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Beirut l’Hotel InterContinental Phoenicia dove è stato arrestato Marcello Dell’Utri


Hotel InterContinental Phoenicia Beirut Libano 06Beirut, l’hotel a 5 stelle dove ha alloggiato Dell’Utri

Marcello Dell’Utri, 74 anni, è stato arrestato questa notte dall’intelligence libanese in un lussuoso albergo di Beirut: l’InterContinental Phoenicia, un famoso hotel a 5 stelle della città. Ecco le immagini dell’albergo di lusso in cui si trovava l’ex senatore.

da liberoquotidiano.it

Amsterdam La Gru 13 diventa un mini hotel di lusso


Amsterdam gru 13 hotel prima e dopo 24Se la gru portuale diventa un hotel di lusso
Amsterdam. Il restauro della colossale struttura che dominava lo storico molo-cantiere tra il porto e il centro storico. Tre stanze sospese a 50 metri, in un quartiere rinato

Un mini-albergo di lusso, sospeso a 50 metri sul porto di Amsterdam. Proprio dove la città incontra il fiume Ij. Su una gru, ma non una qualsiasi, la storica “gru 13″ del molo NDSM, cuore della cantieristica locale per buona parte della Rivoluzione industriale, sede dei candieri navali della Dutch Dock and Shipbuilding Company tra il 1894 e il 1979.

L’idea è una delle tante che stanno ridisegnando, nel solco della tradizione, la città canalare, che solo negli ultimi 2 anni ha visto nascere e rinascere molti dei suoi più importanti musei. La struttura, immensa e inconfondibile, per decenni icona, landmark della città per “monumentalità” e riconoscibilità -  è uno dei primi elementi che si notano sin dall’arrivo in stazione, per chi sceglie di arrivare nella prima città olandese in treno, anche dall’aeroporto, ospita da oggi – letteralmente, l’inaugurazione è avvenuta alle 16 – una struttura composta da 3 suite di 35-45 metri quadri l’una. Il tutto, nel quadro di un progetto di riqualificazione dell’intero molo-cantiere, che mira a diventare uno dei cuori pulsanti dell’entertainment pubblico della città, con tanto di museo che rievoca le glorie del passato.

Il progetto ha richiesto tre anni di lavori. La gru, ridotta a poco più di un ammasso di ruggine e ferraglia da anni di abbandono, è stata smontata e ricollocata, nell’ottobre scorso, in 3 giorni, in una posizione più vicina di una settantina di metri al mare rispetto alla collocazione originale. Il Faralda Crane NDSM Hotel (Faralda è il nome di un’eroina olandese del secolo scorso, a metà tra storia e leggenda) offre visuali da brivido su Amsterdam. Le tre stanze – una ricavata nella vecchia sala macchine e ad essa chiaramente ispirate, le altre due ricavate in strutture tutto vetro e arredate in uno stile che si rifà all’Oriente e ai commerci che in qualche modo quel molo ha contribuito a generare – sono raggingibili con due appositi ascensori.

La gru alloggia anche una vasca da idromassaggio esterna per un po’ di relax misto a brivido. C’è anche uno studio televisivo, dove verranno filmati pubblicità e video che riguardano l’intera vita del nuovo molo NDSM. I pasti verranno serviti nel portale alla base della gru, gli ospiti – tra i vari comfort – potranno scegliere in anticipo quale musica ascoltare. L’opera, creata da un gruppo di architetti che fa capo a Edwin Kornmann Rudi, fa ampio uso di materiali riciclati e riciclabili. I prezzi delle stanze oscillano tra i 350 e i 600 euro a notte. Tra le iniziative promozionali di avvio, una molto social: per ogni 100 “likes” su facebook, verrà estratto a sorte un idromassaggio gratuito.

da kataweb.it

Il portale DayBreakHotels per andare negli hotel di lusso di giorno spendendo poco una idea di Simon Botto, avvocato genovese con un passato da pallanuotista, ideatore del progetto; i due tecnici, Lorenzo Stabile e Flavio del Greco, sviluppatori di siti internet con alle spalle esperienze negli Stati Uniti; Michele Spadone, l’esperto, con un lungo curriculum nel settore turistico


DaybreakhotelsHotel extralusso per tutti adesso è possibile. Basta andarci di giorno
Con il portale ‘Daybreakhotels’ anche da noi arrivano gli alberghi ‘day use’. Camere, suite e Spa a prezzi dimezzati. Per chi lavora, per chi è in trasferta o semplicemente per una fuga dalla monotonia di tutti i giorni. Grazie a una startup italiana

