Turista austriaco morto congelato era andato in pantaloncini e maglietta a 3500 metri sul Picco dei Tre Signori, in valle Aurina

picco-dei-tre-signori val aurinaIN MONTAGNA SOLO CON PANTALONCINI E T-SHIRT:
TURISTA SI PERDE E MUORE CONGELATO

BOLZANO – Un turista è morto di freddo, dopo essersi perso durante un’escursione di alta montagna sul Picco dei Tre Signori, in valle Aurina. Verso le 1.30 di notte è stato raggiunto dagli uomini del soccorso alpino, ma le sue condizioni ormai erano disperate ed è morto poco dopo.

PANTALONI CORTI, MAGLIETTA E SCARPE DA GINNASTICA
L’uomo, a quanto appreso un cittadino austriaco di 50 anni, aveva un equipaggiamento inadeguato: indossava solo pantaloni corti, maglietta e scarpe da ginnastica. L’austriaco durante la discesa dal Picco dei Tre Signori (3.499 metri) ha mancato la via normale ed è finito in un pendio molto esposto. L’uomo ha così allertato con il cellulare il soccorso alpino austriaco, che ha girato la chiamata al 118 altoatesino. Sono subito partiti gli uomini della Guardia di finanza e del soccorso alpino della valle Aurina.

SEGNALI FINO A MEZZANOTTE
Fino a mezzanotte l’uomo è rimasto in contatto telefonico con i soccorritori e con una torcia lanciava segnali. Quando verso le 1.30 di notte è stato raggiunto, aveva ormai perso i sensi. La temperatura era infatti scesa parecchi gradi sotto lo zero. Nonostante lunghi tentativi di rianimazione, l’austriaco è deceduto sul posto. Questa mattina la salma è stata recuperata dall’elisoccorso.

da leggo.it

Il documento segreto dell’Università di Innsbruck scritta nel 2006 da Peter Lercher della facoltà di Medicina di Innsbruck Sulla Tav del brennero

tav-torino-lione mega trivella“IL TAV BRENNERO È INUTILE” LO DICE LO STUDIO SECRETATO (Giorgio Meletti).

IL DEPUTATO M5S FRACCARO RIVELA IL DOCUMENTO DELL’UNIVERSITÀ DI INNSBRUCK DAL 2006 IL GOVERNO SI RIFIUTAVA DI RENDERLO PUBBLICO: DATI SCONCERTANTI.

Il documento era secretato da otto anni, e solo pochi giorni fa il deputato altoatesino Manfred Schullian della Südtiroler Volkspartei aveva incassato l’ennesimo diniego dal ministero dei Trasporti all’ennesima richiesta di renderlo pubblico. È stato un intraprendente deputato M5S di Trento, Riccardo Fraccaro, a scovare una copia della relazione, un migliaio di pagine, scritta nel 2006 da Peter Lercher della facoltà di Medicina di Innsbruck. Lo studio era stato commissionato dalla Bbt, la società mista italo-austriaca che sta costruendo il nuovo tunnel del Brennero dell’alta velocità ferroviaria, 56 chilometri da Innsbruck a Fortezza. Si trattava di studiare l’impatto dell’opera per valutare i benefici per gli abitanti dello spostamento del traffico merci dall’autostrada A22 del Brennero e dalla ferrovia tradizionale alla nuova linea scavata sotto le montagne.

SFOGLIANDO lo studio si capisce perché sia stato così gelosamente nascosto in questi anni. Secondo gli esperti gli effetti positivi sull’ambiente sarebbero trascurabili, per la semplice ragione che lo spostamento di traffico dalla gomma alla rotaia semplicemente non è previsto. Nel 2006, quando lo studio fu consegnato, la previsione era di avere il nuovo tunnel in esercizio per il 2015, ma oggi, pur in assenza di opposizioni tipo Val di Susa, l’opera non va avanti. Due anni fa a fronte di una divergenza non da poco tra i due partner sul costo dell’opera – 8 miliardi secondo l’Italia, 24 secondo la Corte dei Conti austriaca – il governo di Vienna ha annunciato che, non avendo i soldi, rinviava l’inizio degli scavi per il tunnel al 2016.

Restano i calcoli su cui hanno lavorato i medici di Innsbruck, secondo i quali al 2015 il nuovo tunnel sarebbe stato in grado di assorbire solo la crescita di traffico su gomma prevista, lasciando sulla A22 un numero di Tir esattamente uguale al passato. Secondo quelle previsioni, nel 2012 avrebbero viaggiato sulla A22 41 milioni di tonnellate di merci, riducibili a 32 con l’entrata in funzione del nuovo tunnel ferroviario. Invece nel 2012 le merci trasportate su gomma non hanno superato le 29 tonnellate, senza tunnel.

A dimostrazione dell’inutilità della nuova costosissima ferrovia, il comitato NoTav del Brennero ha pubblicato sul sito http://www.notavbrennero.info   un’analisi del documento rivelato da Fraccaro, dalla quale emergono dati sorprendenti. Lo scienziato Lercher calcola che l’effetto più significativo della nuova opera sarebbe una minor rumorosità, soprattutto notturna, non dei Tir ma dei treni merci: sono loro , secondo i suoi studi, a rovinare nell’Alta Valle Isarco il sonno e la salute di adulti e bambini, diffondendo depressione, ansia e ipertensione. Benefici insufficienti, dice peraltro lo studio: nessun miglioramento decisivo si avrebbe sul fronte dell’inquinamento dell’aria determinato dagli autotreni. Si scopre che nel futuro radioso della nuova ferrovia ad alta velocità le emissioni inquinanti dei Tir (ossidi di azoto, polveri sottili Pm10, anidride carbonica, monossido di carbonio e via elencando) si ridurrebbero per valori tra il 6 e il 12 per cento. Soprattutto, avvertono gli studiosi, questo sarebbe l’effetto non dell’investimento di decine di miliardi per costruire una ferrovia che per funzionare deve essere fatta tutta nuova da Innsbruck a Verona, ma semplicemente il risultato della prevedibile evoluzione tecnologica dei camion.

