Archive for Africa
Congo parco “Gorilla nella nebbia” : l’eruzione del vulcano Nyamulagira (o Nyamuragira)
Posted by: | CommentsCongo, eruzione nel parco dei gorilla di Dian Fossey
Il Nyamulagira, il più attivo vulcano africano, da domenica sputa lava, fumo e cenere sul Parco nazionale di Virunga.
di Christine Dell’Amore
Il vulcano Nyamulagira (o Nyamuragira) in eruzione arrossa il cielo sopra la Repubblica Democratica del Congo.
Il Nyamulagira, che in genera erutta ogni due anni, si è fatto risentire dalla sera del 6 novembre emettendo lava fumo e ceneri sul Virunga National Park. Il vulcano si trova proprio nel parco, a circa 40 chilometri dalla città di Goma.
L’ufficio stampa del parco LuAnne Cadd, avvertita dai ranger, è andata a scattare le prime immagini dell’eruzione, avvenuta a una quindicina di chilometri dal quartier generale del parco a Rumanbago.
Secondo gli esperti, fa sapere Cadd, il vulcano potrebbe continuare a eruttare per settimane, forse anche mesi.
Visitare Suakin in Sudan sul Mar Rosso
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Il Sudan rilancia Suakin, antico crocevia sul Mar Rosso
Immagini da Suakin (Sawakin), storica città portuale del Sudan, situata sul Mar Rosso. Ingenti restauri sono in corso per riportare ad antico splendore quello che tra il Duecento e il Cinquecento fu uno dei porti più trafficati dell’area, crocevia ideale tra Europa (i Veneziani c’erano di casa), Africa e Asia, prima del declino, conseguente all’invasione ottomana. Il Sudan da un decennio almeno è uno dei Paesi a crescita economica più forte, e ha anche risolto pacificamente con un referendum il problema della secessione del Sud. Situato tra Egitto e Libia e i paesi dell’area Centro-orientale, sembra intenzionato a sfruttare al meglio i 300 chilometri di affaccio sul versante centro-occidentale del Mar Rosso. Ecco le immagini dei lavori in corso
da kataweb.it
Vacanze di Autunno in Africa
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L’autunno è il periodo perfetto per partire anche per mete lontane con la possibilità di avere un buon risparmio, considerando che si tratta di bassa stagione. I viaggi low cost e le crociere sono sempre di gran moda, e mentre tutti ritornano all’abituale routine lavorativa c’è anche chi prepara le valigie per andare in vacanza.
Quest’anno si registra un aumento di viaggi in Africa, specie australe, dove si sceglie maggiormente la Tanzania e la Namibia. L’Africa è un territorio che ha un fascino unico, i suoi paesaggi, i suoi tramonti sono delle vere e proprie cartoline che il turista custodisce tra i suoi ricordi.
Le modalità di organizzazione di un viaggio in Africa possono essere diverse: viaggio organizzato, viaggio improvvisato, crociera, con differenti itinerari che possono far prevalere la scoperta del deserto, della natura, delle tradizioni. Chi ama l’avventura senza dubbio preferisce partire prenotando il volo e poi iniziare a visitare l’Africa partendo dai piccoli villaggi, è proprio qui che si apprende come la popolazione continui a preservare le memorie del passato che tanto affascinano gli occidentali.
La crociera in Africa è perfetta per gli amanti del relax totale, per vivere il mare durante il percorso e poi avere un riferimento ben preciso sui luoghi da vistare quando si scende a terra. Il viaggio organizzato in Africa, attraverso l’agenzia di viaggi, permette di trovare soluzioni differenti che possano soprattutto rispondere alle esigenze di tutti coloro che devono partire.
Un villaggio è perfetto per la famiglia, un hotel particolare e romantico nel deserto per una coppia e qualcosa verso il centro, per una giovane comitiva. Le visite possono essere prenotate anche sul luogo ma, per partire con maggiore serenità, è meglio sceglierle prima così da avere un programma ben preciso. La Tanzania è la terra dei ghepardi, degli gnu, delle gazzelle, delle zebre, delle antilopi: è il volto dell’Africa, dove la natura con i suoi paesaggi s’impone in maniera predominante e il turista non può che rimanere affascinato.