FREQUENTARE gli hotel più esclusivi. Soggiornare nelle loro stanze ricche di comfort. Godere dei numerosi servizi: Spa, centri benessere, ristoranti di alto livello. Un desiderio di molti, un privilegio per pochi. Ma le cose stanno cambiando perché oggi il lusso è alla portata di tutti. In che modo? Con il day use, il sistema di booking nato nel mondo anglo-sassone che, grazie a una startup tutta italiana, finalmente sbarca anche da noi. Si chiama DayBreakHotels e promette di diventare il portale dei sogni realizzabili. Merito di quattro ragazzi: Simon Botto, avvocato genovese con un passato da pallanuotista, ideatore del progetto; i due tecnici, Lorenzo Stabile e Flavio del Greco, sviluppatori di siti internet con alle spalle esperienze negli Stati Uniti; Michele Spadone, l’esperto, con un lungo curriculum nel settore turistico. A conti fatti un mix vincente: personalità differenti che hanno dato vita a un modo nuovo di pensare la vacanza, il lavoro, il relax e che punta a rivoluzionare la vita degli alberghi.

In pratica gli hotel mettono a disposizione le proprie strutture nelle ore diurne (grosso modo tra le 10 e le 18) così, quelle stanze destinate a restare vuote, trovano un cliente ben contento di utilizzare i servizi dell’albergo. Attraverso il portale i clienti potranno prenotare la stanza preferita in pochi click, filtrando la ricerca in base a criteri geografici, ad una tipologia ben precisa di hotel, ai servizi offerti. Il tutto a metà prezzo. Perché la caratteristica principale di ‘DayBreakHotels’ è propria questa: offrire lo stesso prodotto previsto per chi pernotta ma a condizioni vantaggiosissime; a volte scontate fino al 70% rispetto alla tariffa ‘notte’.

Le ragioni che spingono gli albergatori ad aderire sono molte: gli hotel possono riempire le stanze non prenotate e ammortizzare i ricavi mancati; ma possono gestire anche le stanze prenotate per la notte che restano comunque vuote durante il giorno (si pensi che il 25% dei check-in in hotel viene fatto dopo le sette di sera); l’albergo, poi, si troverà in casa un cliente ‘sveglio’ che potrà così utilizzare i servizi dell’hotel (magari spendendo qualcosa extra); e non è detto che, soddisfatto dall’accoglienza, non decida di fermare la stanza anche per la notte.

Ma i vantaggi sono anche per i clienti, a partire dal prodotto: si può vivere l’esperienza di un hotel extralusso (gli alberghi presenti vanno dai 3 stelle superior ai 5 stelle) a costi irrisori: la soluzione ideale non solo per una fuga romantica, per festeggiare un evento speciale o per trascorrere una giornata di relax diversa dalla routine di sempre. Si pensi a chi, per lavoro, è costretto a spostarsi di città in città passando magari tutto il giorno fuori casa ma dovendo rientrare alla base la sera; anziché girovagare potrà, ad esempio, prenotare una stanza per cambiarsi prima di un appuntamento di lavoro, incontrare le persone all’interno dello stesso hotel (in una suite piuttosto che al bar o al ristorante), riposarsi prima di ripartire; in questo modo l’albergo si trasforma in una sorta di ufficio (a basso costo). Esperienze in gran parte vissute in prima persona da Simon Botto: “Ho lavorato otto anni per uno studio legale internazionale  -  racconta il fondatore di ‘DayBreakHotels’  -  ed ero in viaggio come minimo due volte a settimana, spesso solo di giorno. Avrebbe fatto comodo avere un hotel a disposizione”. Detto, fatto.

Ma sono tante le tipologie di clienti cui si rivolgono Simon e soci: gli sportivi, che hanno bisogno di un punto d’appoggio durante le trasferte. Anche qui è tornato utile il passato dell’ideatore: “Molto spesso per risparmiare sui costi  -  sottolinea Botto  -  si parte col primo volo della mattina e si torna con l’ultimo della sera, i più economici. E non potendo permettersi stanze d’albergo si finisce per campeggia per le hall o per i luoghi pubblici della città”. Anche in questo caso non sarebbe male riposare qualche ora dopo i match. Ma poi ci sono i tifosi che vogliono seguire la propria squadra del cuore in piena comodità rilassandosi in hotel prima di andare allo stadio (non a caso in occasione dell’ultimo Milan-Barcellona di Champion’s League, raccontano, c’è stato un vero e proprio boom di  prenotazioni). Senza dimenticare quella fetta di turismo legata ai grandi eventi: concerti, spettacoli teatrali, fiere, mostre, meeting.

