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Gli hotel di Riccione trasformano l’Imu pagata in buoni vacanza ?


Riccione, ‘miracolo’ degli albergatori: l’Imu si trasforma in una vacanza
Consegnando all’hotel scelto per la villeggiatura la copia del proprio F24, si riceverà in cambio un buono di valore corrispondente all’importo dell’imposta pagata sulla prima casa.

riccione_90_anni2Nonostante la crisi, oltre la crisi. Per combattere il pessimismo determinato da una congiuntura economica senza precedenti, gli albergatori aderenti al Consorzio Riccione Turismo rispondono con l’ottimismo che ha sempre contraddistinto la gente di questa terra.

Nasce sotto queste premesse così l’idea ‘Riccione trasforma l’Imu nella tua vacanza’. Gli albergatori aderenti al consorizio infatti si impegneranno a trasformare l’Imu pagata nel 2012 allo Stato, dai turisti che soggiornano nelle loro strutture in buoni vacanza.

Per accedere a questa opportunità sarà sufficiente andare sul portale visitriccione, cliccare su ‘Riccione trasforma l’Imu nella tua vacanza’ e scegliere uno degli hotel aderenti all’iniziativa (ad oggi sono oltre 40).

L’operazione è valida per tutti i turisti che prenoteranno un soggiorno di vacanza minimo di 7 giorni per almeno due persone (o in camera doppia) nel periodo dall’ 1 giugno al 4 agosto e dall’ 1 al 30 settembre 2013, consegnando all’arrivo in hotel, copia del proprio F24. L’hotel rilascerà un ‘buono vacanza’ del valore dell’Imu pagata nell’anno 2012 per la prima casa. Qualora il cliente prenoti una camera singola anziché una doppia, il rimborso si ridurrà del 30%.

A questo punto l’ospite potrà trasformare il bonus in diverse opportunità: giorni gratis di vacanza da utilizzare immediatamente a partire dall’ottavo giorno oppure giorni gratis di vacanza da utilizzare successivamente tornando nello stesso hotel entro giugno 2014.

Ma non è tutto visto che i clienti potranno passare il bonus ad amici e parenti, regalando loro un voucher da scontare equivalente a giorni gratis di vacanza da utilizzare entro giugno 2014.

Per quanto riguarda l’operazione ‘Riccione trasforma l’Imu in vacanza’, il limite previsto per il rimborso sarà di 200 euro per gli hotel a 1 e 2 stelle; 250 euro per gli hotel a 3 stelle; 300 euro per gli hotel a 4 e 5 stelle. L’iniziativa non sarà cumulativa con le promozioni dei singoli hotel.

“Vogliamo una Riccione piena di turisti nonostante la crisi – spiega Stefano Giuliodori – presidente di Riccione Turismo. Desideriamo guardare avanti, nonostante la crisi. Per questo motivo noi albergatori vogliamo trasformare l’Imu dei nostri ospiti in ulteriori giorni di vacanza. Per noi, la vacanza è intoccabile. Con questa promozione vogliamo stimolare la domanda fidelizzando la clientela. Questo voucher è come un assegno e dà la possibilità di far tornare gli stessi clienti, ma anche nuovi e potenziali ospiti.”

“Abbiamo pensato ad una soluzione facile cercando di abbattere i problemi legati alla burocrazia che consenta la restituzione dell’IMU – spiega Alberto Gnoli -  Amministratore Hospitality Marketing -. Con un semplice link nel portale si atterra in una pagina che indica con precisione le modalità di prenotazione della vacanza per ricevere il buono. Abbiamo 18 milioni di potenziali turisti di domani, perché tanti sono coloro che hanno pagato la tassa nel 2012”.

da ilrestodelcarlino.it

Venezia Palazzo Papadopoli : apre l’hotel a 7 stelle “Aman Canal Grande Venice”