Il Parco del Serengeti e il Monte Kilimangiaro sono due mete imperdibili, come lo è anche Zanzibar, un’isola situata sulla costa sempre frequentatissima. Il trekking è un’attiva molto piacevole che permette di scoprire aspetti unici della Tanzania, ammirando il paesaggio da tutt’altra prospettiva. Da non perdere è senza dubbio il bagno con i delfini e le immersioni subacque per ammirare la splendida barriera corallina.
La Namibia è detta anche il paese dell’acqua asciutta: qui il deserto è ovunque l’orizzonte, l’Etosha è formato da sale e qui, ogni giorno, le pozze fangose sono le uniche fonti di acqua per gli animali che lo popolano. Il silenzio permette anche di seguire un percorso all’insegna del relax totale immersi nella solitudine tra le dune, ascoltando solo il vento.
Nel deserto del Namib, invece, ci sono le dune rosse: qualcosa di davvero spettacolare, come anche l’Etosha National Park, una delle riserve naturali più estese di tutta l’Africa. La bellezza amena di questi territori giustifica il boom di partenze anche in autunno, un viaggio che può essere vissuto secondo i propri desideri ammirando scenari incantevoli.
da Youtubevia diredonna.it
Vacanze in Kenya
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Kenya: ecoturismo contro le catastrofi ambientali
Aumentano le strutture ricettive eco-friendly e “responsabili” in Kenya per evitare che una fondamentale risorsa si trasformi in una minaccia.
Il nord del Kenya e i paesi del Corno d’Africa sono stati colpiti quest’estate da una grave siccità che ha provocato – e sta provocando – danni gravissimi e il rischio di una carestia di massa con l’aumento ogni giorno del numero di persone che muoiono di fame e hanno bisogno urgentemente di cibo, la crescita senza limiti del prezzo dei cereali e il dimezzarsi dei bestiami. La mancanza di piogge è stata provocata dal fenomeno della Niña (così chiamato il raffreddamento della temperatura superficiale dell’acqua dell’oceano Pacifico equatoriale) che, neanche a dirlo, dipende dal progressivo aumento del riscaldamento della terra dovuto all’inquinamento e alla “cattiva educazione” ambientale dell’uomo. Le sempre meno ottime condizioni in cui versa il nostro pianeta sono ormai ben note alla maggior parte di noi, eppure ancora troppo spesso si tende a nascondere la testa sotto la sabbia o a bypassare la questione con la falsa credenza del “ma che ci posso fare io”. In realtà quello che può fare il singolo per l’ambiente se non tutto è per lo meno molto a incominciare dall’attenzione alle piccole cose e alla consapevolezza che ogni azione, anche se compiuta da una sola persona, ha sempre una conseguenza.
Il Kenya è una preziosa miniera della terra in fatto di zoologia: le sue riserve e aree protette – il grande Tsavo National Park, l’Amboseli al confine con la Tanzania, i parchi della Rift Valley, il Monte Kenya – sono il regno di una gran varietà di animali (leoni, elefanti, ghepardi, zebre, gnu, giraffe, impala, bufali…) tanto che proprio in queste savane e foreste nacquero i primi safari. Ma lo è anche per ciò che riguarda l’antropologia con la sopravvivenza di civiltà locali che conservano ancora oggi tradizioni e culture proprie non ancora inficiate dalla globalizzazione (Masai, Turkana, Samburu…). Se a questo si aggiunge l’impressionante bellezza e diversità delle sue terre – la sconfinata savana e le lunghe spiagge bianche della costa, la giungla e la Rift Valley – appare scontato il perché questo paese dell’Africa orientale sia meta turistica così ambita.
Visitare uno dei luoghi più belli della Terra non dà il diritto a “distruggerne” un pezzetto, per questo è importante programmando un viaggio – per assistere ad esempio al suggestivo spettacolo della migrazione degli gnu nella Masai Mara National Reserve (giugno-settembre) – farlo in modo da rispettare chi ci ospita, paese e gente.
Il turismo responsabile ed eco-compatibile è uno di questi modi ed è quello su cui si sta puntando anche in Kenya per evitare che una fondamentale risorsa si trasformi in una minaccia. Il primo risultato di questa politica è l’allungarsi della lista di strutture ricettive eco-friendly e “responsabili” che, fermi restando i parametri di eccellenza e lusso che spesso contraddistinguono i lodge e resort nati per ospitare i turisti stranieri, offrono ai loro clienti oltre servizi standard la sicurezza che il loro soggiorno non farà male al Kenya.
