Archive for alberghi
Londra Hotel con 2 euro a notte
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Londra arrivano gli hotel a prezzi stracciati, due euro a notte
Hotel low cost: 2 sterline a notte
Sulla scia del fenomeno voli, arrivano gli alberghi a tariffa stracciata. La catena malese Tune ne ha aperto da poco uno a Londra: si paga pochissimo, ma i servizi base, corrente inclusa, sono a parte
di Cristina Nadotti
Il turismo low-cost, dopo aver rivoluzionato il settore aereo promette di cambiare quello della ricezione alberghiera. Una catena malese, la Tune Hotel, dal 30 agosto aprirà il primo albergo low cost a Londra, nella zona di Westminster: si potrà avere una camera per sole due sterline a notte, quasi due euro e mezzo Come per i voli a basso prezzo, nelle due sterline è incluso il minimo, cioè la camera, il bagno, il letto con le lenzuola, condizionatore o riscaldamento e l’ascensore per arrivare al piano.
Tutto il resto si paga, a cominciare da servizi essenziali come la pulizia (sette sterline e mezzo al giorno), passando per ciò che si può scegliere di portare da casa come gli asciugamani (una sterlina ciascuno) e l’asciugacapelli (due sterline), o al quale si può rinunciare, come il servizio di deposito bagagli e il deposito valori (due sterline ciascuno). Due sterline per notte sono il prezzo minimo, ma la compagnia malese promette di non applicare tariffe più alte di 35 sterline a notte e, se l’iniziativa avrà successo, conta di inaugurare 15 hotel nel centro di Londra entro il 2017 e cento strutture in tutto il mondo entro il 2015.
Considerato il precedente di successo dei biglietti aerei l’innovazione malese sembra destinata a cambiare per sempre il mercato. “Era soltanto questione di tempo – conferma Tom Hall, direttore di Lonely Planet in Gran Bretagna – è logico che qualcuno imitasse quanto accaduto con gli aerei e non a caso uno dei proprietari di Tune Hotel è anche amministratore delegato di Air Malaysia. Ritengo sia soltanto l’inizio, per gli albergatori è una minaccia e insieme un modello, ma ora che la strada è aperta molti ne seguiranno l’esempio, soprattutto nelle grandi catene”.
Dal punto di vista economico a dare ragione a Hall ci sono gli ultimi risultati di bilancio di RyanAir, che a luglio hanno indicato nei servizi accessori il 25 per cento dei ricavi della compagnia, voce di bilancio con la maggiore crescita nell’ultimo anno. Siamo davvero destinati alla scelta obbligata tra un hotel a cinque stelle, dove avere personale a nostra disposizione e bottigliette di shampoo di cui fare incetta, e una camera spartana, dove ogni gesto implica l’aumento del conto? E come si concilia un servizio di trasporto che fa portare solo pochi chili di bagaglio con hotel nei quali torneremo a usare il phon e la caffettiera elettrica portati da casa?
Per gli esperti del settore italiano l’innovazione non prenderà piede. “Dieci anni fa fu lanciata la formula degli hotel “senza stelle” in cui si fa a meno della reception e tutto è automatizzato – dicono da Federalberghi – ma in Italia non hanno avuto successo e anche nel resto d’Europa sono rimasti confinati a un segmento molto specifico di viaggiatori, soprattutto giovani”. “Come categoria – aggiungono – siamo favorevoli a qualsiasi innovazione, purché sia nell’ambito della normativa, ma dubitiamo che gli hotel low cost attecchiscano”.
È scettico anche Piero Marzot, proprietario di due hotel boutique milanesi: “Se la gente cercasse il low cost non si spiegherebbe perché sui siti specializzati i commenti riguardano sempre il servizio. Noi siamo maniaci della pulizia ed economicamente ho verificato che costa meno lustrare bene una camera ogni giorno che doverlo fare solo alla partenza dell’ospite. Mi chiedo perciò quale risparmio implichi pulire dove non c’è stato servizio per una settimana. In ogni caso, l’hotel è diverso dal mezzo di trasporto: la gente vuole sicurezza e protezione durante la notte e un buon albergo è quello che conosce la “psicologia del risveglio” e riesce a non far sentire soli e indifesi i suoi ospiti”.
da LA REPUBBLICA
Al Crowne Plaza se pedali non paghi la cena
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Una pedalata in cambio di una cena gratuita
E’ il primo hotel che va a “a cyclette” il Crowne Plaza Towers che offre ai clienti un pasto da 27 euro in cambio della produzione di 10 Wh di energia.
