uno dei pochi luoghi della terra che resteranno intatti al momento dell’Apocalisse.

I nativi digitali, che notoriamente leggono più attentamente i segni nascosti nella realtà tecno-metafisica, non avrebbero invece scorto altri indizi della fine incombente, se non un bug di Android 4.2, quello che avrebbe causato la mancanza totale del mese di dicembre nei mesi selezionabili per i compleanni. Quasi che il grande programmatore dell’universo avesse stabilito che, per il prossimo mese, ci sarà poco da festeggiare.

da lastampa.it