L’Ecolodge Masai Mara nell’omonima riserva naturale – immenso parco faunistico che si estende per 1.500 kmq fino al confine con la Tanzania – è una di quelle nella lista: certificata dall’organizzazione Eco Tourism Kenya (www.ecotourismkenya.org) la struttura è composta da 16 eleganti tende ciascuna con zona bagno e una veranda da cui godersi la vista, ed è attenta al risparmio energetico con pannelli solari, riciclo dei rifiuti organici e riutilizzo dell’acqua piovana per irrigare il terreno. Il Sasaab Lodge sorge su una collina sopra il fiume Ewaso Nyiro – il terzo più lungo di tutto il paese – e si contraddistingue per il rispetto dell’ambiente e lo stile raffinato delle 9 grandi abitazioni e della lussuosa spa che ricorda i riad marocchini.
Il Lonno Lodge affaccia direttamente sull’Oceano Indiano da una lunga spiaggia bianca, a pochi km dalla riserva marina di Watamu. Ciascuna delle 8 suite (divise in Executive e Grand Suite, che si sviluppano su due piani) nasce sotto il segno della sostenibilità: produzione in proprio dell’acqua potabile, ricavata dal mare con dissalatore di ultima generazione, piscine fatte con acqua marina, sistema di irrigazione con acqua piovana, energia elettrica prodotta con generatore eolico e pannelli solari per il riscaldamento anche dell’acqua.
Emanuela Puoti da lastampa.it
Il Cane eremita che vive sul Kilimangiaro
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L’EREMITA A QUATTRO ZAMPE SUL MASSICCIO VULCANICO DELL’AFRICA
Il cane che vive sulla cima del Kilimanjaro
Avvistato e fotografato con un cellulare da alcuni scalatori. Nessuno sa come sia finito lassù
Un cane vive sulla vetta del Kilimanjaro, la montagna più alta dell’Africa. A quasi 6000 metri sopra il livello del mare. E a temperature che scendono fino ai meno 15 gradi. Possibile? Un gruppo di scalatori ha avvistato l’animale, vivo e vegeto, e documentato l’insolito incontro con una foto scattata dal cellulare.
L’INCONTRO – In realtà nessuno sa come il cane sia finito lassù, sull’Uhuru, la cima più alta del Kilimanjaro, massiccio vulcanico dell’Africa, in Tanzania. E nessuno sa ancora spiegarsi come faccia a sopravvivere. Senza risposta anche la domanda: da quanto tempo si trova su quella vetta, la più elevata del continente? Per ora c’è solo uno scatto, uno po’ sfuocato, del cane dal pelo coloro ruggine. E il racconto dei quattro alpinisti testimoni dell’incontro avvenuto la settimana scorsa. A quanto sembra – riferisce il quotidiano keniano Daily Nation – già dieci anni fa un cane era stato visto su un fianco dello stesso massiccio montuoso, più precisamente al Baranco Camp, a 3.960 metri. Forse potrebbe essere lo stesso.
EREMITA – «Stavo riprendendo la scalata quando ad un metro da me vedo il cane disteso su una roccia sotto il sole», ha spiegato uno degli alpinisti, il francese Antoine le Galloudec, in una mail inviata al giornale tanzaniano The Citizen. Perplessi i ricercatori messi a confronto col caso: a tali altezze, le condizioni meteo sono assai ostili e le temperature raramente salgono sopra lo zero. Inoltre, non sono da trascurare le gravi conseguenze che può comportare il mal di montagna. Assai rare sono pure le fonti di cibo adeguate in questa zona caratterizzata da pianure desertiche e terreno pietroso. Interpellato sull’episodio, il veterinario Wilfred Marealle ha spiegato che l’animale potrebbe avere la rabbia, forse una spiegazione per la sua inclinazione all’alpinismo. In ogni caso la fotografia dell’«eremita a quattro zampe» che vive sul vulcano dormiente ha già fatto il giro del mondo. La montagna attira ogni anno un gran numero di turisti. Occorre circa una settimana di trekking per arrivare fino alla vetta.








































