Lusso a 7 stelle sul Canal Grande: apre l’hotel da mille euro a notte
Il resort della catena Aman nel Palazzo Papadopoli ha solo
24 stanze con affreschi del Tiepolo e i letti a tre piazze

di Alda Vanzan

hotel_lusso_venezia_Aman_Canal_Grande_VeniceSi fa prima a dire cosa non c’è in un albergo che, prossimo ad aprire i battenti, il vulgo ha già decretato essere un sette stelle, pur non esistendo nel nostro Paese una simile classificazione. Nel resort realizzato a Palazzo Papadopoli, sul Canal Grande, tra Ca’ Foscari e Rialto, non c’è la reception perché il check-in si fa direttamente in camera. Le stanze non sono numerate. Non esiste la carta con il chip per il semplice motivo che la porta si apre con la vecchia, cara, tradizionalissima chiave. Certo, dormire sotto un soffitto affrescato nel 1750 da Giovanni Battista Tiepolo è un lusso. Prendere un libro nella biblioteca dalle pareti tappezzate del cuoio originale di tre secoli fa è impagabile. Così come non è usuale disporre di un bagno che, contenendo vasca, doccia, sanitari, doppi lavabi, guardaroba e, ovviamente, comoda poltrona, è più grande della stanza nonostante un letto king-size, praticamente un tre piazze.

Ma non è sfarzo. Non è eccesso. È, piuttosto, sofisticata eleganza. Dicono ci sia già la corsa, tra i clienti abituali della catena Aman, nata 25 anni fa su iniziativa dell’imprenditore Adrian Zecha, origini indonesiane e cecoslovacche, formazione statunitense, per essere tra i primi ad alloggiare all’”Aman Canal Grande Venice”. L’apertura è prevista a giugno, data non ancora stabilita. Cerimonia inaugurale, si assicura con grande fasto, a settembre in occasione della Mostra del cinema.

Nel frattempo il palazzo della famiglia Giberto Arrivabene e Bianca Aosta – che hanno mantenuto l’alloggio all’ultimo piano in un gioiello di mansarda – apre i battenti ai “vicini di casa”, dai negozianti ai baristi di San Polo e dintorni, tutti invitati ieri pomeriggio con le maestranze che in tempo record, 18 mesi, hanno rimesso a nuovo la struttura, per un tè musicale, pasticcini e jazz al pianoforte. Venezia non è stata spettatrice inerte dell’operazione: veneziani sono i vetri dei vasi ora riempiti di amarillis bianchi, così come gli shampoo preparati dalle detenute della Giudecca con la cooperativa Rio Terà dei Pensieri che riempiono le boccette in bagno. Di Venezia è l’85% del personale assunto, per ora 59 persone del centro storico e della terraferma che, saputo della possibilità di trovare un’occupazione, hanno mandato il curriculum, sostenuto il colloquio e adesso aspettano di coccolare i clienti.

Gli unici “foresti”, a voler cercare l’eccezione, sono gli accappatoi, di un cotone turco più soffice del velluto. Racconta Olivia Richli, general manager del resort, che l’innamoramento tra mister Zecha e Palazzo Papadopoli scoppiò sette anni fa. A sancire il colpo di fulmine furono gli spazi, seimila metri quadri dislocati in due palazzi contigui con giardino centrale sul Canal Grande, tra l’altro il primo palazzo in tutta Venezia ad avere alla fine dell’800 l’ascensore (c’è ancora, più due nuovi di zecca).

La dimora della famiglia Arrivabene a quel tempo si era già svuotata degli uffici del Cnr, c’era un progetto di ristrutturazione, mancava l’investitore.È così che si è presentata la società della catena Aman. L’incarico a Dottor Group, l’azienda trevigiana che già si era distinta per l’operazione di Punta della Dogana, è stato immediato. In seimila metri quadri quante camere ci possono stare? Mister Zecha ne aveva previste 27, poi, a metà lavori, ne ha fatte togliere tre: non erano sufficientemente luminose, non andavano bene per un “Aman”. Suo malgrado, ha dovuto prevedere la tv in ogni camera (negli altri 24 resort sparsi tra Phuket, Bali, Montenegro, Wyoming non c’è) e lo “spaghetto” per dare l’allarme in caso di necessità in vasca da bagno: in Italia per essere un cinque stelle bisogna averli entrambi.

«Molto di più di quanto pensate», dice Richli. Si parla di 20 milioni di euro per la ristrutturazione, 30 contando arredi e allestimenti. Ma sono cifre ufficiose. Gli unici numeri certi, immaginando l’inelegante curiosità dei cronisti, sono quelli delle tariffe delle camere contenute nella cartella stampa. Si va da un minimo di 1.000 euro a notte per la camera più semplice (minimo 50 metri quadri) a un massimo di 3.500 per la Suite Alcova Tiepolo (quella con l’affresco e il salottino cinese, ma anche con l’unico bagno cieco. Arredi tutti minimal).