LA CONCLUSIONE dello studio è agghiacciante. I medici di Innsbruck non solo avvertono che “anche dopo la costruzione della galleria di base del Brennero rimarrà` un impatto residuo elevato sulla salute dovuto al rumore, in particolare a livello di fastidio, disturbo del sonno e trattamento dell’ipertensione e della depressione”, ma notano che, mentre si pensa alla costruzione del nuovo tunnel, sarebbe “opportuno compiere ogni sforzo per ridurre complessivamente i flussi di traffico anche sulla strada (in particolare durante la notte), in quanto le misure in questo senso costituirebbero un’ulteriore prevenzione degli effetti sulla salute”. Lo studio si conclude con l’appello per “l’immediata adozione di provvedimenti adeguati”. Bastava riportare i pedaggi della A22 al livello degli altri attraversamenti alpini, visto che più della metà del traffico pesante su quella autostrada è fatto da Tir che allungano lo strada perché lì costa meno. Poi la concessionaria prende i soldi dei pedaggi e finanzia la costruzione della nuova e inutile ferrovia. Di fatto in questi otto anni non si è fatto niente di quello che chiedevano i medici di Innsbruck, e ci si è limitati alla soluzione più pratica: secretare il loro studio.

Da Il Fatto Quotidiano del 30/04/2014 Giorgio Meletti  via triskel182.wordpress.com

Moso la Mega slitta con settanta posti a sedere

slitta mosoMoso, un mega slittone per conquistare i turisti
Valpassiria: lungo 15 metri e con settanta posti a sedere, forse il più grande del mondo. Verrà assemblato in pista

MERANO. La creatività è l’anima del marketing. E allora, se il pubblico alle gare di slittino su pista naturale non è quello che la spettacolarità della disciplina meriterebbe, per calamitare attenzioni è necessario aguzzare l’ingegno.
Lo hanno pensato in val Passiria gli organizzatori della tappa di Coppa del Mondo che si terrà questo fine settimana a Moso sulla pista Bergkristall, situata sulla strada verso Plan.
La trovata per accalappiare curiosità? Realizzare la slitta più grande del mondo. «Sarà una struttura in legno lunga 15 metri, larga 3,30 e alta 2», conferma Christian Staffler, vicepresidente dell’Ok-Team, ovvero lo staff alla regia della manifestazione. I falegnami della zona sono all’opera per predisporre i pezzi, mentre l’assemblaggio avrà luogo in diretta fra sabato e domenica mattina nella zona d’arrivo della pista, all’interno di un tendone riscaldato.
La scopertura dei veli è annunciata intorno a mezzogiorno di domenica. E non sarà un manufatto statico, perché sulla ciclopica struttura un’ora dopo la presentazione saliranno una settantina di persone che scivoleranno lungo un pendio di trenta-quaranta metri. Se non ci saranno intoppi e tutto filerà secondo programma, verrà battuto il record attualmente detenuto da un’agenzia di eventi del Liechtenstein che qualche anno fa aveva presentato la sua performance nel Vorarlberg in Austria: sessantaquattro persone in sella a una slitta di 13,54 metri di lunghezza, 3,16 di larghezza e 1,92 d’altezza.
Anche se, in vero, il sito internet ufficiale dei Guinness World Records affida il primato a una slitta di 10 x 4 x 3,10 metri, opera nel 2006 dell’associazione turistica di Bergün in Svizzera. Comunque sia il progetto di Moso, coordinato da Luis Pichler (ex vicesindaco del Comune dell’alta val Passiria) non potrà rivendicare, per ragioni procedurali, la citazione nel libro dei Guinness.
Almeno per questa volta. Infatti sono stati troppo stretti i tempi per avviare l’iter prescritto dall’istituzione che registra migliaia di primati mondiali, più o meno strampalati.
Ma nulla vieta prima o poi di tentare l’assalto al record ufficiale: i pezzi della slitta potranno essere riassemblati in un altro momento. Già, perché terminata la prova di Coppa del Mondo il gigantesco manufatto verrà smontato. Sarebbe stato difficile stoccarlo in soffitta.
Le gare. La pista Bergkristall si trova tra l’omonimo hotel e l’albergo Innerhütt, sotto la strada principale che porta da Moso a Plan. Il tracciato misura 870 metri, ha nove curve di diversa difficoltà e copre un dislivello di 114 metri. Ieri sono arrivati gli atleti e sono state formalizzate le procedure pre-gara. Stamane i primi allenamenti e alle 13 le qualificazioni del doppio donne apriranno le prove ufficiali. Alle 18 la caserma dei vigili del fuoco di Plata ospiterà invece la cerimonia d’inaugurazione con musica dal vivo. Domani dalle 10 le qualificazioni delle diverse categorie maschili e femminili. Domenica si ricomincia alle 10 e al termine delle gare si terranno le premiazioni. Poi la performance della slitta che ruberà la scena

di Simone Facchini da altoadige.it