Pedalereste un quarto d’ora in cambio di una cena gratis? L’hotel di lusso Crowne Plaza Towers di Copenhagen da ieri offre ai propri clienti questa possibilità: i volontari che, pedalando su cyclette in grado di generare elettricità, produrranno almeno 10 Wh di energia, vinceranno un pasto da 200 corone, pari a circa 27 euro. L’hotel, che ha aperto pochi mesi fa, in vista dell’ultimo vertice sul clima delle Nazioni Unite, è stato pensato non solo per ospitare facoltosi uomini d’affari ma anche per dimostrare che è possibile coniugare servizi di lusso e massima efficienza con uno spreco energetico pari a zero.
Si pedala nella terrazza coperta. I titolari sono riusciti nell’intento e oggi il Crowne Plaza è uno degli alberghi più “verdi” al mondo. Nella terrazza coperta sono state messe delle cyclette che, a una velocità media di 30 chilometri orari, sono in grado di produrre circa 100 Wh di energia elettrica in un arco di tempo di 60 minuti. Ogni volta che un ospite raggiunge 10 Wh viene premiato con un pasto gratuito e la potenza generata, calcolata via via grazie a un iPhone montato sul manubrio, viene conservata in una batteria e reinserita nell’alimentazione principale dell’hotel.
C’è bisogno di tanta energia. L’obiettivo è quello di verificare, entro il prossimo giugno, se questo tipo di produzione elettrica è in grado di competere contro il sistema a pannelli solari dell’edificio che, essendo composto da 25 piani e ben 366 camere, ha bisogno di una quantità di alimentazione massiccia. Tra qualche mese, inoltre, l’uso delle cyclette sarà aperto a tutti e quindi anche gli amanti del fitness potranno pedalare e produrre energia, senza per forza dover prenorare una stanza.
Solo fonti rinnovabili. “Queste bici elettriche – spiega Allan Agerholm, general manager dell’hotel – offrono ai nostri clienti la possibilità di mantenersi in forma e al tempo stesso produrre energia. Sarà interessante vedere in quanti parteciperanno e quanta ne verrà prodotta”. Il Crowne Plaza è membro della UN Global Compact, certificato come edificio ecologico secondo la normativa europea, dotato esclusivamente di lampade a risparmio energetico, asciugamani ad aria e pannelli solari, ed è il primo hotel di tutta la Danimarca a disporre di energia prodotta interamente da fonti rinnovabili.
Esperienza da esportare. Se la pedalata ecologica avrà successo, l’iniziativa verrà esportata a tutti gli hotel della catena Crowne Plaza sparsi per il mondo (solo in Inghilterra ce ne sono 21). Sarà difficile però che l’intero sistema alberghiero venga totalmente alimentato con la voglia di spinning dei clienti, dato che 100 Wh di energia sono appena sufficienti per tenere accesa una lampadina da 100 watt per un’ora.
di Sara Ficocelli da repubblica.it
Gli alberghi per sposarsi più famosi
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Romantica Venezia: il posto ideale per quel “sì”
Un sito elenca i 10 alberghi ideali per formulare la proposta di matrimonio. C’è tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda al Marocco, dall’Australia al Bhutan. Ma il Cinquecentesco Palazzo Barbarigo batte tutti
Lui si inginocchia davanti a lei e dal taschino della giacca tira fuori una scatola in velluto scuro. La guarda negli occhi, estrae un anello e le chiede di sposarla. La scena, con le varianti del caso legate soprattutto a fattori economici, si ripete da secoli prima di ogni fatidico “sì”. Ma oltre all’anello e alle parole giuste da utilizzare, la giusta proposta di matrimonio non può certo essere declamata ovunque.
C’è chi sceglie un luogo caro alla coppia, magari quello del primo bacio, e chi per la grande occasione vuole una location memorabile. Un po’ per sognare ad occhi aperti e un po’ per consigliare chi vuole chiedere la mano del proprio partner nel luogo più romantico – e lussuoso – del mondo, arriva dalla coppia di specialisti di “boutique hotel” Mr & Mrs Smith la top ten degli alberghi ideali per la proposta di matrimonio. Sono alberghi intimi, con un numero limitato di suite, curati nei minimi particolari e attenti alle esigenze dei clienti. Si va da Venezia, passando per New York, fino ad Auckland. Ecco la lista.
Palazzo Barbarigo, Venezia, Italia.
Diciotto stanze che si affacciano sul Canal Grande decorate in stile art decò con velluti, parquet e mobili preziosi. Il palazzo che ospita la dimora, risalente al 1569, sorge a pochi metri dal Ponte di Rialto e dispone di un attracco privato per le coppie che vogliono arrivare in hotel con un romantico percorso in gondola.
Noir d’Ivoir, Marrakech, Marocco.