Solo pernottamento, prima colazione a parte e solo à la carte, come pranzo e cena. A proposito, ai fornelli ci saranno un cuoco giapponese e lo chef padovano Lorenzo Baù. I veneziani potranno andare al Papadopoli a cena o a prendere lo spritz, perché il resort è diviso a metà: una parte accessibile a tutti, una parte per i soli ospiti. Spa riservata: il massaggio di un’ora e mezza ai piedi, quello sì è un lusso.

da gazzettino.it

Alberghi ad impatto zero per vacanze ecosostenibili


Vacanze sostenibili: le catene alberghiere che impattano meno
Dalle cyclette per autoprodurre energia ai tetti ricoperti di pannelli solari, tutte le soluzioni che i giganti dell’hospitality mettono in campo per risparmiare preziosi kilowatt (e anche diversi euro)

di Marco Cosenza

hotel_ecosostenibili_vacanzeTrovare un agriturismo ecosostenibile o una pensioncina a impatto zero è diventato sempre più frequente, ma cosa accade se al posto di un pugno di stanze (e altrettanti coperti) bisogna soddisfare diverse centinaia di clienti? Per le grandi catene alberghiere trovare soluzioni efficienti ed eco-friendly diventa esponenzialmente più importante perché esponenzialmente maggiore è la possibilità di risparmiare, energia come denaro. Senza contare le ricadute positive sull’immagine di un marchio che fa del green il colore principale sulla propria bandiera.

Un sondaggio interno di NH Hotels ha rivelato infatti che oltre il 90% degli ospiti è interessato a un’offerta alberghiera più rispettosa dell’ambiente, anche se l’80% degli stessi non sarebbe disposto a pagare un costo extra per il soggiorno.

Come colmare questo gap? Trovando soluzioni capaci di abbattere del 20% negli ultimi dodici mesi la produzione di Co2 e rifiuti, oltre al consumo di acqua ed energia. È stato possibile grazie all’installazione di   700 mila lampadine a basso consumo, oltre 4 mila metri quadrati di pannelli solari, limitatori di flusso e impianti di climatizzazione ad alto rendimento in 400 diverse strutture. Il prossimo traguardo prevede ora un’ulteriore riduzione degli sprechi del 15% entro il 2015.

NH però non è l’unico marchio a proporre una collaborazione più attiva tra clienti e gestori in chiave green. Il gruppo InterContinental Hotels Group ha sviluppato un sito interattivo in cui aprire spazi di discussione per rendere sempre più diffusi comportamenti attenti all’ambiente. Una delle sue location poi ha deciso di fare ancora di più: al Crowne Plaza di Copenhagen gli ospiti possono contribuire alla produzione di energia necessaria al soggiorno allenandosi sulle cyclettes della palestra. Per assottigliare il giro vita insieme alle bollette. Grazie al sistema Green Engage proprietari e manager degli hotel possono monitorare costantemente e dettagliatamente i consumi e risparmiare fino al 25% rispetto ai tradizionali costi di gestione (quindi circa 300 milioni di dollari all’anno se spalmati sulle oltre 4 mila proprietà del gruppo).

Nella medesima direzione vanno gli sforzi di Accor, che il 21 aprile ha festeggiato un anno dal lancio del progetto Planet 21. Si tratta di una serie di iniziative tra cui spicca Plant for the Planet, un programma di riforestazione finanziato attraverso il risparmio sui costi di lavanderia. E sulle stesse orme si è mosso anche Marriott, che in Amazzonia ha contribuito attivamente alla conservazione di un milione e mezzo di ettari di foresta pluviale della Riserva Juma, mentre in Asia si è impegnato a proteggere le fonti di acqua dolce a rischio, un problema che affligge 2 miliardi di persone.

Da sempre tra i più sensibili a questo tipo di tematiche non potevano poi mancare all’appello i Paesi del nord Europa. All’interno della campagna Better World, gli scandinavi di Scandic hanno messo online un misuratore che mostra in tempo reale l’impatto delle politiche del gruppo sull’ambiente dal 1996 ad oggi.