Non è un caso, quindi, che il portale in meno di un anno (è stato inaugurato a giugno 2013) abbia già attratto l’interesse di molti hotel, tra i più prestigiosi della penisola. Partito grazie alla convinzione dei quattro e ad un finanziamento di 100mila euro da parte della Regione Lazio, ottenuto attraverso un bando pubblico, ‘DayBreakHotels’ conta oggi già 700 hotel collegati, circa 80 nuovi alberghi che aderiscono ogni mese, molte richieste di affiliazione spontanea e un numero di contatti in costante crescita (attualmente il trend è di un +35% mensile di prenotazioni). Nell’elenco troviamo le grandi catene alberghiere italiane e internazionali; e già sono in dirittura d’arrivo accordi per allargare la distribuzione del marchio sui principali portali di booking (che, per l’occasione, inaugureranno la sezione ‘hotel di giorno’). Mentre è già realtà la completa ‘portabilità’ del modello grazie alle App per iOs e Android (entrambe, così come il sito, autoprodotte). La startup è stata anche invitata ad esporre nelle principali fiere di settore: il TTG di Rimini, il Web Summit di Dublino, da ultimo il Bit di Milano. Stimoli sufficienti per andare avanti e tentare di dare a tutti la possibilità di vivere la ‘trasferta’  o una ricorrenza particolare in un modo diverso, più accogliente e rilassante. Senza per questo svuotare il portafogli.

di MARCELLO GELARDINI da repubblica.it

Montegrotto Terme danni gli hotel Neroniane, Des Bains, Continental, Luna, Commodore, e Imperial, Antoniano, Apollo, Marconi e Bellavista colpiti dalla piena del Bacchiglione


montegrotto albergo allagatoMontegrotto, dopo l’alluvione
allagamenti in dieci hotel termali

MONTEGROTTO – Maltempo, allarme a Montegrotto dove la piena del fiume Bacchiglione di questi giorni ha creato gravi problemi alle strutture alberghiere vicine ai canali esondati. In particolare hanno subìto danni gli hotel Neroniane, Des Bains, Continental, Luna, Commodore, e (anche se con conseguenze meno gravi) gli hotel Imperial, Antoniano, Apollo, Marconi e Bellavista. Le strutture alberghiere devono fare i conti con scantinati, sale e giardini invasi dall’acqua: negli edifici sono in funzione le pompe idrovore per liberare i locali dall’acqua. L’Associazione albergatori termali Abano-Montegrotto e il Consorzio Terme Euganee hanno giudicato preoccupante la situazione.

da gazzettino.it

La rivolta degli Hotel italiani contro le agenzie online Booking Expedia e le altre


bookingHotel contro agenzie online: “Troppo esose”

La rivolta degli albergatori, nel mirino i colossi della prenotazione in rete. “Impongono percentuali sempre più alte, ci impediscono di fare sconti. Non rispettano le leggi Ue”

C’eravamo tanto amati… «Firmavi un contratto con Booking.com o con Expedia e il giorno dopo arrivavano le prime prenotazioni, da un paesino dell’Aspromonte o da Manhattan. Il nome del tuo albergo veniva conosciuto in tutto il mondo. Sembrava un bel matrimonio, il nostro. Poi il partner si è fatto sempre più esoso e adesso tra hotel e portali di ricerca e prenotazione c’è una crisi pesante. Come in tutte le separazioni, siamo ormai in mano agli avvocati». Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, racconta così la grande rivolta dei titolari di hotel – italiani ed europei – contro i colossi che via Internet ti dicono dove dormire e mangiare, come viaggiare. È una guerra con due eserciti schierati: da una parte le Olta (Online travel agencies)armate di Mfn (Most favoured nation, nazione più favorita). Dall’altra l’Hotrec (Confederazione europea degli imprenditori del settore alberghiero) della quale Federalberghi è socio fondatore.