Un antico palazzo in stile marocchino, con cortile interno, recentemente restaurato offre ai visitatori la possibilità di trascorrere una vacanza in un lussuoso “riad”. Letti king size, bagni preziosi e stanze con caminetti per riscaldare le notti invernali. Gli ospiti vengono omaggiati con arance fresche, noci e frutta servita in camera nelle tipiche ciotole d’argento cesellato. La struttura dispone di un hammam, di una boutique e di uno chef privato. Per i più esigenti c’è la possibilità di riservare la Royal suite con terrazza e piscina privata.
Cayo Espanto, Ambergris Caye, Belize.
Un’isola privata a completa disposizione dei clienti che potranno trovare qui tutto lo splendore delle spiagge caraibiche. Tra palme, sabbia e mare azzurro si nascondono sei villini adibiti a suite, tutti con una piscina privata e di dimensioni e stili diversi. A servizio di ogni coppia viene assegnato un cameriere che si occupa di ogni esigenza degli ospiti: dai drink da servire sul pontile fino alle escursioni.
Wilson Island, Grande barriera corallina, Australia.
Appena sopra il Tropico del Capricorno, distante circa 70 chilometri dalla costa del Queensland, sorge la piccola isola australiana considerata uno dei luoghi più romantici del mondo. Gli ospiti vengono alloggiati in lussuose tende sulla sabbia dotate di ogni confort – dai letti king size alla vasca da bagno idromassaggio – che si affacciano sulla barriera corallina. Davanti ad ogni tenda è disposta una speciale amaca a due posti per ammirare, abbracciati, un tramonto mozzafiato.
Mollies, Auckland, Nuova Zelanda.
Più che un hotel, Mollies è un piccolo mondo incantato dove arte, buon gusto e riservatezza si incontrano in un ambiente curato in ogni dettaglio. Tredici suite decorate in stile classico con incursioni bohèmien ospitano i visitatori che possono arrivare direttamente via mare grazie alla presenza di un porticciolo. Ad intrattenere gli ospiti ci sono cucina gourmet, recital musicali ed operistici e una spa dedicata ai cinque sensi.
Crosby Street Hotel, New York, Stati Uniti.
Undici piani di eleganza e minimalismo per ottanta stanze di design illuminate da enormi finestre che guardano sul quartiere di Soho. Bar in perfetto stile newyorkese, ma con tutta l’intimità del luogo, giardino privato ed eccezionale vista su Manhattan, soprattutto per chi scegli le suite agli ultimi due piani. Vero gioiello all’interno della struttura è il cinema privato da 99 comode sedute in pelle: da affittare per spettacoli più intimi o da visitare al sabato sera per un film romantico accompagnato da cena gourmet.
The Louise, Barossa Valley, Australia.
Per una fuga esclusiva nella natura, senza dimenticare i piaceri del palato e il gusto per la comodità, questo lussuoso hotel sorge nel mezzo di un esteso vigneto nella Barossa Valley, l’area vinicola a ridosso di Adelaide, primo avamposto di “civiltà” di fronte all’immenso Red Center, il cuore desertico asutraliano. Dedicata soprattutto agli amanti del cibo, e del buon vino, la struttura ospita quindici suite decorate con gusto classico e equipaggiate con ampie terrazze sulla valle, pavimentazione riscaldata, docce esterne e idromassaggio.
La Residence, Garden Route & Winelands, Sudafrica.
Una piccola e moderna Versailles che si estende sulla valle di Franschhoek, prestigiosa zona vinicola e culinaria del Sudafrica, con undici suite arredate in stile coloniale. Non mancano tappeti persiani, antichità esotiche e pezzi d’arte. I più romantici potranno soggiornare nella suite Frangipani dove troveranno un monumentale letto a baldacchino, un comò francese del Settecento e un bagno dalle pareti specchiate completo di candelabri, vasca d’epoca e chaise longue.
Amankora, Bhutan.
Più che un hotel un vero pellegrinaggio da trascorrere nei cinque rifugi nascosti tra valli, risaie e santuari. Per visitarli tutti, ognuno diverso per stile e dimensione, i proprietari del resort consigliano ai visitatori una permanenza di almeno dieci giorni. Quanto basta per abbinare al relax e al lusso dell’ospitalità la possibilità di fare trekking, coccolarsi nelle spa e conoscere un regno antico e misterioso. Le suite sono arredate in stile minimale ma dispongono tutte di stufe a legna, letti d’epoca in legno e bagni lussuosi
Hotel de la paix, Siem Reap, Cambogia.
Una monumentale facciata candida nasconde al suo interno un tesoro di relax e benessere. Tra legni scuri e preziose decorazioni dorate trovano spazio suite, piscine, spa e un ristorante rinomato per l’ottima cantina di vini. Qui la cultura Khmer incontra il design più moderno e a soli dieci minuti sorge il suggestivo tempio di Angkor Wat, patrimonio mondiale Unesco.
di Benedetta Perilli da repubblica.it



