Riciclare e riutilizzare è oggi più che mai importante, come testimonia anche l’iniziativa statunitense di Hilton per recuperare alcune componenti dei materassi al fine di impiegarle nel settore edilizio o automobilistico, dalle pavimentazioni ai filtri dell’olio. Perché occorre davvero cambiare marcia se non si vuole rimanere al verde.

da wired.it

Riapre il rinnovato hotel Prince de Galles di Parigi


Parigi, riapre il Prince de Galles dopo 2 anni

hotel_prince_de_galles_parigi_riaperto_rinnovato3Riapre oggi uno dei luoghi cult dell’ospitalità parigina. Si tratta del Prince de Galles, Avenue George V, che era chiuso per restauri dalla primavera del 2011, 115 settimane per l’esattezza.

L’hotel, costruito nel 1928, e quindi grandissimo esempio di Art Déco, “perde” 10 stanze “semplici”, scendendo a 159, ma (ovviamente) guadagna suite, che salgono a 44 da 29, oltre un quarto del totale numerico delle camere.

E’ uno di quei grandi luoghi che hanno visto il top della politica, della cultura e della mondanità del secolo scorso, da Winston Churchill a Max Ophuls a Marlene Dietrich, fino a Laurel e Hardy (in questo contesto chiamarli Stanlio e Ollio striderebbe) e poi a Elvis Presley, Orson Welles, Gary Cooper fino a Michael Jackson passando per Michéle Morgan.

“Costretto” ad aggiornarsi per tenere il passo con la concorrenza. Da qui i restauri, ma con una filosofia ben precisa: modernità ma allo stesso tempo riscoperta delle origini: ecco i nuovi marmi neri, i legni color oro e bronzo, ma anche il maxischermo televisivo integrato in uno specchio.

Il culmine, le due suite giganti del settimo piano e l’Apartament Parisien, che misura 245 metri quadrati, con 85 di terrazzo, e si prenota a 15mila euro a notte.

da repubblica.it

Joy Holiday : villaggio turistico cristiano


Cercate un nuovo modo di fare Vacanza? Grazie a “Joy Holiday” spettacolo, animazione e tanto altro!

di Maurizio Fratamico

Joy_Holiday_turismoSono anni che desidero proporre una valida alternativa alle solite vacanze estive. Avendo in passato lavorato molti anni nei villaggi turistici, conosco e capisco bene il desiderio di svagarsi e rilassarsi divertendosi nonché il bisogno di “staccare la spina” dopo mesi di stress accumulati.

Purtroppo però, troppe volte in quegli anni ho visto e toccato con mano tanta sofferenza che veniva soffocata da “pseudo-divertimenti” che, per assurdo, procuravano altre sofferenze ancor più profonde…Finite le vacanze infatti, si restava soli e con la fatica – se non addirittura il rifiuto – di tornare alla realtà quotidiana, pieni di nostalgia per le “emozioni forti” che svanivano presto una volta consumate, lasciandoti una sorta di dipendenza, e in qualche modo, svuotati dentro!

Oggi sento forte nel cuore il desiderio di offrire una vacanza alternativa e molto utile non solo per riposare il corpo, che sicuramente è importante, ma anche per far respirare l’anima! Infatti spesso si corre il rischio di eccedere un po’ troppo nell’ozio, provando poi una grande fatica nel ricominciare e sperimentando a volte la sensazione di aver sprecato tempo utile…

Credo che il periodo estivo debba essere un’altra occasione dove continuare a fare esperienza della bellezza “dello stare assieme” e del “crescere in cordata” per poi poter ripartire alla grande una volta finita la vacanza…oserei dire senza quasi sentire lo stacco tra la fine della vacanza e la ripresa lavorativa! Vi piacerebbe una vacanza così?

Ecco, in Joy Holiday tutto questo è possibile! Senza volerci inorgoglire, abbiamo vissuto molte esperienze in questi anni che ci hanno permesso di capire bene come distribuire in modo equilibrato momenti di divertimento “allo stato puro” (come avete assaporato nei vari eventi organizzati dal JoyMix Team di Nuovi Orizzonti) e momenti di relax e di formazione, senza mai dimenticare la parte spirituale…il tutto sempre all’ insegna dell’ Amore vero che abbiamo incontrato e sperimentato nella nostra vita! Ecco stiamo parlando del primo villaggio turistico cristiano!

estratto da direttanews.it

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