Facile perdersi in mezzo a tutte queste sigle. «La questione è però abbastanza semplice», spiega Nucara. «Non possiamo più accettare clausole presenti nei contratti sottoscritti in passato che si sono rivelate un vero capestro. Abbiamo scoperto che non siamo più liberi di fare offerte speciali per le nostre camere. Il prezzo non può mai scendere sotto quello indicato nel sito con cui abbiamo il contratto. Se prima di Capodanno mi trovo con trenta camere libere, e voglio venderle perché comunque ho il personale già stipendiato, non posso scontarle a 70 se il sito mette 80 come miglior prezzo. Faccio un esempio: lei decide di andare a comprare vino e salami da un contadino e lui le risponde che non può fare prezzi più bassi rispetto ai negozi di città. Non si uccide così la libera concorrenza?».

«Non è possibile – continua il direttore – accettare più a lungo una situazione in cui le aziende alberghiere vengono private della libertà di svolgere liberamente il proprio ruolo. Le regole Olta sono in contrasto con le leggi dell’Unione europea. C’è un danno per noi ma anche per i consumatori. Per questo abbiamo deciso di chiedere l’assistenza dello studio legale McGuireWoods di Bruxelles e di valutare la possibilità di richiedere l’intervento dell’Autorità antitrust italiana». Fuori dalle dichiarazioni ufficiali, tanti albergatori dicono che «fare contratti con siti come Booking.com equivale a consegnare loro le chiavi dell’hotel» e che «dopo la firma non sei più padrone della tua azienda».

Il fronte contro i boss della Rete comunque si sta ampliando. Le autorità della concorrenza hanno avviato l’analisi delle Mfn usate dalle Olta in Austria, Francia, Germania, Ungheria, Norvegia, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Pochi giorni fa, il 20 dicembre, il Bundeskartellamt (l’Autorità antitrust tedesca) ha stabilito che la clausola del «miglior prezzo» imposta dal portale Hrs agli alberghi costituisce una violazione del diritto alla concorrenza e ne ha deciso l’eliminazione dai contratti a partire dal primo marzo 2014. Analogo procedimento è stato avviato contro i portali Booking.com ed Expedia.

La sentenza sta rincuorando gli albergatori europei. «In Germania – dice Nucara – nei contratti si specificava che non si potevano fare prezzi più bassi non solo attraverso il sito dell’hotel ma anche ai clienti che telefonavano direttamente alla reception. È come se, sulla porta del tuo albergo, ci fosse una persona che ferma i clienti e li manda da un’altra parte. E a quella persona paghi anche le commissioni».

In questa vicenda i numeri sono importanti. In Italia i «consumi alberghieri» ammontano a 31 miliardi all’anno, e il 37% delle prenotazioni arriva via web (20% dai grandi portali, 10% dai siti degli hotel, il resto via e-mail). Booking.com è il leader assoluto con il 72,9%, seguono Expedia
con il 17,7, Hrscon il 2,4, eDreams con lo 0,3, gli altri contano il 6,7. «Ma a Roma e nella altre città d’arte come Firenze e Venezia – racconta Daniele Frontoni, titolare del San Francesco Hotel in Trastevere – l’intermediazione via portali arriva al 60, 70%. E le commissioni sono sempre più pesanti. Se paghi il 15%, il nome del tuo hotel apparirà a pagina 30. Se vuoi salire nelle prime pagine, devi pagare il 25%, il 30% e anche di più. Facendo una media del 20%, si scopre che un turista americano che soggiorna da me per cinque notti a 100 euro al giorno, lascia 500 euro e 100 di questi vanno al portale. Io però pago l’Iva su tutti i 500 euro, mentre il portale – Booking.com per esempio ha sede ad Amsterdam – non paga un euro in Italia».

I portali diventano sempre più dei monopolisti. «Expedia – aggiunge l’albergatore di Trastevere – ha acquisito TripAdvisor, comparatore di prezzi e anche una Olta italiana, Venere.com,
che funzionava bene. E la commissione è passata dal 13 al 22%. Siamo davvero in una situazione pericolosa. Se i portali decidessero di portare la commissione al 40%, non avremmo più la forza di dire no. Questi colossi sono in grado di orientare i flussi turistici non solo da un hotel all’altro ma da un Paese all’altro. Chiedi “hotel Roma” al portale e subito appaiono pubblicità e offerte speciali a Parigi, Berlino, Istanbul… Alzando le commissioni, si tolgono risorse agli alberghi che così non possono investire in grandi e piccole cose, come il bollitore in camera, sempre più richiesto dagli stranieri. È vero, c’eravamo tanto amati. Ma adesso il portale è diventato un socio occulto, che ti costa sempre di più. E non fa l’interesse del tuo albergo».

di Jenner Meletti da repubblica.it

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